Filippo Baldi: “Preparazione a Tandil”

di - 11 Dicembre 2011

di Alessandro Nizegorodcew

Filippo Baldi, classe 1996, è uno dei giovani tennisti italiani su cui il nostro movimento sta puntando fermamente. Spazio Tennis lo ha intervistato per avere un bilancio sulla sua stagione 2011, in vista di un 2012 da sicuro protagonista.

“Sono soddisfatto della mia stagione” – spiega Filippo – “anche se non è stata come quella precedente. Ho giocato prevalentemente tornei under 18, vincendone uno in Svizzera. A livello under 16 ho conquistato i campionati italiani e un ETA sempre in Svizzera. Rimpianti non ne ho tanto, poiché sapevo che non sarebbe stato facile affrontare impegni di alto livello under 18. Mi spiace ovviamente per alcuni match singoli, come ad esempio quello delle olimpiadi europee under 15, dove ho perso un incontro tiratissimo in un torneo a cui tenevo molto. Ho dato sempre il massimo e quando riesci a dare il 100% di te stesso puoi solo essere contento e continuare a lavorare.”

“Parlando dei migliori match” – prosegue Baldi – “potrei citare il primo turno a Santa Croce, quando ho sconfitto il numero 38 Itf Nunez per 61 62, oppure il secondo turno a Salsomaggiore, dove ho battuto sempre 61 62 il numero 50 Itf Karantsev. Anche il contesto, molto bello ed emozionante, ha reso queste partite indimenticabili. Salsomaggiore poi è un torneo che sento particolarmente poiché è il primo under 18 a cui ho partecipato (2010). Quest’anno ho superato tre turni di quali, due di tabellone, fermandomi solo negli ottavi. Ho giocato davvero un ottimo tennis in quell’occasione e ho vissuto le più forti emozioni del 2011.”

Filippo Baldi parla quindi del suo nuovo coach e degli allenamenti da svolgere per salire di livello: “Nell’ultimo periodo con Stefano Dolce, il mio nuovo coach, sto lavorando tanto tecnicamente e mentalmente. Ho migliorato moltissimo il servizio e il diritto. Lavoreremo ancora tanto su questi due aspetto, ma in futuro sarà l’aspetto fisico quello su cui puntare, insieme al mio preparatore Alessandro Caminiti. Due mesi fa ho iniziato la preparazione presso lo Sporting Club di Selva Alta di Vigevano, subito in maniera molto intensa. Il 3 gennaio partirò per l’Argentina, precisamente Tandil, con Eduardo Infantino e il il mio coach Dolce per completare il lavoro fisico in vista del 2012. Per quanto concerne la programmazione, dovrei iniziare con un Grade 2 under 18 in Tunisia l’ultima settimana di gennaio, per poi disputare competizioni a squadre con la nazionale a febbraio.”

Chiosa finale sugli obiettivi per l’anno venturo: “Punto a giocare almeno due Slam under 18” – conclude Fillippo Baldi – “e magari vincere la Davis Cup Junior, a cui tengo tantissimo!”

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70 commenti

  1. Lucabigon

    Ma un mesetta scarso a Tandil non è poco…?? Io l’avrei tenuto dicembre e gennaio ai lavori forzati per fargli diventare i muscoli almeno un decimo di quelli di Nadal…dove non arriva il talento magari arriva la forza bruta! ahahah

  2. bogar67

    Ma che ci sta a Tandil di così particolare? Ma che ci sta qualche sorgente di acqua magica per diventare campioni di tennis?
    Alessandro facci un bel servizio su Tandil, anzichè andartene a cazzeggiare 🙂 con i tuoi amici in giro per L’Europa, fatti una vacanza cultuarl-tennistica a Tandil 🙂 🙂

  3. Lucabigon

    Probabilmente lì oltre a una buona struttura ed equipe non ci sta un c…o da fare per cui sudano e si allenano come matti da mattina a sera…

  4. bogar67

    Bene Lucabigon allora la FIT potrebbe fare un bel centro nel Nuorese, a Urzulei, così non mi devo neanche spostare di tanto per portarci mia figlia 🙂 oppure al passo delle tre croci in Friuli Venezia Giulia, cioè posti dispersi dove no ci sta nulla da fare si trovano anche senza prendere aerolineas argentinas 🙂 🙂

  5. maestrobb

    Il acqua magica per diventare campioni di tennis,ce in Tandil, e li giocatore ayudanno, si esbellan a la 6 di la matina, allenan di 7 a le 13 ore e 15 a le 20 ore, amassada totale.
    Di lunedi a sabato.
    Buon Natale

  6. lillo

    Certo che va ancora a scuola,frequenta la seconda liceo linguistico nella città in cui vive. A Tandil non c’è nessuna acqua magica, ma professionisti seri e duro lavoro. Filippo ci andrà per terminare la preparazione invernale siete sempre pronti a giudicare senza mai toccare con mano ciò che questi ragazzi affrontano con tanta serietà e spirito di sacrificio spesso definito,da loro stessi,come piacere.
    Direi che il signor Lucabigon che non si tiene nessuno ai lavori forzati forse cominci lui e come può parlare di talento e muscoli???
    Signor Bogar ha mai visto il centro federale di Tirrenia? Le assicuro che non c’è proprio nulla se non che sport,sport e ancora sport quindi se sua figlia fosse convocata lo saprebbe.

  7. pino

    bravo lillo,parlano senza sapere.Come se l’italiani fanno vacanza dalla mattina alla sera.I ragazzi che sono a Tirrenia lavorano molto lo posso confermare anche io che porto mia figlia tutti i fine settimane

  8. bogar67

    @ Lillo e Pino
    No, non so come è fatto Tirrenia, ne mai forse saprò anche se ci spero, dipende, da tanti fattori, non posso prevedere futuro, però a maggior ragione se è come dite voi perchè bisogna andare a Tandil? e come se io che abito in Sardegna d’estate andassi a fare una vacanza balneare a Rodi o Creta, se il mare più bello del mondo è qui 🙂 perchè dovrei spendere denaro, (in questo caso chi paga la trasferta di Baldi? la FIT? cioè noi?)) per andarmene in Grecia? Perchè se Tirrenia ha tutto per creare un campione poi si deve andare a Tandil?, Lillo e Pino era questo che volevo chiedere, senza polemica, solo voglia di sapere, conoscere!

  9. Bernie

    E io ribadisco: come fa il (secondo me) fortissimo Filippo con la scuola che frequenta e dalla quale dovrà assentarsi per molto tempo?

  10. lillo

    Signor Bogar,si va a Tandil per crescere e confrontarsi ma pur sempre in accordo con il centro federale di Tirrenia, per giocare il tennis a certi livelli si metta in testa che non è mai sotto casa e soprattutto si può gestire nei classici circoli di tennis. Se un ragazzo o ragazza che sia vuole fare di questo sport la sua professione la famiglia lo deve sostenere a 360° mettendogli a disposizione persone che lo seguano in ogni situazione. Quindi le spese per Tandil e non solo vengono sostenute dalla famiglia, la Federazione che in questi anni si sta muovendo per aiutare i giovani in cui crede e segue contribuisce con un “prestito d’onore” finalizzato alla loro attività . Filippo ribadisco va a scuola avendo trovato un accordo con essa per programmare interrogazioni e compiti in classe quando lui è presente,quando non c’è gli vengono spediti: compiti e lezioni via email che lui prepara,ritagliandosi del tempo, con il suo allenatore durante Tornei, preparazione a Tirrenia,perchè Filippo va spesso a Tirrenia, e in questo caso anche a Tandil.

