Il Segreto Vincente della Francia

di - 24 Novembre 2010


(Michael Llodra – Foto Nizegorodcew)

Alla vigilia della finale di Coppa Davis tra Serbia e Francia, abbiamo contattato un giornalista transalpino, Jean Marc Azzola, per fare il punto della situazione sul tenni francese, che ha forse il miglior sistema federale (grazie anche al grandissimo aiuto degli introiti del Roland Garros) attualmente nel mondo

di Alessandro Nizegorodcew

Tra pochi giorni ci sarà la finale di Coppa Davis. Come si vive questa attesa nel paese?
“La finale di Coppa Davis è vissuta già da settimane con grande intensità. In tutto il paese l’attesa è incredibile. Le spiegazioni sono molteplici: l’ultimo successo francese risale ormai al 2001, quando vincemmo a Melbourne contro l’Australia, con Nicolas Escudé come vero e proprio eroe (superò sia Hewitt che Arthurs nel quinto e decisivo match). In questi ultimi anni i risultati sono stati abbastanza deludenti e dopo il clamoroso fiasco della nostra nazionale ai mondiali di calcio in Sudafrica, la vittoria della Davis sarebbe una manna dal cielo per lo sport transalpino.”

Qual è lo spazio riservato a Francia-Serbia sui media?
“Come ti dicevo, è già da molte settimane che in Francia si parla tantissimo di Coppa Davis. Questo accade sui giornali, nelle radio, in televisione. Anche nei tornei giocati in Francia ultimamente, da Montpellier a Bercy, le domande dei giornalisti sono sempre state incentrate sulla finale, più che sul torneo in sé. A Belgrado la nazionale francese avrà anche il supporto di Amelie Mauresmo.”

La nazionale francese sembra avere il giusto spirito di gruppo. E’ così?
“La Francia è una squadra davvero molto unita. Lo spirito di gruppo è la base e tutti i giocatori sono consapevoli di far parte di una formazione che può fare la storia. Sia che sia titolari in singolo, in doppio o che facciamo solamente parte della spedizione. Il leader naturale è Tsonga, ma non potrà scendere in campo per infortunio. Sarà però ovviamente presente. Peccato davvero, perché Jo-Wilfred ha sempre messo in difficoltà Novak Djokovic.”

Qual è il rapporto dei top-players francesi con la federazione?
“Il rapporto è stretto e molto buono. Il presidente Jean Gachassin è un ex giocatore della nazionale fracese di rubgy e ha sempre voluto trasmettere questo importante senso di gruppo ai tennisti. Tutti i giocatori lo amano e lo seguono.”

Qual è la situazione generale del tennis in Francia, sia nel tennis di vertice che nella formazione dei giovani talenti?
“La Francia ha 7 giocatori nei top-50. L’insegnamento di base è la spiegazione di questo successo; ragazzi come Tsonga e Monfils, inoltre, sono come locomotive per tutti gli altri, e parlo sia di tennisti professionisti che di giovanissimi alle prime armi. In Francia si è soddisfatti di questi risultati, anche se l’ultima vittoria in uno Slam risale al 1983 con Noah. E’ passato molto, troppo, tempo… Con più di un milione di persone che giocano a tennis, speriamo di trovare il successore di Yannick molto presto!”

Per concludere, hai parlato del numero di iscritti. Il tennis è tra gli sport più popolari in Francia?
“In Francia ci sono 8515 club, con quasi 1.100.000 iscritti, che sono davvero tanti. E’ il secondo sport in Francia… Sono moltissimi i giovani e il 37% sono donne. I tornei Itf junior sono giocati da tanti nostri giovani e gli occhi, in questo momento, sono puntati sul diciottenne Gianni Mina, che avete potuto vedere al Roland Garros quest’anno contro Nadal…”


(Jean-Marc Azzola – Groupe de Presse Robert Lafont)

© riproduzione riservata

27 commenti

  1. Nicola De Paola

    Ale sei sicuro che questo Azzola non sia “allineato”?
    Beati i francesi comunque. 7 top 50 sono davvero qualcosa di straordinario. E beati ancora per tutti i tornei che hanno,ecc. ecc.. Effettivamente è strano che non siano riusciti a vincere neppure uno Slam dall’83. Eppure hanno prodotto svariati campioni. Diciamo che gli è mancata un pizzico di fortuna in più allora.

