Una Giornata al Centro Periferico

di - 8 Febbraio 2012


(Massimo Valeri – Foto Nizegorodcew)

di Alessandro Nizegorodcew

Qualche settimana fa mi sono recato al Club Nomentano per curare un servizio televisivo sui CPA (Centri Periferici di Allenamento). Ho avuto modo di conoscere Massimo Valeri, il tecnico federale assegnato alla regione Lazio, la tirocinante Silvia Tozzi (ex numero 676 Wta), oltre ai ragazzi visti in campo tante e tante volte nei tornei nazionali e internazionali giovanili.

Domenica mattina, ore 9, i ragazzi sono già in campo. Sascha e Nicolas Merzetti, Arianna Capogrosso, Marco Mosciatti e Riccardo Balzerani si stanno allenando. Altri non, come ad esempio Cerbo e Calvano, non sono presenti poiché in giro per tornei.

Il rapporto tra i convocati e Valeri sembra essere molto buono. Massimo è serio, determinato e allo stesso tempo dispensatore di battute, caratteristiche che danno all’ambiente un tono professionale, stimolante e divertente. Il ritmo di lavoro è alto e i ragazzi sono molto uniti. “Spesso il sabato dormiamo insieme in albergo e abbiamo creato un bellissimo gruppo” – sottolineano tutti insieme – “e con Massimo il rapporto è ottimo. In campo è bravissimo…”

Il rovescio di Marco “Nieminen” Mosciatti è davvero strabiliante. Nonostante sia ancora piuttosto esile fisicamente, il mancino romano classe 1997 riesce a dare buona potenza alla palla, grazie ad un perfetto timing. Dalla parte del rovescio ha grande dimestichezza, mentre sul diritto, nonostante i grandi miglioramenti, c’è ancora sicuramente da lavorare. Si muove molto bene e i piedi sono piuttosto veloci.

La potenza è invece la caratteristica peculiare di Sascha Merzetti (nella foto a sinistra), anche lui classe 1997. In questo caso i piedi non sono veloci, ma Sascha può comandare il gioco con entrambi i fondamentali e appare un tennista molto quadrato. Tecnicamente non sembra avere particolari punti deboli, ma fisicamente può e deve migliorare molto.

Il fratello più piccolo Nicolas, classe 1999, è invece  un giocatore molto talentuoso, che può inventare qualsiasi cosa (in positivo e in negativo) da un momento all’altro. Il diritto ha un’impugnatura forse un po’ esasperata ma funzionale, mentre il rovescio è qualcosa di unico e irripetibile (a volte anche per lo stesso Nicolas, detto “Iena”). Può giocarlo in back, piatto, in top-spin, con mano dominante destra e anche sinistra, creando a volte traiettorie inspiegabili “tennisticamente”. Come il fratello, però, non è rapidissimo e deve certamente migliorare su reattività e spostamenti. Ma il talento è cristallino.

Riccardo Balzerani, classe 1998 e recente vincitore del Lemon Bowl under 14, è un tennista da superfici veloci. Timing eccezionale, fa un po’ fatica a spingere quando la palla è senza peso. Il modo in cui riesce però sempre a trovare la coordinazione e l’accelerazione è invidiabile. Altro talento di ottima levatura, che sta cercando di migliorare sulla terra ma che avrà nel rapido la superficie ideale.

Arianna Capogrosso (nella foto a destra), classe 1999, ragazza dallo smash di diritto. Non è solo un modo dire, perché “Ari” riesce ad imprimere potenza al diritto senza preoccuparsi dell’altezza della stessa. Quando si giocano i punti classici di fine allenamento, spesso e volentieri Arianna lascia fermi col diritto i compagni di allenamento maschi. Il rovescio è un colpo solido sul quale si può lavorare, così come sul servizio e, soprattutto sulle variazioni, che saranno fondamentali (parere personalissimo) nel tennis femminile di alto livello del futuro. Non basterà più tirare forte sulle righe, perché lo sapranno fare tutte…

La preparazione atletica è curata da Nino Babutri, preparatore fisico fit di II grado, mentre, come detto, la maestra tirocinante è Silvia Tozzi, arrivata intorno al numero 600 Wta a 18 anni ma persasi per strada a causa di un brutto infortunio.

Massimo Valeri osserva, richiama, studia. Il suo è un lavoro complicato ma stimolante e sembra avere tutte le carte in regola per portarlo avanti con successo.

Il Centro Periferico, nel Lazio, è diviso per ora in due circoli. Gli allenamenti vengono infatti svolti, in alternanza, al Club Nomentano e all’Eschilo 2. Come ricordato però più volte da Fabrizio Tropiano, presidente del Comitato Regionale, l’obiettivo primario è quello di avere un centro polifunzionale a Roma, così da poter ospitare il CPA, i professionisti che avranno bisogno o voglia di allenarsi, grazie a campi in diverse superfici (alcuni possibilmente coperti), palestra, foresterie, ecc.

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124 commenti

  1. gianni69

    I nomi indicati,Mosciatti, Merzetti ecc, solo l’elite giovanile e giustamente si punta su di loro.

    I raduni che si effettuano all’Eschilo riguardano sempre gli stessi giocatori, che guarda caso gravitano sempre negli stessi circoli Eschilo, Vianello e pochi altri.

    Le stesse selezioni per le varie coppe, (regioni, pia cup ecc) hanno una gestione molto clientelare e poco trasparente, insomma a dirla chiara se ti alleni all’Eschilo o al Vianello o ai circoli amici, hai la possibilità di essere convocato altrimenti niente.

    E’ vero che la Federazione ha poche risorse, sia economiche che di persone, ma è auspicabile una gestione più trasparente.

    Il fantomatico centro auspicabile a Roma, se poi ha la stessa gestione lobbistica……………….

    Un appassionato genitore.

  2. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @gianni69
    Però dovresti aggiungere chi dovrebbe essere convocato con loro o al loro posto..
    Poi tra l’altro la Capogrosso si allena alla Ferratella, i Merzetti con Silvano Papi, Mosciatti è del Nomentano, Balzerani di Rieti..

  3. bogar67

    Valeri è anche nostro, 🙂 🙂 ci sta una bella inesattezza in questo articolo, il tecnico è stato assegnato anche coi miei soldi di tesserato alla macroarea Lazio – Sardegna e non solo al Lazio.
    Il bravo tecnico, su questo non si discute, verrà in Sardegna il 9 ed il 10 febbraio per visionare ed allenare alcuni atleti isolani al Tc Cagliari.

  4. Gianluca

    Salve,

    Forse il primo post intendeva porre l’accento sulla gestione di alcuni raduni e di alcune selezioni.

    Io sono in zona SUD e ho alcuni amici di mio figlio che giocano all’eschilo (il 2) (mio figlio no altro circolo) e mi è capitato di seguire manifestazioni a carattere regionale alle quali selezioni la prevalenza di giocatori dello stesso circolo è molto forte ed in alcuni casi il livello tecnico sembrerebbe non giustificarlo.

    La mancanza poi di un chiaro criterio per la selezione e partecipazione può far pensare che se non graviti in determinati circoli non capiterà mai di essere visionato.

    un saluto

    Gianluca

  5. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @bogar
    Vero, ma parlando del Lazio, è lui il tecnico assegnato.. Però certo, è anche il tecnico della Sardegna, che ovviamente può visionare in maniera meno continua rispetto al Lazio..

  6. roby2

    Assurdo che non si sia trovata una soluzione per la Macroarea Nord Ovest. La seconda e la quarta città d’Italia e un bacino di popolazione che è il 27% di tutta l’Italia vengono messi in stand by per un anno (art su ultimo Tennis Italiano). Non si può chiedere a genitori e figli di fare tra i 600 e 800 km ogni 15 giorni per andare a Tirrenia. Sono costi enormi in termini di soldi, tempo, studio e lavoro. Possibile che in tutto il Nord Ovest non ci sia un tecnico all’altezza?

  7. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @roby2
    Conosco bene l’argomento, se noti la firma di quell’articolo è la mia. Sul discorso Centri Periferici ho infatti trovato pareri molto contrastanti: gli entusiasti, come le Marche ma non solo, e i delusi come i genitori e i ragazzi del nord ovest. Francamente un anno in stand by mi sembra troppo… Una soluzione si poteva trovare.. Capisco che i sacrifici di chi deve andare a Tirrenia ogni due settimane sia davvero pesante..

  8. pulsatilla

    Io rimango perplesso sul concetto di centro periferico.
    Due volte a settimana vengono radunati i migliori giovani e sotto la guida di un tecnico federale cosa dovrebbero fare?
    Non mi è chiaro questo punto.
    Fanno un lavoro tecnico?
    Tattico?
    Di preparazione fisica?
    Una decina di giovani con un tecnico solo due volte a settimana…e gli altri giorni nel rispettivo circolo con maestri che magari la pensano diversamente.
    Si può fare così un serio lavoro sulla tecnica?
    Secondo me no.
    Anche se c’è un perfetto accordo con i maestri di circolo non è questa la strada giusta.
    Per lavorare sulla tecnica c’è bisogno di continuità e di una guida tecnica – ripeto e sottolineo – una, che sia autorevole e che dica sempre l’ultima parola.
    Supponiamo che il federale sia bravissimo e che impartisca istruzioni al maestro di circolo, che stima può avere il ragazzo del suo maestro di circolo?

  9. Maurizio

    Pulsatilla, le tue domande anche se lecite. denotano una caratteristica tipica del nostro paese, che è scarsa capacità di lavorare in equipe. Se il maestro abituale, ha a cuore le sorti dell’allievo, collabora con gli altri maestri del centro periferico, scambiandosi pareri ed informazioni. Certo, non sempre può essere presente, ma oggi credo esistano infinite possibilità di comunicare e scambiarsi conoscenze.
    Il valore aggiunto di questo tipo di raduni è enorme per i ragazzi che possono confrontarsi con altri coetanei, anche la concentrazione ha un picco in questi allenamenti dove il ragazzo/a vuole dimostrare agli altri maestri ed ai nuovi compagni di saperci fare.
    Poi come in tutte le cose dipende da chi fa cosa e come vengono fatte, ma gli scambi informativi ed le diverse metodologie non possono che arrichire chi ha la possibilità di farlo. Io ho anche predicato spesso anche gli interscambi fra circoli, non sonlo in gare amichevoli ma anche in allenamenti incrociati.

  10. atti

    Il problema principale dei CP, dove non ci sono, non credo sia stato di trovare un buon tecnico…..

    A mio parere, NON è la federazione che non si è mossa, anzi, ma piu’ probabilmente è il comitato regionale locale che dovrebbe attivarsi e fare da filtro per promuovere e sostenere l’iniziativa.
    Iniziativa che, ovviamente, non sempre è completamente “gradita” ai vari maestri e circoli……
    Poi non so caso per caso, quali altri problematiche esistano…. ma in generale dove c’è stata la volontà del comitato regionale, il CP è partito.

    Le osservazioni di Pulsatilla toccano il nervo scoperto, e se facessimo un sandaggio con i ragazzini, penso che preferirebbero allenarsi solo al CP (a parte i figli dei maestri).
    Cmq sicuramente non è da imputarsi al tecnico federale la mancanza di comunicazione e/o di programmi totalmente condivisi e focalizzati.
    Perché il ragazzino quando è al circolo inevitabilmente deve fare un programma generico che riguarda piu’ agonisti, è impensabile che il circolo e/o il maestro adatti il programma del giorno alle esigenze tecniche del singolo, e questo succede sia con il CP che senza CP.

    Questo d’altronde è il PROBLEMA che da sempre dibattiamo su G&F.

    Secondo me, il CP non sottrae proprio nulla alla crescita tecnica, anzi da la possibilità all’agonista di confrontarsi con coetanei dello stesso livello tecnico e motivazionale.
    E alla federazione di avere un monitoraggio pressoche totale.

    Quindi la soluzione finale quale potrebbe essere ?
    Budget permettendo, da una certa età in poi, e per chi lo vuole/merita etc.., CP a tempo pieno, in parte con contributo federale e in parte con una quota a carico della famiglia… perché tuttogratis sarebbe poco democratico, e se uno paga una quota, è anche incentivato ad utilizzarla a pieno regime.
    Fine delle discussioni.

    Sta poi al settore tecnico (e all’utente finale) scegliere e/o meritare di allenarsi al CP.

  11. pulsatilla

    Sono pienamente d’accordo sia con Maurizio che con Atti.

    Con Maurizio quando dice:
    “Io ho anche predicato spesso anche gli interscambi fra circoli, non solo in gare amichevoli ma anche in allenamenti incrociati.”
    Ecco: tutto ciò è molto utile, ma non c’entra niente con i CP.

    Con Atti quando dice:
    “…CP a tempo pieno, in parte con contributo federale e in parte con una quota a carico della famiglia.”
    Ecco: CP 5 giorni a settimana ha un senso, altrimenti è solo confusione per i ragazzi, spreco di tempo e di energia per spostamenti inutili etc…

    Se leggete bene l’intervista di Valeria Prosperi ad esempio si noterà come attribuisca la sua maturazione tennistica al rapporto di stima incondizionata che nutre per il suo maestro.
    Non aggiungo altro.
    Se si dispone di un maestro di cui si ha piena fiducia, che senso ha andare 2 volte a settimana ad un CP? Per poi magari sentirsi dire cose che confliggono con quanto insegnato prima?

  12. atti

    OK, aldilà degli aspetti tecnici, sui quali possiamo anche discutere, e sicuramente esistono mille variabili caso per caso, CP x CP e regione per regione, cerchiamo di spostare allora il tiro sugli obbiettivi….

    Qual’è l’obbiettivo primario di un maestro di un circolo di una buona agonistica di prima fascia ? E per maestro intendo un maestro di prima fascia, esperto e preparato.
    Quindi la persona adatta a gestire un potenziale allievo.
    A chi risponde il maestro di quello che fa ? qual’è il suo target ed obbiettivo finale ? il singolo o la scuola tennis ?

    E viceversa, qual’è l’obbiettivo finale di un tecnico federale che opera in un CP con i migliori ragazzi della regione ?
    Di cosa dovrà rispondere alla federazione ?

    Perchè se no continuiamo a parlare di casi altrui, dove il binomio maestro allievo funziona, ma evidentemente, statisticamente direbbe Nikolik, non è poi così facile ricreare simili premesse….

    Perchè l’obbiettivo della federazione, sarebbe quello di allargare la base potenziale, e non di rimanere su numeri reali minimi e quasi sempre elitari….

