Intervista a Emilia Occhipinti

di - 14 Gennaio 2013


(Emilia Occhipinti – Foto Andrea Ranalli/Mosquitos)

di Marta Polidori

Emilia Occhipinti è la vincitrice del tabellone under 16 femminile del Torneo Lemon Bowl edizione 2013. Premessa: ho deciso di prendere le sue dichiarazioni così come sono, forse solo apportando qualche leggera modifica per renderle più discorsive, visto che oltre ad essere un’ottima atleta sembra anche possedere una solida base culturale (almeno per quanto riguarda il modo di esprimersi) che non ha bisogno di ritocchi. Mi è sembrato un modo efficace per rendere a pieno l’idea del suo personaggio.

“Mi chiamo Emilia Occhipinti, sono nata a Ragusa il 21 settembre 1997 e vivo a Scicli (il paese del “Commissario Montalbano”), tesserata per il Circolo del Tennis di Ragusa.”

Così Emilia si racconta a Spazio Tennis, grazie al mezzo di comunicazione più potente del nostro secolo: Facebook.

“Ho iniziato a giocare a tennis all’età di 5 anni (imitando i miei genitori) con il mio attuale Maestro Raimondo Conti, al quale sono molto legata, che sta ora frequentando il corso da Tecnico Nazionale. Mi alleno sui campi in duro del Green Club Modica e sui campi in terra rossa del CT Ragusa, per circa dodici ore settimanali tra tennis e atletica. A Ragusa gioco anche il campionato a squadre di serie C.”

“Tutto ciò mi comporta molti sacrifici, poiché frequento la V ginnasio in un liceo classico pubblico.” (Ammirevole, direi una delle scuole più inconciliabili con un impegno sportivo, vista la mole di lavoro). “Mi alleno con molto entusiasmo e posso dire di aver avuto il piacere di giocare con le migliori giocatrici italiane e straniere della mia categoria. Ho classifica FIT 3.3 ed intendo migliorarla entro la fine dell’anno, cercando di arrivare in seconda categoria, per questo giocherò vari Open in italia. Ho giocato diversi tornei Tennis Europe nei periodi di vacanza scolastica, oltre che in italia anche in Romania, Turchia, Serbia e Malta e i miei migliori risultati sono stati una vittoria in doppio con la lettone Krista Cerpina a San Michel (Malta) e, come singolarista, la scorsa estate una semifinale.”

Oltre a questo curriculum tennistico, essendo fresca di vittoria al Lemon Bowl, le abbiamo chiesto impressioni in merito, e ci ha risposto: “La mia esperienza al Lemon Bowl è stata davvero incredibile. Non pensavo proprio di arrivare in fondo e vincere. Ero partita per giocare due o tre partite cercando però di dare il massimo che potevo. Sono molto contenta di aver apposto la mia firma nell’albo d’oro accanto a quella di tanti campioni. Il mio 2013 è iniziato molto bene e posso dire che è stata la più bella settimana della mia vita agonistica.”
Grazie Emilia, a presto risentirci!

PS: Emilia è alta 1.70 e pesa 48 Kg, per chi volesse saperlo.

© riproduzione riservata

180 commenti

  1. Luca

    Ragazza interessante, ma se eventualmente vuole diventare una professionista deve giocare molto di più e a livello internazionale.

  2. bogar67

    @luca
    La Ragazza ha dichiarato che vuole diventare seconda non una professionista!
    In un articolo leggo che ci sono ragazze che studiano via internet, si allenano full time e vanno fuori per tornei in qualsiasi periodo dell’anno, in un altro che si frequenta il liceo classico, ci si allena 12 ore a settimana (quanto mia figlia che ha 8 anni) e si fanno tornei nei periodi di vacanza.
    Brancato ed Occhipinti, due ragazze stessa età, stessa regione, cresciute insieme nei raduni ma con due strade diverse!

  3. tennista

    1.70 mi pare poco io direi 1.85 cm visto dalle foto che il suo maestro é piú alto di lei di poco e che conoscendolo sarà almeno 1.90!!

  4. giogas

    @Bogar67
    La ragazza ha dichiarato:
    “Ho classifica FIT 3.3 ed intendo migliorarla entro la fine dell’anno, cercando di arrivare in seconda categoria, per questo giocherò vari Open in italia.”
    Quindi l’obbiettivo seconda è entro l’anno.
    Emilia Occhipinti ha vinto il Lemon Bowl con una naturalezza disarmante, se è vero come è vero che si allena solamente 12 ore la settimana, frequentando il liceo classico, una scuola pubblica difficile ed impegnativa. Quindi è possibile, se sei motivato, se sei talentuoso, se sei intelligente, se hai carattere,se hai spirito di sacrificio, se hai la passione dentro, raggiungere obiettivi di elevato spessore, anche con un impegno di allenamento settimanale quantitativamente modesto e conciliando la frequenza della scuola con gli impegni sportivi.

  5. Alessandro Nizegorodcew

    @giogas
    Beh sicurezza disarmante mi sembra esagerato… Tanti match lunghi al terzo set. Di sicuro è stata quella mentalmente più forte

  6. giogas

    @Alessandro
    …naturalezza non sicurezza … comunque mi riferivo proprio alla forza mentale.

  7. Marta Polidori

    Avete notato come le domande e le questioni emergano naturalmente dai commenti agli articoli? Io ho osservato una certa propensione a credere che a 15 anni una debba allenarsi 8 ore al giorno. Per quanto mi riguarda è concepibile che si portino avanti, bene, due attività finchè non si capisce la propria strada… Considerata poi la sua maturità fisica di tempo per uscire ne ha.

  8. clarence

    Ma fatela studiare!!!

    d’accordo al 100% con il commento di Marta Polidori!!!!

    allenarsi 20 ore al giorno per che cosa?

    Bisogna prima capire se si ha il talento e la possibilitá di proseguire prima di intraprendere carriere da 250 al mondo (ovvero combinato niente nella sostanza). e fare futures o challenger in Uzbekistan o in Groenlandia per racimolare punticini ATP o wta che non valgono niente….

    Fatela studiare per l’amor del cielo!!!!

  9. daniele occhipinti

    Concordo con Marta e Clarence
    E’ vero non contano il numero di ore al giorno, ma la qualità di esse. Ccredo sia meglio giocare 2 ore e mezza ma in due con il maestro piuttosto che 5 ore al giorno ma sempre in 4 o 5 in campo.
    Per chi parla di professionismo, bisogna capire cosa si intende: se si è professionisti semplicemente entrando in classifica mondiale allora è molto facile e possibile a tanti. Se invece per professionismo si intende restare almeno per 10 anni nei primi 100, le cose si complicano e di molto per tanti. Per questo io credo che la scelta giusta sia quella di conciliare studio e tennis, poi in seguito si vedrà.
    Di Qunzi e Baldi ce ne sono pochi e per loro il futuro è già certo, ed è giusto che continuino per la loro strada.

  10. Bernie

    Concordo con Daniele, e come non potrei sono Daniele anche io, ma aggiungo che di futuro certo non ce n’è per nessuno nel tennis. Per alcuni è più probabile, visto le spinte da dietro e i tiri da davanti, ma del tutto ancora incerto.

  11. giogas

    Io è già da tempo che lo sostengo e che sommessamente lo esprimo di tanto in tanto sul blog con qualche mio intervento, quando ne ho l’occasione… ma mi sembra di essere un alieno. Seguire un percorso “leggero” con programmi via internet strutturati per riuscire a “prendersi il diploma” non mi sembra la strada migliore per diventare persona matura e professionista del tennis. Relegare la scuola a ruolo di “comparsa” senza approfittare dell’adeguato ruolo educativo che ha… mi sembra follia. Poi chiaro, questa è una mia opinione qualcuno potrà contestare che oggi i canali educativi si sono moltiplicati e che sono tante le fonti educative per un giovane in crescita… sarà, ma io sono tradizionalista e per me
    è nella frequenza scolastica che il ragazzo acquisisce giorno per giorno la maturità, ed è dalle intense relazioni con gli insegnanti e con i compagni che si prepara ad affrontare la vita. Molti agonisti già all’età di 10/11 anni seguono scuole private ed arrivano ad allenarsi anche 30 ore settimanali! E sembra proprio che la misura del lavoro svolto sia solo in relazione alla quantità di quello che fanno sul campo da tennis o in palestra, senza mai fare riferimento alla qualità. Le 12 ore di Elisa svolte con determinazione e con passione possono valere molto di più. E adesso Marta ci parla addirittura di otto ore.

  12. giogas

    I commenti 8-9-10-11 hanno preceduto come tempistica il mio che avevo già preparato ma non ancora inviato.

