ESCLUSIVA – Claudio Grassi racconta Davidov, il ragazzo con due dritti: “Può mandare un segnale forte”

Tommaso Giuliani
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Teodor Davidov in azione con entrambi i suoi dritti

Il nome che nel mondo del tennis sta circolando con insistenza negli ultimi giorni è quello di Teodor Davidov. 15 anni, primi punti ATP nei Futures e una caratteristica che lo rende unico: due dritti, uno per lato, e servizio con la mano corrispondente al lato di battuta. Per capire cosa può significare davvero un’impostazione così atipica, Spazio Tennis ha intervistato Claudio Grassi, ex n.300 ATP, uno dei pochi italiani ad aver costruito una carriera con meccanismi tecnici fuori standard.

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Mi si sono illuminati gli occhi quando l’ho visto. Vedere un ragazzo diverso dagli altri è qualcosa che mi tocca personalmente” ha esordito un emozionato Grassi. Il motivo è evidente: anche lui, da giovane, alternava le mani e ha costruito un’identità tecnica ibrida, servizio e smash mancini, gioco da fondo da destro con rovescio bimane. Ma la differenza è sostanziale: Davidov elimina completamente il rovescio.

Servizio e risposta: le differenze

La parte più complessa è la risposta. Normalmente hai un’impugnatura base e poi adatti. Con due dritti devi decidere in una frazione di secondo” ha aggiunto. Secondo Grassi, però, il problema è relativo se il giocatore sviluppa automatismi cerebrali chiari: “Con un cervello adattato a queste variabili può trovare soluzioni. Può bloccare, può arretrare per avere più tempo. Non è impossibile”. L’analisi si accende invece sul servizio: “Da sinistra può uscire mancino, da destra può servire slice destro. Per chi risponde cambia completamente la lettura“. Infine, se possa essere o meno un segnale per il tennis moderno: “Il tennis non ha parametri fissi. Se questo esperimento funziona, può mandare un segnale forte”.

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