Potenza e controllo: la sfida nel tennis Wta

di - 20 Settembre 2016
Serena Williams - Foto Ray Giubilo

Al contrario del tennis maschile, in cui la maggior parte dei giocatori offre un ampio repertorio di attacco, difesa e variazioni, il tennis femminile degli ultimi anni si è sempre più direzionato verso un tipo di gioco aggressivo e potente, alla ricerca esasperata del vincente. Le principali portabandiera di questa tipologia di giocatrice sono state nello scorso decennio le sorelle Williams e Maria Sharapova, grandi protagoniste del circuito maggiore. Il 2016 ha però dato la gloria ad una giocatrice di tipologia differente come Angelique Kerber, fatto che ha rimesso a confronto questi due modi diversi di affrontare il rettangolo di gioco: la ricerca dell’estrema potenza e il controllo accurato dei colpi.

Tra la schiera di giocatrici che hanno preferito optare per un gioco fatto di potenza e vincenti vanno appunto annoverate innanzitutto le sorelle Serena e Venus Williams, dotate di un grande fisico che ha portato entrambe alla vetta del ranking a forza di colpi vincenti. Nel 2004 una nuova stella emerge nel circuito maggiore, anch’essa dotata di un fisico imponente: Maria Sharapova. Si può tranquillamente dire che sia stata proprio la russa a rivoluzionare il tennis degli ultimi anni, in quanto gran parte delle giovani ne ha fatto un modello da seguire sia per tipo di gioco che per atteggiamento in campo. Tra le giocatrici che negli anni seguenti hanno mostrato grandi affinità con la bella siberiana vi sono Petra Kvitova, Victoria Azarenka, Eugenie Bouchard, Garbine Muguruza. Tre di queste sono riuscite a vincere almeno un torneo dello Slam e soprattutto sono state tra le poche giocatrici a mettere in difficoltà Serena Williams grazie al proprio gioco e non ad una brutta giornata dell’americana. La quarta, Eugenie, si è persa dopo un anno ad altissimo livello che è culminato con la finale nel tempio di Wimbledon. Colpi rapidi, perfetti per le superfici veloci, ma che si adattano anche alla terra rossa, dove la capacità di generare potenza può risultare un’arma letale, tanto che negli ultimi anni le vincitrici dei principali appuntamenti sul rosso sono state Williams, Sharapova, Kvitova, Muguruza.

Anche tra le nuove leve si trovano moltissime giocatrici di grande potenza: Madison Keys, classe 1995 ma già top 10; Kristina Mladenovic, giocatrice francese dal grande talento ma con ancora troppi alti e bassi; Jelena Ostapenko, grande campionessa junior e capace di emergere già nel circuito maggiore; Ana Konjuh, anch’essa campionessa junior e grande promessa del tennis dei prossimi anni; Oceane Dodin, francese dalla velocità di palla degna di nota; Timea Babos, già ottima giocatrice di doppio e capace di ottimi scalpi anche in singolare; Monica Puig, campionessa olimpica di Rio 2016 e tante altre.