  13. Alessandro Nizegorodcew

    @pulsatilla
    Per prima cosa gli allenamenti (obbligatori) settimanali sono 3, e non 2. E già questa credo sia una grande differenza. Inoltre credo che l’interscambio tra circoli anche per gli allenamenti sia fondamentale. Nel caso del CPA è ottimo perché giocano i migliori in assoluto tra di loro, mentre tra circoli boh, sarò stato fortunato, ma dovunque io abbia giocato a Roma questo è sempre avvenuto e avviene tuttora che non faccio più agonismo ma semplicemente l’amatore (quando il ginocchio regge, cioè quasi mai)..
    Comunque per quanto concerne le prime domande di Pulsa.. Si, fanno anche la preparazione atletica

  14. daniele occhipinti

    Complimenti al maestro Massimo Valeri che ho avuto modo di conoscere ed apprezzare quando lavorava al montekatira di Catania. Per lui un ruolo importante ed adatto alla sua caratura. Peccato per noi che in Sicilia abbiamo perso un ottimo maestro.
    Buon lavoro

  15. fede

    I CPA costituiscono un ottimo strumento per allenare e stimolare i ragazzi seguiti dal STN nel prosieguo della loro crescita formativa.
    Va dato atto alla Federazione di avere progettato seriamente un sistema che altrove in Europa sta dando ottimi risultati sugli under.
    Direi anche meglio della Francia, per esempio, perchè i CPA prevedono una frequenza trisettimanale e dunque un confronto assiduo con i Tecnici responsabili.
    E poi sicuramente non si potrà che migliorare di anno in anno, magari con l’inserimento di altre figure professionali preposte agli aspetti, mentali, infortunistici ed alimentari dei giovani agonisti.
    Speriamo che la Macroarea Nord Ovest possa rientrare quanto prima nei programmi federali con l’appoggio di tutti i circoli al progetto CPA

  16. Mammager

    Pulsatilla:
    “…Per poi magari sentirsi dire cose che confliggono con quanto insegnato prima?”
    A quanto mi risulta i tecnici dei CPA non correggono la tecnica; se nutrono qualche dubbio sull’impostazione tecnica di un atleta, ne discutono privatamente col maestro, che rimane l’unico interlocutore diretto, proprio per non generare confusione nel ragazzo o peggio ancora intaccare la stima che questo nutre nei confronti del suo maestro.

  17. challenger

    @ mammager (16)
    Senza polemica ma solo per capire. Cosa fa il tecnico federale al CP? Non fa tecnica, presumo nemmeno tattica perchè anche questa può confliggere con quanto ti ha detto il maestro del circolo. Quindi sta solo a guardarli mentre giocano? Allora se questo è il CP perchè uno dovrebbe fare centinaia di KM e quelli del Nord-Ovest andare addirittura fino a Tirrenia?

  18. Nikolik

    oh challenger, e non ci andare ai CP. Chi ti costringe? Nessuno è obbligato ad andarci, non ci andare. Oltretutto sono completamente gratis e a caval donato non si guarda in bocca. Non ci andare. Basta che poi voi genitori non ti lamentiate della federazione. Restate pure nel vostro circolo- a pagare un sacco di soldi, se pensate che vi convenga.

  19. Nikolik

    Ah, dimenticavoi di fare una domanda: come può fare successo nel tennis, sport notoriamente internazionale e di continui viaggi e spostamenti, un giovane atleta a cui fa fatica fare Qualche centinaio di chilometri per andare a tirrenia, ogni settimana? Poiché il suo futuro sarà di viaggiare per 30 settimane l’anno, non è che ha sbagliato sport?

  20. Far allenare i ragazzini più meritevoli due giorni al Cp e gli altri giorni al circolo un risultato lo raggiunge di sicuro: quello di fare un grandissimo casino!
    @Maurizio
    “una caratteristica tipica del nostro paese, che è scarsa capacità di lavorare in equipe”.
    Nel tennis la capacità di lavorare in equipe non è scarsa, ma semplicemente non è contemplata come possibilità!
    Se anche esistesse una realtà privilegiata (quella marchigiana?) dove fra tecnici di CP e maestri dei circoli vi fosse collaborazione e scambio reale di informazioni, non si capiscono i motivi (in realtà si capiscono benissimo….) per cui un ragazzo debba fare un po’ di qua e un po’ di là! Se si mettono in piedi una serie di centri per seguire i nostri migliori ragazzi, questi devono essere titolari unici ed esclusivi della formazione del ragazzo, sempre che la famiglia sia d’accordo…Questa mi sembra la classica (NON) soluzione all’italiana, fatta per non scontentare nessuno e destinata molto probabilmente a fare l’ennesimo buco nell’acqua!
    Ragioniamo: io faccio il pf in un CP. Il ragazzo lo vedo due volte, le altre si allena nel suo circolo. Supponiamo che io abbia un rapporto perfetto e sia in completa sintonia con il maestro ed il pf del circolo (con quest’ultimo è più semplice, visto che probabilmente non esisterà…): sono a conoscenza di tutto il lavoro che fa nei minimi dettagli nel suo circolo, le scelte sono condivise e la programmazione è organizzata con il contributo tecnico di tutte le figure coinvolte. Ma avete idea del tempo che ci vuole per organizzare tutto questo PER OGNI SINGOLO RAGAZZO? E a che pro? Per non “portare via” il fenomeno al suo circolo?
    Molto meglio che un ragazzino di talento sia seguito esclusivamente dal CP (dando per scontato che la qualità della formazione fisico-tecnica sia di altissimo livello) con UN maestro, UN pf e UNA struttura sanitaria che si occupi delle valutazioni funzionali e del recupero degli infortuni.
    Non è compito mio stabilire chi debba coprire i costi (certo che con quei 3 milioncini l’anno…) e in che percentuali, o come si debba “ricompensare” il circolo per la perdita del suo gioiellino. Questo lo lascio decidere ai dirigenti. Io sono un tecnico e 1) non sono in grado di prendere queste decisioni e 2)non me ne frega un c…o

  21. Perfettamente d’accordo con Mannager: questi sono i problemi che si creano con una co-gestione. Ma che facciano 6 allenamenti al CP!! Ma non è che questa scelta è stata fatta per non prendersi delle responsabilità in merito all’eventuale insuccesso?
    Me lo immagino già: “la colpa è tua che non sai insegnare”…”non è vero, sei stato tu che me lo hai rotto”…ahahah, a pensarci bene forse è meglio così…almeno è più divertente!

  22. nicoxia

    NIkolik vedi sono daccordo sul tuo post 18,io i km li faccio volentieri,tu però continui a dire basta che voi genitori non, e quì la provvidenza è intervenuta,TI lamentiate della federazione,quel ti e non vi per me non è un caso.
    Challenger,fanno continuità,situazioni di gioco e match,con avversarie della stessa età,di un anno maggiore o minore di pari livello e ti garantisco che non è facile trovarle nel circolo vicino,dal punto di vista tecnico sono a disposizione dei maestri per confronti,il tutto con grande disponibilità e gratis.

  23. Mammager

    challenger:
    ti ha risposto nicoxia, in parte. Aggiungerei che credo servano ad aggiornare una sorta di scheda tecnica dei ragazzi, ad annotarne i miglioramenti in maniera indipendente dai risultati. Servono a visionare ragazzi mai visti prima che si sono messi in luce di recente. Per i ragazzi è un’occasione di confronto diversa dal torneo, che contribuisce ad aumentare l’autostima (essere scelti è sempre gratificante, chiedetelo ai vostri figli :)).
    Per quanto attiene le distanze, va da sè che sarebbe meglio per tutti fare pochi chilometri, magari un giorno si arriverà ad avere un CP in ogni città ed a partire da una certa età si alleneranno sempre là. Oggi l’offerta, per quanto imperfetta e soprattutto non uguale per tutti, è questa, prendere o lasciare. Io prendo, ringrazio e continuo ad informarmi sulle alternative PERCORRIBILI 🙂

  24. pulsatilla

    La verità, l’unica verità sui Cp è stata illustrata con la solita chiarezza, sincerità e competenza da Davide al post 20.
    I genitori accettano e giustificano tutto ciò che è gratuito.
    Quando qualcosa è gratis lo spirito critico bisogna lasciarlo da parte e questo lo dice anche Nikolik nella sua povertà logica.

    I Cp hanno un senso se durano tutta la settimana, sennò è perdita di tempo.

  25. roby2

    Non conoscendo bene i meccanismi chiedo chi mi può dare qualche informazione: i ragazzi del Nord Ovest che dovranno andare a Tirrenia, in quali giorni della settimana? Indicativamente qual’è l’orario di inizio del primo giorno e di fine delle attività dell’ultimo?
    Grazie mille

  26. nicoxia

    Pulsatilla,se gli amici del blog potessero conoscere chi sei e sopratutto chi sono i tuoi allievi,capirebbero se hai ragione o torto così come quelli di Davide,perchè ripeto criticare è facile ma poi far vedere i risultati delle propie scelte non tutti se lo possono permettere,Max si è allontanato propio perchè il valore di conoscere il prodotto per giudicarne il percorso è fondametale,se no si è solo chiacchere e pergiunta senza distintivo.
    Sono daccordo sull’aggiunta di Mammager in più aggiungerei,che socializzano tra loro si divertono provano nuove esperienze essenziali per la crescita,vedere faccie nuove stimola,i maestri si confrontano e vedono costantemente la crescita di diversi tennisti della stessa età,aumentano le loro conoscenze,si potrebbe continuare con molti aggiungerei ma per Pulsatilla sarebbero inutili,perchè per uno che deve rimanere nell’ombra conta solo la sua idea ,tanto non si può confrontare il nulla.

  27. nicoxia

    Roby2,ogni 15 giorni iniziano alle 3 del sabato e finiscono,alle 4 di Domenica,su sei campi 2 max 3 allievi per campo un maestro ogni campo,è vero che è distante ma il disagio è compensato dalla qualità superiore,l’anno scorso pur essendo Bologninom olto valido era da solo a Tirrenia c’è la presenza fissa di Palumbo PaolissoColombo Calcagno ed altri tecnici a turno si sono visti giocatori di un certo livello hanno visto anche la Knap allenarsi ha supervisionato Infantino .

  28. Nikolik
    “Ah, dimenticavoi di fare una domanda: come può fare successo nel tennis, sport notoriamente internazionale e di continui viaggi e spostamenti, un giovane atleta a cui fa fatica fare Qualche centinaio di chilometri per andare a tirrenia, ogni settimana? Poiché il suo futuro sarà di viaggiare per 30 settimane l’anno, non è che ha sbagliato sport?”

    Se la federazione è così meritoria perche non organizza il trasporto dei ragazzi ai cp invece di lasciare questa incombenza ai genitori? Vedi che alla fine se non ci fossero i tuoi vituperati genitori il sistema non funzionerebbe? Vedi la differenza è che i ragazzi dopo i 18 guidano la macchina e non hanno bisogno di accompagnatori. Prima dei 18 anni invece purtroppo ne hanno bisogno!!!
    Come mai Dell’Edera definisce i genitori la 4 gamba che sostiene la crescita di un giovane tennista? C’è una visione differente dell’importanza dei genitori in seno alla federazione?

  29. nicoxia

    A me costa come una settimana di allenamento,quindi se ci vado certamente non è perchè è gratis.

  30. nicoxia

    Federico in ogni riunione della Federazione è sempre stata ottolineata l’importanza dei genitori,Nikolik per fortuna non è la Federazione è un tifoso ultrà della federazione,io preferisco il tifoso anche della curva ma non ultrà.

  31. nicoxia

    La federazione per i non risultati degli anni passati è stata molto criticata,e nessuno in questo blog l’ha difesa,Max era uno dei sostenitori di questa incompetenza passata,ha sempre detto che avrebbe accettato solo quello che per lui sarebbe stato utile,è vero che ai cp non aderisce,probabilmente per un calcolo costi benefici,ma è anche vero che qualcosa accetta,e di lui non si può sospettare che sia filo federale,quindi le sane critiche sono un segno positivo,ma quelle nascondendosi hanno poca valenza,quelle di Max avevano un’altro spessore ,gli affezionati del blog hanno potuto constatare che hanno anche dato riultati tangibili nella crescita.

  32. roby2

    Se è nel week end va già meglio. Tuttavia l’impegno è comunque molto oneroso. Da Sondrio andata ritorno 850 km, 200 Euro di carburante e pedaggi, 40/50 euro di pasti in viaggio, 100 Euro di vitto e alloggio genitore (immagino che il ragazzo sia ospitato nella struttura). Circa 700 Euro al mese e 4 giornate tolte al resto della famiglia.
    Impensabile che il ragazzo possa viaggiare da solo: sveglia ore 5,00 25 minuti da casa a stazione, 6 ore di treno fino a Pisa, 15/30 minuti di attesa bus per Tirrenia, 32 minuti di bus. Senza intoppi 7 ore di viaggio in andata e 7. Per il ritorno il primo treno utile per il ritorno è il mattino successivo alle 5,44 ma non c’è il bus da Tirrenia che è alle 6,03. Quindi treno alle 8,32 arrivo a Sondrio 14,21. Persa una giornata di scuola. E’ vero che i tennisti dovranno abituarsi a viaggiare il mondo anche in condizioni molto critiche ma a 14 anni mi sembre un pò troppo.

  33. atti

    Poniamo che magari prima di criticare, bisognerebbe perlomeno andare in un CP; vedere, capire di persona…analizzare, confrontare, ascoltare e poi forse si avrebbe un quadro piu’ definito.

    Perché fra un progetto utopistico “perfetto” con un budget illimitato e il coach superrinomato che ti segue fin dall’asilo (con tutto lo staff), e viceversa essere e crescere in una normale agonistica di circolo, ecco, in mezzo ci sono migliaia di situazioni e casi che non si possono sommariamente classificare. C’è il bianco, c’è il nero, ma esiste anche il grigio, il rosso, il verde scuro….

    Questa soluzione dei 3 gg a settimana al CP , non penso che sarà quella definitiva che la FIT ha in mente..
    Diamogli un po’ di tempo per capire dove e come migliorare. Già rispetto alla stagione scorsa, nelle regioni dove ci sono i CP, la musica è notevolmente migliorata…
    Io mi preoccuperei di capire come mai in alcune regioni non si è potuto proseguire con il progetto ? Chi ha messo i bastoni fra le ruote ?
    Ovvio che di queste strutture ne beneficeranno ancor di piu’ le generazioni dal 2000 in poi.
    E banale dire che l’ideale sarà sempre avere uno staff personale e indipendente a disposizione. Ma dai… e noi che pensavamo che invece…..

