Eduardo Medica: “Quinzi da ottobre giocherà anche futures”

di - 23 Luglio 2010

Eduardo Medica, per chi non lo sapesse, è l’allenatore che sta seguendo (con la supervisione di Eduardo Infantino) il giovanissimo Gianluigi Quinzi (classe 1996), grande promessa del nostro tennis. Medica ha un buonissimo passato da professionista, che lo ha visto giungere sino alla posizione numero 109 delle classifiche Atp; in carriera l’argentino, classe 1976, ha superato giocatori quali Gaudio, Alami, Furlan, Calleri, Meligeni, Boetsch e Chela). Il nostro Ivan Sabatini ha avuto modo di scambiare quattro chiacchiere (IN ESCLUSIVA) con Eduardo, che ci ha svelato alcuni dettagli interessanti sulla crescita di Gianluigi.

Gianluigi Quinzi

di Ivan Sabatini (traduzione di Carlotta Corrente)

Allora Eduardo, da quanto segui Quinzi?
“Seguo Gianluigi Quinzi solamente da 3 mesi. Faccio con lui un lavoro personalizzato.”

In che modo è iniziata la vostra collaborazione?
“L’ho conosciuto attraverso Eduardo Infantino..”

Cosa puoi dirci di Gianluigi? Qual è attualmente il suo tennis?
“Guarda tennisticamente e’ molto completo. Ha un rovescio che gioca piatto verso ogni direzione, padroneggiando molto bene gli angoli. Il diritto è giocato con moltissimo top-spin e la palla è già oggi piuttosto pesante; stiamo lavorando però moltissimo affinché possa variare con il diritto e tirare anche forte e teso. Nella vole’ non ha molta confidenza; non gioca male a rete, ma non si azzarda ancora ad eseguire il serve & volley. Nel servizio stiamo lavorando sul lancio e sella percentuale. Fisicamente è molto forte nella parte inferiore, ma non moltissimon in quella superiore, su cui stiamo lavorando tantissimo.”

In che modo viene seguito Gianluigi nelle varie fasi?
“Quinzi a Porto S. Giorgio si allena con me per quanto concerne la parte prettamente tennistica e con un preparatore argentino per la parte fisica. Eduardo Infantino supervisiona il lavoro tecnico.”

Quali sono i programmi a breve termine?
“Ora Gianluigi sta finendo i tornei relativi agli under 14 in Europa. Dopo il mondiale, ossia la seconda settimana di agosto, comincerà una pre-stagione di quattro dure settimane di tennis e preparazione fisica, per cominciare a giocare i tornei ITF e alcune qualificazioni dei futures; sarà poi la volta dell’e alla fine dell’Orange Bowl.”

Quali sono le difficoltà che si incontrano nel lavorare con uno dei più forti under 14 del mondo?
“La difficoltà più grossa, e penso sia anche l’unica, è dovuta alla pressione che si genera quando si è il numero 1 d’europa. Non è semplice da gestire.”

Qual è il tuo rapporto con la federazione italiana?
“La federazione italiana, che sto conoscendo solo adesso, devo dire che sta lavorando molto bene. Sono stato in viaggio con gli allenatori della federazione, con i quali abbiamo stretto ottimi rapporti.”

Vedremo quindi Quinzi giocare tornei Itf under 18?
“Si, inizierà da settembre.”

E per i futures?
“Ad ottobre giocherà anche alcuni futures.”

Credi che Quinzi possa diventare un top-10 nel futuro?
“Ha ottime chance di giocare ad un livello molto alto. E’ però ancora molto piccolo per dire se potrà diventare un top-10 o meno. Le possibilità comunque ci sono tutte.”

Eduardo Medica
(Eduardo Medica)

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7 commenti

  1. Stefano Grazia

    mmm, quindi non rivedremo GQ a Bradenton a settembre? O fara’ comunque un periodo anche per preparare Eddie Herr e Orange Bowl? Avevo sentito delle notizie che contraddicevano pero’ quel che mi aveva detto il padre a novembre … ovviamente, sei mesi nel tennis sono un’era geologica e molte cose cambiano e molta acqua, limpida o turbolenta, passa sotto i ponti …

  2. Guido

    Cosa li fa a fare i future? farebbe meglio a giocare piu’ itf under18 per cominciare a migliorare la classifica e provare entro un paio d’anni a giocare gli slam.

  3. simplypete

    le quali in un future o un boun itf sioam li…come livello, speriamo continui così….

  4. Stefano

    Intanto finale agli europei U14, dove incontrerà Baldi.
    Sono i nostri migliori sui quali puntare, insieme a Napolitano. Ci sarà da aspettare ancora molto prima di qualche soddisfazione.

  5. Roberto Commentucci

    Quinzi ha battuto Baldi 62 61 nella prima finaale tutta italiana della storia degli europei under 14.

    Difficile fare previsioni o analisi quando si parla di tennisti così piccoli.

    Ma io mi sento di dire questo.

    Rispetto ad altre nostre vittorie giovanili (Fognini vinse gli europei under 16 nel 2003, Luzzi gli europei under 14 nel 1994) qua mi pare che ci siano basi diverse.

    Luzzi a 14 anni “scherzava” i Safin con i cambi di ritmo e le palle corte, mentre Fabio era superiore a Djoko e Murray perché aveva un più precoce spesssore agonistico, si muoveva benissimo, si difendeva splendidamente e sentiva bene la palla.

    Poi, il pover Luzzi non divenne mai l’atleta che serviva per il power tennis del 2000, e fu condannato ad essere un giocatore limitato da una palla troppo leggera e da un fisico fragile.

    Fognini, beh, sappiamo come è andata.
    Crescendo, il gap in chili e centimetri a favore di Djoko e Andy si è fatto sentire sempre di più, il servizio e l’adattabilità alle superfici rapide hanno scavato il solco attuale, reso ancora più ampio dalla fragilità psicologica del ligure (strano, perché a 16 anni Fabio era più forte mentalmente degli altri 2).

    Ma Quinzi e Baldi mi paiono diversi.
    Intanto, nel fisico. A 14 anni, Quinzi è già quasi 1,85, Baldi è sopra l’1,80. Ma sebbene alti, sono anche molto rapidi di piedi, ben coordinati e veloci negli spostamenti.

    E il loro bagaglio tecnico è del tutto moderno: gioco sempre aggressivo, servizio già pungente, ottimi fondamentali (Quinzi meglio il rovescio bimane, Baldi meglio il diritto), ricerca continua del vincente, niente tennis di attesa, niente speculazioni tattiche, ma ottimo uso delle variazioni grazie alla buona mano che entrambi hanno. Baldi oltre a tirare catenate stacca benissimo la mano dal rovescio bimane, variando il ritmo, Quinzi sa giocare molto bene a rete e quando può va avanti a prendersi il punto con grande disinvoltura. ed è difficilissimo fargli il punto perché ha la dote innata di capire prima le intenzioni dell’aavversario, un pò come i Murray e gli Hewitt.

    Insomma, i nostri due ragazzi non hanno evidenti difetti in nessun colpo fondamentale.

    Infine secondo me sono davvero molto futuribili, e hanno dietro entrambi due ottimi staff.

    Poi, speriamo bene.

  6. Nikolik

    Stefano, ho letto proprio stamani sulla Gazzetta dello sport delle brevi dichiarazioni di Quinzi, che ha detto che, siccome da Bollettieri gli hanno dato una borsa di studio, ci tornerà.
    Per quanto tempo e quando, non c’era scritto.

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