  11. bogar67

    Gentile Lillo
    la ringrazio per la cortese risposta, mi sembra di aver capito che lei è il padre di Filippo, le auguro di riuscire insieme a suo figlio nell’ intento di sfondare in questo sport. Non ho mai visto giocare suo figlio ma ho letto solo gli eccellenti risultati a livello giovanile che fanno ben sperare, avendo bimba molto piccola spero che lui per essa rappresenti in futuro un idolo da imitare come lo è adesso Novak Djokovic.
    Buon Natale

  12. Lucabigon

    Signor Lillo, la mia era solo una battuta e non voleva ne vuole offendere nessuno tantomeno Filippo cui auguro seriamente di sfondare. Ogni tanto in questo blog c’è bisogno di sdrammatizzare ed è questa la raio che ha ispirato quella mia battuta. Auguro ogni fortuna al ragazzo.

  13. Monet

    :”lillo says:
    Signor Bogar,si va a Tandil per crescere e confrontarsi ….”
    penso lei sia il papaà di Baldi e allora le domando:
    1!° crescere a tandill? confrontarsi con chi?
    2° non sarebbe ora di dire che si va a tandill perchè infantino vuole che si vada là? basta girare attorno all’ostacolo la cosa è semplice e non cè niente di male ammetterlo.con la struttura ottima che abbiamo a tirrenia allenarsi e confrontarci li non sarebbe di certo una scelta da seria b,quindi diciamo le cose come stanno…sperando ora che come gia successe in pasato,un federale mi chiami e mi chieda perchè ho scritto qualcosa in cui entra la federazione,ribadisco che la scelta sarà anche ottima,ma tirrenia in questo fattore non è e non sarà mai una seconda…scelta!!!
    …..

  14. Monet

    per confrontarci credo sia meglio buonos aires che tandill,è li che si allenano il 99% dei giocatori ”buoni” che oltretutto nel periodo di gennaio …latitano,perchè come voi sapete incomincia la bagarre e sono tutti impegnati nei vari tornei in giro al mondo……

  15. simplypete

    Monet….”per confrontarci credo sia meglio buonos aires che tandill”, può darsi che tu abbia ragione, chissà magari è una scelta di tipo scaramantico…vedi Giannessi….
    Cmq in un intervista, Infantino ha parlato molto bene di Tirrenia…
    Io personalmente non posseggo informazioni tali da poter dare un opinione…sensata

  16. bogar67

    Monet
    leggendoti mi sono reso conto che pecco di essere troppo fregnone 🙂 🙂 in questa ambiente ma perdonami sono proprio novello. 🙂 🙂

  17. Stefano Grazia

    Mi stavo scambiando gli auguri di Natale col Prof e quindi sono venuto a sapere che era appena stato proprio a Tirrenia dove aveva portato a far visionario un suo vecchio pallino fin dai tempi della BTA di Zavoli, un certo Manuel Righi, classe 94, di recente immortalato in certe foto di Preparazione Atletica anche da Lorenzo Falco. Mi diceva il Prof che Manuel avrebbe ottenuto i migliori ridultati di sempre nei vari Tests Atletici entusiasmando i vari Tecnici presenti fra cui Furlan…purtroppo il fatto che nessuno, a parte il Prof, abbia mai puntato su Manuel, farebbe si che il ragazzo si porti dietro alcuni difetti tecnici talora anche grossolani ma questo non gli avrebbe impedito di palleggiare coi migliori ragazzi del Centro e di reggere tranquillamente gli scambi…io me lo ricordo vagamente, questo ragazzo, nel 2008 o 2009, quando aveva 14-15 anni, quando Nicholas frequentava, di passaggio a Bologna, la BTA e il Prof gia’ allora si dava da fare con lui perche’, diceva, era secondo lui atleticamente un fenomeno…me lo ricordo che se lo portava sul campo incolto a tirare il giavellotto … Il Prof lamenta che nessun coach di tennis abbia mai creduto veramente in lui a dispetto dell’enorme potenziale atletico …se ho capito bene, e quindi lo invito ad intervenire di persona, lui lamenta che le selezioni, intorno ai 12-14 anni su chi seguire e chi no, vengono fatte maggiormente su come uno gioca tecnicamente piuttosto che sul potenziale atletico mentre bisognerebbe puntare di piu’ ( e ovviamente essendo un PA non puo’ sorprendere piu’ di tanto questa sua opinione) su chi cuore gambe e polmoni piuttosto che talento e tecnica sopraffina… Qui ci sarebbe da discutere parecchio perche’ se da un lato il Prof puo’ avere ragione ( pensate se avete un Michael Jordan o un Kobe Bryant e riuscite a convincerli a giocare a tennis), dall’altro bisognerebbe intendersi anche sulle capacita’ coordinative ( e magari Manuel Righi e’ un fenomeno anche li’) e ancora bisogna ricordare sempre la Teoria della Mielina, e cioe’ che tutto quel che devi imparare nel tennis di tecnico lo impari piu’ facilmente prima dei 12 anni dal che si arguisce l’importamza di quel 10% di tecnica…cioe’, se e’ vero che in un giocatore il 50% e’ dato dal mental, il 40% dal fisico ( o viceversa) e solo il 10% dal talento e dalla tecnica, e’ anche vero pero’ che quel 10% e’ condicio sine qua non e gia’ se e’ solo un 9.5 quello 0.5 in meno pesa molto di piu’ di un 0.5 fisico o mentale in meno….Comunque Buzzelli lamentava il fatto che a volte giocatori dal grande potenziale atletico vengano inspiegabilmente trascurati da un sistema di valutazione che predilige il fattore tecnico rispetto alle potenzialita’ fisiche…E’ interessante come spunto: a parte l’ormai popolare detto venetospagnoleggiante ‘la tecnica la se aprende, los cojones las se tengan, ostrega!'”, si potrebbe dissertare se ia meglio:’ portatemi chi sa giocare ed e’ talentuoso che poi il fisico glielo costruiamo noi facendogli un culo cosi’ anche magari a costo di tante iniezioni’ oppure’ portatemi chi ci ha gia’ un fisico della madonna e prestazioni atletiche eccezionali che poi comunque la tecnica la se aprende anche dai 14 ai 20 anni, carramba!’ … Signori, il Dibattito si apre, la parola al Prof Buzzelli, se ci sta seguendo …

  18. pulsatilla

    Stefano,
    è la stessa discussione che ho avuto io con Ivano (e Caperchi la pensa come Ivano). Lui predilige sempre il bambino talentuoso, anche se svogliato, anche se fisicamente non ha le premesse. E come lui, aggiungo io, quasi la totalità dei numerosi maestri che ho conosciuto.

    Poi ci sono posti dove insegnano il tennis sul serio, e lì guardano prima al fisico, poi ai genitori e infine alla testa. Se il bambino non sa fare la volee o scodella il dritto come se fosse su Masterchef, non importa, il dritto e la volee si insegna.

    Io mi trovo molto in sintonia col Pro. Buzzelli e vorrei ricordagli che la sua esperienza, empirica e casuale, che il lancio del giavellotto è propedeutico e rafforzativo del movimento complesso del servizio è perfettamente spiegabile con la teoria del sistema specchio.

  19. Domanda provocatoria…che senso ha fare classifiche su cosa conta di più?
    Quanto conta la tecnica? 100%, perchè senza non puoi giocare. E il fisico? 100%, perchè se non sei ben preparato la pallina non la prendi neanche e magari ti infortuni di continuo. E la testa? Lo stesso…non argomento tecnicamente perchè non è il mio campo!
    Cosa osservare di più in un ragazzino? Tutto…
    Se c’è un bambino “talentuoso” io un appunto me lo faccio, anche se è minuto.
    Se c’è un bambino con grandi mezzi atletici uguale..
    Forse sarebbe meglio chiedersi: quali qualità fisiche sono da osservare con particolare attenzione in un bambino? Ho l’impressione che quando si parli di capacità fisiche ci si riferisca sempre alla struttura fisica. Io credo che il trait- d’union fra fisico e tecnica sia possedere un’ottima coordinazione e una buona rapidità di base: il bambino talentuoso è questo che ha più degli altri! Credo che Caperchi, quando dice che predilige i talentuosi, faccia un discorso anche “fisico” in questo senso…
    Se vedo un bambino di 10 anni che esprime un tennis efficace (in termini di potenza?) e vince molto perchè facilitato dalla struttura fisica non lo giudico automaticamente talentuoso! In quante interviste di italiani promettenti che non hanno mantenuto del tutto le promesse leggiamo frasi del tipo “è stato frenato dagli infortuni…”. Ma bisognerebbe chiedersi: ma questi come hanno lavorato a livello fisico fra i 6 e i 16/18 anni? Sono tutti nati geneticamente NON PREDISPOSTI alla capacità di carico? E siamo sicuri che se uno nasce con una predisposizione agli infortuni (e quindi con una limitata componente genetica della capacità di carico) io lo possa definire un talento anche se è coordinato e una bestia a livello di struttura? E’ tennis, non lotta greco-romana! E anche nella lotta vi assicuro che la struttura non è il parametro più importante! Ci credete che anche lì la coordinazione….
    Se un bambino “si muove bene” (cioè ha buone capacità coordinative di base) ha migliori possibilità di sviluppare una buona capacità di carico e dunque di migliorare le sue capacità fisiche. P
    erchè Federer non si fa mai male? (mentre scrivo mi tocco i gioiellini di famiglia…). Forse perchè avendo capcità coordinative supeiori alla media spende la metà degli altri..il resto è in buona parte logica conseguenza!

  20. Intanto buon Natale a tutti e felice 2012:
    Si, è proprio come ho detto a Stefano Grazia.
    Dal 2007 ho creduto e puntato su di un ragazzino del ’94, Manuel Righi, dotato di potenziale atletico straordinario.
    Ho spinto affinchè fossero coinvolti con me, anche i tecnici dei circoli o accademie con cui ho collaborato e con cui Manuel ha lavorato sul piano tennistico, sperando di prenderselo a cuore e nell’impegnarsi a volergli insegnare la tecnica ortodossa e le relative impugnature, e puntare loro stessi sulla realizzazione di quello che qualunque tecnico motivato sogna: portare un suo allievo al professionismo e magari nelle prime posizioni di classifica ATP.
    Questo non è avvenuto nei 5 anni ( dai 12 ai 17 ) che il ragazzo ha dedicato al tennis, nonostante anche molti soldi spesi.
    Certo Manuel non è un carattere semplice da prendere e gestire, ma sta di fatto che tutti i maestri con cui ha lavorato lo hanno abbandonato al suo destino (magari perché focalizzati su altri giocatori più facilmente allenabili e più dotati di tecnica) senza preoccuparsi nemmeno di togliergli o modificargli impostazioni tecniche al limite del ridicolo, una per tutte :l’impugnatura del servizio con il dito indice lungo il fusto della racchetta!!!
    Ciononostante Manuel, grande “fire inside”, che frequenta con buon profitto il 4° anno di ragioneria nella scuola pubblica, si allena mediamente 2 ore al giorno tra atletica e tennis, gioca con racchette vecchie di 3 anni, sfibrate e incrinate ed in un caso risistemata alla meglio con l’Attak,, al 1° anno U18 è arrivato alla classifica 2.5, al pari dei migliori ragazzi del suo anno di nascita seguiti e sostenuti economicamente anche dalla FIT.
    Da ottobre Manuel è venuto finalmente nel mio Centro Tecnico, deciso a svoltare.
    Tecnicamente è seguito dal M° Scala (ex 117ATP) e fisicamente da me che non l’ho mai abbandonato nonostante fosse seguito da altri PA in altri circoli.
    Alla luce di tutto ciò, anche per gratificare Manuel, che non è stato mai considerato e mai chiamato ad un raduno, ho chiesto ed ottenuto dal responsabile nazionale giovanile Giancarlo Palumbo, di convocarlo a Tirrenia per visionarlo e permettergli di confrontarsi con i migliori italiani che sono in pianta stabile nel Centro Tecnico Nazionale.
    Vi ragguaglio sui risultati ottenuti.
    Nei test atletici svolti alle 8,30 del mattino ad una temperatura abbastanza fredda ha ottenuto risultati un po’ più scarsi dei suoi record personali che metterò tra parentesi):
    1”60 sui 10m (1”51), 50cm nel CMJ (53,4cm) 11”46 nella navetta 6x8m, 58,7 Watt nel test Bosco -Vittori, (60Watt) e circa 12 metri nel lancio dorsale con palla medica da 4Kg.
    Poi si è confrontato sul piano di gioco con vari schemi di palleggio a ritmo molto intenso dove ha mostrato di tenere tranquillamente gli scambi al punto che lo stesso Furlan si è complimentato con lui. Naturalmente sul piano tecnico il confronto non era sostenibile: quelli di Tirrenia giocano da Dio (ed io aggiungo, CHIUNQUE gioca stilisticamente meglio di Manuel).
    Nei set disputati solo sul veloce (Manuel si allena solo su terra) i risultati sono stati (non cito i nomi dei ragazzi avversari ma solo l’anno di nascita):
    1) Contro un primo ’95 vittoria per 6-0
    2) Contro un secondo ’95 vittoria per 6-1
    3) Contro un ’94 di classifica 2.4 e con ottima classifica ITF ha perso 6-4 (tutto ai vantaggi)
    4) Contro un altro ’94 molto celebrato nel blog un set pari 6-3 2-6 (nel 2° set sul 2pari, per recuperare una smorzata impossibile ma comunque recuperata e chiusa, piccolo problema alla gamba dopo una scivolata non agevolata dalla superfice)

    Insomma, dopo 3 giorni di allenamento intenso mattina e pomeriggio, 5 vesciche nella mano destra, una piccola distrazione muscolare, ce ne siamo tornati a casa soddisfattissimi e con la promessa di prossime convocazioni.
    Al blog le conclusioni !!!

  21. @ pulsatilla
    aggiungo relativamente al servizio di Manuel, che in tre gironi tre, con l’uso del giavellotto è stato tolto anche l’ORRORE dell’impugnatura col dito lungo il fusto della racchetta, e modificando la tecnica esecutiva dello stesso a vantaggio di una più sobria esecuzione contrariamente ai sistemi arzigogolati e supercoordinativi adottati dai più nel servire, Manu oggi è capace di esprimenrsi a più di 200Km/h (Falco e Nicoxia ne sono testimoni) con grande facilità e semplicità.

  22. E’ normale che tra i bambini tennisti, il maestro è portato ad interessarsi e migliorare chi possiede grande attitudine tecnico-coordinativa, ma vi garantisco che quando inizia il tennis vero e cioè a 15-16 anni le ragazze e 17-18 anni i ragazzi, se non metti in luce doti atletiche e mentali di livello superiore, che si è in grado di capire anche a 9-10 anni, di strada se ne fa pochina.