    Di questi argomenti ne parliamo su G&F da anni, e spesso abbiamo criticato anche aspramente, ora che finalmente la federazione si sta muovendo, diamogli un minimo di credito.
    Gratis o non gratis….anzi meglio non gratis del tutto.

  34. Nicoxia,
    non mi sembra che Nikolik sia un fan molto attento della federazione, altrimenti saprebbe quali sono le linee riguardo ai genitori. A prescindere da questo, la mia idea è che i genitori siano benvenuti quando devono fare da tappabuchi e che siano vituperati quando vogliono avere voce in capitolo.
    A mio modo di vedere dovrebbero far parte del progetto in modo più consapevole e responsabilizzato secondo direttive della federazione. Per esempio, dal momento che molti ragazzi sono accompagnati ai cp dai genitori, non sarebbe cosa utile e buona organizzare delle riunioni tecnici-genitori (e su certi argoimenti far partecipare anche i ragazzi)con un programma di argomenti definiti?

  35. nicoxia

    Roby2,Milano 600 km,60 euro gasolio 50 autostrada 5 euro panini da casa,il vitto e l’allogio per i maestri gratis,230 al mese.

  36. @Atti
    Tempo per capire? Scusa, ma non si farebbe prima a fare una domanda del tipo “Ma questo è il progetto definitivo o pensate a un’evoluzione? E se si, quale?” Facciamoci dire subito cosa hanno in mente a breve, medio e lungo termine. Altrimenti rischiamo di criticare un progetto che è solo allo stadio iniziale senza avere sufficienti elementi per giudicare. E poi vi ricordo che paghiamo tutti una tessera, una quota pre potyer lavorare e un’altra per qualificarci: mica è un delitto chiedere alla FIT che cos’ha in mente di fare, eh? A me in 2 anni non è MAI arrivata una mail su un’iniziativa di formazione, una riunione e, per dirla tutta, neanche una risposta quando ho posto delle domande relative all’amministrazione della mia posizione. L’unica cosa che mi arriva puntuale è la programmazione televisiva di Supertennis!!!

    Il progetto CP ha senso se portato avanti in tutte le regioni: in caso contrario i disagi per i ragazzi rischiano di vanificare tutto. E’ vero che lo sport, se lo si vuole praticare ad un certo livello, richiede “sacrifici” e rinunce, ma una cosa è chiederli ad un bambino di 12 anni, un’altra ad un adolescente o ad un adulto. Il progetto CP deve essere un progetto di qualità (e dunque per l’elite del nostro sport…) ma questa elite deve essere scelta su base la più ampia possibile. Se il tennis continua a costare 4 volte gli altri sport, se per allenarmi ad un buon livello devo fare centinaia di km e se nessuno mi sostiene, io sono messo nelle condizioni di valutare altre cose. Quanti, fra questi che non ci provano neanche perchè non ne hanno le possibilità, hanno un talento spendibile? Ai circoli il reclutamento di base (con una formazione di qualità, s’intende….), alla FIT il compito di gestire il talento…in collaborazione con le famiglie (anche se la gestione dei genitori è a volte indubbiamente complessa!)

  37. pulsatilla

    Al CP:
    Il mio bambino di diverte.
    Il mio bambino socializza con altri.
    Il mio bambino è contento perchè è stato scelto lui e non altri.

    Il cuore di mammager è il cuore di mamma e non le si può rimproverare niente. Tutto ciò che fa la felicità del proprio pargolo è ammesso, anche se nelle sostanza è una ciofeca.

    Atti invece parte da un presupposto molto pragmatico, visto che l’insegnamento nel circolo è deficitario, tutto ciò che si aggiunge – ad es. il CP dove si ha la possibilità di giocare con i migliori – è tutto di guadagnato, anche se non è il miglior allenamento possibile, che resta per Atti un’utopia.
    Atti, il tuo è un punto di vista più che rispettabile, fra l’altro spiega anche perchè tutti coloro che hanno una situazione ottimale di allenamento al CP non ci vanno o, se ci sono costretti per motivi “di diplomazia”, ci vanno il minimo indispensabile.

    Nicoxia,
    non capisco quello che dici, non capisco perchè il tuo pensiero deve essere sempre mediato da quello di Max, che tu citi come fosse il Messia.

  38. Nikolik

    Federico Di Carlo,
    non comprendo quando parli di mie presunte linee guida sui genitori.
    Di che parli?

    Nella fattispecie, rispondevo ad un utente, tale challenger, che si lamentava dei CP.
    Gli ho consigliato di non andare, visto che è una cosa volontaria, nessuno ti costringe ad andare e non c’è nessuna sanzione per chi non va.
    Si vede che, chi non va, ha fatto i suoi conti ed ha visto che è una cosa che non gli conviene.
    Al contrario, chi va si vede che ha fatto i suoi conti ed ha visto che gli conviene.
    Diverso sarebbe, se mi permetti, se la Federazione dicesse: oh, ragazzi, son obbligatori questi CP, dovete darmi mille euro l’anno e chi non viene tra coloro che sono invitati è fuori dal giro, fuori da tutto.
    Però mi sembrano strane queste critiche per una cosa gratuita.
    Ha ragione Atti, io farei pagare.

    Poi dopo ho fatto una domanda.
    Tu hai risposto che la federazione, che già ti mette a disposizione tutto gratis, deve anche organizzare dei pulmini e qualcosa altro.
    Ne prendo atto.
    Prendo atto cioè che non hai risposto.
    Riformulo la domanda, quindi:
    che futuro ha in questo sport, dove viaggi e spostamenti sono all’ordine del giorno, chi, fin dall’inizio, ritiene un sacrificio andare a Tirrenia, dove tutto è gratis?
    Figuriamoci che dirà quando si accorgerà che un ragazzo di 14 anni, di livello, gioca almeno una decina-quindicina di tornei all’anno, in varie parti d’Italia e di Europa, se è bravo.
    Meglio che si abitui a viaggiare, o no?

  39. nicoxia

    Pulsatilla,Max ci ha messo la faccia,il Messia non mi avrebbe insultato ripetutamente come ha fatto lui,ma io l’ho accettato perchè questo è il suo modo di essere,comprendere non vuol dire condividere,tu ti nascondi perchè non hai le palle di prenderti le tue responsabilità,è un’insegnamento che non vorrei mai dare ai miei figli.

  40. atti

    Con Davide posso essere d’accordo sulla scarsa comunicazione, e anche su altri punti.

    Bisogna vedere quali sono gli scenari piu’ percorribili, controllabili ed efficaci a medio termine.
    Perché sappiamo bene che un conto e fare in prima persona come federazione, un altro è delegare ai circoli. La delega ai circoli non è che abbia molto funzionato finora.
    Tu stesso, fra virgolette, ne sei “vittima”. Il ruolo del PA difficilmente potrà essere riconosciuto con l’attuale sistema di reclutamento e allenamento.

    Pero’ qua non si discuteva se l’universo tennis è rotondo o quadrato, ma solo se i CP sono o possono diventare uno strumento per migliorare tutte le problematiche che conosciamo legate alla crescita di potenziali buoni genitori, rispetto alla perenne ricerca di un punto di appoggio reale .

    Secondo me si.

    Pulsatilla,
    la semplice critica fine a se stessa, nel tempo, diventa capacità di osservazione e ricerca di soluzioni.

  41. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    Per tutti.. Abbiamo avuto qualche problema sul sito per aggiornamento software. Se riscontrate problemi o altro segnalatelo grazie.

  42. nunziovobis

    Ma se i genitori sono la quarta gamba, le altre tre chi sarebbero? tanto per saperlo che io ancora non le ho individuate

  43. Nikolik
    “che futuro ha in questo sport, dove viaggi e spostamenti sono all’ordine del giorno, chi, fin dall’inizio, ritiene un sacrificio andare a Tirrenia, dove tutto è gratis?”

    Mi spieghi come diavolo dovrebbe fare un ragazzino di 13 anni a farsi da solo 400 Km? Con quali mezzi di trasporto? Con quali tempi di percorrenza? Se un ragazzino si deve fare tre volte alla settimana 400 km al giorno, come pensi che un ragazzo di 13 anni possa conciliare con la scuola? Ah è vero, dimenticavo!!! per te se uno/a ci vuole provare veramente a 13 anni dovrebbe già lasciare la scuola!!!!
    Gli spostamenti gravosi di cui parli tu i ragazzi cominciano a farli intorno ai 16 anni nei futures e challengers, non a 13!!!!!!!
    Non confondiamo i ceci con i fagioli!!!!

  44. Roby

    Il CP anomalo è quello di Tirrenia per Lombardia, Piemonte e Liguria per il resto gli altri si trovano a distanze accettabili.
    Prima non c’era nulla ed ora questi centri sono delle iniziative positive in cui i ragazzi ed anche i loro allenatori possono imparare e crescere tecnicamente e tatticamente.
    Occorrono menti aperte da parte dei maestri dei ragazzi e anche disponibilità da parte dei maestri federali. Altra cosa importante è che nessuno è obbligato a fare nulla perché prima di andare ai centri arriva un foglio in cui si può o no confermare la propria partecipazione e se i motivi sono validi non credo che qualcuno abbia a ridire.

  45. Nikolik,
    tu stesso hai scritto che la percentuale dei junior che ce la fanno ad emergere a livello professionistico è bassissima. Se frequentare un cp vuol dire sacrificare la scuola, i nervi, l’energia di tuo figlio, tu da genitore, a 13 anni gli faresti fare una vita del genere? Io, personalmente, non gliela farei fare. Tanto più che mi sembra che quando non c’erano i cp i giocatori, tra ,male e bene sono comunque usciti. Inoltre, se i ragazzi sono riusciti in qualche modo ad emergere, in fondo, i tanto denigrati maestri pierini qualche merito e qualche capacità pur ce l’avranno. o no? Forse è questione di cercare bene…… Aggiungiamoci pure che portare il ragazzino al circolo a 20 km è molto più comodo, richiede molto meno tempo e comunque non annichilisce il lavoro e gli impegni di un genitore ed i bisogni e gli equilibri di un’intera famiglia….. Alla fine bisogna prendere tutto in considerazione.
    Io, ripeto, è un sacrificio che in questi termini non farei. Piuttosto opterei per un’indagine di mercato e mi andrei a cercare nei paraggi il maestro migliore che possa insegnargli la parte tecnica e tattica, un preparatore competente che gli possa fare la parte atletica ed un allenatore mentale che lo faccia esercitare in campo.

  46. trophy

    @ 28 di carlo
    @ 45 nunzio vobis

    la definizione non è di miki dell’edera ma mia.
    me ne assumo la responsabilità (o colpa!).
    a michelangelo piacque quando la usai per la prima volta 5 anni fà in un convegno di casa lazio nel quale sostenevo che secondo la mia esperienza il tennis giovanile è come un “tavolo a 4 gambe: gli atleti (i ragazzi), i maestri, i genitori e i dirigenti”.
    aggiungevo che se manca o non è solida una qualsiasi delle 4 gambe il tavolo traballa e rischia di cadere.
    credo ancora oggi che sia una similitudine corretta.

    @ 34 federico di carlo

    parlo per la fit lazio.
    mai abbiamo considerato i genitori utili come tappabuchi e da vituperare se vogliono dire la loro.
    in realtà spesso abbiamo organizzato, durante alcuni tornei, incontri con i genitori per illustrare le iniziative, per raccogliere proposte e anche per aggiornarli sui regolamenti…
    è comunque una vexata quaestio.
    i genitori sono importantissimi ma a volte hanno la febbre alta…

    @ 37 davide
    per quanto riguarda i cp il nostro funziona molto bene e le utilità sono diverse per i ragazzi.
    ma il presupposto vincente è la collaborazione tra il tecnico federale ed i maestri dei ragazzi che si scambiano di continuo impressioni, consigli, pareri.
    inoltre il poter cambiare habitat (circolo), palla e avversario (sparring), il respirare un’aria diversa meno provinciale e di casa aiuta la crescita dei ragazzi.
    ovviamente la prospettiva – almeno nel lazio – è la creazione di un centro stabile con strutture coperte (si pensi oggi alla situazione della neve a roma e all’impossibilità per i più di giocare per almeno 15-20 giorni data la scarsità di coperture) e in superfici diverse dove stabilire un centro servizi che vada dagli under 10 ai professionisti e dove si possano confrontare e sperimentare idee tecniche e organizzative diverse.

    il mio pensiero è che i circoli tradizionali siano un salvagente per il tennis nei momenti di crisi (là non si smette mai e sotto una soglia minima di praticanti non si scende) ma al tempo stesso siano un “collo di bottiglia” nei momenti di espansione e boom (come questo) del tennis.
    per fare il tentativo nel circuito servono altre infrastrutture ed altre organizzazioni.
    ai circoli prevalentemente la promozione e le scuole di base.

    e la fit sta ragionando in questo modo.
    basta vedere le nuove tipologie di scuole ed il progetto che l’istituto lombardi sta mirabilmente (per me) costruendo.

    scusate l’irruzione con queste riflessioni spero utili.

    trophy

  47. fede

    I CPA sono un’iniziativa lodevole, fuor di dubbio,…. compreso Tirrenia quest’anno per la Macroarea Nord Ovest; proporrei ai genitori di fornire contributi costruttivi affinchè possano migliorare anno dopo anno.
    Personalmente troverei interessante affrontare nei CPA il discorso di prevenzione degli infortuni che accompagnano inevitabilmente lo sviluppo dei ragazzi e l’attenzione ad un’alimentazione corretta per lo sport praticato.

  48. x Trophy,
    dal mio punto di vista i genitori sono fondamentali per l’educazione e per la gestione di un agonista nel tennis. Sono i genitori che si fanno carico della maggior parte dei costi, organizzazione, tempo, logistica dei ragazzi. Moltissimi grandi giocatori non sarebbero arrivati al tennis senza la pervicacia e l’attenzione di genitori presenti, attivi e lungimiranti.
    Quando è il genitore a pagare in prima persona, mi pare finanche ovvio e scontato che il genitore diventi coinvolto nel progetto e che a volte si “possa riscaldare”. E’ proprio per evitare ciò e fare in modo che si instauri un rapporto costruttivo che ho scritto che la figura importante del genitore andrebbe in qualche modo gestita, aiutata e formata da parte della federazione. I 4 piedi del tavolo devono essere anche montati dalla stessa parte, devono essere della stessa lunghezza e fattezze etc.