  13. Ragazzi forse ancora non avete capito per fare i professionisti nel tennis bisogna avere un pensiero unico , tutto il resto deve essere secondario , se poi intendiamo il tennis come attività agonistica anche ad akti livelli allora anche i maestri e le SAT vanno bene
    Il problema è non bisogna dire la verità al cliente , altrimenti il businees delle scuole tennis andrebbe a cadere
    I genitori devono essere sempre convinti che il fglio ha una possibilità se poi non è riuscito allora sarà stata colpa della sfortuna

  14. clarence

    Per professionismo chiaramente si parla di rimanere stabilmente tra i primi 100, purtroppo il tennis é uno sport molto crudele….
    per chi si perde per 10 anni nei tornei challenger o future, si chiama turismo tennistico….
    Meglio pararsi il culo prima (studiando o cercando lavoro), prima di investire tanti soldi per niente e alimentare una falsa speranza ai ragazzi…

    Come dice Daniele, di Quinzi e Baldi ce ne sono pochi, (speriamo che non si brucino, sono ancora giovani)

    Emilia Occhipìnti non la conosco e non la giudico, sicuramente avrá una certa prediposizione per il tennis, ma prima di imboccare strade non certe e strade difficili meglio avere pronte alternative diverse dal tennis

    Cmq un grande Complimenti a Emilia!!Studiare e nello stesso tempo vincere il Lemon bowl significa tanto!!!Massima stima!!!!Le ragazze ed i ragazzi di 15 e 16 anni pensano solo a diverstirsi ed a ubriacarsi in discoteca (per caritá tutti lo abbiamo fatto), ma ragazze/i che gia pensano di costruirsi un futuro ce ne sono pochi….

    Pochi giorni fa é uscito un articolo su questo blog sui piu grandi giocatori di future nella storia del tennis…ecco MEGLIO STUDIARE E LAVORARE…. e non dico altro….

  15. cataflic

    2 orette al giorno tolgono il professionismo di torno.
    3 ore da mane al vespro forse ti fanno maestro
    4 ore al giorno fatte bene forse ti danno un tennis che ti mantiene
    5 ore al dì, se hai culo, ti portano lì lì
    se ci metti anche l’atletica il successo nel professionismo è a tenuta ermetica….ahahahah

  16. pulsatilla

    Un mio amico ingegnere elettronico molto conosciuto ha due figlie giovanissime agoniste, lui in questi anni ha subìto due licenziamenti e ora si arrabatta. i suoi ultimi risparmi li investe tutti nel tennis perchè – a suo dire – con la laurea oggi non si fa molto di più.
    mi pare che la disoccupazione giovanile in Italia è enorme.
    se un giovane vuole tentare, invece di ingrossare le fila dei mammoni casalinghi e nullafacenti e magari riesce anche a rendersi economicamente indipendente, a me non sembra così negativo.

  17. clarence

    Cataflic

    2 ore al giorno bastano a avanzano per diventare maestro…fidati ci sono tanti maestri,che alimentano le false speranze dei ragazzi, e spillano un sacco di soldi ai genitori, e che nella loro vita si sono allenati si o no 1 oretta o 1 oretta e mezza al giorno per essere larghi….Un maestro mai dirá a un ragazzo smetti di fare l’agonista non hai abbastanza talento, mai e poi mai,in quanto il ragazzo in questione é fonte del suo guadagno…..

  18. clarence

    Pulsatilla

    ma te la sei inventata la storia dell’ingegnere elettronico?

    l’ingegnere elettronico nel mercato del lavoro (ed io lo conosco molto bene il mercato del lavoro) é una delle figure piu ricercate, soprattutto se l’ingegnere in questione ha esperienza…investire gli ultimi risparmi della propria vita nel tennis????!!!nel tennis!!!?????

    a questa storia ci avrei creduto se mi avessi parlato dell’insegnante di lettere o del laureato in fisica o biologia (l’Italia non investe molti soldi nella ricerca), ma sull’ingegnere elettronico mi sembra un po inventata (poi puo essere tutto vero…), pero mi sembra strano

    Cmq meglio STUDIARE E LAVORARE!!!!

  19. neuroni bruciati

    indipendentemente dalla laurea posseduta…. mi sembra folle che uno che ha perso due volte il lavoro investa i SUOI ULTIMI RISPARMI nel tennis delle figlie..

    viviamo in un mondo di pazzi

  20. clarence

    ah gia tra l’altro investire gli ultimi risparmi nel tennis….robe da matti!!!!!dopo due licenziamenti…

    storia inventata o storia di un matto

  21. Marta Polidori

    @Giogas, tenere due piedi in una scarpa te li fa solo dolere. Arriva un momento in cui si deve scegliere tra tennis e scuola, io stessa l’ho sacrificata perché credevo in un altro progetto, ma proprio in virtú del fatto che avevo chiaro in testa che per me non esistesse altro oltre al tennis (e ció nonostante dalle scuole che ho fatto ho tirato fuori tanto, anche piú del necessario…).
    Questa che presenti é la solita solfa: prima la scuola e poi lo sport. Per me viene prima ció che vuoi fare nella vita.
    Per quanto riguarda Emilia, portare avanti due cose mentre si aspetta di conoscere la propria via mi se,Bra la cosa piú matura che si possa fare.
    È che la scuola fornisca maturitá piú di altro, scusami, ma non sono d’accordo. Io la sto facendo ora, ripeto la quinta perché é successo un disastro l’anno scorso, e ció che mi ha fatto maturare sono stati i viaggi, l’autodeterminarmi e vivere da sola, i professori non possono competere con l’esperienza di vita sul campo.

  22. Marta Polidori

    Più che approfittare del ruolo educativo della scuola, bisogna avere cultura. Non esistono campioni che sbaglino un congiuntivo, e ogni mestiere va studiato. È un problema tipico italiano, all’estero sono quasi tutti laureati.

  23. clarence

    Nooo Marta Polidori, sei stata bocciata????

    tutto vero quello che dici, se non si studia, allora bisogna trovarsi un lavoro (fare esperienza nel lavoro a volte da molto di piu che stare sui libri)

    la cosa che invece trovo vergognosa é alimentare false speranze nei ragazzi, stimolarli ad allenarsi 6 ore al giorno e fargli intraprendere strade difficilissime, quando l’unico interesse del allenatore a volte é quello di avere un ritorno economico della persona allenata….diventare un 250 al mondo e fare turismo tennistico per 10 anni, vivendo alle spalle dei genitori, inseguendo una falsa speranza alimentata quando si era giovane….

  24. Marta Polidori

    @Clarence, “quando l’unico interesse dell’allenatore a volte é quello di avere un ritorno economico della persona allenata…” Io cambierei a volte con quasi sempre… Anche perchè dire a dodici anni se una ragazzina puó farcela e giocarsi una schedina al lotto è la stessa cosa, i fattori fisici e tecnici non son sufficienti a determinare un’opportunità.

  25. pulsatilla

    Clarence,
    no, no, tutto vero.
    io non ho la fantasia di inventarmi le cose. Ma questo che ti ho raccontato non è neanche il caso più eclatante. vedo intorno a me famiglie che si sostentano non so grazie a che e che nonostante tutto credono nel progetto dei figli. so che è discutibile. lo so.
    ma io ammiro il coraggio di queste persone e in un certo senso le stimo molto.
    comunque in caso di default dell’Italia, molte stimate figure professionali, avvocati in primis, faranno la fame. chi insegna tennis può lavorare in tutto il mondo.

  26. giogas

    @Marta,
    sei tu che hai scritto nel post 8 ..”Io ho osservato una certa propensione a credere che a 15 anni una debba allenarsi 8 ore al giorno. Per quanto mi riguarda è concepibile che si portino avanti, bene, due attività finchè non si capisce la propria strada” ( e va bene)… ..poi scrivi nel post 23 “che tenere due piedi in una scarpa te li fa solo dolere” e nel medesimo post aggiungi che presento la solita solfa: prima la scuola e poi lo sport… Ma il punto focale è che Emilia Occhipinti all’età di 15 anni con il successo al Lemon Bowl è stata capace di far quadrare il cerchio: l’equilibrio perfetto tra scuola e sport. Il resto sono discorsi.

  27. Marta Polidori

    Io ho detto che Emilia alla sua età fa bene a portare avanti due attività, ma è ovvio che per spremere il massimo da una devi dedicarti solo a quella, e arriva un momento in cui questa scelta, se vuoi arrivare al top, devi farla.

  28. Diego

    Concordo in tutto con Clarence, per insegnare tennis e diventare all’inizio istruttore di primo livello non ci vuole molto e’ sufficente essere 4.2.
    Credo che la strada di Emilia, come lei stessa ha evidenziato con il suo fattibile obbiettivo (seconda categoria) sia un buon corso di laurea.
    Una laurea in ingegneria elettronica e’ una delle piu’ spendibili sul mercato, purtroppo la forte crisi mondiale riduce anche per loro le possibilita’ di impiego.
    Ricordo per l’ennesima volta che indicativamente una ragazza a 14 anni deve valere almeno 2.5 ed avere una buona classifica TE (oltre a moltissima voglia)per provare a diventare professionista.
    So che molti genitori di ragazzi/e U12 e U14 non saranno d’accordo ma sara’ sufficente aspettare due o tre anni e la penseranno come me.La scuola privata “obbligatoria” per chi vuole giustamente provarci dopo i 14 anni riguarda solo i primi 4 o 5 di ogni leva a livello italiano.

