ESCLUSIVA – Menga: “Godiamoci i nostri ragazzi. A Roma punto su Cobolli”

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Giuseppe Menga - Foto Spazio Tennis

“È indiscutibile che sia un periodo super florido: un numero così alto di ragazzi nella Top 100, ma soprattutto nelle posizioni più alte, non c’è mai stato. Dobbiamo cogliere questo periodo, viverlo e goderci un pochettino quello che ci danno i nostri ragazzi”. Così Giuseppe Menga ha aperto la sua chiacchierata con Pietro Corso, Head of Digital di Spazio Tennis. L’ex numero 432 ATP e, da anni, coach internazionale si è raccontato tra passato, presente e futuro, soffermandosi sui vari temi. E su tutti, impossibile non spendere qualche parola proprio sull’attuale età dell’oro che sta vivendo il tennis azzurro.

Continuando sull’onda del movimento tricolore e sul vanto dei nostri quattro italiani nella Top 20 – come mai successo prima nella storia -, Menga si è poi espresso su chi, secondo lui, può davvero sorprendere ai prossimi Internazionali di Roma, al via il 28 aprile. “Flavio ha fatto un grandissimo miglioramento sul cemento: sta giocando in maniera incredibile i momenti importanti della partita, le palle break, le palle game, i tie-break. Penso che in questo momento abbia una maturità incredibile, unita al fatto che comunque la terra è la sua superficie. Dovessi scegliere, punterei un po’ più su di lui”.

Gli inizi nel tennis

Successivamente, l’ex giocatore meneghino si è lanciato nel racconto degli inizi della sua carriera e della predilezione per l’erba come superficie preferita: Io ricordo la difficoltà iniziale a entrare in questo mondo. Ho iniziato abbastanza tardi: sono sempre stato un giocatore che prediligeva il veloce e mi piaceva tantissimo giocare anche sull’erba. Ricordo ancora la prima volta che scesi sul campo in erba: sotto le scarpe avevo una sensazione di comfort e mi trovai veramente bene”.

Senza dimenticare poi l’incredibile quantità di lavoro spesa per migliorare la tecnica in servizio: “La mia statura non mi dava la possibilità di avere velocità e angoli importanti, quindi ho basato tutto sulle variazioni, cercando di alzare la percentuale, il famoso slice mancino. Oggi le cose sono ben diverse”.

Il lavoro con i giovani

Infine, in virtù del suo attuale ruolo da allenatore, Menga si è espresso su quelli che, per lui, sono i principali problemi dei ragazzi che si approcciano al mondo del tennis e, più in generale, dello sport: “I ragazzi, al giorno d’oggi, sono tanto condizionati da ciò che vedono sul web e sui social. E tu gli dici: ‘Vabbè, sì, ok, va bene, però noi dobbiamo imparare un’altra cosa’. A volte questo non aiuta troppo: si mettono tanti dubbi da soli… ti portano anche a cercare di farli rimanere un po’ più coi piedi per terra”.

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