  49. nunziovobis

    Ma avete mai pensato che se la gamba genitore è piu lunga delle altre tre, il tavolo esce storto? eppure ci sono tavoli che si mantengono con una gamba sola, quelli belli rotondi, con una bella pedana centrale , sono i tavoli che a me piacciono di piu

  50. @Trophy
    Io stesso numerose volte ho sottolineato l’importanza di avere strutture federali per la formazione e la gestione dei nostri migliori talenti. Ho anche precisato che la diffusione deve essere almeno regionale, altrimenti averne tre in tutto il Paese non serve a nulla. Io non discuto che siano una buona cosa: sto solo dicendo che non comprendo (in realtà comprendo benissimo…) perchè se un ragazzo viene selezionato poi debba allenarsi un po’ di qua e un po’ di là.
    Io nel mio post 20 ho fatto considerazioni e domande molto precise e circostanziate. Noto che però quasi nessuno entra NEL MERITO di queste.
    Io nel calcio, una decina di anni fa, ho curato il settore giovanile di una società professionistica, che fino ad allora teneva i giocatori dalla categoria “Giovanissimi” in su (dai 13 anni), occupandomi dell’avvio della categoria “Esordienti” (dagli 11 anni). Dati i pochi fondi a disposizione, la selezione dei ragazzi fu fatta a livello interprovinciale, con scuole entro i 30-40 km massimo. L’idea di fondo era quella di far venire i ragazzi al nostro centro per due volte a settimana e lasciarli allenare con la loro società di origine (e quindi con i loro compagni) per il terzo allenamento. Questo ci consentiva anche, in caso di taglio, di rendere meno traumatica questa evenienza e, per i non convocati la domenica, di permettere loro di giocare con la loro vecchia squadra. Sembrava un’ottima idea, tanto che di questo progetto si parlò molto positivamente come esempio di intervento rispettoso dei ragazzini, poco traumatico, etc. etc. persino nelle Università!
    Bilancio? Assolutamente FALLIMENTARE! Non lo rifarei mai più! Quando si mettono i piedi in due staffe si crea solo confusione! I ragazzini meritevoli o si allenano nei centri federali o si allenano nel loro circolo! Le vie di mezzo servono solo come contentino ma non hanno niente a che fare con la formazione e la crescita del talento! Provate a chiedere al padre di Quinzi se una roba del genere l’avrebbe considerata una soluzione valida e se l’avrebbe accettata!

    Nel tennis c’è bisogno di un progetto che preveda il raggiungimento di obiettivi a breve, medio e lungo termine. Progetto che deve essere continuamente adattato in itinere e che non può essere spezzettato sballottando il ragazzo a destra e a sinistra.
    Indubbiamente il cambio di ambiente, la possibilità di variare le situazioni e tutte le cose che avete detto hanno un loro peso, ma non così determinante come altri. Ma perchè in Italia questi aspetti vengono sempre giudicati prioritari? Forse perchè le motivazioni e gli stimoli dei ragazzi non sono sufficienti e devono essere continuamente alimentate dall’esterno?
    Se hanno NECESSITA’ di queste cose (che per carità è bene che ci siano!) lasciateli nei circoli, che si chiamano così perchè sono nati per favorire l’aggregazione e la socialità.
    Quando vogliono imparare a giocare a tennis fatemi un fischio…

  51. Roberto Commentucci

    Davide,

    Roma non è stata fatta in un giorno.

    Il dramma della Federazione Tennis è che deve cercare di ottenere risulttai nel ternnis agonistico pur essendo controllata da una rete di società sportive affiliate che si dedicano al 99% al tennis ricreativo.

    Il problema è la Governance. Se la Federazione fa delle fughe in avanti, si ritrova in tutta Italia quel che è successo nell’area Nord Ovest.

    Per cambiare la Governance della Federazione, sottraendola al controllo della base ricreartiva, ci vuole una legge dello Stato. Che però in questo momento ha altre priorità, direi.

    Quindi l’esperimento CP è un tentativo, graduale e “soft” di convincere il movimento a migrare in modo progressivo ad un assetto fatto di tanti piccoli centri federali decentrati.

    Una cosa che se la si fosse provata a mettere in piedi dall’oggi al domani, avrebbe sicuramente portato a traumatiche crisi di rigetto.

    La politica è l’arte del possibile, caro Davide, e l’Italia è un paese sostanzialmente di merda, regno delle corporazioni, dei potentati locali e delle piccole lobby.

    Quel che si sta facendo sui CP è il massimo possibile, credimi. E fai una cosa.
    Spedisci il tuo bravo curriculum in FIT, magari ti assumono. 🙂

    (dico sul serio)

  52. Leo caperchi

    Cosa e’ successo nella macroarea nord ovest roberto?Ci vuole una legge per cambiare la governance o un direttore tecnico con settore tecnico per avere una governance tecnica e una ricreativa?stai dicendo che il progetto dei 5 centri di allenamento periferico e’ ancora in piedi?

  53. pulsatilla

    Al netto dei filofederali e dei farneticanti alla Nikolik la verità, l’unica verità è quella espressa nel post 54 dal solito onesto onestissimo Davide, che ringrazio ancora una volta.
    Quando un giorno ti sarai venduto anche tu per quattro lenticchie forse non leggeremo più le analisi chiare e oneste, però sarò lo stesso contento per te perchè ti sarai sistemato economicamente. Tu sei una risorsa vera del blog perchè le sirene dell’illusione manipolano con facilità le nostre povere menti di genitori ignoranti facendoci credere che i nostri figli possano crescere tennisticamente ai CP.

    L’analisi politica-federale di Commentucci non mi convince appieno. E’ stato fatto digerire di tutto ai circoli negli anni, balzelli a non finire. Ora improvvisamente si rischia una rivoluzione se si tenta un progetto più serio? Forse si rischia di perdere le elezioni. Ma a noi genitori cosa importa?

  54. nicoxia

    La verità la scopriremo solo vivendo,di sicuro qualcuno sparirà nell’etere senza lasciare traccia,perchè scrive da entità astratta e sappiamo bene che non potrà mai rivelarsi,se non con il suo avatar.
    Commentucci ha fatto le sue scelte ed espone cercando di fare e di risolvere concretamente con logica,altri nessuno continuano a fare gli allenatori di calcio della nazionale tanto sanno che con le loro capacità non potranno mai risolvere niente,quindi è megio continuare ad essere nessuno.

  55. Stefano Grazia

    Leggendovi dai Lontani Confini dell’Impero e con il dovuto distacco e ‘detachment’ dell’ex e della lontananza, mi e’ venuto in mente Andreotti quando diceva che Il Centro Periferico logora solo chi non ci va …. Onestmente rimango perplesso e un po’ allucinato nell’udire tante critiche anche perche’ io sono sempre stato un sostenitore dell’ASSEMBLAGGIO…cioe’, io un coach solo non lo vorrei…un Coach Supervisore si, ma cosa credete, che da Bollettieri i ragazzini non vengano seguiti da diversi coaches? C’e’ l’esperto del Servizio (il Dr Serve), c’e’ l’esperto del dritto, c’e’ quello che ti insegna il gioco al volo …. Sampras per esempio era allenato dal Dr Fischer, il pedofilo, che lo mandava al Mercoledi’ da Robert Lansdorp, il Guru della West Coast (Tracy Austin, Myskhina, Spadea, Sharapova,etc etc) per allenare i Groundstrokes e al venerdi’ da De Little per le volley … Pulsatilla dira’ adesso che i CP sono un’altra cosa, ma francamente a me sembra che lamentarsi dell’opportunita’ di allenarsi 2-3 volte a settimana coi migliori della regione e con un Coach Federale sia impagabile …ERA TRA L’ALTRO UNA DELLE PRIME COSE CHE NOI GENITORI CHIEDEVAMO NEI PRIMI MESI DI G&F AI TEMPI DEL BRACCOUBALDO SHOW e quindi da uno che non ha mai risparmiato critiche alla Federazione (i costi, la segregazione dei genitori, il vincolo che per me rimane un ‘v’inculo’…), qui io sono felice di poter esprimere un PLAUSO alla stessa, anche se io non ne posso usufruire … Dal mio punto di osservazione credo che i CP siano una ottima cosa IN PRINCIPIO (poi, ovviamente ce ne saranno alcuni che funzionano meglio di altri) e l’unico ad avere il diritto di lamentarsi e’ semmai il Maestro di Circolo che ci rimette due o tre giorni di lezioni se e’ ancora pagato a cottimo e quindi, se e’ meschino e non vede al di la’ della siepe, potra’ spargere melliflui veleni sminuendo questo o quel coach o lamentandosi che in soli due mesi gli hanno rovinato chi avrebbe potuto diventare il nuovo Federer …. Ma se il Coach e’ onesto,e ha un vero progetto fra le mani,e soprattutto NON e’ radicato al Circolo d’origine, dovrebbe riuscire a comprendere che ‘nessun uomo e’ un’isola’ e poi, magari, potrebbe andare anche lui almeno una volta a settimana e interagire coi Federales… Certo, alla fine, se fai tre giorni ai CP, un giorno di riposo e nel week end giochi i rodeo, verrebbe da chiedersi chi sia il vero Coach … Io dico che rimane in fondo il Genitore, nella sua funzione di Manager e di Coach alla Brad Gilbert: autista, buddy, motivatore, procuratore di campi e palleggiatori, etc etc …(leggetevi il suo secondo libro ,dopo Winning Ugly, dal titolo I got your back!)

  56. challenger

    nikolik
    “oh challenger, e non ci andare ai CP. Chi ti costringe? Nessuno è obbligato ad andarci, non ci andare. Oltretutto sono completamente gratis e a caval donato non si guarda in bocca.”

    Sgombriamo subito il campo da dubbi. Mio figlio ai CP non è stato convocato. Se qualcuno vuole tirare in ballo la storia della volpe e dell’uva lo faccia pure che a me poco mi cale.
    Se mio figlio fosse stato convocato nn lo avrei mandato. Non per motivi di distanza o costi di trasferta (il CP è a 80 km da casa) ma per i motivi che ha ben evidenziato Davide al commento 54.
    Il circolo dove si allena mio figlio è a 60 km da casa (quindi sarebbe stato indifferente portarlo al CP). Perchè un circolo così “scomodo” logisticamente? Semplicemente perchè quello a 10 km dove si allenava prima era uno dei circoli cui fa riferimento NIkolik. Paghi molto, per allenarsi poi in 4 in un campo , con PA piuttosto scadente. Però Nikolik dà per scontato che sia dappertutto così. Al circolo attuale stessa spesa, rapporto 1 a 2 in campo , si allena con ragazzi più grandi e piùforti, uno di questi va anche al CP, PA completamente diversa da prima, metodo di allenamento nemmeno da paragonare a quello precedente.
    Il mio post precedente non era polemico. Se il tecnico del CP non modifica la tecnica, non modifica la tattica, la valenza del CP è solo quella di far giocare fra di loro ragazzini forti e creare maggiori stimoli e motivazioni. Se invece il tecnico del CP sviluppa pure tecnica e tattica il rischio di confusione nei ragazzi è altissimo. In un caso o nell’altro a mio parere (che conta meno di niente) il CP non serve a meno che il circolo in cui si allena sia stile il mio precedente. Mio figlio già gioca con ragazzi forti e motivati e con un maestro che lavora molto bene. Io concordo con Davide. Se un ragazzino ha bisogno del CP per crearsi maggiori stimoli e motivazioni è meglio che cambi sport. IL tennis è proprio l’ultimo sport che può fare.

  57. Diego

    Se uno si trova bene al Circolo come giustamente detto im molti post puo’ non andare al CP (ammesso che venga convocato) .
    Meglio avere piu’ possibilita’ e poi scegliere.
    E’ ovvio che dopo i 15 anni ci vuole un allenamento piu’ personalizzato e questo dipendera’ dalle qualita’ e dalle possibilita’ anche economiche.
    Qui per i migliori dovrebbe entrare in gioco il centro di Tirrenia che comunque offre un buon servizio anche a livello economico.
    Per chi ha possibilita’ economiche e’ sicuramente meglio un Team personale, ma penso che pochissimi possano permetterselo.
    Sarei curioso di capire le cause dello smantellamento del CP nordovest ,se non sbaglio diretto da Caperchi, spero quindi che anche Roberto Commentucci dica la sua e risponda a Leo.

  58. kill Bill

    Trophy :
    ”…per fare il tentativo nel circuito servono altre infrastrutture ed altre organizzazioni.
    ai circoli prevalentemente la promozione e le scuole di base.
    e la fit sta ragionando in questo modo….”

    Questa affermazione che può sembrare lapalissiana è in realtà uno stravolgimento filosofico.
    Fino a oggi si propagandava e si propaganda che il circolo classico e il percorso che va dalla sat ai centri estivi fosse la strada idonea per poter avere risultati di un certo livello , rovesciando sul ragazzo e i genitori , sopratutto ,ma anche a farneticanti scuse tipo i ragazzi mammoni che vogliono la gazzetta e gli spaghetti … gli insuccessi di un sistema.
    Ora nel 2012 con qualche decennio di ritardo si inizia a capire ? dire ? organizzare ?che forse le strade sono altre.
    Mi piacerebbe sapere se è una presa di coscienza del movimento , oppure se lo si è sempre saputo ma non conveniva divulgarlo , il perché è evidente , ma che adesso è talmente evidente che non se ne può fare a meno .
    Ho un’altro sassolino …. quando si fanno delle osservazioni , spesso critiche , si è sempre tacciati di disfattismo , di essere prevenuti o di combattere chi sa quale dirigenza.
    Poi però …. quelle che sono critiche sconsiderate diventano brillanti intuizioni federali ….

  59. @Roberto
    Come ho sottolineato in un mio post precedente, io non mi occupo delle questioni politiche. Sono un tecnico e cerco di dare il mio contributo di tipo tecnico, dicendo quello di cui ci sarebbe bisogno per risollevare il sistema (o meglio, al mia visione…). Il come, i tempi e le problematiche sono appannaggio di dirigenti e altre figure. Se ci sono problematiche di natura strutturale (che è poi quello che sostengo anch’io) le si spieghino e ci si dica quali sono le iniziative a medio-lungo termine per risolverle. Le mie osservazioni non sono contro la FIT o chiunque altro si stia occupando dei CP, ma contro lo stato di fatto. Siccome c’è chi dice che va bene così, io sostengo che non sia vero. Se poi mi si risponde “lo sappiamo che così non va bene ma al momento è il massimo” è una questione diversa! Ma siamo sicuri che c’è la REALE volontà di cambiare il sistema dei circoli? Io questo non lo so…Roma non è stata fatta in un giorno, ma noi siamo quasi quarant’anni in questa situazione di arretratezza formativa!!! In questi anni è stato fatto molto rispetto alla gestione Galgani..ma è anche vero che per decenni NON SI E’ FATTO NIENTE!