  29. challenger

    Giogas,
    scusa. Emilia sarebbe stata capace fi far quadrare il cerchio trovando l’equilibrio perfetto tra scuola e sport.
    Oh, brava a vincere Lemon Bowl, nessuno lo nega.Significa che è stata la migliore fra chi ha partecipato. E sottolineo fra chi ha partecipato. In ogni caso il Lemon Bowl non è Wimbledon.

  30. bogar67

    Hanno ragione challenger e diego non ho scritto prima questo perchè non conosco il mio corregionale Daniele e magari ci rimaneva male.
    Secondo quanto abbiamo scritto tante volte, a 14 anni se vuoi provarci la strada non è quella del liceo classico pubblico, anzi riuscire a conciliare agonismo per provarci e quel tipo di indirizzo secondo me è rischioso per la salute anche se può sembravi esagerato.

    Quando torno in paese incontro un ragazzo a cui genitori tanti anni fa avevano cercato di far conciliare liceo classico e studi in pianoforte. Mattina liceo classico e poi spola da cefalù per Palermo per fare il conservatorio, alla fine aveva prima tentato il suicidio e adesso non ragiona più con la testa. Mia moglie che ha vissuto una storia analoga ma più soft linguistico più conservatorio è la mia più acerrima nemica e non mi aiuta per nulla con il tennis di mia figlia, anzi ogni volta che andiamo in paese e vede quel suo compagno di studio mi dice sempre, vedi quello si è ridotto così perchè aveva un genitore come te!!
    In questo caso 12 ore a settimana non sono stressanti ma servono a mio avviso solo per diventare delle buone seconda non certo la nuova Schiavone come le stesse ore fatte in pianoforte servivano solo a diventare dei discreti pianisti ma non certo dei nuovi Allevi!

  31. daniele occhipinti

    Nessuno (nè tantomeno io) ha mai detto che il lemonbowl sia wimbledon, (tranquillo bogar non ci rimango male). Io sono il primo a dire (chi mi conosce lo sa) che mia figlia sia una ragazza, come tante in italia, che studia e fa sport. Ogni tanto arriva qualche buon risultato, frutto del costante lavoro, che non cambia certo le nostre aspettative. Noi siamo contenti di quanto ottenuto fino ad ora, non abbiamo nessun tipo di stress. Io credo che un traguardo come la seconda categoria (obiettivamente possibile) possa essere un buon risultato per due genitori come noi, mai classificati e grandi appassionati di questo sport. Poi tra qualche anno alla fine del liceo il tennis potrebbe anche essere un bellissimo ricordo, che ha contribuito in modo determinante alla maturazione fisica ed anche culturale (perchè chi fa sport cresce anche culturalmente, come giustamente dice marta) di mia figlia.

  32. Luca

    Egregio Daniele Occhipinti, il suo commento (n.33) é perfetto. Voi avete già deciso che lo studio é più importante, ma ben venga in questi anni di fare della sana competizione giovanile di buon livello.

  33. bogar67

    grazie Daniele,
    bel post 33 che chiarisce meglio la situazione che un giorno potrebbe essere anche la mia!

  34. X Alessandro
    se qualcuno mi avesse detto qualche hanno fa quando ho iniziato a scrivere su questo blog che un giorno avrei letto dei post sensati ed equilibratamente prospettici di genitori sul futuro tennistico dei loro figli, non ci avrei minimamente creduto. Dagli ultimi post che sono stati qui sopra scritti sono invece felicissimo di dovermi ricredere. E questo è certamente anche merito tuo, dello strumento che hai creato per lo scambio di idee e del lavoro di anni oramai che fai per il tennis junior.

  35. pulsatilla

    Riuscire a strutturare le coscienze attraverso un mezzo informativo è senz’altro un gran complimento.
    però la coscienza di Andrew mi sembra invariata…

  36. Marta Polidori

    @Diego, “una ragazza a 14 anni deve valere almeno 2.5 …” Ecco perché l’Italia continua a puntare sulle persone sbagliate. L’unico motivo per cui una ragazzina di 14 anni ha quel tipo di classifica è una maturazione fisica, il talento c’entra veramente poco… Se una ha talento può uscire quando e come vuole. È non so se qualcuno ha notato che tutti i baby-killer in piazza poi smettono di vincere o proprio di giocare… Valutiamo altre opportunità?

  37. Diego

    Marta
    Una ragazza a 14 anni deve valere almeno 2.5 se ha ambizioni e voglia per provare a diventare professionista (prime 100).
    Ci sono ragazze con un fisico normale che valgono all’incirca quella classifica, anche se quella che conta e’ almeno la TE.
    Chi smette di giocare e’ perche’ non ha paassione o ha altri obbiettivi indipendentemente se e bravo o scarso.
    Nello sport e nel tennis in particolare sono pochi i genitori che sono coscienti degli obbiettivi raggiungibili dai loro figli.
    Uno di questi e’ sicuramente il sig.Occhipinti.Complimenti.
    Concordo con Luca post.34

  38. rosencrantz

    @marta
    Brava!
    Come dice Diego tenete presente che non è facile per dei genitori “non tennisti”, riconoscere i pregi e i limiti sportivi dei figli: siamo pesci fuor d’acqua.
    Vi porto la mia testimonianza in merito.
    Con l’aiuto anche di spazio tennis e di tutti i commenti dei genitori e/o maestri e/o professionisti del settore che hanno tradotto in regole e confini quello che si deve valutare e si può fare x avviare un ragazzo al professionismo, personalmente avrei fatto una caterva di errori e raccolto una messe di frustrazioni e tenete presente che vi ho scoperto solo di recente.
    Ad esempio x per me è stato illuminante un bellissimo articolo del maestro Caperchi che parlava delle certezze e di come riconoscere il talento
    Ci sono comunque dei parametri oggettivi che permettono una valutazione serena sull’avvio al professionismo e lo riassumo in modo grossolano in:
    a) “precocità” più o meno manifesta e/o più o meno indotta
    b) disponibilità finanziaria
    c) “capacità” di allenamento (attitudine allo sforzo)
    Il problema è il “quanto” di questi parametri in rapporto con le capacità di nostro figlio/a, ma la strada è segnata: il professionismo è per pochi eletti e lo sarà sempre di più con la crisi economica avanzante.
    Mantenere l’equilibrio non è facile, ma mi trovo molto in sintonia con la famiglia Occhipinti (mio figlio ha l’età di Emilia) e con il pensiero di Marta Polidori.

  39. bogar67

    rosencrantz
    non ho capito se con l’aiuto o senza l’aiuto avresti fatto errori! Tu ci hai scoperto da poco ma molti di noi qui scrivono da 5 anni e nell’ultimo periodo alcuni dei più illuminanti e promotori della rubrica all’origine tra cui Stefano Grazia stanno scrivendo poco!!

  40. mario zanetti

    Il commento di Daniele Occhipinti che conosco personalmente,è la sintesi di tanti discorsi e post scritti negli anni su questo sito, la serenità che traspare dalle sue parole la faccio mia ,e Daniele e sua moglie sanno quanto sono vicino a questo tipo di percorso che hanno scelto per Emilia ,ci accomunano tanti anni nei campi di tutta la Sicilia e Italia , preoccupazioni e gioie.
    Vi aspetto a Palermo per la tappa del macroarea.
    Ciao

  41. rosencrantz

    hai ragione!
    ho scritto da cani.
    il senso è che ho evitato errori anche grazie a spazio tennis…

  42. bogar67

    rosencrantz
    qui gli unici a scrivere da cani sono io che ho fatto le serali e andrew che spara fesserie ogni due post 🙂

    Va bene il blog ma il campo è sempre il campo, il tennis reale.

    @mario zanetti
    per Palermo ci sto facendo un pensierino ma mia figlia mi ha fatto sapere che non vuole perdere molti di giorni di scuola. Valuteremo e ti faccio sapere su fb!

  43. bogar67

    @mario zanetti
    ovviamente ho capito che il tuo invito era rivolto a Daniele, scrivo da cani, grazie per la sopportazione 🙂

  44. daniele occhipinti

    volevo ringraziare tutti gli intervenuti (anche se purtroppo non li conosco personalmente) che hanno manifestato di condividere le nostre posizioni in merito all’attività tennistica.
    Conosciamo molto bene Mario ed Edy Zanetti e speriamo di incontrarli al più presto in giro per la sicilia o per l’italia.
    Un caro saluto a tutti.

  45. Marta Polidori

    @Diego, mi dispiace ma non sono mai stata d’accordo su questo… Tutti gli under su cui abbiamo puntato fino ad ora si sono spenti nell’arco di cinque anni… Salvo eccezioni, ma basare un assoluto su un’eccezione è un controsenso.

