Non è solo una questione di tennis. A volte, per scendere in campo, serve prima vincere un’altra partita. Fuori dal campo. Quella vissuta da Mattia Bellucci nelle ultime 24 ore è una di quelle storie che raccontano perfettamente cosa significhi davvero essere un tennista nel circuito. Tra imprevisti, corse e un pizzico di caos.
Reduce dalla finale raggiunta al Challenger 175 di Cap Cana, persa domenica mattina contro Mariano Navone, al termine di una settimana estremamente positiva, l’azzurro sarebbe dovuto arrivare in tempo a Miami per disputare il suo match di primo turno di qualificazioni del Masters 1000 di Miami in programma per le 18.00.
Il piano iniziale era già al limite. Volo alle 10.20 della mattinata di lunedì da Punta Cana, arrivo previsto alle 13 a Miami, giusto il tempo per presentarsi al Hard Rock Stadium, scaldarsi rapidamente e poi scendere in campo. Tutto organizzato al millimetro. O quasi…
IL VOLO CANCELLATO E IL PANICO DA PUNTA CANA
La partenza dall’hotel avviene alle 7.50, transfer del torneo, l’arrivo in aeroporto è alle 8.25, check-in, controlli. Tutto regolare. Poi il momento dell’imbarco. Bellucci è in fila al gate 8, pronto a salire sull’aereo, quando arriva una mail: volo cancellato. Così, all’improvviso. La compagnia comunica che non ci saranno altri voli disponibili nelle successive 24 ore. Tradotto: Miami, in quel momento, sembra una meta difficilmente raggiungibile in tempi brevi.
LA CORSA CONTRO IL TEMPO
Grazie al lavoro del manager, arriva una possibile soluzione “last minute”: un volo American Airlines a mezzogiorno. C’è un problema però: è rimasto un solo posto. Il biglietto viene acquistato in fretta, a un prezzo molto più alto del normale, ma non c’erano alternative. Mattia riesce quindi a partire, mentre il resto del team è costretto a rimanere a terra, senza possibilità di salire su quel volo. Per loro, l’unica opzione è un altro aereo nel pomeriggio, alle 16.40, con arrivo a Miami in serata.
Nel frattempo, però, c’è un altro ostacolo: recuperare i bagagli già imbarcati sul volo cancellato. Uscire dall’aeroporto, svolgere nuovamente i controlli, rientrare. Alla fine Bellucci riesce a fare tutto praticamente sul filo: check-in completato intorno alle 11:20 per un volo che parte alle 12.

L’ARRIVO A MIAMI
L’atterraggio a Miami avviene alle 14.30, il tempo è poco, ma grazie alla pioggia e ai match lunghi in programma prima di lui, sembra esserci un filo più di tempo. Dopo aver svolto tutti i controlli passaporto e aver finalmente preso le valigie, arriva la macchina del torneo pronta a portare l’azzurro a destinazione.
Nel corso del pomeriggio Mattia riesce a fare un piccolo allenamento di 40 minuti giusto per provare il campo e le condizioni. Resta solo che attendere di scendere in campo e provare a vincere il mach.
LA PARTITA
Alle 21.10 sul Butch Butcholz Court è il momento della partita, dall’altra parte della rete c’è Nicolas Jarry, tennista cileno proveniente da un momento molto complicato della sua carriera: la vittoria manca da luglio del 2025.
La partita, dopo un avvio abbastanza equilibrato, prende direzione già nei primi giochi. Dal break nel quinto game in poi, Bellucci gestisce senza troppi problemi e porta a casa una vittoria netta per 6-3 6-1.
LA VITA DEL TENNISTA
Le giornate così raccontano bene cosa significhi davvero essere un tennista. Non è solo il campo, non è solo il tennis giocato. Ci sono viaggi complicati, imprevisti, corse contro il tempo, decisioni da prendere in pochi minuti. A volte, la vera partita è riuscire ad arrivarci, in campo. Questa volta è andata bene. E forse, dopo una giornata così, vale anche qualcosa in più.
Nel turno decisivo delle qualificazioni, Bellucci affronterà Murphy Cassone, che ha superato Francesco Maestrelli per 7-6(1) 6-4, facendo così sfumare un possibile derby azzurro.