L’Australian Open avrà un sapore particolare per Casper Ruud, pronto ad affrontare al primo turno l’azzurro Mattia Bellucci. Da una parte rappresenta un’occasione per rilanciarsi nei tornei dello Slam dopo le non particolarmente brillanti prestazioni dell’ultimo anno (nel 2025 uscì in Australia al secondo turno contro Jakub Mensik), dall’altra potrebbe essere ricordato come la competizione che lo ha visto diventare padre. Con la sua compagna in dolce attesa, infatti, il numero 13 del mondo non ha nascosto la volontà di assistere alla nascita del figlio, anche se ciò dovesse significare abbandonare Melbourne Park.
Un futuro da papà
“La data prevista del parto è verso la fine dell’Australian Open, nell’ultimo fine settimana – ha dichiarato Ruud in un’intervista rilasciata sul canale YouTube di Gill Gross –. È solo una stima e, se dovesse accadere prima, non potrei controllarlo. Spero che il bambino aspetti qualche giorno in più e che io possa terminare il torneo a Melbourne, ma se dovessi ricevere la chiamata me ne andrei senza esitare. Non è il volo più breve del mondo, ma voglio essere lì il prima possibile per la nascita del mio primo figlio”.
La modifica della racchetta
Successivamente, il ventisettenne di Oslo ha parlato di come sia evoluto il suo gioco negli ultimi anni, passando anche per piccole ma fondamentali accortezze, come la scelta di diminuire la testa della sua Yonex EZONE, utilizzata nella nuova versione da 98 pollici quadrati per la prima volta alla Laver Cup 2025: “Mi interessa vedere come funzionerà sulla terra battuta, perché finora non ho avuto modo di provarla su quella superficie. La scorsa estate, sui campi in cemento negli Stati Uniti, ho avuto la sensazione che tutto andasse molto veloce e mi sono trovato meglio rispetto alla misura più grande, che mi costringeva a compensare il colpo con il polso e il braccio. Ora, invece, sulle superfici veloci o indoor, sento di poter colpire più liberamente, appiattire di più i colpi e giocare con meno paura che la palla vada lunga. Quando però arriverà la stagione sulla terra e serviranno più effetto e potenza, vedremo come andrà. Per ora mi sento molto a mio agio”.
L’evoluzione del gioco
In relazione all’evoluzione del tennis, Ruud ha sottolineato come una strategia da fondista come la sua, sia diventata meno efficace contro avversari che oggi attaccano molto prima e cercano di uscire dallo scambio in maniera anticipata per piazzare il vincente: “Quando sono arrivato sul circuito ATP, potevo restare più indietro in risposta e giocare un colpo pesante senza la necessità di colpire molto vicino alla linea. Oggi, se non colpisci praticamente sulla linea di fondo, molti avversari attaccano immediatamente. Non so se dipenda dal tipo di palle o dal fatto che la nuova generazione sia più aggressiva. Il topspin, a volte, non morde più come prima. Con le palle nuove ritorna quella sensazione di pesantezza, ma, man mano che passano i giochi, la palla perde pressione e non rimbalza allo stesso modo. La nuova generazione va all’attacco molto prima: prima c’era più costruzione del punto, ora è servizio e primo colpo, o attacco immediato”.