Una Luce

di - 8 Luglio 2008

Ubi Maior, minor cessat. Lo dicevano i latini, ma è d’uopo che ad utilizzarlo, in data odierna, sia anche il sottoscritto. Scevro da ogni condizionamento forumistico, scorgo con l’indomito occhio di chi ha visto migliaia di tabelloni nella propria lungimirante carriera, che il nome Besser, nel tabellone di doppio si è raddoppiato. Ed allora dentro di me una voce mi suggerisce che quel giorno è arrivato. Il giorno – dell’esordio di colei che cancellerà il ricordo di qualsiasi altra tennista – è giunto. E noi ci ritroviamo qua, tra il serio e il faceto, tra il dovere e il piacere, come quei bambini che si trovano per la prima volta ad un parco giochi: piacevolmente esterefatti, quasi increduli. Ma qui arrivano i primi dubbi. Come recita il detto, se son rose fioriranno, se son Besser giocheranno a tennis: ma ora che l’offerta, fino a ieri unica, si è raddoppiata, qualora ci trovassimo a scegliere se parteggiare per la grande o per la piccola, non rischieremmo la fine dell’asino di Buridano, che non sapendo cosa mangiare, morì per non aver saputo scegliere? Forse sì, il rischio c’è. Ma sarebbe un bel morire.

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