  46. andrew again

    Siamo tutti felici che vi siano ragazzi e ragazze che giocano a tennis con lo spirito e la passione di Emilia e dei suoi genitori.

    Certo, se avvenisse in un contesto ove non vi fosse il vincolo per gli under, il tesseramento obbligatorio tramite circolo, la fraudolenta equiparazione di circolo ad associazione sportiva, ecc…

    Altrimenti, è comunque definibile come circol-tennis e quindi cosa differente dal tennis..

  47. Diego

    Marta
    Quanti di quelli su cui non abbiamo puntato sono arrivati?
    La Pieri,la figlia di Max valgono quella classifica.
    Comunque se non ne abbiamo avuto dall’ 1988 quante prime 100 ci sono state in Italia?Se non sbaglio una la Giorgi.
    Ovviamente e’ una indicazione non e’ una certezza.

  48. mik

    Premesso che concordo pienamente con quanto scritto fino ad ora e faccio i complimenti a Emilia ed ai suoi genitori in quanto rispecchiano il mio vedere il tennis per mia figlia (anche se più piccola di qualche anno), mi sembra che però la realtà, per esempio, degli under 12 “seguiti” dalla federazione sia diversa. Raduni STN, trasferte, centri perifici, tornei all’estero, si svolgono durante la settimana “scolastica”. Non mi venite a dire che seguiranno la scuola come un altro alunno…. Quindi?

  49. Nikolik

    Quindi è ciò che abbiamo detto più volte.

    La scuola, quella, per intendersi, normale, orario 8-13 e il pomeriggio compiti a casa, per intendersi, è del tutto incompatibile, dalla terza media in poi, con lo sport competitivo ed agonistico.

    Cose peraltro risapute e che ognuno di noi ben sa dalla propria esperienza.

    Poi, per carità, ci saranno anche eccezioni, che sono, però, eccezioni, appunto.

    Peraltro, che male c’è?
    Basta saperlo ed adeguarsi.
    Si tratta di scelte, del tutto legittimo.

    L’importante sarà, semmai, non pretendere che il proprio figlio sportivo poi sia anche un geniaccio della

  50. Nikolik

    Stavo dicendo, un geniaccio della NASA.

    Tutto al mondo non si può avere.

    Chi vuole avere il figliolo genio e che studia nella scuola vera, quella ordinaria, nel senso detto, non faccia fare al figliolo sport competitivo.

    Tutto non si può fare nella vita, eccezioni, ripeto, a parte.

    Del resto, provate a chiedere ai 16enni che ci stanno provando sul serio dove vanno a scuola.
    Chiedete, informetvi.
    Vedrete cosa vi risponderanno.
    Quello fa le serali, quell’altro le scuole private, l’altro farà due Anni in uno, l’altra la maturità da privatista, l’altro fa la scuola via internet, eccetera.

    Con questi sistemi, spero che non pensiate che il vostro figliolo, un domani, diventi un fine dicitore.

  51. atti

    Quindi….
    A Utopia City ognuno dovrebbe saper individuare e seguire la strada che ritiene migliore in base ai propri obbiettivi, capacità, e budget (parliamo della fase dai 14 anni un su’):

    – tennis fulltime e scuola privata
    – scuola normale e tennis part-time
    – solo scuola e tennis nel tempo libero…..

    Quindi…
    fra non fare nulla e diventare un campione…in mezzo ci sono migliaia di situazioni e di storie personali non comparabili alle altre.
    Avere piu’ info possibili sul tema (come nel caso del Blog ST)puo’ aiutare a fare meno errori…e sopratutto ad apprezzare fino in fondo il percorso qualsiasi siano i risultati raggiunti e/o quelli raggiungibili.

    Mi pare che su questo la famiglia Occhipinti sia sicuramente centrata sugli obbiettivi e non abbia bisogno di consigli…..

  52. daniele occhipinti

    L’errore a mio avviso sta nel fatto di far credere a tutti (genitori in primis) che diventar campioni è davvero alla portata di ognuno. Bisogna stare un po’ più con i piedi per terra e capire che se uno arriva, mille soccombono. Il Tennis è uno sport difficilissimo e piuttosto duro, ci vuole molta forza di volontà e motivazione per arrivare oltre che tanti soldi. Poi bisogna anche capire cosa si intende per “arrivare”; la cosa migliore, a mio avviso, è quella di poter ognuno “arrivare” al proprio limite massimo (Federer è uno solo). Quindi una carriera agonistica da “discreto” seconda categoria, giocando open e campionati a squadre può essere conciliata con molte altre attività professionali.
    Quello che conta a 15 anni non è né la classifica Italiana né tantomeno quelle europea che sappiamo tutti come si fa (a parte i primissimi che fanno sul serio, basta avere tanti soldi, girare l’Europa per tornei e prima o poi qualche punto arriva pure). E’ importante secondo me cercare di giocare bene ed essere completi dal punto di vista tecnico ed anche tattico, se poi si è anche supportati da un discreto fisico i risultati arrivano e la classifica italiana cresce. Non tutti hanno gli stessi tempi nella crescita fisica. Quindi, secondo me, sbaglia chi parla per dogmi “ a 14 anni devi almeno essere 2.4”
    Tra i tanti problemi poi c’è l’inconciliabilità tra la scuola pubblica e l’attività agonistica soprattutto il tennis che ti porta fuori per tanti giorni di seguito.
    Quelle poche volte che mia figlia ha perso giornate di scuola per il tennis, ho sempre preferito scrivere nella giustificazione “per motivi di salute” così la lasciano un po’ in pace: se sanno che tralasci latino e greco per il tennis ti tartassano di brutto.
    Bisogna poi però scegliere, se uno ci vuole davvero provare, allora necessariamente dovrà abbandonare la scuola “tradizionale” ed intraprendere modelli di istruzione alternativi.

  53. Nikolik

    Bravo Atti, sono d’accordo con i tuoi quindi.

    Però c’è un però.

    Il però è che, per me, le tue due ultime alternative, scuola normale e tennis part-time e scuola e tennis nel tempo libero, sono, per me, uguali.
    Quindi le alternative sono solo due.

    Nulla di male, del resto.
    Come ho sempre sostenuto, per anni, a 14 anni, se non si è ottenebrati da fissazioni, si capisce benissimo se il figliolo ha delle speranze, non sicurezze, ma speranze, oppure no.

    A proposito, Atti.
    Ti ricordi di quando, tempo fa, scrissi che a 14-15 anni una ragazza, per provarci, dico, solo per provarci, doveva essere seconda categoria?
    Beh, viste le nuove classifiche, direi che non sbagliavo…

    Eppure ricorderai che tutti mi avete dato addosso, apriti cielo, che enormità avevo detto…

    Ah, com’è brutto avere sempre ragione…

  54. atti

    Mi ricordo, mi ricordo Nik….

    e ahime, mi ricordo molto bene anche le “altre” tue previsioni di quel periodo…
    D’altronde Nik… nessuno è perfetto !!!

    …Errare umanum est, perseverare autem diabolicum, et tertia non datur…. 🙂

  55. andrew again

    Praticamente il circol-tennis è come mandare il figlio/a a lezioni di mandolino, con l’aggiunta del vincolo, del tesseramento obbligatorio tramite circolo, dell’ambiente monopolista certificato, ecc.

    Se si vuole, si può considerarle delle opzioni di libertà aggiuntive.

    Anzi, anche se non si vuole…

  56. bogar67

    atti
    te la senti di elencare cosa faresti e non faresti tornando ipoteticamente indietro di 5 anni?

  57. Diego

    Daniele
    Quello che conta a 15 anni non e’ la classifica italiana o la classifica TE se hai come obbiettivo la seconda categoria.
    Se vuoi provare a diventare professionista (primi/e 100) conta eccome.
    Davo per scontato che i punti per la classifica TE o ITF devi farli nei tornei di cat.1 o 2 .

  58. cataflic

    é la solita litania, ma se uno vuole davvero provare a costruire un tennista professionista, ci deve mettere i soldi e una totale disponibilità di tempo, di energie e mentale….la scuola viene decisamente in seconda battuta….insomma si deve prendere questo rischio di “eliminare” quello che è utile nel 90% dei casi per sacrificarlo a cose che saranno utili nello 0,1% dei casi.
    Per costruire un giocatore che gioca competizioni a squadre e seconda categoria non è possibile pensare di sacrificare la scuola, che rimane al centro del progetto persona…una persona che sarà appassionata di tennis, a cui dedicherà la maggior parte delle energie e delle emozioni extrascolastiche.

  59. atti

    Bogar, sei recidivo !!!
    MadMax con te si è sgolato decine di volte su PA, tecnica etc,etc,…tutto invano … 🙂
    E poi tua figlia ha 8-9 anni… difficile che tu possa capirlo fino in fondo….
    Il naso comincerai a sbatterlo dagli 11-12 in su’!!!!..quindi vivi (per ora) sereno e beato….