  2. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @Nicola
    Ma perché credi che in Francia ci siano “allineati” e non come in Italia?

    Credi ce ne sia bisogno?

  3. Nicola De Paola

    @ Alessandro
    Ale se anche non ce ne fosse bisogno stare dalla parte di chi comanda può sempre tornare utile. Questo è certo. Dunque..
    Ps: che bella quella voleè di Llodra! Che stile..

  4. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @Nicola
    La cosa che sorprende, invece, è che noi ci si sorprenda che possa esserci una federazione che lavora bene e che possa essere stimata da un giornalista.. Questo si che è triste..

    E’ una foto che ho scattato al Foro Italico nell’ultima edizione degli internazionali…

  5. Nicola De Paola

    E’ tristissimo.. E un pensiero và al nostro amatissimo Presidente Binaghi.. Chissà cosa starà facendo ora? Spero niente..

  6. Madmax

    Il rapporto è stretto e molto buono. Il presidente Jean Gachassin è un ex giocatore della nazionale fracese di rubgy e ha sempre voluto trasmettere questo importante senso di gruppo ai tennisti. Tutti i giocatori lo amano e lo seguono.”

    Uella alla guida della federazione francese non c’è un tennista.. Sarà mai che forse conti di più la cultura sportiva??

  7. Nicola De Paola

    @ max
    La cultura sportiva conta moltissimo,è chiaro. Però quì parliamo di tennis. Dunque se si è stati tennisti professionisti anzichè rugbisti ancora meglio.

  8. Nicola De Paola

    Volevo dire che se io dovessi scegliere tra 2 candidati presidenti FIT di pari capacità di cui uno viene dal rugby e l’altro dal tennis,sceglierei sicuramente il 2°.

  9. Madmax

    <io assolutamente no… 🙂

    E pensa che la giocatori forti ne hanno avuti qui chi vorresti mettere, Cane? 🙂 🙂

  10. Roberto Commentucci

    Ragazzi, la Francia ha una grandissima Federazione non da oggi, ma da almeno 30 anni. Loro hanno avuto un grandissimo dirigente sportivo, forse il più bravo di tutti i tempi: Philippe Chartrier.

    E’ stato il primo a capire come cambiare il modus operandi di una federazione sportiva per adattarlo alle esigenze del tennis moderno: l’impatto dell’era Open, la rivoluzione dei materiali e della tecnica di gioco, la dimensione globale del tennis.

    E’ stato un grandissimo manager, un trascinatore, e ha avuto alcune grandi intuizioni.

    In Francia, però, il tennis da sempre fa parte del tessuto sociale,ben più che in Italia. I numeri sono impressionanti. hannoun milione e 100.000 tesserati, 8000 club…

    E soprattutto hanno, da sempre, maestri di base di grande valore e qualità. Vi faccio notare, però che, nonostante le obiezioni dell’Unione Europea, l’unico ente autorizzato DALLE LEGGI DELLO STATO a rilasciare l’abilitazione a insegnare il tennis è proprio la FFT…

    E allora? Come la mettiamo? 🙂

  11. Madmax

    Forse si potrebbe dire che loro sono credibili.. Ma nella realtà credo che siascandaloso..

    Chiunque dovrebbe poter insegnare (e questo già accade) ma dovrebbero poterlo fare ovunque..

    E questo perchè uno vale l’altro ed almeno ci sarebbe concorrenza sui prezzi che potrebbero lievitare solo nel caso di vere competenze..

    Volendo però lafederazione il governo o chi ti pare potrebbe decidere chi far diventare maestro o meno alla condizione però che se ne assuma completamente la responsabilità.