  23. Monet

    professore se incominci il tennis vero per un ragazzo a 18 anni ,per me,sei già con un piede fuori

  24. Credo che il prof., che saluto caramente, intendesse dire che a quell’età si cominciano a vedere le reali capacità, fra cui quella importantissima di saper concretizzare gli apprendimenti in prestazione. Non credo intendesse dire che è a quell’età che iniziano gli allenamenti seri…
    Scusa prof.: ma ke ti frega, detto fra me e te, se la FIT se lo fila o no? Continua a lavorarci, magari più difficoltà avrà affrontato maggiori saranno i risultati e soprattutto le soddisfazioni. Ricordi Caratti, Brandi etc.? Capisco che essere convocati a Tirrenia sia una soddisfazione per un ragazzo, ma secondo me non può essere un obiettivo… Non conosco Manuel, ma so che è in ottime mani, anche migliori di quelle in cui potrebbe essere se fosse sotto l’osservazione attenta (e interessata) di altri! Ha poche possibilità economiche? Non è detto ke sia solo uno svantaggio…

  25. sinceramente a me interessava gratificare il ragazzo ma sopratutto cercare di avere un aiuto anche economico visto che tanti ne hanno usufruito e pochisiimi se non nessuno di quelli sponsorizzati è approdato in nessn posto.

  26. pulsatilla

    25 Davide,

    io noto nei preparatori atletici, te compreso, una certa tendenza ad attribuire la causa degli infortuni alla preparazione stessa e alla generica capacità di carico. Il discorso degli infortuni è molto più complesso e spesso entrano in gioco fattori concausali che possono restare misconosciuti.
    Nelle femmine ad esempio, che somatizzano con molta facilità le ansie e le preoccupazioni, mi è capitato di assistere spesso ad “infortuni tattici” che hanno richiesto quel periodo di riposo che consciamente o incosciamente la loro mente o il loro fisico richiedeva. Capita anche nei maschi, meno frequentemente però. Con questo – tanto per essere chiari – non voglio dire che si inventano malattie. No. Tutt’altro. Il dolore è percepito veramente e anche l’ansia conseguente di non tornare a posto, solo che non c’è la malattia. Non c’è l’evidenza della malattia.
    E questo è un fenomeno che tra gli sportivi non è infrequente.
    Poi c’è un altro dato: l’anatomia. non siamo tutti uguali, come tu saprai. esistono delle condizioni anatomiche che di per sè non sono patologiche, ma che in condizioni di sovraccarico funzionale predispongono a malattie e infortuni di vario genere- e questo anche in presenza di un gesto tecnico perfetto e di grandi capacità coordinative di base.
    Mettiamoci tutti noi (genitori compresi) in testa che il tennis fatto a certi livelli fa male!
    E’ una favola che il tennis pro faccia bene o che si possano evitare gli infortuni.
    E a questo proposito poco tempo fa Roger in un’intervista ha detto chiaramente che sono molti anni ormai che gioca con dolori di vario genere e talvolta ha giocato che non si reggeva in piedi dal dolore. Che poi lui sia un grande professionista anche della comunicazione e che non dia ad intendere che lui sia un comune mortale come gli altri, questo è un altro discorso. Ma lui si infortuna come gli altri.

  27. @Prof.
    Immaginavo…ma forse è meglio che non ci conti troppo…
    @Pulsatilla
    Con il termine capacità di carico si intende una caratteristica che di per sè è multifattoriale. Tu che ti occupi, se ho capito bene, soprattutto dell’aspetto mentale, sarai più sensibile a questo: “nelle femmine ad esempio, che somatizzano con molta facilità le ansie e le preoccupazioni, mi è capitato di assistere spesso ad “infortuni tattici” che hanno richiesto quel periodo di riposo che consciamente o incosciamente la loro mente o il loro fisico richiedeva”. La capacità di carico racchiude anche quella di sopportare gli stress psico-fisici: diciamo che è un contenitore che racchiude molte caratteristiche e capacità. Essendo tale per il suo sviluppo devono collaborare più professionalità, ognuno nell’ambito delle proprie conoscenze.
    Per quello che mi compete come preparatore, io devo cercare di fare in modo di sviluppare questa capacità agendo prevalentemente sugli aspetti coordinativi/condizionali/funzionali. Non è detto che ciò sia sufficiente per evitare qualsiasi infortunio, obiettivo impossibile da raggiungere, ma sicuramente con un lavoro di un certo tipo il rischio diminuisce e non di poco! Siccome questo nei nostri circoli non si fa MAI O QUASI (ma neanche nelle nostre “blasonate” accademie, almeno quelle che conosco io), posso presumere che questa sia una causa. Quando abbiamo fatto un ottimo lavoro preventivo/compensativo, sviluppato al meglio le capacità coordinative e educato ragazzi e famiglie a buone abitudini in linea con la vita da atleta, allora siamo con la coscienza a posto, consapevoli di aver fatto, se non tutto, quasi tutto quello che era in nostro dovere e potere fare. Purtroppo anche le cose più generiche e banali da noi non si fanno, per cui bisogna parlarne. Un post di questo genere in Spagna o in Francia farebbe quasi sorridere…

  28. pulsatilla

    Davide,
    io sono un genitore e non mi occupo dell’aspetto mentale.
    comunque capisco e condivido quello che hai scritto al 34, anche se per fare questo serve un’attenzione individuale sul ragazzo, che non è molto semplice da realizzare.

    Riguardo il post 26 del Prof. Buzzelli, che ho letto con attenzione, risulta chiaro il caso di un ragazzo molto dotato dal punto di vista atletico e in possesso anche di fire inside, che non è da tutti. Il ragazzo è carente dal punto di vista tecnico, grip sbagliati, errori di tecnica etc. Forse c’è stato qualcuno che ha creduto in lui? No, nessun maestro, solo il Prof. Forse è più faticoso insegnare la tecnica? Forse si fatica meno con quelli che hanno buoni fondamentali e, anche se non hanno grandi doti fisiche, ora vincono, danno lustro al club e del domani non me ne frega niente?
    Vincere a 10 anni non significa avere un buon bagaglio coordinativo di base. Chi ha quello che viene definito “il tocco” viene privilegiato dai maestri, anche se ha i piedi quadrati. e ne ho visti, obesi, ginocchia valghe, piedi piatti, però vincono a 10 anni.

  29. nicoxia

    Confermo la velocità del servizio,aggiungo che la sviluppa solo sopra non sfruttando il segmento dell’anca il piede destro è completamente avanti la mia perplessità era l’angolo d ‘entrata in quanto non sfruttando in pieno le gambe è minore di quello che potebbe essere,ma se riesce ugualmente a tenerle dentro è un ottimo servizio.
    Il ragazzo ha un’esplosivita impressionante e avendo conosciuto anche Scala per me è in ottime mani , un saluto e un augurio di continue soddisfazioni a Manuel e al suo staff.
    Auguri di buon natale anche a tutti gli amici del Blog.

  30. pulsatilla

    Se lo hanno portato a Tirrenia significa che non possono seguirlo bene. Scala gioca mi sembra, non è maestro a tempo pieno.