  60. pulsatilla

    @59

    Stefano,
    sei molto deludente. L’esperienza americana ti ha dato alla testa, forse aveva veramente ragione Max quando te lo diceva.
    Ti rendi conto dell’assurdità che hai scritto?
    Tu sei un sostenitore dell’assemblaggio, un maestro che ti insegna il diritto, uno il rovescio, uno il servizio etc..
    magari anche 4 o 5 preparatori atletici, uno che lavora sulla velocità, uno sulla coordinazione etc…
    e poi altri 4 o 5 maestri per la tattica, altri 10 per la preparazione mentale e via in una girandola assurda senza nè capo nè coda.
    Sentire questo da uno con la tua esperienza ti assicuro che non è molto piacevole.

    La realtà invece è ben diversa: leggi l’intervista di Valeria Prosperi (solo per citare l’ultima). Quello che serve è una figura solida, una e una sola, un maestro con la M maiuscola. Uno che non solo sappia bene come insegnare i fondamentali del tennis ma che, all’occorrenza e solo in situazioni temporanee, sappia anche fare il preparatore fisico e mentale. Una figura carismatica che trascini i ragazzi con il suo entusiasmo e che sappia creare un’ambiente di lavoro duro e confortevole al tempo stesso.
    Di questo c’è bisogno.
    Tutto il resto sono rattoppi, rammendi fatti con una stoffa già consumata in partenza, quanto durerà?

    Poi, per venirti incontro, ti posso anche dire che in ambito professionistico esistono delle collaborazioni di cui noi genitori spesso non siamo a conoscenza. Sartori ad es. per il servizio di Seppi si è avvalso dell’aiuto di altri professionisti amici, ma sono casi eccezionali (e non sempre hanno successo).
    A confermare che sei in torto sono anche i precedenti commenti di qualcuno il cui figlio sta al CP e hanno confermato che al CP non si lavora sulla tecnica.
    Io non ne sono così sicuro perchè gli anni scorsi ho visto dei ragazzini andare in corto proprio a causa delle istruzioni discordanti avute al CP.

  61. Nikolik

    Federico Di Carlo,
    io sempre di più non capisco quello che stai dicendo, scusami, eh.

    Hai una visione apocalittica di questi bambini 13enni, poverini, che fanno 400 km “tre volte alla settimana” (!), senza soldi, senza genitori, al freddo, esposti ai pericoli della Toscana…

    Valgano le seguenti circostanze:

    1) intanto, la faccenda, del tutto transitoria, riguarda solo le tre regioni del nord che non hanno CP, faccenda che ho letto che si tenterà di risovere in fretta; semplicemnete si è detto ai convocati: datevi pazienza, ci organizzeremo, quest’anno venite a Tirrenia, provvederemo; nelle altre regioni non devi andare a Tirrenia, vai al tuo CP.
    2) In secondo luogo, Tirrenia dista, tanto per dirne una, 270 km da Milano, non 400, tanto per dirne una.
    3) In terzo luogo, non vanno “tre volte alla settimana a Tirrenia”, come dici tu (ma chi te lo ha detto?) vanno una volta ogni 15 giorni, due volte al mese!
    4) In quarto luogo, contesto decisamente il fatto che le persone si lamentino di una cosa che è assolutamente gratuita.
    5) In quinto luogo, voglio ricordare che, per motivi esposti più volte e che sarebbe noioso ripetere per la centesima volta, io sono assolutamente contrario ai CP. Atti si ricorderà bene di questo, perché io e lui ne abbiamo dibattuto spesso, su questo canale.
    6) Ovviamente, i motivi per cui sono contrario non sono certo i vostri, che sono veramente motivi infondati.

  62. Post 62 (KillBill) perfetto.

    @Stefano
    Consentimi Stefano di spiegare meglio il mio pdv.
    Anch’io considero una ricchezza l’avere a disposizione diverse figure, ci mancherebbe! Ma il paragone che hai fatto tu col sistema Bollettieri non ha senso. Una cosa è avere più figure IN UNA STRUTTURA e UN PROGETTO CONDIVISO E CONOSCIUTO nei minimi dettagli da tutti. Un’altra questione è quando queste figure sono sparse in diverse situazioni: per quanto possano confrontarsi, la confusione è inevitabile!
    “Se il tecnico del CP non modifica la tecnica, non modifica la tattica, la valenza del CP è solo quella di far giocare fra di loro ragazzini forti e creare maggiori stimoli e motivazioni. Se invece il tecnico del CP sviluppa pure tecnica e tattica il rischio di confusione nei ragazzi è altissimo”. Non avrei saputo dirlo meglio! Le cose sono due: o il tecnico fa il suo lavoro, cioè insegna la tecnica e la tattica (e dunque inevitabilmente si farà confusione), o evita di toccare questi aspetti per non creare “conflitti tecnici”. In questo secondo caso, cosa ce lo mando a fare mio figlio al CP? A giocare con quelli forti? A socializzare e rinverdire le motivazioni? Ma dai…siamo seri!
    Anche nel calcio, nelle realtà più evolute, c’è il tecnico specializzato nell’insegnamento del colpo di testa (Bayern Monaco) e addirittura il Chelsea (quando c’era Mourinho) aveva il preparatore specifico per lo sviluppo della velocità (Mike Antoniades)! Non è una novità, ma sapessi le riunioni tecniche e il confronto quotidiano che c’era fra i tecnici! Ripeto: tutto è possibile, anche che il maestro e il pf del circolo investano 2 ore tutti i lunedì mattina e poi si sentano dopo ogni allenamento, ma quello che mi chiedo è “PERCHE’???” Non si fa prima a prendere il ragazzo e, se la famiglia è d’accordo, proporgli un progetto federale a 360° (a costo zero o fortemente sostenuto..)?
    La mia NON E’ UNA CRITICA! E’ un’osservazione tecnica! NOn si può fare per quello o quell’altro motivo? Sono un sognatore? Pazienza, teniamoci questo tennis e consoliamoci con le vittorie degli altri sport!

  63. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @kill bill
    Sai che io ho criticato e sempre lo farò questa Federazione nei momenti in cui lo credo opportuno. L’ho fatto sulla comunicazione, sul marketing, su alcune scelte del settore tecnico, sul CPA del Nord Ovest che trovo assurdo non ci sia. Ma il risanamento economico fatto da questa gestione rispetto alla precedente che aveva “sperperato” qualsiasi cosa non si può dimenticare. La situazione che trovò Binaghi al suo arrivo non era disastrosa, di più. Solo per questo già il paragone non si può fare…

  64. Barbara

    ad onor del vero ho parlato con uno dei ragazzini “costretti” a far la spola con Tirrenia, ma non ho parlato con i genitori, ed e’ entusiasta del centro e della possibilita’ di vedere e lavorare con tanti ragazzi nettamente piu’ forti che nel centro periferico non vedrebbe.

  65. Roberto Commentucci

    Non sono in grado di rispondere a Leo, perché non conosco appieno la situazione del nord ovest. A quanto posso immaginare, non si deve essere riusciti a trovare circoli disposti ad ospitare i centri periferici, e ne traevo un esempio per mostrare lo strutturale conflitto di obiettivi che c’è fra il settore tecnico della federazione e la base dei circoli ricreativi, che ai sensi dell’ordinamento del CONI eleggono il consiglio federale a cui quel settore tecnico inevitabilmente risponde.

    Più in generale, però, secondo me non si è ancora compreso perfettamente qual’è il reale concetto di fondo della condivisione e finalizzazione del lavoro che viene fatta attraverso il centro periferico.

    Il sistema del centro periferico offre tanti vantaggi: in termini di monitoraggio del territorio, osservazione continua dei ragazzi, pianificazione del lavoro, e via dicendo.

    Ma secondo me i vantaggi principali sono altri, e sono di due tipi:

    1. far allenare i migliori tra loro è da sempre la molla motivazionale più importante con i ragazzini. Per un quattordicenne è molto più motivante il confronto con un coetaneo che non quello ad esempio con un forte seconda categoria adulto, che magari i più fortunati hanno come sparring.

    Ci vogliono entrambi tipi di confronto, ovvio, perché servono a crescere in aspetti diversi. Ma senza i centri periferici, fino a 2-3 anni fa, ciascun piccolo agonista se ne stava nell’isolamento dorato del suo circolo, era la “star” del club, l’attrazione da mostrare agli ospiti e si sentiva un piccolo fenomeno troppo presto. Se non altro il tri-settimanale confronto con gli altri ragazzi del centro li aiuta a scendere dal pero, come diceva Stefano, e crea virtuosi rapporti di amicizia-cooperazione-competizione che sono vitali per lo sviluppo degli adolescenti.

    2. Il secondo enorme vantaggio del centro periferico è che esso costituisce una forma di deterrente e di incentivo virtuoso nei confronti dei maestri dei ragazzi. Sappiamo benissimo quante volte in passato i maestri dei ragazzi, all’interno dei club, abbiano privilegiato il perseguimento dei famigerati obiettivi di breve periodo del tipo “facciamoli vincere subito”. E’ tutto l’ambiente che spinge incessantemente, quotidianamente, a compiere questo fatale errore: i genitori pressanti e insicuri, i maestri stessi che devono fare autopromozione, (e stare attenti che qualcuno non gli porti via il cliente) i circoli coi campionati a squadre, e via dicendo. In quest’ambito, dove sono maturati tanti fallimenti, i centri periferici sono un potente strumento atto a spezzare la spirale perversa: il fatto che i ragazzi siano visionati settimanalmente dai tecnici federali (che ovviamente hanno obiettivi di crescita tecnica orientati al lungo termine) costituisce un potente incentivo per i maestri a seguire logiche di costruzione più lungimiranti, evitando le meschine scelte al ribasso che in passato ci sono costate tanti potenziali professionisti. E nelle realtà dove il confronto funziona bene, come ad esempio nelle Marche, ma mi sento di poter dire anche nel Lazio, un buon rapporto fra tecnci federali e maestri consente a tutti la possibilità di imparare reciprocamente e di crescere insieme, a vantaggio dei ragazzi, e non sulla loro pelle, come sostiene erroneamente Pulsatilla.

    E’ chiaro che tutto questo a qualche maestro (i più insicuri? o i più interessati alla reputazione, magari non sorretta da un background realmente solido, e alla pagnotta sicura?) possa non andare bene e che ci siano pressioni per tornare alla situazione precedente.

    Ma ripeto, stiamo gradualmente arrivando a promuovere questo modello dell’assistenza decentrata, che parte proprio dall’assunto di Trophy ripreso da kill bill. E’ evidente che costruire dei pro richiede percorsi diversi rispetto alle SAT e al “circoletto felice”.

    E’ per questo che ci sono i CP. E gradualmente, miglioreremo ancora, a mano a mano che questo modello inizierà a cogliere successi tangibili e aumenterà la sua credibilità, favorendone così l’accettazione e la condivisione.

  66. @KillBill
    Beh, rispetto alla Scuola Nazionale Maestri l’ISF funziona un po’ meglio…
    Sulla carta, l’obbligatorietà del pf nei circoli e una classificazione delle scuole in base alla qualità dei servizi (non il bar, eh!) sono una buona cosa….peccato ke poi ognuno continua a fare quel c…o ke gli pare!
    Meglio di prima va, dai!!! Ripeto, meglio della tragedia di prima…

    @Pulsatilla
    Non condivido nè la tua posizione nè quella di Stefano. Una figura unica che faccia il maestro, il preparatore fisico e magari anche il medico, il fisioterapista e lo psicologo sportivo? Non è’ proprio quello di cui abbiamo bisogno…
    Scusami, ma fra 10 tecnici ke comunicano al telefono o via mail e il tuttologo ke in realtà non sa un c…o sarebbe il caso di trovare delle vie di mezzo… Del tipo:
    -CP regionali agili e snelli, con 1-2 tecnici e pochi ragazzi che si allenano SOLO LI’;
    -specializzazione dei tecnici: su una base di conoscenze “generali” ogni tecnico si impegna a specializzarsi in un settore. Chi approfondisce un elemento tecnico, chi un altro, con corsi e seminari pagati dalla FIT.
    Anche un preparatore non può essere esperto di tutto. Nel nostro campo c’è quello più esperto nella forza e quello nel preventivo etc. Non è un male, anzi! Certo un eventuale intervento tecnico su un colpo debole (es. servizio) deve essere organizzato e gestito come si deve. E’ chiaro che con un top 30 fatto a 25 anni è difficile che funzioni, ma a 14/15 anni è diverso!
    – Uno staff nazionale di preparatori fisici e di figure sanitarie (mica servirà un medico per ogni CP?!?) che possono anche itinerare in un paio di CP. Il maestro deve essere SEMPRE PRESENTE, mentre la pf può essere organizzata con una pianificazione ke poi viene portata avanti da POCHI preparatori esperti con l’aiuto di giovani studenti di SM che si impegnino in tirocini SUL CAMPO, con un minimo di rimborso. Loro fanno esperienza e magari i più meritevoli vengono poi integrati in organico. Si fa così in tutti i modelli seri, perchè da noi è tanto difficile?
    -via Supertennis che ci costa una follia (anche se lo guardo sempre..) e investimento di quei 3 milioni l’anno in CP che funzionino davvero e in VERA formazione nelle scuole e sostegno agli atleti meritevoli;
    -monitoraggio atletico delle scuole tennis: 2/3 volte l’anno si riuniscono in una struttura per regione i ragazzini più interessanti e si sottopongono a test fisici (decisi da una commissione tecnica e uguali in tutta Italia!). Così vediamo come funziona bene la preparazione fisica fatta dai maestri ex giocatori che applicano il modello “noi si faceva così, andavamo come i missili e nessuno si faceva male”…e nessuno diventava giocatore, dove lo mettiamo?!?
    -LINEE GUIDA NAZIONALI sulla pf: siamo allo sbando e all’improvvisazione più totale! Nel migliore dei casi, in mancanza di queste, immagino che ci si affidi alla bravura del pf del CP, che lavorerà a vista il meglio che può senza un programma a medio-lungo termine e senza monitoraggio alcuno di quello che fa…
    -ricerca in collaborazione con le Università. Possibile che si fa in tutte le discipline tranne ke nel tennis? Numero di seminari organizzati sulLA PF nel tennis in Italia: ZERO!!! (Ce ne fu uno organizzato a Roma a cui si poteva partecipare solo dopo aver vinto al Superenalotto! SdS Marche: decine di convegni GRATUITI su tutti gli argomenti…tranne il tennis!)