A controbilanciare il potente gioco di queste giocatrici ce ne sono state altre che hanno intrapreso una strada diversa, in alcuni casi opposta, ovvero quella del controllo, della difesa e delle variazioni. Capostipite di questa tipologia di gioco si potrebbe considerare Martina Hingis, una delle più grandi campionesse di sempre, numero uno del tennis rosa grazie a traiettorie infallibili e ad una velocità e a un’agilità di gran lunga superiori alla norma. Indubbiamente questo tipo di gioco ha sofferto notevolmente l’arrivo delle sorelle Williams e del gioco di pura potenza, via via sempre più presente nel circuito, tanto che sono poche le giocatrici ad aver raggiunto dopo di lei i vertici della classifica sfruttando azioni di difesa o regolarità dello scambio piuttosto che una forsennata ricerca del vincente. Negli ultimi anni a spiccare in questo senso sono state Caroline Wozniacki, Agnieszka Radwanska, Simona Halep e Angelique Kerber. Si tratta di giocatrici capaci di fasi di attacco e di vincenti, ma che basano il gioco su intelligenti traiettorie, ottime difese, gioco di piedi e regolarità. Caroline è stata a lungo numero uno delle classifiche e ha conquistato ottimi risultati nei tornei che contano; Aga è stata numero 2 ma vale un discorso molto simile anche per lei; per Simona Halep il discorso è lo stesso della polacca, anche se il suo gioco è dotato di maggiore potenza. Un dato indubbiamente interessante è che queste giocatrici hanno trovato maggiori difficoltà nel battere Serena e gli head to head sono decisamente sfavorevoli nei suoi confronti. Per Angelique Kerber è necessario spendere qualche parola in più; la tedesca ha portato a termine una scalata in classifica iniziata nel 2011, quando agli US Open batté la favorita Flavia Pennetta a livello di quarti di finale –Flavia si sarebbe rifatta a distanza di qualche anno a New York- raggiungendo un’inaspettata semifinale slam. Cinque anni dopo la tedesca si trova in vetta al mondo del tennis, dopo una stagione incredibile che l’ha vista regina indiscussa del cemento, con due slam conquistati. La vera novità è che dopo un periodo in cui ha regnato la potenza, una giocatrice come la Kerber riesce a prendere il posto della giovane Williams e a imporsi come vera numero uno.

Anche tra le giovani leve si riesce ancora a trovare qualche ragazza che si affidi a schemi differenti: Elina Svitolina, già protagonista nei tornei che contano, che basa il suo gioco su un’ottima difesa; Daria Kasatkina, giovanissima capace di alternare traiettorie geometriche e vincenti; Katerina Siniakova, altra giovane che sa alternare difesa e contrattacco; Lauren Davis, americana dalla grande difesa; Alexandra Krunic, serba dalla grande agilità in campo.

Anche parlando delle nostre giocatrici azzurre si possono individuare due scuole diverse: da una parte Schiavone, Vinci ed Errani, giocatrici ricche di variazioni e capaci di ottime difese; dall’altra Giorgi e Knapp, che si basano sulla potenza e sulla prestanza fisica. Al momento il campo, per quanto concerne le azzurre, sembra aver dato ragione alle prime, capaci di raggiungere risultati migliori rispetto a Giorgi e Knapp. Un discorso a parte va fatto per Flavia Pennetta, capace di unire potenza e controllo in un gioco brillante all’altezza dei vertici del circuito se supportato dalla salute a livello fisico.

La questione diventa ancora più interessante se si pensa al 2017, anno che presenterà molto probabilmente diverse novità. Innanzitutto il 2016 potrebbe essere l’ultima stagione di alcune giocatrici, che attendevano i giochi olimpici per concludere la propria carriera. A questo si aggiunge l’uscita di scena di due giocatrici come Sharapova e Azarenka, che per motivi diversi rimarranno fuori dal tour per diversi mesi. Considerata anche l’età delle sorelle Williams, è normale pensare che effettivamente il 2017 potrebbe aprire diverse porte a giocatrici dal tennis meno potente, che spesso in passato hanno ceduto alla strapotenza di Serena e Venus.

Analizzando il ranking in questo momento, probabilmente simile a quello di fine anno salvo inaspettate sorprese, si può notare come nelle prime sei giocatrici ce ne siano tre che si basano sul controllo (Kerber n.2, Radwanska n.4, Halep n.5) e tre che si basano sulla potenza (S. Williams n.2, Muguruza n.3, Ka. Pliskova n.6), a testimoniare il maggiore equilibrio rispetto agli anni passati. Non rimane che aspettare di vedere come si concluderà il 2016 e aspettare di vedere se la regina del 2017 sarà una picchiatrice dalla linea di fondo o se il tennis femminile sarà dominato dal controllo e dalla difesa.

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