  31. @ pulsatilla
    no, no. Da ottobre lo seguiamo noi (io e Davide) assiduamente per il poco tempo che ci mette a disposizione (mediamente 2 ore al giorno perchè frequenta la scuola pubblica). I suoi sparring sono Enrico Burzi (320 ATP) e Di Giovanni (2.3) oltre naturalmente a Scala che continua a giocare la serie A ma non si allena più come giocatore.
    Voglio aggiungere, che Manuel da U12 è arrivato in finale nella fase mondiale del vecchio Trofeo Topolino , è sempre stato chiamato nelle rappresentative regionali dell’Emilia e Romagna dal tecnico Manfredi, ha sempre battuto i suoi coetanei (sponsorizzati dalla FIT) che ha incontrato (per citarne uno degli ultimi, in luglio scorso in serie C ha battuto Palma 6-2 6-0) ma non ha avuto mai nessun appoggio economico o di Wild Card.
    Questo è il principale motivo per cui ho voluto che lo visionassero a Tirrenia.

  32. agamennone

    @Salvatore BUzzelli.
    potremmo citare almeno dai 30 ai 50 nominativi relativi agli anni 93 94 95 96 buoni giocatori , si puo conoscere la famosa ricetta per diventare giocatori nella classifica che va dai 150 ai 300 atp.
    attendo fiducioso una sua risposta.grazie

  33. Giorgio il mitico

    x Stefano Grazia

    una cosa è certa, tutti o quasi , i tecnici vogliono lavorare su ragazzi con i “fondamentali” abbastanza evoluti.

    Quanti sono mi domando i tecnici che prendono in mano bimbi di 4-5 anni e li portano dopo una decina d’anni di lavoro a questa padronanza dei fondamentali tecnici ? Per me POCHISSIMI.

    Sono convinto di DUE cose su tutto :

    1) la tecnica si può imparare anche dopo i 14 anni.

    2) PERO’ a chi impara tardi la tecnica capiterà SEMPRE questo problema nelle PARTITE CHE CONTANO e cioè : quando si presentano in partite importanti situazioni di gioco dove ti puoi salvare SOLTANTO con una esecuzione di un tiro PERFETTA sul piano tecnico …..ebbene in quel preciso frangente RIEMERGERANNO le lacune tecniche di quando eri un ragazzino.

    Credo che da bambino si ASSIMILI la tecnica, più tardi la si IMPARI, cerco di spiegarmi meglio con un esempio forse non appropriato : una cosa è imparare una poesia a memoria, altra cosa è impararla a memoria e capirla.
    Vorrei un intervento del dottor F. Di Carlo in proposito.

    Auguro Buon Natale a tutti.

  34. La preparazione fisica dovrebbe essere curata come la preparazione tecnica, seguendo gli stessi principi:
    -insegnare, non solo allenare, il che significa sapere dove si vuole andare ad ogni età/livello e CORREGGERE;
    -stabilire un PROGRAMMA DI BASE, fatto di propedeuticità e progressioni didattiche per il coordinativo e un programma generale per il preventivo/compensativo;
    -allo stesso modo con cui si curano le lacune tecniche individuali si possono prevedere esercitazioni/sedute per colmare quelle fisiche, siano esse condizionali, coordinative o dettate da problematiche di natura posturale/paramorfistica: ma si parte tutti da un programma di base, come per la tecnica…

    Credo che ci siano anche vie di mezzo fra il ragazzino con grandi capacità atletiche (che comunque nel tennis è un’eccezione) e quello con le ginocchia storte.
    A livello tecnico il tennis lo sappiamo insegnare bene: quello che manca in Italia è una progettazione a livello di preparazione fisica e la collaborazione fra maestri e pf (cioè un buon 70% di quello che servirebbe!).
    Io penso che in Italia, nel 90% delle realtà, in ambito di p.f. NON SI FA NIENTE DI QUELLO CHE SI DOVREBBE FARE: in questo contesto la definizione di talento fisico a che serve?
    Nella mia regione conosco molto bene la situazione U12 e U14 maschile: tra i più bravi abbiamo un ragazzino con almeno 10 kg di troppo, il nostro numero 1 che a livello coordinativo ha grosse lacune (ma vince perchè fa differenza con la struttura fisica e un pò di braccio) e diversi altri che se gli togli la racchetta dalle mani non sanno fare niente. Questi ragazzi che fine faranno tra qualche anno? Vinceranno ancora? E se si, contro di chi? Solo contro quelli come loro o saranno pronti a competere a livello internazionale? Se in questi ragazzini ci crediamo dobbiamo intervenire adesso sulle lacune! Tu hai un problema con l’alimentazione o il mantenimento del peso? E noi ti aiutiamo a risolverlo con una consulenza specifica di una figura che sappia intervenire nel rispetto delle tue esigenze di crescita, ma con un occhio a quelle della pratica di una disciplina a livello agonistico. Un ragazzino ha carenze evidenti nel coordinativo? Si dovranno prevedere interventi individualizzati per cercare almeno di mettere una toppa. Perchè queste cose non si fanno?

    Il prof. Buzzelli già una quindicina di anni fa parlava di preparazione fisica specifica nel tennis: da allora non si è visto praticamente nessun progresso in questo senso.
    Per tacere di quando sosteneva dell’utilità del giavellotto per il miglioramento del gesto del servizio: risate a non finire!!! Oggi le risate sono un pò meno, ma neanche tanto…

  35. pulsatilla

    Davide,
    dopo la Messa di Natale di mezzanotte ti sei messo subito a scrivere. Non si può dire che ti manchi la passione per questo argomento.
    Sono d’accordo con tutto quello che hai espresso e anche con quello che ha scritto Giorgio il mitico.
    A completamento posso solo aggiungere che la PA, mimando con atti motori semplici quelli più complessi del tennis, e questo si può fare in età molto precoce, può accelerare l’apprendimento tecnico, in modo tale che a 10 anni, dal punto di vista tecnico il grosso del lavoro sia già stato fatto.

    giorgio il mitico,
    la teoria della mielina che tante volte riporta Stefano Grazia, le sinapsi e le connessioni neuronali nel bambino hanno una plasticità che hanno dell’incredibile. Quello che si impara da bambini non lo si dimentica più, è esperienza comune; pare che la memoria si fissi a livello subcorticale ad un livello molto molto profondo. E nelle condizioni di emergenza, come quelle che si realizzano in una partita di un torneo di adulti, dato che non c’è tempo per organizzare il pensiero razionale dunque corticale, riemergono i circuiti sottocorticali, svincolati dal controllo volontario razionale. In queste condizioni sarà avvantaggiato, e non di poco, chi da bambino avrà rafforzato tali circuiti in modo corretto, imparando una tecnica corretta e fissandola con la ripetizione del gesto tecnico corretto.

    Da qui l’importanza fondamentale del maestro in età precoce.
    Insegnare la tecnica ai bambini però è la cosa più difficile e faticosa. E’ senz’altro più agevole ammucchiarli dentro un campo e farli giocare tra di loro, mentre il maestro al cellulare prende qualche appuntamento per lezioni private di over 40.

  36. pulsatilla

    Davide,
    mi stai incuriosendo riguardo il programma generale per il preventivo.
    Che ne dici di scrivere un bell’articolo su ST sull’argomento?

    Alessandro sei d’accordo?

  37. Lorenzo Falco

    Buongiorno a tutti.
    Colgo l’occasione per fare un augurio per le feste a tutti i lettori di Spazio Tennis e a tutti i frequentatori attivi del blog.

    Comunico intanto alle pochissime persone che hanno il piacere di leggermi e di mostrare interesse per ciò che scrivo, che sono in cantiere alcuni articoli: in questi giorni verranno pubblicati.