    Posso solo elencare in paio di concetti generali….

    — capitolo FIT:
    Per me, tutti i vari raduni che la federazione ti dovesse proporre, dai raduni macroarea piutttosto che la settimana di Sestola, i raduni di Tirrenia, i tornei per regioni… sono occasioni che offrono opportunità maggiori (sopratutto fino all’ U12) rispetto ai vari Lemon bowl. Nike, torneo del gigetto, etc…….sotto tanti aspetti, e quindi vanno sempre valutati con atenzione .
    Non sono determinanti, ma aiutano a capire e ad avere un termine di paragone obbiettivo.

    –Capitolo Circoli e maestri:
    Ci possono essere delle eccezioni, ma se il tuo maestro non viene MAI (o quasi mai) a vedere tuo figlia in partita (anche quando magari gioca non lontano)…quello Bogar è, al 99%, il segnale che DEVI cambiare maestro al piu’ presto (oppure se inizialmente veniva e ora mai o quasi mai..).
    Idem se si fa pagare qualsiasi minuto che ti dedica …e questo vale dal grande coach che organizza pseudo stage mirabolanti nei week-end…..in giu’…fino al maestrino che prima ti promette che a tua figlia dedicherà tanta attenzione e poi invece la gestisce alla pari delle altre. .
    I ragazzini considerati futuribili da chi ha passione e interesse a farli migliorare, è normale che ottengano maggiore focus…aldilà che il coach/maestro sia o no poi realmente in grado di aiutarli in tal senso.

    Quindi…..
    se vedi che a tua figlia non dedicano molta attenzione…puoi già tirare in fretta le tue conclusioni….o non è così promettente come pensavi, o non c’è nessun interesse a farla migliorare.

    Il resto, ed è la componente maggiore…deve averlo e volerlo tua figlia, non tu !!!!

  60. Giorgio il mitico

    x sig. Occhipinti

    i maestri a volte assecondano i genitori, ma molto spesso i genitori pensano di aver messo al mondo un piccolo fenomeno.

    Vede, basta il “sangue del nostro sangue” faccia 2-3 bei tiri consecutivi ed ecco che SCATTA LA MOLLA nel genitore, il quale pensa che se i bei tiri consecutivi diventassero 50-100….ma certo, la finale di Wimbledon è quasi garantita !

    Senta un po’, se le dicessero che per emergere una dieta in cui abbondino i grammi di creatina aiuta tanto, che decisione prenderebbe sul tennis giocato ?

  61. daniele occhipinti

    X sig. Giorgio il mitico
    Concordo in tutto e per tutto con la sua analisi. Ognuno di noi genitori ha pensato, anche per un solo istante, :”… e se fosse il nuovo federer?”.
    Solo che poi basta un pizzico di buon senso per farci capire che certi pensieri non stanno nè in cielo nè in terra; quelli lì ( i fab four) sono dei veri e propri fenomeni non riproducibili su larga scala. Altra cosa è invece la possibilità (piuttosto praticabile) di entrare in classifica ATP-WTA e cercare di barcamenarsi tra i vari challenger in cerca di fortuna. Tutto dipende a mio avviso dalle priorità che ognuno di noi si da, ma anche e soprattutto da quello che i nostri figli decidono di fare da grandi.
    Puoi valutare la possibilità di lasciare tutto per il tennis se a 15 anni sei tra i primi 4 d’italia e vuoi davvero provarci, consapevole del fatto che non ci sono garanzie di riuscita di alcun genere.
    Riguardo la dieta, io da buon mediterraneo credo che pane, pasta frutta, carne e verdura non abbiano per niente bisogno di aiutini da parte di varie sostanze creatina compresa.

  62. Marta Polidori

    @Diego, una rondine non fa Primavera.

    Apro un’altra parentesi: io non capisco come si possa continuare a sbagliare e non cambiare minimamente punto di vista. I riscontri con quello che la gente sostiene non ci sono, ovvero che si debba essere 2.5 a 14 anni per farcela ad esempio, eppure si continua a pensarlo cme un assoluto. A me è stato insegnato, dalla mia testa calda, che se vado con una convinzione e poi non mi porta risultato ci ragiono a tavolino e cambio il mio punto di vista. Perchè l’Italia non riesce a farlo? Persino Federer, che non è propriamente il primo che passa il convento, a 13 anni dicevano tutti tienila in campo che tanto tra poco dà di matto e ti regala la partita; l’unico di cui la mia cultura mi informa essere stato uno juniores molto forte ed aver continuato quel percorso, non essere mai calato, è Kuerten. Se ce ne sono altri sono pochi. Ognuno esce quando la sua maturità ed il suo fisico glielo consentono, nemmeno fossimo tutti uguali.
    La discriminazione è una tortura per un ragazzino, parlo per esperienza personale.

  63. Marta Polidori

    Poi, la classifica è soltanto un numero. Vogliamo veramente catalogare un ragazzino in base ad un numero? E la classifica italiana è data tra gli italiani; la classifica interna lascia il tempo che trova secondo me.

  64. Nikolik

    Ricordo a tutti che la classifica italiana tiene conto anche dei risultati dei tornei internazionali, anche juniores, anche under 16, anche under 14.

  65. cataflic

    @Marta
    sì, però non si può neanche fare gli struzzi, perchè se il/la tennista fa qualche competizione e perde sempre, di sicuro non è un bel viatico…magari se vince molto spesso, ma meno dei top scorer, nonostante usi le partite come allenamento agonistico provando questo e quello, allora ci sta e comunque sarà inevitabilmente tra i/le migliori.
    Starà poi al suo entourage saper “vendere” il prodotto a caccia di sponsor e saper tenere la barra al centro nonostante il parziale disinteresse generale.

  66. Marta Polidori

    Qui si parlava di avere classifica italiana 2.5, il che significa passare l’80% del tempo per open in Italia, per quello che ho visto io. Mentre secondo me è molto più utile lasciare perdere la classifica nazionale e girare il mondo per tornei maggiori, perché spesso gli open sviluppano un gioco opportunistico poco utile per sfondare all’estero. Le dinamiche dei tornei nazionali quasi spesso sfalsano il valore assoluto.
    Il concetto è semplice: non ho mai detto che uno deve essere scarso, ho detto che la classifica è un numero e darci troppo peso non porta buono perché dipende da troppi fattori. Ovvio che uno il livello lo deve avere però.
    Parlare di essere almeno 2.5 porta i ragazzini ad intraprendere un percorso non costruttivo, ovvero ammazzarsi di open invece di allenarsi e girare per tornei importanti. È un problema che all’estero non si pone, lì devi essere forte e basta.

  67. cataflic

    Marta se questo era il significato sono d’accordo con te.
    Infatti io parlo di essere tra i migliori, poi le classifiche varie hanno vari significati e devono essere una conseguenza e non un fine.
    Stessa cosa degli open sono tornei con punti civetta e valore tecnico vino allo zero in amene località….

  68. Giorgio il mitico

    x Marta P.

    gli utili che sempre più copiosi emergono dagli Internazionali di Roma a cosa dovrebbero servire secondo te ?

    Per il sottoscritto dovrebbero essere utilizzati (almeno in parte) ad incrementare il montepremi dei tanti modesti tornei open che si svolgono in Italia !

    Più soldi in palio = più impegno, più professionalità, più concorrenza, maggiori miglioramenti dei giocatori.

    Prova ad immaginare almeno un milione di euro in aggiunta ai montepremi abituali riversato e redistribuito su 150-200 piccoli tornei open in Italia ogni anno !

    Tu sostieni che bisogna andare di più all’estero, si, ma i costi ?

    Portiamo un po’ di estero in Italia, utilizziamo i soldi un pochino meglio ed in maniera più produttiva, solo così emergeranno altri talenti, vedi i metodi “aiuto della federazione” e “la mia ricca famiglia mi manda e mi mantiene all’estero” funzionano poco e male,
    l’evoluzione delle presenze italiane (sempre più scarse) nelle classifiche WTA e ATP ne è la dimostrazione lampante.

    Intendiamoci, ci sono anche altre cause di questa situazione, ma la mancanza di una specie di “ceto medio tennistico” è un handicap gravissimo per il tennis italiano.

    Ci sono giocatori giovani che potrebbero emergere ma che o sono ignorati da mamma FIT o hanno una famiglia non ricca e che quindi non potranno mai avere certe esperienze di gioco che arricchiscono il giovane giocatore e di conseguenza sono sempre più lentamente quasi emarginati dal tennis che conta.

    In questo blog si è parlato di tutto e di più, ma quando si tratta di soldi quasi tutti sembrano cascare giù dal pero, spero non sia il tuo caso , ne sarei deluso.

  69. Alessandro Nizegorodcew

    Giorgio il mitico
    Tutto si può dire tranne che la presenza nei top-100, soprattutto nel maschile, sia in calo. È semmai vero il contrario

  70. Diego

    Gli utili che emergono (ammesso che esistano) dagli Internazionali d’Italia andrebbero spesi per fare esperienza in tornei all’estero ai nostri mgliori giovani, come penso gia’ avvenga.
    Investirli nei tornei Open italiani non avrebbe alcun senso anche perche’ i giocatori che frequentano questi tornei non hanno nessuna probabilita’ di diventare professionisti (primi 100).
    Per me il confronto va sempre fatto a livello internazionale tra i migliori.

  71. Wilson

    rosencrantz 45

    “Ad esempio x per me è stato illuminante un bellissimo articolo del maestro Caperchi che parlava delle certezze e di come riconoscere il talento”.

    Saresti così gentile da dirmi dove sta questo articolo ? Mi piacerebbe leggerlo. Mia figlia è una sua allieva e Leo non parla mai (giustamente) di queste cose a noi genitori.

    A lui poi non interessano più di tanto le classifiche, bensì la crescita giorno dopo giorno sotto tutti i punti di vista.

  72. Barbara

    Giorgiio
    Sui soldi ti rispondo io, che pagavo insieme a mio marito, andare per open non è’ economico.
    Noi stavamo lontano da tutto ed a conti fatti, avanti indietro per turni passati , perdite di lavoro, viaggi, più’ tornei insieme che si accavallavano, ci è’ costato meno ma darla in Croazia e Francia con molte più’ soddisfazione e noi siamo il ceto medio.
    Tornando indietro, con l’esperienza fatta, qundo le risorse sono scarse e’ bene investire meglio, pochi tornei e buoni per alzare il livello e capire prima cosa vali.
    I circoli ti spingono per torneino e per un genitore e’ difficile fare le scelte giuste, ci saremmo divertiti di più’ e probabilmente avremmo speso meno o poco di più’ e meglio.
    essendoci passati questo continuo spingere sulle classifiche nazionali, sapendo cosa c’è’ dietro, infastidisce perché’ continua a portare i ragazzini ed i genitori fuori strada, oltre che a distoglier li dagli allenamenti per correre in giro per la regione.
    Bisogna diventare forti e basta.

  73. Wilson

    Diego

    E’ quello che pensi… così almeno affermi.

    Perché non glielo chiedi direttamente su questo blog ?

  74. Leo caperchi

    Ciao a tutti,
    E’ vero non ho mai guardato alla classifica italiana.
    Ai tornei italiani puoi giocare con qualsiasi classifica.meglio pensare al gioco e al suo svilppo nei vari aspetti,laclassifica ne sara’ la diretta e spesso reale,realissima consequenza.
    Le classifiche internazionali giovanili e professionistiche bisogna invece guardarle sia per programmarsi e sapere dove si riesce a giocare e poter entrare nelle varie liste dei tornei che come obiettivi.ma alla fine solo il gioco e migliorare i propri punti forti e deboli aiuta ad arrivare.la clasifica italiana puoi comunque iscriverti e giocare open e ti dicono che giorno cominci a giocare.Ancora oggi mi si critica che faccio fatica a ricordare la classifica italiana dei ragazzi.magari mi spiegate che differenza fa essere 3.3 o 3.4 ,2..8 o 2.5 e via cosi.vi dico di piu’ per paradosso a livello nazionale volte conviene avere classifica piu bassa,sara’ mica normale…!!??!

  75. Monet

    Ha ragione il CAP,pero che soddisfa quando a 17 anni Fabio risulto essere un primae categoria e Leo mi informo’ subito altro che gau bau micio micio,anche il coach la guarda la classifica……..o forse la guardavi perché c’era qualche bonus di mezzo? ….

  76. Leo caperchi

    Prima categoria vuol dire top 10 in italia e top 300 atp…si puo’ cominciare a guardare davvero avanti…guardandola a distanza di tempo ora,che divertimento in quel periodo di spinta e che spinta.ogni giorno con chiarezza di dove andare e con che forza.bello.

  77. Barbara

    Si
    Nel caso di Fabio la classifica e’ una conseguenza diretta del lavoro svolto, la questione e ‘ che oggi si lavora per la classifica, facendo anche tre open la settimana, questo e’ il mondo reale dei peones.
    tutto inutile e dispendioso, la classifica di Fognini era il frutto dei risultati nei tornei internazionali under e nei primi futures non certo l’open di Simericrichi.
    dire che bisogna essere 2.5 a 14 anni per avere l’appoggio della federazione e’ fuorviante, non so cosa ci voglia per avere l’appoggio della federazione non mi interessa e non è’ questo il punto, bisogna essere forti a prescindere dalla classifica e se si hanno pochi soldi e non si possono fare tutti i tornei che ti consentono di salire velocemente e’ certo che puoi uscire più’ avanti, ma devi essere forte e basta.

  78. pasanen84

    Ancora siamo a parlare di classifiche giovanili..Mi sembra che se ne sia parlato gia’ tantissimo su g&f e che la conclusione che ne e’ sempre venuta fuori e’ stata che se sei li’ con i migliori (anche come classifica) hai possibilita’ ; altrimenti meno. Per il solito discorso che fa Nicolik della rincorsa. Peraltro sono state pubblicate varie ricerche per cui una percentualemolto alta di tennisti ora top 100 atp ha avuto anche classifica itf quindi anche nazionale alta (top 30?..non ricordo). Tra l’altro mi sembra che la figlia di max a quell’eta’ abbia la classifica di 2.5 2.6 che e’ la classifica delle migliori del suo anno (98/99?)..e’ cosi’..e’ dura

  79. pasanen84

    E’ crudele..al limite del diseducativo..l’alto livello..in questo io concordo con Nicolik

  80. Barbara

    bene
    Allora, classifiche parificate 2.5 giocatrici tra 800 e 900 WTA e da 1 a 10 under 16, ovviamente le giocatrici da te citate hanno questo livello immagino.
    hai ragione e’ molto triste, o sono sbagliate le classifiche italiane o gli conviene andare a giocare all,estero.
    on tutto il rispetto per queste ragazzine che sono sicuramente molto forti.

  81. Nikolik

    Ben detto, Barbara, brava, infatti sarà quella la classifica che dovranno avere alla fine di quest’anno, che è l’anno dei loro 15 anni.

    Alla fine dell’anno dei loro 15 anni ecco la classifica WTA che avevano le nostre che sono riuscite a diventare professioniste:

    Vinci 639
    Errani 742
    Schiavone 945
    Pennetta 895
    Giorgi 833 (è nata il 31 dicembre, era comunque 944)
    Burnett 965

    Eccetera eccetera.

    Del resto, se vedi la classifica WTA di questa settimana, sono diverse già le ’97 in classifica (non italiane, ovviamente).

    Non ci sarà certo nulla di male se le nostre migliori del 1998 non avranno questa classifica WTA a fine anno?
    Pazienza.
    Vorrà dire che saranno un po’ indietro.
    Speriamo recuperino.

  82. Barbara

    Nikolik
    io non ho nulla contro le buone classifiche, ma per me contano i tornei giocati.
    Ovvero se ne faccio massimo 15 l’anno, perchè mi devo dedicare alla costruzione o non ho troppi soldi per girare ed arrivo quasi sempre in fondo, o batto giocatori molto piu alti, la classifica è reale, se per avere quella classifica ne faccio 100 no,che è quello che accade regolarmente.
    Lo stesso vale per i tornei internazionali, Ma questo vale anche per le classifiche molto più basse.
    Allora dire che bisogna avere quella classifica, senza considerare come l’ho presa è privo di senso,e spinge i ragazzini a distogliersi dalle cose veramente importanti, magari con qualche torneo in meno il livello cresce più velocemente.
    Questo è il motivo per cui dico che si può serenamente uscire più avanti, ovviamente se faccio pochi tornei e sono forte.
    Che poi sarebbe la stessa cosa che ha fatto la Giorgi e che fanno regolarmente all’estero.

  83. nicoxia

    Barbara,secondo me il tuo ultimo post è perfetto,però passa dalla conoscenza,dalla consapevolezza,dalla competenza,dall’obbiettività,nel valutare il percorso e la crescita.
    I risultati sono la conseguenza del lavoro e degli obbiettivi prefissati.
    Se il lavoro è buono e l’obbiettivo è la costruzione del giocatore,ogni torneo dovrebbe avere uno scopo ben preciso,gli elementi da valutare sono molti.
    I tornei nella fase di costruzione dovrebbero essere verifica del lavoro,i punti e la classifica saranno importanti, quando il giocatore sarà a buon punto del percorso di formazione,il livello di gioco si può valutare anche se l’allievo perde.
    Il discorso da te fatto,è quello che hai adottato per Marta,ma il problema non era la classifica di Marta,ma il suo livello di gioco che determinava che il percorso era sbagliato,i risultati sono sempre una conseguenza del lavoro,avere delle persone a fianco di un certo livello in grado di valutare è essenziale,in un mondo dove l’interesse personale è al primo posto,non si può prescindere dal saper valutare con competenza,consapevolezza e obbiettività.

