Il crowdfunding di Conny Perrin

di - 27 Novembre 2014

Conny Perrin di Daniele Sforza

Uno degli argomenti sempre attuali nel mondo del tennis, soprattutto in questo periodo storico, è quello delle difficoltà economiche che i tennisti, quelli fuori dalle top 100 Atp e Wta, si trovano ad affrontare ogni giorno per tutta la loro stagione.

Partiamo quindi a raccontare qualcosa a riguardo delle spese che ogni hanno affrontano i tennisti con la svizzera Conny Perrin che nel 2014 ha vissuto la sua migliore stagione in carriera giungendo al successo in 4 tornei (3 15k e un 10k) e raggiungendo il numero 276 del ranking Wta. Conny, ha deciso, tramite un sito e progetto di crowdfunding svizzero di raccogliere soldi per continuare nella sua attività e raggiungere il sogno della top 100.

Schermata 2014-11-27 alle 17.41.26 La svizzera ci spiega come è nato il tutto. “Ho sentito di questo progetto ed ero curiosa di sapere cosa riguardasse e quindi mi sono informata. Se accetti questo progetto puoi farne parte e avere un po’ di aiuto, ovviamente dando in cambio qualcosa alle persone che donano (si passa da una semplice mail con foto autografata a una maglietta  autografata, a una bottiglia di vino, a un match di esibizione, e tantissime altre cose, tutte a seconda della donazione che si decide fare). Tu crei un progetto e se loro sono interessati vieni contattato per dare più informazioni, è abbastanza professionale e inoltre chiunque può farlo.”

Quali sono i motivi per cui si arriva a provare questa strada? “Posso dire che tutti i giocatori che non hanno sponsor, giocano campionati all’estero e le giuste persone che le aiutano (cosa non semplice da trovare), non possono veramente essere in grado di competere a livello professionale perché per loro è troppo, sia dal punto di vista emotivo, che economico.”

Il pensiero va a tutte le persone che per diverse ragioni non riescono a sfondare,soprattutto a quelle che magari hanno le qualità ma non i fondi necessari. “Penso sia davvero triste, ci sono tante potenziali top 100 li fuori, che in pochi conoscono. Loro combattono da sole, si sacrificano tantissimo e meriterebbero sicuramente più opportunità di quelle che sono in grado di permettersi.”

Aggiunge: “Sicuramente c’è una grossa differenza in tutto tra Itf e Wta, a dir poco inspiegabile, ma penso che il tutto dovrebbe essere più equilibrato per il livello a cui siamo ora. Alla fine è già tanto se puoi pagarti una notte di hotel se perdi in un 10k al primo turno…”

Sia nel maschile che nel femminile ci sono location che hanno deciso di creare tornei ogni settimana (quest’anno si è aggiunta Santa Margherita di Pula in Italia) che dovrebbero di regola aiutare i tennisti impegnati. “Sicuramente è qualcosa di positivo ma alla fine devi vincere il torneo per pagarti le spese e quasi per certo non avrai guadagnato nulla in quanto è un 10k”. Soluzioni? “L’Itf con il direttore del torneo dovrebbe trovare un modo per almeno portare un piccolo guadagno a chi vince il torneo e per chi perde al primo turno dovrebbe esserci un piccolo aumento. Penso che la cosa più importante di organizzare un torneo sia la sicurezza, l’ospitalità e solo il meglio per i giocatori, in modo che loro possano sentirsi bene, sicuri di competere in un luogo professionale a seconda del prize money e di cosa sei in grado di fare per loro. Sfortunatamente la maggior parte delle volte la differenza è tantissima di torneo in torneo, nonostante abbiano stesso prize money e a volte è triste per i giocatori che non sono considerati come quelli per cui ci si dovrebbe prendere cura”.

Un cambiamento, in negativo paradossalmente, lo hanno subito i punteggi Itf, soprattutto nei tornei 25k e 50k (appena 5 punti per un passaggio di un turno in un 25k, che se sono europei sono di alto livello, a fronte degli 8 dello scorso anno per fare un esempio). “Penso che la ciliegina sulla torta sia vedere la situazione dal vivo. Non riesco veramente a capire come si possa arrivare a quest’idea, fa diventare il tutto più difficile di quanto possa essere ma forse il loro piano è di incrementare i prize money presto e questo avrebbe più senso e farebbe meglio comprendere questo cambiamento. Non puoi neanche difendere i tuoi punti che questi sono cambiati. Sicuramente hai bisogno del livello per raggiungere una top 100 ma a questo livello le tenniste giocano tutte allo stesso livello e non c’è una grande differenza, specialmente se non hai tempo per un coach a tempo pieno, un manager, un supporto finanziario e, sapendo che la maggior parte delle ragazze non lo hanno, devi avere una grande energia per competere e pensare a tutto il resto.”

La conclusione, così come la realtà, è sempre la stessa. “Purtroppo alla fine è tutto business, come quasi tutte le cose nella nostra società e ci sono sempre vantaggi e inconvenienti per entrambe le parti, ma in questo caso penso che tutto debba essere più giusto.”

Per chiunque voglia fare una donazione per il progetto di Conny, questo è il sito.

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