    Ora chi mi tutela se andando in un circolo affiliato il marestro federale mi rovino facendomi giocare con una western? Chi mi risarcisce se facendo PA mi gonfiano in modo tale che già dai 15 anni comincerò ad avere problemi ai tendini?

    Chi mi informa entrando in un qualsiasi circolo affiliato sulle reali capacità dei maestri?

    Facciamo delle cause?

    Il giorno che uno si prende ogni tipo di responsabilità posso accettare che imponga anche le regole di ammissioni fino a quel giorno lo trovo un totale sopruso..

  12. Yorich

    “Ora chi mi tutela se andando in un circolo affiliato il marestro federale mi rovino facendomi giocare con una western?”
    Tra i primi 10 ATP 7 giocano con la western, non è stata una gran rovina per loro.

  13. Madmax

    Si peccato che magari sono una femmina con poco fisico e che giocherò tra dieci anni.. Perchè è al futuro che bisogna guardare mentre in Italia si guarda sempre a quello che gli altri fanno ora e quando poi dopo aver copiato quello che andava bene nel 2010 ci troveremo a combattere contro chi avrà le armi adatte al 2020 e di fatto rimarremo sempre al palo.. Chapeau..

    E cmq questo significa che tutela zero, perciò ecco che allora visto che sono io a pagare, sarò io anche a decidere.. 🙂

  14. nicoxia

    Yorich un bambino non cade nella full Western per scelta ma per necessità,se il maestro è attento man mano la correggerà se meno attento visto che le tiene tutte dentro e vince continuerà a farlo giocare così,secondo me l’allievo bisogna vederlo proiettato nel futuro ma non prevedendo il gioco del tennis di domani come dice Max, ma il suo gioco che potrà sviluppare domani in base alle sue caratteristiche.

  15. nicoxia

    Prima che Max mi accusi di non essere lungimirante,io vado oltre il tennis del futuro non lo subirò lo imporro.

  16. Madmax

    Nico..

    Dire di sviluppare il gioco secondo le peroprie caratteristiche è talmente banale che potremmo anche evitarlo, ma il giocando con una eastern ci si prefigge altri traguardi..

    Il fatto che tra qualche anno la palla viaggerà molto più velocemente è fin troppo facile da prevedere visto il continuo miglioramento dei materiali, l’innalzamento della qualità degli allenamenti tecnici per non parlare poi del fatto che ormai tutti hanno preso atto di quanto sia importante la PA..

    E’ ovvio per cui che anche le impugnature debbano andare in quella direzione ed ecco allora che con una eastern la palla viaggerà più velocemente essendo difficile dare rotazioni esasperate che sono poi quelle che rallentano il gioco.. Non a caso solo Nadal riesce a giocarci con grande successo e potenza ma questo solo grazie ad una forza mostruosa forse anche non del tutto naturale e cmq a discapito della sua salute.. E cmq lui si che è unico e non replicabile.. 🙂

    Colpendo milioni di volte la palla e dovendo aumentare e di molto la forza per tenere un ritmo alto la fatica alla fine ne ti permetterà di continuare a spingere ma peggio ancora ti porterà a degli infortuni.. Si perchè questa è la cosa più grave e cioè che più attriti trovi e più fai fatica più ti stanchi più ti infortuni.. Questa è la progressione matematica..

    E le donne che non possono reggere quella fatica non ottengono nemmeno risultati (vedi spagnole)..

    La eastern serve poi per poter avere in repertorio soluzioni differenti che ti permettano di variare il gioco e cambiare ritmo.

    Infatti giocare un back o una palla corta e quindi cambiare impugnatura fino alla continentale è molt più semplice partendo dalla eastern che partendo da una full western.. E nella ricerca di un gioco a 360° questo diventa obbligatorio..

    E noi non imporremo proprio un bel niente, bisogna semmai organizzarsi per riuscire a fare tutto al meglio che come abbiamo ormai capito è difficilissimo per migliaia di variabili da quelle logistiche a quelle economiche da quelle di ineressi diversi da parte di chi fa formazione etc etc

  17. Madmax

    Ah dimenticavo..

