Salvo Caruso, crescita costante

di - 2 Dicembre 2013

di Emanuele De Vita

Siciliano di Avola classe 1992, numero 364 del ranking, Salvatore Caruso è un tennista dal tennis brillante in grande crescita, professionista esemplare, un tennista con una passione immensa per il suo lavoro, come traspare da quest’intervista.

Come ti sei avvicinato al tennis? Quando hai cominciato?

Ho iniziato a giocare a 6 anni nel circolo del mio paese ad Avola, in provincia di Siracusa. Mi sono avvicinato al tennis per caso, anche perché nella mia famiglia nessuno giocava né seguiva il tennis. Ho anche frequentato la scuola pubblica e quindi  ho saltato quasi completamente la trafila junior, anche perché era assai difficile per me conciliare le due cose. A 14 anni mi sono spostato da Avola a Siracusa, prima al “Tennis Club” e poi al “Match Ball” dove mi alleno tuttora con Paolo Cannova, Domenico De Simone e il mio preparatore atletico Pino Maioli. È da cinque anni che lavoriamo insieme, ed è una collaborazione proficua, sia per i risultati che stanno arrivando, sia per il rapporto molto professionale, e non solo, che si è instaurato tra noi.

La situazione del tennis siciliano è in continua crescita. È un orgoglio farne parte?

Certamente. Noi siciliani siamo un popolo attaccato alla nostra regione. Sono in ottimi rapporti con tutti, Cecchinato, Comporto, Fortuna, Giacalone e anche gli altri. Alessio Di Mauro poi è un vero e proprio totem per me ed è un esempio per tutti i giovani. È un idolo a Siracusa, e mi sta molto aiutando con la sua grande esperienza. Sono contento anche perchè tutti noi stiamo facendo dei grossi passi in avanti, cercando di migliorare ancora per salire sempre di più in classifica.

A detta di tutti sei un grande lavoratore. Hai una gran motivazione e voglia di vincere. Che differenza possono fare le motivazioni e la voglia di sacrificarsi per sfondare?

Io penso che la disponibilità a fare sacrifici sia alla base non solo del tennis ma in tutti i campi della vita. Io provo una grandissima passione per questo sport. Ci metto sempre il 200 per cento in quello che faccio tutti i giorni. Quando si diventa giocatori professionisti, bisogna curare e stare attenti a tutti i dettagli, dall’alimentazione al riposo. E più si progredisce, maggiore deve essere l’impegno, vissuto 24 ore su 24.

Caratteristiche tecniche. Hai un repertorio completo. Sai fare un pò tutto. Quali sono i colpi migliori del tuo repertorio?

Fisicamente sono alto 1.85 ma sono abbastanza magro, tant’è che nella scorsa stagione, d’accordo con i miei coach e il preparatore atletico, ho intrapreso un programma per cercare di irrobustirmi. La mia palla non è molto pesante, ma ho un gioco molto vario. Non m’accontento di “remare” da dietro. Adoro venire avanti a prendermi il punto. Mi piace giocare anche di ritmo, cercando spesso di anticipare, soprattutto con la risposta. Il colpo piu’ sicuro è il rovescio, ma sto cercando di migliorare anche col dritto. Il servizio ultimamente è stato un pò penalizzato a causa di un problema alla spalla, che mi ha lasciato ai box per 3 settimane. Anche per colpa di questo problema, negli ultimi tornei dell’anno ho preferito giocare dei futures in Croazia e non i challenger di Ortisei e Andria per non sforzare troppo la spalla su superfici rapide.

Superficie preferita. Dove ti esprimi al meglio?

Domanda difficile. Il mio gioco si adatta meglio alle superfici rapide, anche se io mi sono sempre allenato sulla terra. In definitva non ho problemi ad esprimermi bene su tutte le superfici.

Quant’è difficile il passaggio dal circuito futures ai tornei challenger? Ci sono differenze sostanziali?

Esistono delle differenze. Nei tornei futures a volte ti basta buttare la palla di là e aspettare l’errore dell’avversario, quando non sei in buona giornata. Nel circuito challenger ci sono giocatori che hanno un’identità di gioco ben definita. Bisogna avere un preciso piano tattico per scardinare la loro solidità. Credo che ci sia anche molta più professionalità man mano che il livello si alza. Devi sempre fare qualcosa in più ed essere preparato anche tatticamente.

Obiettivi nel 2014? Punti a scalare altre posizioni in classifica? Hai già deciso la programmazione?

Non ho ancora deciso la programmazione dei tornei. Sicuramente prolungherò la preparazione fisica fino a metà febbraio. Poi comincerò a giocare qualche torneo challenger. Per quanto riguarda gli obiettivi nel 2014, proverò ad entrare nei primi 200-250 giocatori del mondo. Per il 2013 l’obiettivo era di entrare nei primi 350 e ci sono riuscito. L’anno prossimo cercherò di alzare l’asticella, e provare a fare bene anche nel circuito challenger.

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