    Parlo sempre per intuito: non ho mai messo piede in un CP…ma ho visto come ha lavorato una stagione il tecnico federale che riuniva in un circolo i migliori tutti i giovedì: sul tennis nienta da dire, con maestri dei ragazzi presenti e confronto continuo, ma pf inesistente affidata al maestro del circolo con il tecnico ke sde ne tornava a casa! E allora di che parliamo? Ma poi se il tecnico federale interviene part-time a che serve? Per correggere gli errori del circolo? Per un semplice monitoraggio? Continuo a non capire…
    Se non sbaglio le elezioni sono prossime: e quando da noi ci sono le elezioni si finisce col sospendere tutto per non scontentare nessuno. I tanto sbandierati controlli sulla veridicità delle dichiarazioni dei circoli per la certificazione delle scuole dove sono?????? Da noi non si son visti! Ma forse è per la neve….

  67. pulsatilla

    Davide,

    solo per precisare.Non ho detto che il maestro debba fare tutto, compreso la manutenzione dei campi (anche se ho visto fare anche quello da uno veramente in gamba…).
    Infatti se mi rileggi ho scritto “in via temporanea e solo per situazione temporanee…” – è diverso.
    Comunque mi spiego meglio: diciamo allora che il maestro di tennis deve possedere molte conoscenze nell’ambito della PA e che il PA deve avere altrettante conoscenze di tennis.

  68. pulsatilla

    “Il sistema del centro periferico offre tanti vantaggi: in termini di monitoraggio del territorio, osservazione continua dei ragazzi, pianificazione del lavoro, e via dicendo.”

    Chiedo scusa a tutti e a Commentucci in particolare: quando leggo concetti come quelli espressi mi viene l’orticaria.

    Davide,
    post 71: come al solito sono d’accordo su tutto.

  69. Roberto Commentucci

    Pulsatilla, mi pare che tu sia un medico.

    Saprai sicuramente come curarti l’orticaria. 🙂

  70. Stefano Grazia

    Pulsat, be’, con Sampras non e’ poi andata cosi’ male no?
    Poi, vabbe’, non dovete prendermi esattamente alla lettera … Mi va bene l’esempio di sartori, ed e’ a quello a cui mi riferisco…il Coacxh e’ il mentore e ti puo’ portare da questo e da quello e spesso quattro o sei occhi vedono meglio di due… Non raccolgo le frecciatine tipo sei molto deludente,l’america ti ha dato la testa, mad max aveva ragione … mi sembri a volte sobrio e abbastanza interessante ma alla fine cadi in questo clichet di seminatore di zizzania: non dimenticare che se mad max e archipedro non scrivono piu’ qui non e’ per colpa mia, ma piuttosto tua … E dire che io con loro ci ho litigato, eccome … eppero’ mi sa che gli stai piu’ sul cazzo tu di me … 🙂

  71. Stefano Grazia

    Nel CP, e poi chiudo e ritorno nell’ombra, io valuto molto l’opportunita’ di confrontarti coi migliori, della serie A Egregie Cose L’animo accendon l’Urne dei Forti, O Pindemonte …

  72. pulsatilla

    Commentucci,
    userei la faccina col sorriso anch’io se non si trattasse di sperpero di soldi pubblici.

    Stefano,
    sarò più soft anche se istintivamente darei una risposta alla Max, perchè Sampras coi CP c’entra come i cavoli a merenda.
    Comunque dì al suo 7°-8° coach, a quello che gli ha insegnato il rovescio, di andare a cagare.

  73. pulsatilla

    Stefano,
    se Max e Archipedro non scrivono più è colpa mia?
    Non pensavo di avere tutta questa importanza.
    Comunque di uno non sento affatto la mancanza, fra l’altro ora abbiamo un preparatore atletico vero che scrive e non un trombone che si riempe la bocca di termini astrusi di cui ignora il significato.
    Max invece se ce l’ha con me mi dispiace e ritengo la sua ostilità solo un fraintendimento, qual’è stata in fondo la mia colpa? Che ho osato dire che Ivano aveva una parte di ragione a proposito della anticipazione ideomotoria?

  74. Roberto Commentucci

    Vabbè, Pulsatilla, rispetto la tua opinione, ma mi pare di capire, a sentire le opinioni di molti altri genitori che scrivono qui, che non si tratta affatto di soldi sperperati, ma di soldi spesi bene.

    Poi, chissà… magari si tratta solo, nel tuo caso, della vecchia storia della volpe e dell’uva.

    E i tuoi continui post polemici sulle modalità di selezione del settore tecnico, se, anziché essere letti in modo a se stante, vengono messi a sistema con la tua posizione sui centri periferici, forniscono un quadro abbastanza chiaro sulla motivazine profonda della tua critica oltranzista e sul suo grado di attendibilità.

    Parere personale.

  75. X Nikolik,
    rivendichi la gratuità dei cp ma il fatto è che, come sostiene Pulsatilla, i cp nascondono la ricompensina tacita ed implicita delle convocazioni, “della visibilità federale” e degli aiuti. Del resto tu stesso hai scritto che la federazione aiuta soltanto quelli che vogliono interagire con essa. Se nessuno dei ragazzi aderisse alla convocazione dei cp, i cp sarebbero un fallimento!!! Ma la federazione conosce i suoi polli e sa come lavorarseli. Fa leva sulla politica statalista, centrale, subgrado federale, e sulla mentalità popolare, clientelare tipicamente italiana.
    In Australia se giochi bene e fai risultati non ti chiamano nei centri federali. La federazione viene nel tuo circolo e dice al maestro ed al giocatore: “State facendo proprio un bel lavoro, come vi possiamo aiutare a farlo ancora meglio? In quali modi possiamo aiutarvi?”. Hai bisogno di fare preparazione atletica specifica? ti mette a disposizione un preparatore atletico; hai bisogno di fare match? Ti mette in condizioni di trovare sparring partners etc. Non ti obbliga certo ad allenarti nei centri federali. Anche perchè cè una contraddizione in termini: se i maestri li forma la federazione, che bisogno hanno i ragazzi di essere supervisionati da altri maestri nei cp? Non è sufficiente quello del circolo?
    Ogni atleta è diverso e risponde al meglio a criteri di allenamento personalizzati. Il tennis poi in particolare, è uno sport particolarmente individuale non è uno sport di squadra.
    Inoltre, quando la federazione mi viene a dire che far fare 270 Km è una situazione solamente temporanea, scusami ma mi viene da dire che è mancanza di organizzazione!!!! Può darsi che non si trovi un circolo disposto ad offrire i propri campi ed allora organizziamo gli incontri a turno in ciascuno dei circoli dei ragazzi convocati. Un po per uno non fa male a nessuno!!!!!
    Fino a quando non cambierà la mentalità federale e quella tennistica dubito fortemente che il tennis italiano farà il salto di qualità tanto auspicato. Arriveremo al punto che, come già accade nel calcio ed in altri sport, i nostri migliori atleti o saranno oriundi o proverranno da famiglie miste in cui la cultura e la mentalità è diversa da quella italiana o saranno giocatori la cui formazione tennistica e personale non è avvenuta in Italia. La cultura italiana è calciofila, sport di squadra; il tennis purtroppo non è nelle nostre corde!!!!!

  76. pulsatilla

    Commentucci,
    non mi piace parlare di cose personali, per cui ti posso solo dire che la storia della volpe e dell’uva non riguarda noi. Libero di crederci e di non crederci.
    Riguardo la polemica della wc al lemon data al figlio di un maestro del Parioli, se ricordi bene, iniziò da una lettera di una madre indirizzata al Presidente della Fit Lazio, resa pubblica da quest’ultimo.

    Federico,
    oggi sei in gran forma!
    Condivido tutto tranne l’ultima frase, il tennis potrebbe essere nelle nostre corde, ma oggi ci sono ostacoli insormontabili che i genitori sono chiamati ad affrontare da soli. Non è possibile, alla lunga sfinisce.

  77. Pulsatilla,
    purtroppo per tradizione, educazione e cultura, il tennis non è uno sport in cui gli italiani “sono tagliati”. Ci sono molte altre nazioni che ci sono superiori per storia, tradizione e cultura in questo sport. Ma questo non è ne un demerito ne un limite. Lo sport è un fattore sociale. Così come ci sono nazioni che hanno una tradizione nel cricket, nel mezzofondo, nel nuoto, nello sci di fondo o nel giavellotto, così noi ce la abbiamo eminentemente nel calcio. Pazienza………

  78. @Pulsatilla
    Non c’è dubbio: il maestro deve conoscere i rudimenti della pf (che significa conoscere almeno un pò di fisiologia, se lavora con soggetti in stato evolutivo di fisiologia dello sviluppo) e un pf DEVE conoscere la disciplina che allena il più possibile (ah, se ci fosse la collaborazione fra maestri e pf!). Dei secondi ve ne sono pochissimi (visto che il tennis non ci vuole e ci discredita è chiaro che uno va ad allenare altri sport…), dei primi ancora meno
    @Federico
    Il modello australiano non è applicabile in Italia. I circoli non hanno interesse a sviluppare il talento e non sono nati per questo. Ad un maestro conviene avere 20 brocchi che pagano ogni mese piuttosto che un ragazzino di talento che ha una possibilità su 10000 di sfondare nel professionismo (se è veramente forte…)! Certo che in Australia l’assistenza al talento la si fa nelle scuole tennis. Ma lì lavorano bene, e sulla pf lavorano benissimo. Ogni laureato in educazione fisica esce dall’Università con una preparazione adeguata per fare ricerca di altissimo livello…da noi l’unica ricerca a cui si può ambire è quella di una società che ti dia più di 300 €…In tutti i Paesi in cui io ho avuto esperienze e contatti, anche brevi (Francia, Inghilterra, Spagna, Australia, Germania e Romania) la considerazione di cui gode un pf è tutt’altra cosa! E MAI ho trovato un maestro che si sia permesso di operare in un campo che non è il suo, come quello della pf (almeno in Francia e in Spagna). A proposito: mi risulta che in Francia i maestri di tennis (almeno l’equivalente dei nostri tecnici nazionali) devono essere laureati in Scienze dell’Educazione Fisica…e nonostante questo o fanno i maestri o fanno i pf! In Italia, con il sistema che abbiamo, i CP sono una buona soluzione, forse l’unica, a patto che si sviluppi un discorso serio sulle basi di elementi come quelli che ho illustrato. Prima i talenti si portano via dai circoli e meglio è: questo nella media, cioè se il circolo lavora da schifo come mediamente è e se il CP opera d un livello di elite (come non mi sembra sia, a giuducare da quello che sostengono alcuni di voi…).
    Se poi il circolo lavora bene e il CP fa schifo…allora il discorso cambia…
    P.S.: a proposito del modello australiano. Per farvi capire quanto conta la pf in Australia, la Federazione di quel Paese ha chiamato un certo Barsacchi pr il movimento di elite femminile e lo paga 25 volte (si avete letto bene: VENTICINQUE) quello che io prendo al mio circolo…E la cosa straordinaria è che io sono il pf più pagato di tutta la mia zona e, a sentire gli altri ragazzi che hanno frequentato il corso da pf1 con me, non solo della mia zona. Là un Catizone sarebbe ricoperto d’oro, da noi il tennis devi farlo per hobby! E i nostri giocatori sono figli di una formazione di livello hobbistico e non professionistico…e infatti i nostri ragazzi forti vanno ad allenarsi all’estero!
    @Roberto
    Beh, i CP allora saranno felici di vedere che i ragazzi non migliorano, così vorrà dire che dietro c’è sicuramente un progetto a lunghiiiissimo termine 😉 😉

  79. Leo caperchi

    @ ah ho capito non conosci la situazione nella macroarea nord ovest…E non si e’ trovati circoli per ospitare il centro periferico….interssante ….ma se dici che i circoli sono al 99% ricreativi perche’ ci vogliono fare allenamento in un ambiente sbagliato.e l’ambiente influenza la mentalita’ che insieme al gioco fa’ i giocatori…invertiro’ una tendenza che vedo spesso nei siti o blog …mi sto zitto io meglio va’,ho sbagliato a chiedere ,evidente.

  80. atti

    Mi piace e mi diverte molto la logica di chi vuole e teorizza la tempesta perfetta che dovrebbe rivoluzionare il microcosmo della racchetta. Buttando a mare tutto il resto.

    Con il motto “ a ognuno il suo coach personale “ vedrete che faremo tanta strada…. Andate avanti voi che mi vien da ridere.

    Facilissimo criticare una struttura che, ad oggi, sta ancora assumendo una forma definitiva. E se prendete i tanti spunti di chi utilizza i CP, TUTTI chiariscono che è sicuramente un punto di svolta epocale per il sistema tennis in Italia, e che ci vorranno, probabilmente, almeno un paio d’anni prima di avere una formula testata e completamente efficace.

    Non ultimo portarli a regime in tutta Italia, sconfiggendo gli attuali “focolai” di resistenza al cambiamento….

    Ma gia così, ripeto, siamo mooolto avanti rispetto alla stragrande maggioranza delle scuole agonistiche…
    Per i ragazzini un enorme passo avanti, questo conta, il resto è fuffa.
    Ovviamente per i ragazzini che vogliono provarci, perché poi se mio figlio\a non ottiene risultati, è banale che io dia la colpa al mondo crudele e ingiusto….
    Corriamo sempre il rischio tutti di passare come la volpe e l’uva.

    Ribadisco (così Pulsatilla poi puo’ utilizzare la frase a suo piacimento stravolgendone il senso)… che è indubbio che a regime questa formula ibrida CP-circolo dovrà propendere verso una scelta definitiva da parte del ragazzino. Probabilmente anche prevedendo delle quote da pagare.

    Abbiamo forse detto che questa di oggi è la soluzione finale e perfetta ?

    Facilissimo portare come controaltare, i rarissimi casi di binomi allievo-genitore che funzionano.
    Molto populista, ma astratto… servono muratori e mattoni non architetti e carta patinata……

    Divertente anche che si pensi che qualche genitore, dopo 5-6-7 anni di frequentazione dell’ambiente venga visto come un illuso a cui si fa credere chissa cosa….
    Se c’è una cosa chiara è che x emergere nel tennis…. è una questione che dipende da mille e un fattori…dove prima impari le regole del gioco e meglio è.
    Di certo stando solo nelle agonistiche…. di fattori positivi ne ho visti e ne vedo molto pochi….

  81. pulsatilla

    Atti,
    proviamo a disegnare uno scenario futuro secondo il tuo prospetto.
    Il tecnico di MA sceglie i migliori e li propone per il CP, con frequenza di 2 o 3 volte a settimana. E finora è gratis come sappiamo. A questo punto ognuno dei prescelti, se vuole, può scegliere di allenarsi al CP a tempo pieno e stavolta pagando.
    Premetto che potrebbe essere buona soluzione.
    Però…a questo punto c’è un fattore economico che si inserisce e che, come sappiamo, spesso stravolge anche le iniziative più lodevoli.
    Ad esempio supponiamo che il numero dei convocati miracolosamente aumenti sempre di più: non mi stupirebbe. Se il federale ci guadagna…
    Cosa succederebbe a questo punto?

  82. Atti,
    vai avanti tu con i cp che a me vien da ridere!!!!
    Il tennis è uno sport individuale, non è uno sport di squadra!!!! Il lavoro che DEVE fare una federazione tennistica a livello agonistico non è di assistere tutti quanti democraticamente, dare un’opportunità a tutti, ma permettere a quelli che fanno risultati e che sono veramente di prima fascia di essere ancora più competitivi.
    Discorso non democratico? No, discorso meritocratico ma anche molto pratico e tangibile, inerente alla natura di questo sport. Se quelli che hanno una chance di arrivare al professionismo sono a livello nazionale 5 o 6 per annata per entrambi i sessi, che senso ha dividere le già scarse risorse per un numero di gran lunga più alto? Lo sport a livello agonistico, soprattutto se individuale come il tennis, non è democratico per niente!!!. C’è bisogno di iperspecializzazione, mezzzi e risorse che devono essere ottimizzate e usate discrezionalmente.

    Il problema di fondo, Davide, è tutta questione di mentalità e politica. Il nostro sistema tennistico è disegnato per dare pari opportunità ed aprire il tennis alla società, non è per individuare e valorizzare le eccellenze per portarle a livello agonistico. Da qui la doppia inconguenza dei circoli, nella loro natura e sulla loro funzionalità. Perchè, se non ci fossero i circoli, i junior di talento li scoprirebbe e li valorizzerebbe la federazione?

  83. Atti,
    “Facilissimo portare come controaltare, i rarissimi casi di binomi allievo-genitore che funzionano.
    Molto populista, ma astratto… servono muratori e mattoni non architetti e carta patinata…… ”

    Guarda caso sono binomi che funzionano, binomi che hanno prodotto decine di giocatori professionisti Williams, Bartoli, Safin, Rezai, Murray, Connors…… Vuoi che continui?

  84. nunziovobis (Mad Max del sud)

    Grande Federico Di Carlo stai dando il meglio di te stesso, appoggio in pieno il tuo pensiero, comunque almeno per me col tennis il rapporto inizia a farsi sempre piu complicato, ma tutti i casini che mi stanno combinando hanno solo l’effetto di caricarmi ancora di piu, iniziate a mettere anche il mio nome nei binomi che in Italia inizia a formarsene uno bello grosso grosso

  85. pulsatilla

    Federico…post 87,
    c’è qualcosa che non mi torna, in linea di massima potrei essere d’accordo con te, ma a questo punto ti chiedo:
    – se bisogna occuparsi solo di 5-6 per annata a che età tu faresti la scelta?
    – prendiamo i risultati dei principali tornei under 10-12-14?
    – oppure si valuta la futuribilità, termine che spesso in Italia significa “relazioni – rapporti – opportunità – cooptazione…”, insomma tutto meno che quello che comumente si intende?

    Tu sai meglio di me che ci si trova su un terreno malfermo quando si affronta questo argomento, d’altronde i CP sono per i più piccini e una scelta seria (una scelta che comporta un investimento sostanzioso della Fit intendo)prima dei 16-17 anni dubito si posssa fare,la storia recente ce lo insegna a partire dalla Trevisan.

  86. atti

    FDC
    Non facciamo l’ennesimo miscuglio di discorsi… e di elenchi di chi ce l’ha fatta….
    Perché anche centinaia di binomi falliscono l’obbiettivo…tranquilli.
    Io sto parlando di formazione…del periodo piu’ selettivo che arriva fino ai 14 15 16 anni…
    E’ evidente che dopo, nel circuito che conta ci saranno i coaches … e i famosi binomi.
    E quindi, dopo, anche magari degli aspetti mentali e motivazionali…..

    Viceversa, ci sono nelle categorie under tanti ragazzini che non hanno i mezzi, ma piu’ spesso non è una questione solo economica, mancano loro i punti di riferimento, gli standard minimi che lo sport di alto livello richiede.
    Non credo che ci siano solo 4-5 per annata di papabili, per me i papabili sono quelli, che in primis, dimostrano verso questo sport un attaccamento, una costanza e una determinazione fuori dal comune.
    Aspetti che a 12 13 14 anni ancora non si vedono. L’unica soa che possiamo vedere e anticipare è la predisposizione e magari l’allenabilità.
    Nel frattempo devi esserti portato avanti con la tecnica e con la parte atletica.
    Questo è il BUCO piu’ evidente del ns. sistema.

    La federazione visto che i circoli non cambiano di una virgola sta semplicemente tentando di porvi rimedio allargando il numero dei papabili.
    Vedremo se questa è una strada corretta o no, ma già a priori scartare tutto…

    Rispondendo a Pulsatilla, non so cosa intendi per CP pieni di richieste in futuro…
    I numeri dipenderanno dalle scelte e dai budget, ma anche da come il sistema circoli si adeguerà o meno a queste politiche verso i giovani.
    La concorrenza genera idee… se niente si muove… nulla cambierà mai….

  87. @Atti
    1) Il problema è che i focolai di resistenza sono gli stessi che poi votano per mettere i presidenti sulle loro poltrone…Chi sarebbe eletto facendo una battaglia contro il sistema dei circoli?
    2) Verissimo: i CP, anche se non li conosco, sono sicuro siano meglio della stragrande maggioranza delle scuole “agonistiche” e delle pseudo-accademie italiane! Capirai: è come dire che stasera è meglio andarsi a mangiare una pizza piuttosto che passare la serata sul water in preda alla diarrea…Ci mancherebbe non fossero migliori!!! Bastano un maestro che non stia seduto a parlare al telefonino per tutto l’allenamento e un pf qualsiasi, ma vero…e hai già innalzato enormemente la qualità!
    “è indubbio che a regime questa formula ibrida CP-circolo dovrà propendere verso una scelta definitiva da parte del ragazzino”. Perfetto, purtroppo confermi che per andare a regime dovremo aspettare la prossima tornata elettorale…
    @Pulsatilla
    Numero massimo fisso di convocabili: se poi il numero dei fenomeni dovesse asplodere, allora ci si riunisce, si valuta e si opta per un’eccezione motivata.

    @Federico
    “Il lavoro che DEVE fare una federazione tennistica a livello agonistico non è di assistere tutti quanti democraticamente, dare un’opportunità a tutti, ma permettere a quelli che fanno risultati e che sono veramente di prima fascia di essere ancora più competitivi”. VERISSIMO! E infatti chi ha detto a tutti? Io mi riferisco ad un sostegno tecnico-economico ai più meritevoli, quelli che tu chiami di “prima fascia”. Siccome questi nei circoli mediamente si allenano malissimo, bisogna prenderli a 10 anni, non a 15…

    “se non ci fossero i circoli, i junior di talento li scoprirebbe e li valorizzerebbe la federazione?” Certo che li deve scoprire e valorizzare la Federazione, se non che c….o ci sta a fare?
    Io non voglio abolire i circoli: ma i circoli vanno bene per la formazione di base e lo sport ricreativo, non per l’alto agonismo.
    “…binomi che funzionano, binomi che hanno prodotto decine di giocatori professionisti Williams, Bartoli, Safin, Rezai, Murray, Connors”. Non c’è dubbio: però ne hanno anche fatti smettere centinaia di ragazzini, che non sapremo mai se e dove sarebbero arrivati. La collaborazione e l’interazione con le famiglie è doverosa, oltre che inevitabile (mica possiamo rapirli come in Cina e nell’ex URSS i talenti…), ma ognuno deve fare il suo lavoro! Il maestro fa il maestro, il pf fa il pf e il genitore…fa il genitore! Se quest’ultimo non si fida, cambia staff. A me quando un genitore viene a discutere nel merito il mio lavoro io gli rispondo cortesemente che “io lavoro così…se non condivide vada in un’altra scuola”. Ovviamente perchè le osservazioni e le richieste di molti genitori vanno dall’assurdo al comico, passando, aihmè, per l’illecito…Se volete farvi due risate, ho una raccolta delle osservazioni e richieste dei genitori fattemi in 12 anni di lavoro nel calcio (e già qualcosina nel tennis…): credetemi, molto più spassoso di Zelig!

  88. pulsatilla

    Commentucci,
    la mia proposta è:

    in ogni regione un centro che abbia: 3 campi da tennis (due terra e uno veloce) con copertura, una palestra e delle docce, un maestro federale, un istruttore e un preparatore atletico. Niente di più e niente di meno, questo è quello che serve. Il reclutamento dei ragazzi deve seguire regole precise (tornei under vinti, non con adulti perchè spesso sono truccati; nel cesso la futuribilità, non siamo un popolo serio per adottare questo pur sacrosanto criterio) e chi viene scelto deve partecipare a tornei interni: il primo classificato non paga la quota mensile, il secondo paga la metà.
    E’ consentito anche l’accesso ad esterni (fino ad un numero massimo) però si paga il triplo della quota dei prescelti.
    Gli interni devono avere un minimo di risultati altrimenti: fuori e se c’è qualche esterno che nel frattempo ne ha di più, l’anno successivo deve entrare lui al posto di chi non ne ha.

    Capitolo maestri: ogni 6 mesi i genitori (che possono anzi devono assistere agli allenamenti) fanno una votazione (segreta sennò timori di ritorsioni sui figli) su maestro, istruttore e PA, chi non raggiunge la sufficienza per 3 volte consecutive dalla maggioranza: fuori.

    Commentucci,
    che mi dici: è troppo meritocratico per i tuoi gusti? E’ troppo politicamente sconveniente?

  89. Nikolik

    Sono completamente d’accordo con tutto quello che ha scritto Atti. Completamente. Approfitto dell’occasione per ricordargli che avevo previsto le resistenze ai cp dei circoli e dei maestri, e le parole di Federico di Carlo lo dimostrano. Atti, ti sta bene. Te l’avevo detto. I cp falliranno. Le riforme si fanno sempre a favore di qualcuno. Quelle che si fanno contro qualcuno, falliscono.

  90. pulsatilla

    Ma che c’entra Federico di Carlo con le resistenze dei circoli e dei maestri? Mah.

    Atti, io mi preoccuperei al posto tuo…

  91. Nikolik

    Come sarebbe a dire che c’entra, Pulsatilla? Federico di Carlo lavora in un circolo, a stretto contatto con un circolo, Pulsatilla. Ce lo ha detto più volte. Lui ha capito il giochino perfido della federazione, Pulsatilla. Lui ha capito l’inganno della federazione. Ragiona, Pulsatilla, ragiona: se i cp funzionano, chi ci rimette? Se la federazione si prende i migliori talenti, fin dai 13 anni, Ma non d’italia, addirittura di ogni regione, non ti sembra chiaro che metti a terra tutti i circoli e tutti i maestri, i preparatori fisici, gli psicologi sportivi che lavorano nei circoli? Non ti sembra chiaro che dopo conta solo chi lavora con la federazione? La verità è che io capisco benissimo Federico di Carlo e sono con lui. Chi non capisco sei tu, Pulsatilla. Perché i cp vanno nella direzione che tu hai sempre sostenuto. Quindi Atti ha ragione Ma allo stesso tempo ha torto: perché i cp vanno benissimo per lui, che è il padre di una delle più forti d’italia, Ma vanno male per tutta una categoria di persone che così vengono messi a terra.

  92. dentmar

    @nikolik
    Ai circoli che aumentino i ragazzi “catturati ” dai cp non gliene frega niente ,per loro è facile salire dalla preagonistica all’agonistica tutti i ragazzi che vogliono, prendendo per il culo tanti genitori , convincendoli che i propri figli hanno potenzialità che hanno un futuro ecc. ecc. Questo è quello che succede da sempre nei circoli e che succederà sempre.

  93. dentmar

    E poi se vogliamo parlare di livelli di eccellenza anche di chi insegna e specializza i ragazzi dei cp , date un’occhiata a macroarea sud e ditemi chi ha mai sentito nominare a livello agonistico e di passato tennistico il suo responsabile.

  94. pulsatilla

    Nikolik,

    meglio di me saprai che con i ragazzini lavorare sulla tecnica esige prima di tutto la continuità. E’ il lavoro più faticoso per un maestro, perchè per modificare gesti consolidati nella mente ci vuole tanta tanta collaborazione dell’allievo e tanto sacrificio del maestro. Spesso appena il maestro si gira rispuntano fuori i vecchi vizi.
    La continuità Nikolik, la continuità… Per solcare i tracciati mnestici bisogna ripetere all’infinito lo stesso gesto, all’infinito e, se dopo centinaia di migliaia di volte che il bambino esegue il nuovo gesto correttamente, una volta, per una volta lo esegue sbagliato come prima, lì ci vuole il maestro che lo corregge, lo stesso maestro che si sacrifica tutti i giorni per lui.

    Dopo questa noiosa introduzione, Nikolik, devo spiegarti ancora per l’ennesima volta perchè il CP 2 o 3 volte a settimana è un aborto illogico? Ce lo ha spiegato anche Davide, ci ha detto che non ha funzionato nemmeno nel calcio e, se mi permetti, se non ha funzionato nel calcio, come puoi illuderti che funzioni nel tennis?

    Nikolik, non posso credere che queste elementari nozioni tu non le possegga. Sei un toscano sagace e preparato. Vuoi continuare fino alla noia col tormentone del prendi-per-i-fondelli-i-genitori?