    E’ difficile entrare nella discussione. Ci sono tanti argomenti che si possono affrontare. Ho letto i contributi di ciascuno. Provo ora a formulare delle considerazioni argomentate.

    1. Manuel Righi è certamente un ragazzo talentuoso. Le prestazioni di gioco mostrate contro giocatori di pari classifica, a livello nazionale, dimostrano che il suo livello non è inferiore.
    2. Manuel Righi, alla semplice osservazione, mostra una forte attitudine al tennis: esplosivo, rapido, mantiene la velocità dello scambio, dispone di un servizio molto incisivo, sul piano tattico e strategico dimostra una buona padronanza.
    3. Manuel Righi svolge una vita ordinaria: si alza il mattino con il pensiero di entrare puntuale in classe, assiste alle lezioni con il pensiero di dover fare i compiti o prepararsi alle verifiche per il giorno successivo, esce da scuola con il pensiero di dover affrontare bene una giornata sportiva, termina il pomeriggio di allenamenti con la preoccupazione di dover terminare i compiti prima di coricarsi a riposare. La scuola rappresenta un importante riferimento per la formazione della coscienza dell’individuo ed ogni persona non deve rinunciare alla formazione culturale di base.
    Coloro che hanno scelto di riservare le proprie energie quotidiane alla sola pratica sportiva sono in grado di affrontarla, in linea generale, con maggiore tranquillità e concentrazione.

    4.L’erogazione dei contributi da parte della FIT non segue finalità assolute di merito: sul territorio nazionale possono esistere atleti molto talentuosi che non vengono in alcun modo considerati dagli organismi centrali della FIT nazionale.
    Il prof. Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale, in un suo intervento a Torino nel 2007 disse: “Ogni società democratica è in grado di darsi buone regole ma tali norme diventano mediocri se non esistono uomini buoni che le applicano”.
    Nel caso in questione, sono mancati gli “uomini buoni”.
    Spesso, anche in campo sportivo, le logiche che muovono le scelte sulle persone, non rispondono a criteri di scienza e coscienza ma a fini di opportunità e cooptazione.

    5. Il soggetto talentuoso in campo tennistico è in grado di fornire elevati standard prestativi sui piani tattico, tecnico, fisico, strategico, motivazionale e mentale. Non è detto che un soggetto che esprime una prestazione di vertice debba eccellere in tutti i singoli aspetti: è tuttavia probabile che vi sia una eccellente concatenazione tra le qualità che l’atleta possiede.

    6. La preparazione fisica, in linea generale, è un aspetto importante per la crescita sportiva dell’individuo.

    7. Beneficiano maggiormente della preparazione fisica i soggetti che la seguono in forma personalizzata e con le indicazioni di un preparatore motivato e attento.

    8. I circoli di tennis, in linea generale, non possono garantire una selettività e un controllo meticoloso sull’atleta. E’ necessario che al termine della stagione, il bilancio tra entrate e uscite sia positivo.

    9. L’ordinamento giuridico italiano ha introdotto in Costituzione il principio della sussidiarietà: se un ente, un’organizzazione a livello periferico è in grado di gestire con autonomia e rigore una qualsiasi situazione organizzativa, l’ente “nazionale” può delegare all’ente “locale” tale compito, sostenendone l’azione, con ogni mezzo.
    Le Federazioni, per mancanza di mezzi, uomini, risorse, leggi ad hoc, non attuano tale rigoroso principio: è difettoso il sistema periferico e dunque la delega è attribuita al sistema centrale.

    10. Anche in un sistema organizzato, è decisivo il contributo dei singoli uomini per renderlo efficiente e organizzato.
    Esistono molte regole per favorire un buon servizio alle Poste, semplificato e funzionale per il cittadino: se in quella filiale opera un direttore serio e attento, i cittadini di quel luogo saranno contenti e percepiranno il sistema come funzionante, se tuttavia opera un responsabile maldestro e disattento, i cittadini detesteranno l’intero sistema.
    Buzzelli, il suo staff e tanti altri uomini sono quei singoli soggetti che operano per rendere efficiente il sistema.

    11. La selezione del talento spesso risponde a criteri non fisiologici.
    I tecnici, in linea generale, sono ammaliati dell’espressione precoce del talento. I meccanismi di crescita e gli sviluppi in età adolescenziale possono, in molte situazioni, invertire le scelte compiute nella precoce selezione: bambini con grande attitudine, scambiata per talento, in fase adolescenziale raggiungono un plateau; giovani atleti emarginati in fase scolare perché di bassa statura e poco performanti, possono essere in seguito più favoriti per le prestazioni di vertice.

    Buona giornata a tutti. Ringrazio coloro che continueranno a seguirmi.

    Lorenzo Falco.

  38. pulsatilla

    “L’erogazione dei contributi da parte della FIT non segue finalità assolute di merito:”

    Questo l’avevamo capito. E’ Natale e dobbiamo essere tutti più buoni, però non possiamo esimerci dal dire che l’Italietta strutturata sulle aderenze e sulle conoscenze giuste ci fa schifo.
    A me fa schifo anche la mentalità e tutta la successione di comportamenti che ne conseguono. Credevo che in campo sportivo le cose fossero diverse ma così non è. E così il povero Buzzelli è stato costretto a fare il viaggio della speranza con un ragazzo meritevole, uno dei tanti, e degli altri non si sentirà mai parlare forse perchè gli incontri non sono stati quelli giusti.

    OT: un’esplosione in una Chiesa cattolica ad Abuja. speriamo che Stefano non sia stato coinvolto.

  39. Stefano Grazia

    tranquilli, non sono stato coinvolto anche perche’, e questo e’ uno dei tanti paradossi che affliggono il mio rapporto con lacreligione, con cio’ che e’ giusto, con il ‘buon comportamento’, con do the right thing che sarai ricompensato …, noi non eravamo in chiesa per la Messa di Natale, bensi’…in discoteca al Soho, un postaccio infamedove avevo giurato di non mettere mai piu’ piede ( ho visto posti ben peggiori in realta’, ma almeno non avevano delle pretese…questo e’ invece il posto piu’ trendy di Abuja e uno dei conflitti in atto con mio figlio e’ che non lo lasvio andare nei week end con altri ragazzi dell’American School ( tutti o quasi sui 16-18 anni,pero’…poiche’ durante le vacanze un mio amico ha avuto qui a trovarli i due figli di 20 e 22 anni, li avevamo portati, io e altri adulti, a questo postaccio la settimana scorsa ( dopo tre ore in cui non ci si poteva muovere dalla ressa, non si poteva parlare dal rumore, non si poteva respirare dal fumo…li avevo lasciati e me ne ero tornato a casa in taxi… Ieri sera abbiamo fatto una ottima vigilia a casa di questi amici e all’una e trenta eccoci di nuovo, e controvoglia, al Soho per he’ l’altra volta la figlia non era venuta… dovevamo stare poco, siamo usciti dopo le quattro…solito rumore, solita ressa ( un po’ meno, pero’…), solito fumo, solita sensazione di squallore attaccaticvio e unto ( non le belle disco della jamaica dove entravi, mangiavi, parlavi, poi c’era un quadrato al centro dove ballavi e il ballo era una occasione per conoscersi anche senza secondi fini …( in italia invece vigeva gia’ il vaffanculo sgorbio tipo film Provaci ancora Sam con Woody Llen quando approccia un gruppo di ragazze che ballavano da sole…in jamaica invece negli anni 80-90 almeno,le ragazze da sole non ballavano perche’ c’era questa assurda ( ma a conti fatti utile) credenza popolare che due ragazze che ballano da sole fossero lesbiche…per cui siccome morivano dalla voglia di ballare anche Woody Allen le avrebbe potute invitare e farci un giro e conoscerne 5-10-20 e chiaccherarci e passare una bella serata di 15′ di reggae, 15 di calypso, 15 di disco us e europea e…udite, udite!, perfino 15′ di lenti, gia’ allora scomparsi da tutte le disco del regno in europa e america… vabbe’, in pratica in sto postaccio di merda ci sono dei prive’ ( in pratica delle poltrone scassate lungo dei corridoi )e la gente balla sulle poltrone o sui corridoi e in pratica non si muove perche’ non c’e’ spazio e il tutto e’ popolato da papponi, troioni ( ieri che ero li’ con mio figlio 14enne e i suoi amici e altre signore, sono comunque stato,per la felicita’ dimad max, contattato da due,tre fatalone che mi proponevano di andarmene con loro…e io: no, I’M sorry, sono qui con mio figlio…:)! Ma oggi avremmo dovuto andare ad allenarci ma nicky si e’ svegliato a mezzogiorno e siamo ad un pranzo di natale pomeridiano a casa dell’MD… E al risveglio la notizia della bomba… cioe’ gente che va in chiesa, poveracci come la mia steward che hanno le chiese come loro punti d’incontro e di socializzazione…cioe’ davvero per questi cristiani africani le chiesecsono le loro discoteche…pregano, cantano, ballano… E questi stronzi che mettono una bomba …E infatti appena ho letto sono andato a cercare la mia steward che infatti era appena rientrata, alle 10, ancora vestita a festa… ma era una chiesa in periferia di abuja, abuja e’ un po’ una roccaforte, dove viviamo noi… E comunque anche le disco potrebbero essere di nuovo posti a rischio…spero che adesso mettano di nuovo il coprifuoco, cosi’ fine del discorso … ma forse e’ giunto il momento di rispedire i figli a casa…

