Giustino: “Ranking? Non mi pongo obiettivi”

di - 17 Settembre 2013


(Lorenzo Giustino – Foto Nizegorodcew) 

di Lorenzo Di Caprio (Intervista in esclusiva per Lo Sport Online)

Si potrebbe riassumere palrando di un’ascesa netta, in quanto a gioco e ranking, la stagione di Lorenzo Giustino. Il napoletano, classe 1991, è ora al suo best ranking (n. 252) e dopo i titoli vinti nel circuito Future ha già raccolto importanti risultati nei Challenger.LoSportOnline lo ha intervistato in esclusiva.

Allora Lorenzo, prima di tutto ti chiedo di farti conoscere: stile di gioco, superficie preferita…
Mi reputo un giocatore abbastanza completo capace di modificare il proprio schema in funzione all’avversario, anche se il mio gioco preferito è quello di servizio e diritto. Essere solido da fondo campo e cercare di finire i punti con il diritto, che non a caso è il mio colpo preferito. La superficie non te lo so dire: ultimamente sto giocando molto sulla terra, anche se personalmente preferisco il green set.

La semifinale di Como possiamo dire che ha confermato la tua positiva ascesa: sei soddisfatto del gioco espresso?
Qual risultato è stato per me ancor di più di quello che vale, visto che ho cambiato racchette giusto il giorno prima di andare a Como e nelle due settimane prima di arrivare al torneo mi sarò allenato sì e no quattro giorni e neanche sulla terra. Certo, non mi posso reputare pienamente soddisfatto perché se fosse così non avrei niente più da migliorare, invece c’è ancora tanto lavoro avanti. Insomma, siamo ancora ai posti di partenza.

A tal proposito, hai avuto qualche problema con le racchette: puoi spiegarci cos’è successo?
Allora con le racchette è una situazione complicata: già dall anno scorso, dopo aver vinto il mio primo futures, mi hanno fatto cambiare racchetta. Era sempre la Six One 95 ma con meno corde, e lo si può vedere dai risultati dell’anno scorso dato che ad un certo punto ho sempre perso. Quest’anno ho ripreso le mie vecchie racchette, che avevano più di due anni, e in più ne avevo solo due: erano le Six One 95 18×20 modello K-Factor da professionista. Con queste racchette ho iniziato a vincere di nuovo e a fare buoni risultati, per questo ho sempre chiesto le racchette nuove alla Wilson ma mi ha sempre ignorato e quindi ho continuato a giocare con quelle due vecchie che avevo. Durante il torneo in Olanda si ruppe una delle racchette sotto l’incordatrice e quindi rimasi solo con una, tanto è vero che durante il match di quarti contro Schoorel ruppi le corde sul 6-5 al terzo e sono rimasto senza racchette. Dopo quel torneo la Wilson mi inviò delle racchette sempre del mio modello ma di diverso materiale eppure non riuscivo proprio a giocare: il risultato è stato che per quattro settimane ho avuto dei risultati pessimi. Comunque, il problema è che la Wilson ha smesso di produrre quella racchetta e di conseguenza sono stato costretto a cambiare attrezzo. Attualmente gioco con la Blade H22 modificata e come primi tornei posso dire che mi va bene.

Da inizio anno hai scalato più di 200 posizioni nel ranking: sei uno che fa “calcoli”? Era questo il tuo obiettivo?
Non ho mai fatto calcoli né tanto meno mi pongo obiettivi a livello di ranking, visto che sarebbero più una limitazione che un incitamento.

Dai quarti conquistati nel Challenger di Furth hai lasciato i Futures: possiamo dire che ti hanno dato un input per fare il “salto di qualità”?
La mentalità era già quella di smettere con i futures, infatti Furth era il primo della lunga lista di Challenger. Indifferentemente da come fosse andato avrei seguito il calendario che sto facendo.

Quali saranno i tuoi prossimi programmi?
Seguire il calendario di Challenger e magari giocare qualche qualificazione in tornei ATP, almeno per quest’anno. L’anno prossimo invece giocherò in maggioranza ATP.

Chiudiamo con la classica domanda: obiettivi?
A livello di gioco ci sono molte cose da migliorare, continuerò a lavorare con dedizione e determinazione cercando sempre di evolvere nella miglior maniera possibile.

Grazie mille a Lorenzo per la disponibilità e la simpatia.

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