Georgia Brescia «Voglio che il tennis sia il mio lavoro»

di - 22 Settembre 2014

Georgia Brescia

di Fabio Ferro

Georgia Brescia, classe ’96, 18 anni e tanta voglia di fare bene nel tennis. È una ragazza molto solare e ironica e si dedica con molta serenità agli allenamenti. Il 2014 per lei è stato un anno di buon tennis, ha partecipato anche agli Australian Open juniores, ma ha fatto bene soprattutto a livello under 18 e nei tornei 10.000$. Destrorsa, combina la presa bimane su entrambi i colpi con tanta grinta alla conquista degli scambi.

A che età hai cominciato a giocare a tennis e dove?
Ho iniziato a giocare a tre anni.. Dove? Dove vedevo un muro libero visto che non mi prendevano al corso SAT, perché ero troppo piccola.

Praticavi altri sport e hai dovuto scegliere tra questi e il tennis?
Ho sempre preferito il tennis anche se praticavo diversi sport, da qualche mese ho iniziato a praticare un’arte marziale giapponese chiamata Nippon Kempo per migliorare la parte atletica.

Con chi ti alleni e chi ti segue nei tuoi allenamenti?
Mi alleno in Svizzera da 3 anni, in una struttura privata vicino Lugano col mio coach Gonzalo Vitale. Quando non sono in giro per tornei la mia giornata inizia alle 9. Gonzalo mi passa a prendere a casa a quell’ora e trascorriamo tutta la giornata insieme fino alle 18. Abbiamo una struttura tutta per noi, quindi gioco in base ai miei bisogni, non ho orari o programmi specifici.

Quest’anno hai giocato piuttosto bene, soprattutto a livello di 10.000. Quali sono stati i migliori momenti secondo te? Quali i peggiori della stagione?
Non c’è il bene senza il male. Tutti i momenti sono stati buoni accompagnati da momenti più difficili. Ormai ho capito che funziona così..

Di solito, tra le donne il colpo più forte è il rovescio, proprio perchè giocato a due mani. Tu hai la presa bimane anche sul dritto. Quali sono, secondo te, i vantaggi e gli svantaggi di questo colpo?
Il vantaggio della presa bimane anche sul dritto per quanto mi riguarda è soprattutto la capacità di gestire meglio gli angoli. Lo svantaggio è che ancora non li gestisco bene (ride).

Spesso si parla di poca attenzione al tennis femminile, specie nei circuiti minori. Una campionessa come Serena Williams fa bene o male a questo sport, con la sua superiorità?
I personaggi come Serena Williams ci sono sempre stati e secondo me fanno soltanto bene. Dal momento che un sito come Spazio Tennis occupi del tempo per intervistare una ragazza come me, e molte altre mie compagne di tutti i livelli, capisco che c’é attenzione per tutti, non solo sulle top 100.

Cosa hai in programma per il futuro? Tornei o preparazione invernale?
Non dedico mai un tempo specifico per lavorare, durante l’anno ho dei cicli di carico, sempre analizzando bene il calendario.

Giri molto per tornei? Come vivi le trasferte e gli impegni che questo sport comporta?
Purtroppo faccio il calendario in base alla disponibilità economica. Sono spesso fuori casa anche perché mi alleno all’estero, in più mi piacciono le trasferte e non mi pesano.

Hai qualche campione o campionessa in particolare al quale ti ispiri o che ti piaccia?
Pablo Cuevas. Negli ultimi mesi si è parlato molto di lui per le vittorie a Bastad e Umago, ma la cosa sorprendente è che dopo esser stato fermo due anni per infortuni, è riuscito in pochi mesi a raggiungere il suo best ranking attuale n.36.

Descriviti in campo, per come giochi e come sei.
Il mio gioco è un po’ atipico, per il dritto bimane, ed è sempre in costante evoluzione.. Voglio che il tennis diventi il mio lavoro, per questo devo essere diversa dentro e fuori dal campo, perché non si può lavorare 24 ore.

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