  40. Giorgio il Mitico,
    le capacità di metacognizione sono espletate dalla neocorteccia, l’ultima delle parti del cervello a svilupparsi compiutamente a livello cronologico. Questo sviluppo avviene negli esseri umani in media tra gli 11 ed i 18 anni. Riprendendo il tuo esempio, il discorso sulla differenza tra essimilazione e memorizzazione da una parte e capacità critica dall’altra nei bambini è pertinente.

    Auguri di Buon Natale a tutti i bloggers ed ai “reggenti” del blog!!!!

  41. Agamennone
    la ricetta? non ne ho una, ma credo debba contemplare ingredienti costanti che secondo me sono: un ATLETA con forti motivazioni e spirito di abnegazione nell’allenamento, dotato di discreta capacità di sopportazione dello stress, coaudiuvato da consiglieri sufficientemente esperti,e supportato anche da un pò di fortuna.

  42. @S.B.
    Lo so, purtroppo…tu almeno li fai sorridere…io prendo solo calci in culo…ahahah Beh, dai: anno nuovo, vita nuova!

  43. nicoxia

    L’erogazione dei contributi da parte della fit non segue finalità assolute di merito.Pulsatilla questo l’avevamo capito.
    Pulsatilla quali sono i tuoi parametri di merito oggettivi,parlare è facile,prendersi responsabilità è più difficile,quali e quanti sono secondo te i ragazzi esclusi dai cp meritevoli e quali caratteristiche hanno di merito che non sono state prese in considerazione,io ho un ragazzo che fa il liceo con buon profitto si impegna per diventare un buon giocatore con sacrifici enormi, rispetto chi non fa più scuola la sua vita è più difficile ma non demorde ed è convinto che in futuro riuscirà a dimostrarlo,ma le valuazioni vanno fatte nel presente,la fit ha i suoi parametri ma che interesse avrebbe ad escludere qualcuno oggettivamente meritevole,spesso nelle valutazioni degli esclusi si tende a valutare solo i parameri a loro convenienti.
    La fit deve valutare tutto tecnica atteggiameno contesto genitori etc,poi fa una scelta Righi ne è una dimostrazione per Pulsatilla è un errore per me è una conferma della corretta valutazione,nella tecnica di Righi c’erano molte pecche,Buzzelli valutava la sua prestanza fisica ma se questa nel suo contesto non proseguiva parallela alla sua crescita in tutti gli altri aspetti non poteva essere preso in considerazione,perchè la fit a differenza vostra non ha la palla di cristallo.
    La fit appena si accorge che qualcuno riesce ad emergere non si tira indietro e ne rivaluta la situazione,sta a noi migliorare nei contesti per far si che l’allievo cresca correttamente e possa essere preo in considerazine.
    Ma questo vuol dire mettersi in discussione ed è molto più facile lamentarsi proponedo solo ricette attuabili sulla carta senza tenere conto di tutte le difficoltà dell’attuarle praticamente con la valutazione corretta e completa.

  44. pulsatilla

    Nicoxia,
    ma che hai bevuto?
    Io Manuel Righi nemmeno l’ho mai visto.
    Io, molto semplicemente, sono per le regole e sono contrario alle valutazioni discrezionali.
    Regole certe e le stesse per tutti.
    E’ una cosa così difficile?

    Un po’ di tempo fa discutemmo sul figlio di maestro del Parioli che si trovava nel tabellone del lemon senza fare le quali. perchè bisogna sempre dare l’immagine dell’italietta di inciuci?

  45. Diego

    Pulsatilla
    Quali sarebbero le regole per selezionare i ragazzi meritevoli?
    Con tutti i raduni regionali o nazionali che la Fit organizza, con tutti i tornei nazionali ed internazionali che si svolgono difficilmente un ragazzo meritevole viene scartato.
    Sto parlando in generale e non del ragazzo in questione che non conosco, qualche svista da parte della Fit puo’ capitare ma credo siano casi molto rari.
    Conoscevo molto bene i ragazzi/e delle leve 89,90,91 quelli che meritavano erano tutti seguiti, molti a Tirrenia tra i quali Giannessi, che da under era nella media (dei bravi), il quale ha avuto un lento ma costante miglioramento fino agli ottimi risultati di quest’anno.
    Ricordo che aveva e penso abbia ancora una grandissima passione e soprattutto ascoltava con grande interesse i suoi maestri.

  46. pulsatilla

    Con tutti i raduni regionali o nazionali che la Fit organizza, con tutti i tornei nazionali ed internazionali che si svolgono difficilmente un ragazzo meritevole viene scartato.

    Vengono valutati questi tornei? Ok, mi sta bene.
    Però a Tirrenia c’è qualcuno che ha seguito altre vie, vie imperscrutabili, le vie che nel nostro paesucolo tutti conosciamo.

  47. @Pulsatilla
    QUESTO è un Paese dove non esiste corruzione, la moralità è sempre al centro delle nostre attività quotidiane e la meritocrazia e il valore sono gli unici parametri di riferimento per le scelte!
    P.S.: in questo momento mi trovo all’estero…

  48. Arturo Franco

    Righi da quello che scrivete fa la scuola normale perciò il tennis non è la sua priorità. Questo è un motivo sufficiente per non aiutarlo..

  49. nicoxia

    Pulsatilla,Diego ha avuto la mia stessa impressione sarà un bevitore pure lui.
    Davide,io di bravi preparatori qualcuno lo conosco e lavorano tutti,poi ci sono queli raccomandati e lavorano pure loro tu di che categoria sei?