  84. Barbara

    Nicoxia
    senza rivangare quello che è chiuso, l’unico problema che non aveva Marta era il livello di gioco, ne aveva altri ugualmente importanti che fanno il giocatore, come la tenuta mentale e soprattutto il livello atletico.
    Figurati se parlo per mia figlia che non ho mai sostenuto essere una campionessa, ho sempre detto che aveva cose buone ma tante ne mancavano.
    Dico solo che con quello che sappiamo oggi avremmo fatto altri percorsi, spendendo meglio e divertendoci di più, sbagli perchè noi abbiamo ricorso la classifica come altri, sino a qundo in ritardo non abbiamo cercato di alzare il livello atletico e sono incominciati gli infortuni.
    Lei ha smesso per assenza di tornei (determinati dal mal di schiena) non per carenza di risultati.
    Poi il mio è un discorso in generale non certo dettato dall’amarezza, posto che non ne abbiamo e che da ciò sono venute tante cose buone, ho sempre dato un valore diverso allo sport e su questo spesso abbiamo discusso in passato

  85. Nikolik

    Sì, ma a me francamente non interessano molto i motivi per cui uno o una perde o non ha classifica.
    Io sono un tifoso.
    Se non hai classifica perché sei infortunata, perché giochi poco, per mille altri motivi onestissimi, a me interessa nulla, non sono un filosofo.
    Mi interessa sapere che sei indietro rispetto alle altre, che è la cosa principale nella competizione che solo di risultati e classifiche vive, e che devi recuperare se vuoi diventare una professionista.
    I motivi del ritardo li devi sapere tu atleta, per migliorare.
    Ma non puoi negare, giovane atleta, di essere in ritardo.
    Recupera, se ti interessa, datti da fare per risolvere i problemi che hai.

    Lo sport competitivo è così, cinico, cattivo: non rispetta chi resta indietro, lo affossa ancora di più.
    Liberissimi di non fare competizione, chi non ama queste regole.
    Che ovviamente non sono io a dettare.
    Anzi.
    Per quello ho detto sempre che i miei figli, se ne avrò, mai faranno competizione.

    Insomma, i buoni sentimenti, i buoni propositi, i se, i ma, i perché, i motivi, sono aria fritta nello sport competitivo.
    I risultati, le classifiche, contano.
    È questo il mondo che vi siete scelti.

    Attenti a restare indietro, che chi è indietro, sempre più indietro scivolerà.

  86. nicoxia

    Vedi Nikolik,a volte questi ritardi di risultati,se il percorso è quello giusto faranno fare il salto di qualità quando servirà,perchè non inseguendo una classifica si può tranquillamente completare il lavoro tecnico tattico,stò parlando di un percorso ottimale,non deve essere un alibi.
    Barbara il livello di gioco si valuta sotto tutti gli aspetti,non ti sto accusando di nulla,ma come giustamente hai detto tu se avessi avuto la giusta competenza,consapevolezza e obbiettività che hai in più oggi avresti fatto altre scelte,vuol dire che nel percorso di prima c’era qualche falla.

  87. nicoxia

    Scusa,Barbara se ti ho preso come esempio,ma era per dare ragione a Nikolik dandogli torto,cioè se uno fa discorsi giusti come quello che hai fatto tu nel post 95,che erano gli stessi che facevi quando Marta giocava,ma non ha di fianco una persona che obbiettivamente è in grado di valutare la situazione nel suo complesso,diventa un alibi come dice Nikolik,ma quello che Nikolik non capisce e che lui valutando le cose da tifoso non ha nessuna competenza nel valutare il percorso di nessuno.

  88. nicoxia

    Barbara,come per me è una constatazione visto il modo che ha di scrivere e di esprimersi Marta,che il percorso da questo punto di vista passa appunto da competenza consapevolezza ed obbiettività,anche delle persone che gli stanno a fianco.

  89. Barbara

    Nicoxia
    Hai ragione,nel percorso di Marta ci sono state molte falle, compreso l’acer iniziato a 10 anni, molte persone hanno investito su di lei permettendoci di fare cose che altrimenti non avremmo fatto, perchè aveva determinate qualità e ti assicuro che si tratta di persone di assoluto livello, competenza ed obiettività.
    Ti posso assicurare che abbiamo avuto facilitazioni inimmaginabili per la sua classifica, per dire quanto conta, semplicemente si sperava in un’altra crescita fisica ed atletica che non è avvenuta è il suo limite.
    Il discorso non cambia, continui a non essere un giocatore, ci sta, ma era giusto provarci se ti piace, avrebbe anche potuto giocare in doppio era forte, ma non le piace.

  90. atti

    Ovviamente mi dissocio dai toni qualunquisti di Demostenik…
    Il quale non avendo figli…pensa già di sapere come educarli…senza sbagliare.
    Nik , stampa un figlio e poi ne riparliamo… 🙂 ….

    Eppero’
    anche a mio avviso, parlo dopo i 14-15 anni , se son rose DEVONO fiorire…punto.
    Ora, su questo, che qualche addetto ai lavori ci venga ad aprire gli occhi…è fantascienza….
    Mentre come sappiamo, è mooolto piu’ probabile sentirsi ripetere che le classifiche andrebbero guardate “solo” dai 18 anni in poi…..come gli struzzi che piantano la testa sotto la sabbia … ?

    Io credo invece, che come genitori, sopratutto dopo i 14 anni …dobbiamo osservarle attentamente…..senza ansia, ma anche senza perdere di vista i numeri e le prospettive….
    Cioè fino ai 14-15 anni si puo’ giocare e scherzare con le classifiche e le prospettive… dopo no.

  91. Nikolik

    Atti, non capisco come fai a dissociarti da tutto quello che ho detto io, quando, al contrario, io sono completamente d’accordo con quanto hai detto tu al post 103.

    È quello che, modestamente, ho scritto io.
    A 14-15 anni le classifiche cominciano a contare eccome.

  92. Barbara

    Le classifiche non contano se non arrivi in fondo ai tornei internazionali della tua categoria….non fate i finti tonti 🙂

  93. Nikolik

    Eh, Barbara, ringrazialo pure, Nicoxia, ma, vedi, ripeto, il ritardo è ritardo e sapere i motivi può essere utile per migliorare, ma non per negare il ritardo.

    Che ci posso fare io se nessuna italiana del 1997 È in classifica WTA mentre ce ne sono ben 25 di straniere, solo tra le prime 600 del mondo, e chissà quante ce n saranno in totale, che non le ho contate tutte perché mi sono stancato da quanto numerose sono?

    Che ci posso fare io se la prima italiana del 1997 nella classifica ITF under 18 è numero 625 e ne ha davanti circa duecento del 1997?

    Che ci posso fare io se la prima italiana nella classifica under 16 TE del 1997 è numero 101 e ne ha davanti quindi 100 giovani come lei o più giovani?

    Sarà come dite tu e Nicoxia, sarà che le nostre hanno il livello di gioco, che giocano però poco, che hanno pochi soldi, che sono infortunate, incomprese…

    Per me sono indietro, certo, per il momento, e che speriamo recuperino.
    Si diano da fare.
    Sono loro che vogliono diventare professioniste e per il momento sono indietro.
    I motivi ci saranno, risolvano questi motivi.
    Sennò professioniste non diventano.
    Lo diventano le altre.

  94. Barbara

    Nikolik
    Ho ringraziato Nicoxia perché’ mi ha riconosciuto un’onesta’ intellettuale che ho molto apprezzato.
    a me non interessano i ritardi o meno, ho solo detto che la classifica e’ un valore di riferimento sbagliato, contano i tornei a cui arrivi in fondo non rosicchiare come topolini i punti girando come trottole.
    detto questo in qualsiasi sport preferisco un atleta longevo ad uno precoce, ma sono punti di vista, soprattutto con certi maneggini che ultimamente vanno parecchio di moda per anticipare la crescita muscolare.

  95. Nikolik

    Ma qua infatti non si tratta di precocità.
    Si tratta di essere alla pari degli altri, almeno.
    A dire la verità, trattandosi di uno sport competitivo, si dovrebbe essere migliori degli altri.

    Certo che se ci sono 50 del 1997 ( chissà quante saranno) già classificate WTA, non vuol dire che loro sono precoci, vuol dire che tu sei indietro.
    Bisogna recuperare, senza tragedia.
    Senza però dire che è normale così.
    Le altre sono avanti e tu indietro, che problema è?
    Darsi da fare di più, migliorare, recuperare.
    Se, ripeto, vuoi essere professionista.

    Ma non diciamo che quelli che sbagliano sono gli altri, quelli che vincono, in specie se sono così tanti.
    Se ce ne fosse una, davanti, e basta, si potrebbe battere questo discorso del precocismo.
    Ma qua sono centinaia nelle varie classifiche WTA, ITF, TE.

