Chi è Jennifer Ruggeri, la marchigiana all’esordio nel main draw degli Internazionali d’Italia

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Jennifer Ruggeri - Foto Daniele Combi / MEF Tennis Events

C’è un momento, nella carriera di ogni giovane tennista, in cui il lavoro silenzioso lascia spazio alle luci dei grandi palcoscenici. Per Jennifer Ruggeri, quel momento è arrivato e la wild card per il tabellone principale degli Internazionali d’Italia 2026 ne è la chiara dimostrazione.

Classe 2003, originaria di Porto Potenza Picena, Ruggeri è una delle storie più interessanti del tennis italiano emergente. Non un’ascesa improvvisa, ma un percorso costruito con pazienza nel circuito ITF, tra vari sacrifici e una crescita che, prima ancora che tecnica, è stata mentale.

LA WILD CARD INASPETTATA

Che dire, sono molto emozionata”, racconta a Vallesina.tv. “Anche perché non pensavo che la wild card me la potessero dare in tabellone principale… due anni fa l’ho avuta per le qualificazioni, ma ora è diverso”. L’entusiasmo della marchigiana è anche accompagnato da una consapevolezza già matura. “La prendo come un’altra esperienza ed occasione per dimostrare che magari me la sono meritata. Voglio far bene, dare il massimo, ma tenendo sempre i piedi per terra”.

LA SVOLTA

La crescita di Ruggeri parte da lontano, ma il 2025 è stato l’anno della svolta, pur non essendo iniziato nel modo più semplice. “Facevo fatica a trovare continuità, sia in campo ma anche fuori. Vivevo un po’ nel caos”, afferma. Una condizione comune a molti giovani professionisti, costretti a gestire da soli tornei, spostamenti e aspettative. La differenza, nel suo caso, è arrivata dal lavoro fatto lontano dal campo: “Con il mio team abbiamo trovato quello che poi si è rivelato un equilibrio. È un lavoro che ho fatto più fuori dal campo che dentro, e questo ha agevolato tutto il resto”.

L’IMPORTANZA DEL TEAM

Con nella squadra figure fondamentali come l’allenatrice Alice Savoretti, il tecnico Massimiliano Albarella e il mental coach Paolo Ticà, i risultati non hanno tardato ad arrivare: una stagione da circa cinquanta vittorie, diversi titoli ITF e un ranking che l’ha portata stabilmente intorno alla top 300 mondiale. Numeri che spiegano perché oggi il suo nome sia sempre più presente nei radar del tennis italiano.

Anche la Federazione ha iniziato a seguirla con maggiore attenzione, come dimostra la presenza sempre più costante del coordinatore del settore tecnico femminile FITP Daniele Silvestre. “La sua presenza ci stimola molto”, spiega Ruggeri a FITP Marche. “È stato un confronto importante con me e con il mio team. È come se la squadra si fosse allargata”. Un segnale chiaro di come il suo percorso sia ormai considerato strategico anche a livello nazionale.

CARATTERISTICHE E AMBIZIONI

In campo, Ruggeri si definisce una giocatrice “trasversale, anche se il suo habitat naturale resta la terra battuta. “Ho un gioco aggressivo, ma riesco a fare un po’ tutto. Sono un po’ terraiola”, dice sorridendo. Tuttavia, il salto definitivo passerà anche dalla capacità di adattarsi alle superfici più veloci: “Stiamo lavorando per convincermi che posso giocare bene anche sul cemento. È un passaggio fondamentale”.

Il ranking, per ora, resta sullo sfondo. “Non sono una che guarda molto la classifica, ma nell’ultimo periodo mi ha reso orgogliosa”, ammette. Più che i numeri, contano le opportunità che questi portano con sé: tra tutte, quella di avvicinarsi ai tornei dello Slam. “L’obiettivo è riuscire a giocare le qualificazioni Slam. Magari il Roland Garros: sarebbe un’esperienza che mi arricchirebbe tantissimo”.

In questo percorso, Roma rappresenta molto più di una semplice tappa. È il primo vero contatto con il tennis di altissimo livello, il momento in cui una giocatrice abituata ai campi secondari si trova improvvisamente sotto i riflettori. La sensazione, però, è che si tratti di una conferma del fatto che la strada intrapresa sia quella giusta:“Questo è il frutto del percorso che sto facendo e stiamo andando bene”, dice l’azzurra.

Per Jennifer Ruggeri, la wild card agli Internazionali d’Italia non è un punto d’arrivo, ma l’inizio di qualcosa di più grande.

 

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