    E poi quando parti in quarta dicendo che se la Federazione prende i migliori talenti i circoli collassano…
    ma ti rendi conto che sciocchezza che dici? ma se io avessi un circolo e il mio scopo fosse solo quello economico, l’agonistica sarebbe la prima cosa che eliminerei. l’agonistica cosa ti fa guadagnare?
    Lezioni private Nikolik. Lezioni private preferibilmente ai commenda e poi una Sat, concepita come uno spazio ricreativo, un baby-sitteraggio che ai genitori costa meno, e poi ancora un buon bar, un buon ristorante etc…
    ma l’agonistica mai!
    quella scontenta i soci, impegna troppo i campi e non c’è un ritorno.
    Sveglia, Nikolik.

  95. Roberto Commentucci

    Pulsatilla, io sono d’accordo con quanto scrivi al post 93. Solo, che 20 centri regionali non li ha nemmeno la Francia. Mi contenterei di una decina di centri, magari con 5-6 campi ciascuno, e una palestra, sparsi per l’Italia.

    Una cosa così però non arriva con un tocco di bacchetta magica. Va creata con gradualità.

  96. pulsatilla

    Penso che sia meglio decentrare quanto più possibile e questo è possibile con strutture che si automantengano economicamente senza gravare sul bilancio Fit.
    I genitori pagano.
    Se il progetto è valido pagano assai.

  97. @Pulsatilla (post 93)
    “in ogni regione un centro che abbia: 3 campi da tennis (due terra e uno veloce) con copertura, una palestra e delle docce, un maestro federale, un istruttore e un preparatore atletico. Niente di più e niente di meno, questo è quello che serve”

    Completamente d’accordo. Magari qualche campo in più, soprattutto sintetici (sulla terra non si riesce a fare quasi niente di pf…)

    “Il reclutamento dei ragazzi deve seguire regole precise (tornei under vinti…nel cesso la futuribilità, non siamo un popolo serio per adottare questo pur sacrosanto criterio e chi viene scelto deve partecipare a tornei interni: il primo classificato non paga la quota mensile, il secondo paga la metà”.

    Spiacente, ma qua non sono d’accordo: la futuribilità è l’UNICO criterio che ha senso, purchè la si sappia valutare! Se non siamo un popolo serio dobbiamo diventarlo… Sui pagamenti così strutturati non sono d’accordo: le tensioni ad età troppo precoci portano con sè solo aspetti negativi: è come mettere in palio dei soldi nei tornei per bambini…direi che non è il caso!

    “E’ consentito anche l’accesso ad esterni”-Non ci si può comprare l’accesso ad una struttura che si basa su valori tecnici…

    “Gli interni devono avere un minimo di risultati altrimenti: fuori e se c’è qualche esterno che nel frattempo ne ha di più, l’anno successivo deve entrare lui al posto di chi non ne ha”.
    Il modello “Amici” di Maria de Filippi non mi convince: se credo nelle prospettive di un giovane un anno non è sufficiente per una valutazione definitiva (quasi mai…). Potrei farti decine di esempi che riguardano giocatori di calcio che ho seguito personalmente che fino a 16 anni facevano panca e tribuna: oggi sono professionisti e quelli che giocavano al loro posto….delle pippe!

    “Capitolo maestri: ogni 6 mesi i genitori (che possono anzi devono assistere agli allenamenti) fanno una votazione (segreta sennò timori di ritorsioni sui figli) su maestro, istruttore e PA, chi non raggiunge la sufficienza per 3 volte consecutive dalla maggioranza: fuori”
    Io i genitori agli allenamenti non ce li voglio! Non perchè ho qualcosa da nascondere, ma perchè sono elementi distrattori (e non si dicano stronzate del tipo che i distrattori sono allenanti!!! Dipende dal tipo…)
    Al massimo si può prevedere una giornata al mese in cui si permette ai genitori di assistere ad UN allenamento in cui si spiegano finalità del lavoro e motivi delle scelte: gli altri giorni fuori dai cog..i!
    Ok per la valutazione dello staff, ma non in questi termini! Se la FIT ha fiducia nel suo staff tecnico non può cambiarlo solo perchè i genitori sono scontenti. Io voglio essere valutato e cacciato dai miei colleghi addetti ai lavori, non dai genitori che utilizzano chissà quali criteri…

    Spero di esserti rimasto simpatico 🙂

  98. @Nikolik
    “non ti sembra chiaro che metti a terra tutti i circoli e tutti i maestri, i preparatori fisici, gli psicologi sportivi che lavorano nei circoli”
    Mò duvò?!? Ma cos’è, una barzelletta?!? Ma dove sono tutti questi preparatori fisici e psicologi sportivi che lavorano nei circoli??? Magari!!! 🙂

    Post 101 di Pulsatilla semplicemente la verità assoluta! Per la maggior parte dei circoli l’agonistica è una palla al piede!!! Persino qualche nostra pseudo-accademia ha dovuto prendere in gestione un secondo circoletto per guadagnare qualche soldino con gli amatori e ripagarsi delle perdite del settore agonistico!! Ma dai che lo sappiamo tutti che i circoli campano col calcetto e i maestri i soldi veri li fanno con le lezioni private, i corsi adulti e arrotondano con le SAT di massa! Meglio 100 “brocchi” che pagano 100 € al mese che 10 “fenomeni” che ne pagano 1000! Perchè se perdi anche uno solo di quei 10 i tuoi incassi scendono del 10%, mentre se perdi un “brocco” della SAT lo rimpiazzi quando vuoi! I pochi settori agonistici che lavorano discretamente sono comunque in perdita e sono tenuti in vita per passione dei maestri con le altre entrate del circolo! Trovatemi in Italia un’Accademia che sia solida e indipendente economicamente!!!

    @Roberto
    Io non so quanti centri ci vogliano: non credo che in Val d’Aosta ne serva uno tutto loro e magari in Emilia Romagna ce ne vorrebbero due! Sicuramente, come dice Pulsatilla, più si decentra meglio è.
    In Francia non avranno 20 centri, ma hanno Accademie private che funzionano e tirano fuori un gicoatore dopo l’altro! E una cultura della formazione che noi ce la sognamo!!!

    P.S.: mi è giunta una notizia dell’ultim’ora. La FIT e la Federazione francese hanno raggiunto un accordo: la Francia continuerà a formare giocatori professionisti e la FIT si impegna a mostrare i loro incontri su Supertennis 🙂 🙂

  99. pulsatilla

    Davide:

    1) Come hai visto Commentucci mi ha contestato il costo eccessivo dell’operazione. Per me tre campi per iniziare sono più che sufficienti. Di veloce ne basta uno. tieni conto che per fare un lavoro come si deve non puoi lavorare con tanti ragazzi contemporaneamente.
    2)anch’io credo solo nella futuribilità, ma in Italia è una battaglia persa. e tu lo sai meglio di me. meglio regole precise e condivise e soprattutto rispettate.
    3)non ti piace lo sconto per il primo che si classifica al torneo interno? Ok. allora regaliamo un completino o una racchetta. il principio è che devono avere sempre una motivazione e essere in competizione (sana) fra loro.
    4) qualche esterno che tacnicamente si avvicini può essere ammesso. i genitori devono pagare il triplo ( se ce ne saranno sarà una ammissione implicita di alta qualità della struttura).
    5) quelli che perdono il posto non è detto che l’anno successivo non lo possano riacquistare, dipende da loro e dai loro risultati o, se non vogliono lasciare il centro, i genitori paghino il triplo.
    non ci deve essere mai una bocciatura definitiva. io intendo una strattura elastica dove ci sia competizione, qualità e meritocrazia.
    6)i genitori devono – ripeto – devono stare dentro. e qui sbagli di grosso, perchè i genitori possono essere i tuoi più grandi alleati. naturalmente devono stare in religioso silenzio e chi rompe, rischia lui e il figlio.
    7)come puoi essere giudicato dai tuoi colleghi? non esiste proprio. ma se la maggioranza, ripeto, la maggioranza dei genitori per tre votazioni consecutive ti dice che sei insufficiente, come pretendi di continuare a lavorare in quel posto? senza la fiducia della maggioranza? a me la patente Fit non dice niente, io voglio riscontri sul campo.
    8) sei sempre simpatico. ci siamo visti due o tre volte di sfuggita.

  100. Nikolik,
    tanto per fare chiarezza, lavoro per 4 circoli diversi e se per questo mi hanno anche chiesto di allenare i ragazzi al cp regionale. Ma ho rifiutato. A me sinceramente che ci siano i cp, i circoli o meno non me ne viene granchè, perchè non ho e non temo la concorrenza….. Chi mi conosce personalmente e ha avuto modo di sperimentare come lavoro lo sa benissimo. C’è gente che fa centinaia di chilometri per venire ad allenarsi qui. La natura dell’allenamento mentale, poi, al pari di qualsiasi altro allenamento, è reversibile, per cui non ti preoccupare, a me il lavoro non manca di sicuro!!!!!

  101. Nikolik

    Pulsatilla, tu hai ragione Ma io non mi sveglio, continuo a dormire. Nel dormiveglia, ho cercato, vanamente, di spiegarvi la vera, reale partita che la federazione sta giocando contro i circoli, contro i maestri dei circoli e contro tutti coloro che lavorano nei circoli. Torno volentieri a dormire e, altrettanto volentieri, ti lascio alle tue polemiche sui tabelloni dei tornei under 10, sulle convocazioni in nazionale under 12 e alle vostre fantasiose ed irreali proposte di modifica dei cp. I federali veri, che hanno ben altri progetti, veri e reali, se la rideranno di gusto. Aderendo al contrario all’invito di Pulsatilla, invece di svegliarmi continuo a dormire e buonanotte a tutti.

  102. Pulsatilla,
    l’età a cui cominciare è dagli under 12. In Australia il criterio di scelta per il supporto ai ragazzi sono i risultati. Fanno in modo che i bambini apprendano la dura legge del campo sin da giovani ed imparino a diventare competitivi a loro spese. La tecnica la si può apprendere ma come si vince una partita è un istinto naturale che è dentro un atleta, è nel suo carattere. Per gli australiani è l’ x factor, quello che fa la differenza nel criterio di scelta. Giusto o sbagliato che sia, questo è il loro criterio e politica.

  103. pulsatilla

    “I federali veri, che hanno ben altri progetti, veri e reali, se la rideranno di gusto.”

    L’unica cosa giusta espressa da Nikolik. Può essere un inizio.

    Federico,
    interessante il post 109, ti ringrazio, non lo sapevo.

  104. Kill Bill

    Nikolik 96
    no se tu dai un premio ”produzione” al circolo di chi viene convocato nelle rappresentative regionali, ai cp, alle gare a squadre della nazionale e quant’altro …
    In questo modo i circoli sanno dove devono arrivare con i più forti se vogliono un riconoscimento, i ragazzo continuano ad essere tesserati per loro anche se vanno in un cp o speriamo ci si arrivi ad un centro federale.
    Più ne mandi … più sarai ricercato.
    In secondo luogo non si mette a terra nessuno perchè il numero è comunque ristretto rispetto al totale.
    I soldi dove si pigliano …. bè questo è un altro discorso …
    PIA, Supertennis, contributi, feste , cadeaux , premi per chi arriva in fondo a gli slam … a scelta.

  105. MDM

    @Davide post 105

    “Trovatemi in Italia un’Accademia che sia solida e indipendente economicamente!!!”

    risposta:

    L’Accademia Vavassori sia nella sede principale di Palazzolo sia nel distaccamento di Milano!!

    Puoi verificare se vuoi.

  106. atti

    A proposito di meritocrazia….
    Al CP non c’è una volta, dico una, in cui in un modo o in altro non si facciano TB, punti, set… e l’ultimo\a alla fine raccoglie palline e cesto (e/o a volte flessioni…)….
    Gli stessi tornei FIT di macroarea con wild card concessa ai vincitori cosa sono ? Piu’ democratici di così….
    E come ci dice Monet, vincere da piccoli non è importante, ma nel dubbio meglio vincere fin da subito….raramente verrà convocato uno che perde spesso pero’ è futuribile…..
    Questo i ragazzini lo sanno…molto meglio di noi…

    La parte atletica invece, diciamo che, ha margini di miglioramento (tanto perché non si pensi che vedo tutto oro quel che luccica)…
    Essendo, per ora, l’allievo in bilico fra le 2 strutture circolo e CP) c’è effettivamente il rischio, in alcuni casi, di fare confusione (se manca comunicazione e/o se una delle parti fa resistenza).
    Meglio “rischiare” o lasciare tutto come prima ?
    ….a meno che l’alternativa sia il binomio di cui si parlava ieri, ma dubito che ci siano tutte queste opportunità in giro.
    Se no non staremmo qua a parlarne….

    PS: Nikolik…
    non farti abbagliare dai ns. amici giornalisti….a volte esagerano pur di condire bene il pezzo !!!

  107. simplypete

    Intanto a proposito di giovani talenti, mi sembra opportuno segnalare i risultati di una giovane toscana ancora dodicenne…complimenti…

  108. @MDM
    La conosco molto bene…sono fra quelli che hanno deciso (e giustamente) di gestire anche un circolo tradizionale per soci, per finanziare l’attività agonistica. E’ la conferma a quanto dico.

  109. rikys

    Davide….. qualcos’altro esiste e anche vicino a te basta cercare. Accademia con dodici giocatori 7 maschi 5 femmine, 5 maestri 1 preparatore atletico ( a parer mio molto ma molto bravo ) 4 campi coperti veloci con struttura fissa, 4 coperti con palloni di cui 2 in veloce e 2 in terra rossa, altri 3 campi non coperti di cui 2 in terra e 1 cemento ( probabilmente verranno coperti il prossimo anno ) palestra pesi, campo da calcio, campi da beach tennis. Se hai voglia di provarci, qui c’è tutto ciò che ti serve senza dover per forza emigrare. Magari si tratta di una mosca bianca ma esiste e io sono molto contento che esista.

  110. Beh, mai detto di averle conosciute direttamente tutte! Così come non escludo che in Italia possa esistere una realtà di alto livello e che io non la conosca…
    Se ti riferisci a Lugo effettivamente non la conosco in prima persona, anche perchè credo sia partita da poco.
    Certo che se hanno uno staff di 5 maestri e un pf per 12 giocatori non vedo come faranno a far quadrare i conti…
    Come diceva un amico: le Accademie funzionano bene nei posti caldi, dove non ti arrivano bollette da 6/7 000 € di gas al mese…
    Comunque un giorno andrò a farci una visitina e se sono d’accordo chiederò loro di poter visionare qualche allenamento. Ciao

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