La Diritta Commedia – Canto XV

di - 2 Dicembre 2012

di Sergio Pastena

 

Canto XV – Il girone di Rogerio

“Ma questo è troppo!- protestai sdegnato-

Non possono trattar come uno scarso

l’atleta più perfetto del creato!”

 

Dinnanzi a me Rogerio era comparso

ed il furor divenne senza eguali

pensandolo a venir nel foco arso.

 

“Le colpe sue furono tante e tali

che fu piazzato accanto a Satanasso.

Egli prese per naso voi mortali.

 

Per anni ed anni lui portò sconquasso

battendo pippe sparse e telonari

co li più scarsi lui fece il gradasso

 

ma fe l’agnello dopo co’ suoi pari.

Quando dal cielo scese lo maiorco1

A perder cominciò tra pianti amari”.

 

“Par quasi per te sia peggio d’un orco-

dissi a Laverio in preda a meraviglie-

qual è la pena pel suo giuoco sporco?”.

 

Laverio si chinò sulle caviglie

“In verità lui resta sul divano

assieme alla consorte e alle sue figlie”

 

“Come trapasso inver mi appare strano.

Quale sarebbe il male che lo coglie?

Sta a casa con i suoi, sereno e sano”.

 

“Stolto! Tu non conosci la sua moglie!-

restar con lei è la pena più crudele-

uccide sul partir le maschie voglie!2

 

E a render tutto peggio sulla tele

innanzi a loro scorre ogni partita

persa con Rafa, e il sangue si fa fiele3“.

 

Pensando a quanto ingiusta fosse vita

al punto che s’accapponò la pelle

co lo mio Vate mi recai all’uscita.

 

E infine uscimmo a riveder le stelle.

 

Le Note

1 Se davvero avete bisogno di una nota per questo… datevi al badminton

2 Volevo allegare foto, ma abbiamo la buoncostume che ci tiene d’occhio

3 L’opera omnia, per chi fosse interessato, è disponibile in 132 pratiche uscite

 

ASCOLTA IL CANTO XV RECITATO DA ANDREA DI CIANCIO

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