Alla scoperta di Bassam Beidas

di - 3 Febbraio 2014

di Daniele Sforza

Abbiamo intervistato il tennista Bassam Beidas, classe 1988, libanese ma cresciuto in Egitto. Nel 2012 ha raggiunto il best ranking al numero 499, con una semifinale in un futures americano (battendo Gerald Melzer) che è stata la prima causa dei suoi problemi. Qui, infatti, è stato costretto a ritirarsi contro il brasiliano Zerbini e da quel momento non ha giocato match ufficiali, se non la Coppa Davis l’anno seguente.

Perché hai deciso di giocare a tennis? Come hai iniziato?

Sono cresciuto nella capitale dell’Egitto, Il Cairo. Ho altri 3 fratelli e nessuno nella mia famiglia ha mai giocato seriamente a tennis. Ma quando  si sono spostati dalla nostra casa per frequentare l’università, i miei genitori stavano cercando qualcosa da farmi fare nel tempo libero. Una nuova accademia di tennis (Smash Tennis Academy) si era aperta nella città, ho seguito un paio di lezioni e mi sono divertito così tanto da non voler smettere di giocare.

Hai detto di essere cresciuto in Egitto ma la tua nazionalità sembra essere quella libanese, è vero?

Si, i miei genitori sono libanesi. Hanno deciso di scappare a causa della guerra civile durante il 1970 scegliendo l’Egitto come ultima meta.

Così hai iniziato ad allenarti in Egitto? Com’è la situazione lì? Ci sono buone accademie, allenatori e strutture per allenarsi?

Si, ho iniziato ad allenarmi all’età di 9 anni. Non ci sono molte opportunità in Egitto, ma mi sono trovato in una buona situazione. C’erano dei ragazzi della mia età con cui potevo allenarmi e quando sono arrivato all’età di 15 anni ho avuto la possibilità di giocare con vecchi tennisti del circuito Atp che mi hanno aiutato molto. Sicuramente mancano buoni preparatori atletici e fisioterapisti, ma va bene così.

La Federazione ti ha aiutato nel corso della tua carriera?

No, la federazione libanese non ha mai fatto niente per me. Loro non mi hanno supportato per niente. Gli unici soldi che ho ricevuto per la mia carriera da tennista sono stati quelli avuti quando ho deciso di viaggiare con la squadra dell’Itf per gli Us Open Junior e quando sono arrivato negli Usa per studiare e giocare in una squadra per una borsa di studio.

Stai giocando ancora negli Stati Uniti?

Mi sono laureato nel 2010 (Pepperdine University; ndr) ed ho iniziato a giocare nel circuito per 9 mesi, poi mi sono infortunato e ora sto ricominciando a giocare lentamente.

Qual è il tuo colpo migliore? Quando pensi di poter ritornare nel circuito?

Il mio colpo migliore è il dritto, spero di tornare nel circuito ad aprile o a maggio.

Cosa pensi di fare successivamente nella tua vita? Diventerai coach di qualche giocatore o in qualche accademia?

Non penso. Vorrei fare qualcosa con la mia laurea in Economia Aziendale.

Anche tu fai parte di coloro che vogliono, insieme a Keith-Patrick Crowley, provare a cambiare la distribuzione dei montepremi per il circuito futures, cosa pensi a riguardo?

Penso che l’idea di Keith sia ottima, qualcosa deve essere fatto e non si può continuare così. Forse solo 50 persone possono ritirarsi dopo la loro carriera e non lavorare. Non penso sia una cosa normale.

© riproduzione riservata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *