Mamma di giovane tennista racconta…

di - 7 Gennaio 2013


(Foto Andrea Ranalli/Mosquitos)

di Paulina Vanacker (madre di giovani tennisti)

Non sono una addetta ai lavori ma semplicemente la mamma di due splendidi bambini di 5 e 3 anni, che hanno entrambi iniziato molto precocemente a giocare a tennis. Inizialmente ero convinta che bastasse portarli in una qualsiasi scuola di tennis e che ci avrebbero pensato loro. Senza fare polemica… Ma mi sono trovata in grande difficoltà nella gestione di tale situazione, specialmente dal punto di vista della motricità, davvero poco curata.

Credo che nel tennis le fondamenta debbano essere paragonate alla motricità. Ho visto infatti che tennisticamente miglioravano, ma che mancava qualcosa. Difficoltà ancora maggiori le ho trovate nella ricerca di un preparatore atletico in grado di sapere cosa fare con un bambino di 5 anni. Sentivo solo le solite risposte: “a 5 anni si deve divertire, fare le capriole, giocare con i palloncini gonfiabili, ecc. Quando avrà 7-8 anni si parlerà di veri e propri esercizi legati alla motricità” Risposte banali che a mio avviso non portano da nessuna parte.

Dopo diverse ricerche, richieste di aiuto, consulenze con addetti ai lavori ho trovato una persona che mi ha gentilmente risposto rendendosi disponibile ad aiutarmi ovvero il Prof. Salvatore Buzzelli. Dopo averci parlato al telefono il prof. mi ha invitato a Bologna nel suo centro a Villa Pallavicini.

Arrivo il lunedì a Bologna con i miei bambini. Alle 10.30 nevica e Buzzelli ci viene a prendere all’uscita dell’autostrada. Dopo un po’ arriviamo al centro, luogo tra l’altro bellissimo, gli presento i miei figli che Buzzelli mette subito in campo. Prendo il mio Ipad e inizio a filmare mentre il Prof. mi fa vedere esercizi semplici che comprendono però parecchie cose come ritmo, equilibrio, statica, dinamica, velocità. Tutti esercizi senza scarpe da ginnastica, man mano che va avanti ci spiega tutto nei minimi dettagli e a cosa servono tutti i vari allenamenti. Dopo più di un’ora ci spostiamo al palazzetto dello sport, dove il maestro Davide Scala palleggia con i miei due ragazzi per capire il loro livello; tutto questo mentre Buzzelli continua ad osservare. Rimaniamo poi a seguire gli allenamenti di un paio di professionisti. Mio figlio immobile, sguardo fisso sui giocatori, come caduto in un incantesimo. Dopo un po’ mi dice: “Voglio diventare il numero 1, voglio far uscire il fumo dalla racchetta e far diventare la palla invisibile come loro.” Sinceramente anche io rimango impressionata, non ho mai visto così da vicino giocatori professionisti in campo. Il prof. a questo punto propone di effettuare i test con il SensoBuzz: dopo un po’ di difficoltà, soprattutto di concentrazione, mio figlio inizia a fare molto bene gli esercizi. Anche mia figlia di 3 anni vuole provare. Non credevo potesse riuscirci ma riesce nell’impresa. E’ un grande strumento, un sorta di acceleratore di un’automoboile, in questo caso di neuromotricità.

Dopo questa esperienza vedo tutto in maniera più chiara e limpida e non mi sento più in balia di una tempsta in mezzo al mare. Voglio sottolineare che non ho scritto questo articolo per fare pubblicità al Prof. Salvatore Buzzelli ma perché credo che tanti genitori potrebbero trovarsi in una situazione simile alla mia.

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