Internazionali d’Italia 2026, Vavassori su Andrea Pellegrino: “Sono felice per i suoi risultati come fossero i miei”

Francesco Petrucci
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Simone Bolelli e Andrea Vavassori - Foto FITP

Con loro abbiamo perso tutte partite tirate e decise da un paio di punti, come in Australia. Nelle occasioni in cui giochiamo contro dobbiamo sapere cosa fare. Domani saremo pronti sul centrale“. Queste le dichiarazioni di Andrea Vavassori e Simone Bolelli in zona mista, al termine del match da cui sono usciti vincitori contro Harri Heliovaara e Henry Patten nei quarti di finale degli Internazionali d’Italia con il punteggio di 7-5 7-6 (4). L’importanza di emergere nelle sfide dei primi turni è spesso sottovalutata, mentre, invece, può dare una grande mano sotto il punto di vista mentale, come ricorda ‘Wave’ riguardo l’episodio del Masters 1000 di Miami dello scorso marzo: “A Miami abbiamo vinto il torneo dopo aver annullato due match point al primo turno. A volte vincere le partite che sembrano meno insidiose ma che alla fine lo sono è fondamentale per il proseguo“.

Complicità e fiducia sono due aspetti imprescindibili per una coppia, sul campo da tennis e non, per trovare le stesse dinamiche sia in allenamento che in partita, così si esprime Bolelli: “Ciò che fa la differenza in una coppia è il lavoro quotidiano fatto insieme, perché poi in partita viene fuori“.

IL RAPPORTO TRA VAVASSORI E PELLEGRINO

Vavassori e Andrea Pellegrino sono stati in passato compagni di doppio in diverse occasioni, tanto che si è instaurata una profonda amicizia, come ribadito più volte da entrambi. In un episodio di qualche settimana fa nella cornice del Masters 1000 di Monte Carlo, questo legame si è ulteriormente rafforzato: “Sono felice per i suoi risultati come fossero i miei. A Monte Carlo era infortunato e gli ho dato una mano negli spogliatoi durante un momento di difficoltà. Gli ho sempre detto che quando si lavora bene poi alla fine i risultati arrivano”. E ancora: “L’ho sempre visto sul pezzo e pronto a lottare. Quest’anno ha fatto uno switch mentale e si è preso una bella rivincita. Nonostante all’inizio ci credessero in molti e magari ora meno, ha fatto gli ottavi a Roma sul centrale con Sinner. Spero per lui che sia solo un punto di partenza per realizzare i sogni riposti nel cassetto”.

LA SFORTUNATA PARENTESI A ROMA DEL 2025

Agli Internazionali d’Italia dello scorso anno, la coppia italiana è incappata in una giornata storta, uscendo all’esordio per mano dei connazionali Federico Bondioli e Carlo Alberto Caniato, per cui quest’anno poteva risultare problematico l’approccio al torneo, ma così non è stato, come confermato dalle parole di Bolelli: “Prestazioni come quella dello scorso anno qui a Roma capitano, dobbiamo cercare di lasciarci il passato alle spalle e di guardare al futuro con positività“.

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