Claudio Grassi, l’ambidestro del tennis italiano..

di - 24 Settembre 2008

di Alessandro Nizegorodcew

Claudio Grassi è uno dei giocatori che più è cresciuto nel corso di questa stagione. Lo abbiamo incontrato per Sapzio Tennis per farci raccontare la sua storia e la sua voglia di emergere.

Claudio, partiamo dagli esordi; quando e dove hai iniziato a giocare?
Ho iniziato a 6 anni al Tennis Club Nautico di Marina di Carrara per puro divertimento. A 13 anni ho iniziato a fare sul serio e a 14 sono diventato sumero 10 Eta. A 16 anni sono entrato nel giro della nazionale insieme a Simone Bolelli, vincendo tra l’altro il titolo a squadre insieme a lui con il Circolo Tennis Reggio Emilia. In quella stagioen mi sono trasferito da Alberto Castellani a Todi, dove tuttora mi alleno.

Una carriera junior con alcuni acuti. Quante e quali difficoltà hai riscontrato nel passaggio al professionismo?
All’inizio è stata veramente durissima. Adesso finalmente va molto meglio e comincio a trovarmi a mio agio nel circuito.

Sappiamo che tecnicamente sei un giocatore piuttosto particolare. Descrivici il tuo tennis..
Beh lo sai come gioco, no!? Cambio mano! Servo con la sinistra e poi gioco con la destra.. E’ iniziato tutto da piccolo, quando usavo una racchetta molto grande; io sono mancino di natura, solo che dopo un po’ il braccio sinistro si stancava e io cambiavo mano, passando la racchetta nella destra. Ho subito notato che con la mano destra riuscivo a dare più forza e precisione alla pallina. Il servizio e lo smash però li ho mantenuti mancini! Tutti mi chiedono se io faccia fatica a cambiare mano nel corso di uno scambio, ma per me è ormai una cosa naturale e, ovviamente, non ci faccio assolutamente caso.

Alcuni allenatori, nel corso della carriera, hanno provato a farti “scegliere” una delle due mani?
No mai! E guai a chi si azzarda!

Tornando al tuo tennis, qual è il tuo stile di gioco in campo?
Sono un grnade picchiatore da fondo; il diritto è il mio colpo migliore.

Dopo alcuni risultati interessanti nel 2007, in questa stagione è arrivato il vero salto di qualità..
I miglioramenti sono stati soprattutto tecnici e mentali. La stagione non è ancora finita e credo di poter crescere ancora. La testa, nel tennis, è tutto; su questo lavoreremo con Alberto Castellani in vista anche della prossima stagione.

Qual è stato il milgior torneo o la miglior partita del 2008?
Il miglior tennis l’ho espresso certamente nelle qualificazioni del challenger di Rimini. Ho vinto al secondo turno contro Capkovic 67 76 75, per poi battere Luca Vanni, che era in grande forma, col punteggio di 62 62. Che soddisfazione!

In questa stagione hai provato a giocare alcuni challenger oltre ai soliti futures. Che differenze hai notato?
Le differenze sono davvero mostruose. Non tanto nella velocità di palla, quanto nella continuità.. impressionante.

Obiettivi per questo finale di stagione?
Vorrei chiudere tra i primi 500. Giocherò alcuni futures per racimolare alcuni punti, circa 15, visto che è il numero di punti che devo difendere in questo finale di 2008. L’anno prossimo vedremo..

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