    Il fare meno fatica (e l’essere bene allenati) diventerà sempre più importante visto che ora soldi nel tennis ce ne sono parecchi ma teli fanno giustamente sudare e per cui i match da giocare sono moltissimo.. IN teoria solo i top players possono permettersi di giocare meno ma poi come ben sappiamo il Dio denaro ti da risorse inaspettate che però devi essere nella condizione di poter usare..

  18. giancarlo grandi

    Articolo istruttivo da girare immediatamente a Binaghi.
    Bellissimo il passaggio:Qual è il rapporto dei top-players francesi con la federazione?
    “Il rapporto è stretto e molto buono. Il presidente Jean Gachassin è un ex giocatore della nazionale fracese di rubgy e ha sempre voluto trasmettere questo importante senso di gruppo ai tennisti. Tutti i giocatori lo amano e lo seguono.”
    Da noi non solo non lo amano ma piu’ che seguirlo vorrebbero inseguirlo…….

  19. nicoxia

    Max dai per scontato e banali troppe cose,io nella realtà anche in accademie vedo un insegnamento standardizzato,però magari mi sbaglio.

  20. Madmax

    Si ma loro ci devono guadagnare subito, noi dopo!! 🙂

    E qui ormai lo sanno tutti che la maggior parte delle strutture lavorano male, per cui è ben chiaro che io mi rivolgo a voi che ormai sapete tutto e mi leggete tutti i gg..

    E perchè sennò mi sarebbe toccato scendere in campo?

    Ecco questa tuo post è di riflesso la risposta a Giorgio quando parlava in altra zona del blog di certezze..

  21. jo desanto

    Abbiamo una speranza. Non appena Parisse o Bergamasco smettono di giocare li mettiamo a capo della Fit e del settore tecnico. L’attuale presidente lo mettiamo al rugby femminile cosi anche loro conquistano 3 sei nazioni al femminile.

  22. Yorich

    Madmax: “Il fatto che tra qualche anno la palla viaggerà molto più velocemente è fin troppo facile da prevedere visto il continuo miglioramento dei materiali”
    Tieni conto che il miglioramento dei materiali ha raggiunto il suo apice circa trent’anni fa con l’avvento delle racchette in grafite, tutto quello che è venuto dopo è solo marketing, nessun pro gioca con le racchette che vendono nei negozi, giocano quasi tutti con telai di vent’anni fa ridipinti e rigorosamente in grafite.
    Madmax: “E’ ovvio per cui che anche le impugnature debbano andare in quella direzione ed ecco allora che con una eastern la palla viaggerà più velocemente essendo difficile dare rotazioni esasperate che sono poi quelle che rallentano il gioco..”
    Con una eastern la palla viaggia più velocemente ma si controlla molto meno. Vedendo la cosa da un altro punto di vista potrebbe, in futuro, essere necessario ricorrere a impugnature western proprio per poter controllare con le rotazioni questo gioco così veloce. Quien sabe?

  23. Madmax

    Se lo dici tu fallo e speriamo che tutti la pensino come te.. 🙂

    Purtroppo non è così, accidento a loro.. 🙂

    Sarà come dici ma la palla viaggia parecchio di più di trent’anno fa e sicuramente tra trent’anni viaggerà ancora di più.. Al contrario la forza di un uomo per spingere con rotazione la palla non aumentereanno a meno che liberalizzino il doping.. Ma sempre e solo nei maschi..

  24. A mio modo di vedere le impostazione delle impugnature di base segue molto la moda e di solito vanno in “controtendenza”. 40 anni fa giocavano quasi tutti con la continental ed il gioco era piatto con rotazioni fondamentalmente in back spin. 30 anni fa, con l’avvento di Borg e Vilas è diventata di moda la western per la facilità di imprimere top spin ed avere rimbalzi alti che danno molto fastidio ai giocatori di rovescio ad una mano ed alle impugnature continental. In seguito alla diffusione delle impugnature western si è sviluppata l’ondata della eastern che permette di aggredire le palle alte generate dalle impugnature western. E si andrà avanti così………..

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