  50. nicoxia

    Pulsatilla si critica tanto tutto e tutti,ci si lamenta del paese poi però ci si comporta nella stessa maniera,si accusa senza mai dimostrare niente chi sono questi a Tirrenia che si sono introdotti con mezzucci,scommetto che non lo dirai mai e sopratutto non potresti argomentare nulla esattamente come si comporta la nosra Italiuccia.

  51. pulsatilla

    Righi da quello che scrivete fa la scuola normale perciò il tennis non è la sua priorità. Questo è un motivo sufficiente per non aiutarlo..

    Arturo Franco
    la scuola privata costa. non tutti hanno i mezzi economici.
    ma per quelli di Tirrenia mi risulta che la Fit si fa carico anche della scuola privata.

  52. Arturo Franco

    La scuola privata costa 250 euro al mese, se vuoi provarci davvero e ci credi li trovi oppure non vai a scuola, altrimenti significa che non ci credi tu per primo o che il tennis non è la priorità.

    In tutti i casi investire su di lui sarebbero soldi sprecati..

    Andando a Tirrenia ti tolgono la retta dai contributiti (non ricordo se tutta o una parte).

  53. nicoxia

    Arturo franco,su che basi spari queste sentenze,a me sembra che per essere uno che per tuo pensiero non è un ragazzo che ha il tennis come priorità di risultati ne ha molti di più di chi ne fa una priorità.
    Ora che ha la situazione ideale per provarci magari dandogli la possibilità il suo impegno aumenterebbe come quantitativo di ore,e non potrebbe fare altro che migliorare ulteriormente.
    Tu quanti allievi che hanno il tennis come priorità hai che hanno fatto risultati migliori.

  54. Stefano Grazia

    nicox, scusa, facciamo ordine che se no non ci si raccapezza piu’:
    1)tu hai detto che tutto sommato Righi e’ giusto non fosse stato aiutato perche’ aveva difetti troppo pacchiani e quindi c’era una motivazione tecnica
    2)poi pero’ dici che cio’ nonostante, e nonostante la scuola pubblica e il poco tempo tutto sommato dedicato al tennis, i risultati di Righi sono migliori di tanti altri e quindi forse un aiuto potrebbe essere giustificato

    Nota che io posso essere d’accordo con entrambe le tue osservazioni che comunque appunto non devono essere prese come critica al sistema FIT…in effetti il Prof, mi pare, non criticava la FIT ma semmai i vari coaches che si erano succeduti a prendersi cura di Righi senza semmai crederci troppo o senza avere le qualita’ per aiutarlo davvero dal punto di vista tecnico … Evidentemente pero’ non possono essere solo i risultati nei test atletici in assenza di tecnica o la tecnica sopraffina in assenza di fisico o di cojones…alla fine quel che attira l’attenzione del Coach e’ come si comporta uno in partita ( leggersi l’articolo su Sanchez e Murray apparso su Ubitennis)… non tanto il risultato, ma come si comporta…Ecco, quello piu’ il fisico oppure quello piu’ la tecnica, potrebbero/dovrebbero essere i motivi che spingono una Federazione ad aiutare …Ovviamente pero’ se uno vince e fa cagare come fisico, tecnica e mental, ma vince vince vince…mica lo puoi tenere fuori…Anche di Joe Montana dicevano che non era veloce, non aveva il miglior braccio, non era forte fisicamente…aveva solo questa cosa qui, che vinceva i matches…Ed e’ quindi, coi suoi 4 superbowl rings, considerato il mignlior QB di tutti i tempi, o comunque uno dei candidati al titolo di GOAT

  55. simplypete

    Stefano
    “….aveva solo questa cosa qui, che vinceva i matches”…quantomeno il mental di montana non faceva cagare….

  56. paolino

    scusate,nadal e ferrer gran fisico e che risultati.righi pure gran fisico.la differenza chi l ha fatta ?

  57. Quanti giocatori ha avuto l’Italia, da Panatta in poi, di buona/grande tecnica? DIVERSI
    Quanti giocatori ha avuto l’Italia, da Panatta in poi, con buone qualità fisiche (che significa anche avere avuto pochi infortuni, qualità che non capisco mai perchè non venga inclusa nelle capacità fisiche o, quantomeno, considerata per valutare una buona preparazione…)? POCHISSIMI
    Quanti giocatori ha avuto l’Italia, da Panatta in poi, in grado di tradurre in prestazione queste qualità? Assumendo come parametro la capacità di restare stabilmente nei primi 20, NESSUNO!
    Nonostante questo siamo ancora qua a parlare di COME GIOCANO i nostri ragazzi…non è che il problema stà da un’altra parte?
    1) Sulla preparazione fisica in Italia NON SI FA NIENTE di quello che si dovrebbe fare: non esistono linee guida federali e nei circoli i preparatori sono visti come appestati. Qualche giorno fa ho postato una serie di proposte come commento all’articolo su Furlanetto (post 402), proposte che hanno ricevuto UN SOLO COMMENTO. Possibile che nessuno mi debba dire “Davide hai scritto una serie pazzesca di caz…te”? Brutto segno: significa che l’argomento continua a non interessare…
    2) Ogni anno che lavoro con i bambini e i ragazzini noto sempre meno voglia di faticare e lavorare sul campo (per i più grandicelli) e capacità di mettersi in gioco (da parte dei bambini). “Sembrano” sempre più abituati a trovare la pappa pronta e quando si accorgono che qualcosa non gli riesce in automatico o per provvidenza divina optano per il Game Boy. Però su questo argomento mi rimetto a chi è più competente di me, e mi riferisco a quegli allenatori che hanno cresciuto e portato al professionismo alcuni ragazzi (i Caperchi, Fanucci, etc.: chi meglio di loro può dire cosa manca e proporre soluzioni?

  58. Kill Bill

    Brutto segno: significa che l’argomento continua a non interessare…

    no significa che ne abbiamo parlato e riparlato e alla fine come molte altri problemi abbiamo preso coscienza che … bisogna arrangiarsi.

  59. Kill Bill

    Sulle linee guida devi essere cauto … in realtà non le vuole nessuno.
    Ne la FIT ( chi glielo fa fare ) ne i genitori del blog ” quello che va bene a te non va bene a me ” …. o qualcosa del genere.
    Non tenedo conto che con questo sistema … va bene tutto e il contrario di tutto.
    Difatti si rompono amicizie perchè non si sa se lo stretching va fatto o no.

  60. La stessa osservazione potrebbe essere fatta sull’insegnamento tecnico: le impugnature corrette subito a 5 anni o più avanti? Ma le linee guida si fanno ed è attraverso un programma generale che si pongono le basi per stabilire cosa va bene a chi e quando e quali sono i criteri per decidere se aspettare o meno a sviluppare una certa qualità…e sulla preparazione fisica siamo ancora allo “stretching va fatto o no”! Quest’argomentazione viene sostenuta sempre quando non si sa cosa fare o quando non conviene fare! Siccome non c’è nessuno che mi assicura che questo metodo porti a dei risultati, allora non faccio niente o proseguo a vista, così risparmio…Dimenticandosi che la preparazione fisica è insegnamento, come la preparazione tecnica, e non è una scienza! Semmai la preparazione fisica si avvale delle scienze!
    Forse hai ragione Kill Bill: meglio l’anarchia…conviene sempre a tutti! Perchè cercare di migliorare la formazione? Tanto, se non se non si ottengono risultati possiamo sempre usare Supertennis per dire il contrario! E poi tra qualche anno arriva Quinzi a toglierci le castagne dal fuoco…

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