  96. atti

    Cmq si,
    l’errore piu’ comune che commette un genitore è proprio quello, di NON voler vedere o peggio… di credere che certi messaggi come quelli delle classifiche…non siano determinanti…o meglio che NON siano determinanti per il proprio figlio….che è sempre l’eccezione…rispetto agli altri.

    Quello che dice Nikolik è un po’ diverso…prima parla di doping in giovane età, e di età anagrafica ad assetto variabile per quelle dell’est europa….e poi ci sbatte davanti i risultati ….

    Insomma Nik, mettiti d’accordo…
    Lo sappiamo che è durissima…non calcare la mano please… 🙂

  97. Nikolik

    Ah, ma certo, non ritratto mica nulla, quei fenomeni sono tutti veri, verissimi, ma sono con quei fenomeni che voi dovete confrontarvi e lo dovrete fare sempre.

    Se gli altri imbrogliano sull’età, o peggio, pazienza, è quello il mondo dello sport competitivo che vi siete scelti, è con quello comunque che vi dovete confrontare, è con quello che dovete stare al passo, che chi resta indietro è perduto.

    Siete voi che amate la competizione, non io.
    Io dico e scrivo quello che vedo, non quello che apprezzo.

    E le statistiche, anzi, le classifiche, non mentono.

  98. cataflic

    Seguendo un percorso lineare atletico e tecnico una può anche costruirsi un gioco assolutamente di livello semplicemente facendo partitelle con sparring e allenandosi in segreto, tranne magari qualche cacciatore di teste che ne narra le gesta mirabolanti…
    Sta di fatto che comunque la professione del tennista si svolge sui campi, nei tornei, in casa e all’estero, di cui bisogna assolutamente assimilare le dinamiche, le tensioni e le fatiche e saperle amministrare.
    Sta all’intelligenza e bravura del coach saper dosare le componenti dando un colpo al cerchio e uno alla botte.
    Comunque questa diatriba tra classifiche si/no è priva di senso perchè il campione è quello che riesce a seguire il progresso e anche ad avere classifica di eccellenza.
    Agli altri, come ha detto giustamente nel suo nikolese il “nostro”, è riservato il torneo di consolazione.

  99. Nikolik,
    sono quelli come te, “solo tifosi dei migliori”, quelli che stanno a vedere soltanto classifiche e risultati che perorano la filosofia e rinforzano la mentalità di questa società malata per cui essere primi ed ottenere risultati sono la cosa più importante e chi arriva secondo, più tardi o non arriva non ha combinato niente. Tu i tuoi figli al macello non li manderesti, ma con il tuo essere soltanto tifoso non fai altro che incentivare un sistema, una cultura ed una mentalità che per stare al passo con gli altri, con i migliori, in ultima istanza per debolezza fa ricorso al doping, a pratiche antisportive, ed a schifezze del genere che i nostri ragazzi non meritano!!!! Fossi in te mi vergognerei di essere un tifoso, di spingere i genitori e gli atleti a colmare il gap; a predicare contro il sistema da una parte e tifare per i protagonisti dall’altra. In questo modo sei anche tu complice del sistema. Bella roba davvero!!!!!!

  100. Nikolik

    Ma non direi proprio.

    Io, al contrario, non posso che rimarcare che questo vostro sport competitivo, non certo io, è fatto di classifiche, graduatorie, vittorie.
    Non è fatto di altro.
    Ma non solo.
    Questi Genitori non è che vogliono partecipare, vogliono vincere, legittimamente.
    Quindi, prego, si accomodino, facciano pure.

    Io dico: a chi non sta bene questo fatto, cioè che lo sport competitivo è spietato, fatto di classifiche e graduatorie, e che affossa ancor più chi è indietro, se ne allontani al piû presto e faccia, come me, solo il tifoso.

    Poi, che discorsi, è logico che anche i tifosi guardino ai risultati.
    E a cosa dovrebbero guardare?

    Siamo qua, tutti a fare il tifo affinché le nostre ragazze vincano.
    Siamo a tifare Quinzi perché vinca, non perché perda.

    Ahimé, non vedo come potrei comportarmi diversamente e non ho alcuna responsabilità sulle dure regole dello sport, che non sono stato io a dettare.

    L’unico motivo del mio intervento é per oppormi a questa teoria, secondo la quale chi è in alto n classifica è perché ha i soldi, oppure gioca tanto, oppure per qualche altro oscuro motivo, mentre nvece chi perde in realtà gioca bene, si sta preparando bene, non ha soldi, gioca poco.
    Son discorsi per me assolutamente infondati, in specie, come ben diceva Atti, a 14-15 anni, dove le classifiche contano eccome.

    E, del resto, cosa altro conta, nel vostro sport competitivo?

  101. Diego

    Nikolik in gran parte ha ragione, poi e’ ovvio che qualche ragazzo/a che e’ in ritardo fisicamente e o tecnicamente possa emergere piu’ tardi, sono pero’ casi molto rari.

  102. bogar67

    @Nikolik
    visto che se informato, ci fai un diario di Roberta Vinci dai 13 ai 18 anni, cosa ha fatto questa ragazza in questi 5 anni della sua vita?
    Dove dormiva? La mattina a che ora si alzava? dopo colazione che faceva, andava a scuola? quante ore passava al giorno in un campo da tennis a “lavorare”. In che struttura, da chi era seguita? one to one?, in tre, in quattro? etc Quanti tornei e che tipo di tornei faceva al mese e soprattutto quanto spendeva?, chi pagava? Si è innamorata di qualcuno?

    Poi dimmi se le 97 in ritardo stanno facendo le stesse cose che faceva lei 16 anni fa a 15 anni!!!
    Grazie

  103. Nikolik

    Oh, guarda, mi dispiace, non sono un biografo della Vinci, non ti saprei dire.

    Lo sono, invece, com’è noto, della Dentoni, ma lei, come avete detto più volte, a voi Genitori non interessa…

    Eh, già , lei è troppo poco per le vostre esigenze, non è un esempio, lei, per voi, troppo poco…

    Com’è che dite sempre, voi?
    Se mia figlia fa i risultati della Dentoni, subito a studiare!

    Vedremo, allora, i vostri risultati, con i vostri sistemi, vedremo…
    Vedremo se saprete fare meglio di lei, visto che è così facile…

  104. bogar67

    Nikolik
    No no non ti sto chiedendo che risultati ha fatto la Dentoni ma di lei mi puoi dire le stesse cose che ti ho chiesto sulla Vinci!!
    Nikolik forse non hai afferrato la domanda, era nell’editoriale di Enzo Anderloni su tennis Italiano mi pare di settembre.
    Manca l’indirizzo arrivati a 14 anni per chi vuole provarci, manca la bicicletta più grande per pedalare e arrivare al traguardo del terzo e ultimo gran premio della montagna! (top 100) .
    La Dentoni caro Nikolik ha avuto la bicicletta? Se si e poi al traguardo non ci è arrivata è solo colpa sua, se no è colpa di qualche altro!! (Fit, Genitori, etc) La Vinci, la Schiavone hanno avuto la bicicletta? si?, sono state brave ad arrivare fino in fondo!!

  105. Nikolik

    Scusa Bogar ma non ho capito assolutamente nulla.

    La bicicletta, la colpa…non ci capisco un’acca.
    Quale è la domanda?

    Ma, soprattutto, lo dici tu che non è arrivata al traguardo.
    Lo dici tu.

  106. cataflic

    bogar67
    la Vinci a 15 anni e1/2 arrivava in semifinale all’eddie herr e raggiungeva regolarmente almeno i quarti nei tornei u18 che faceva….

  107. bogar67

    Nikolik
    dopo i 13 anni devi avere un programma adatto, struttura, coach che ti segue e i soldi per fare i tornei!

    Non tutti anche ad essere bravi hanno questa possibilità, possono godere di questa opportunità per svariati motivi che possono essere anche propri!! (esempio dedicarsi di più alla scuola).

    @Cataflic
    va bene, non mi riferivo ai risultati, cmq per arrivare a farli non si allenava quattro volte a settimana magari con rapporto 1 a 4 in una struttura dove non ci sta ne palestra ne acampo coperto e i campi servono ai soci.
    Alla Vinci è stata data la bicicletta (opportunità) e si è messa a correre diventando quello che è!!
    Alla Dentoni è stata data questa opportunità? aveva il coach? la struttura? i soldi per fare i tornei all’estero? si e allora se non ha ancora sfondato del tutto è solo colpa sua!

  108. Nikolik

    Scusa Bogar ma non ti capisco proprio.

    Quando dici che tutti non hanno la possibilità, magari perché hanno deciso di dedicarsi alla scuola, ma che vuol dire?
    Bene, dico io!
    Che male c’è?
    Se uno ha deciso, o ha deciso la sua famiglia, che continui con la scuola, abbandonando il tennis, in modo del tutto autonomo, beh, è una scelta loro, non capisco questo discorso di non avere avuto la possibilità.
    Quello non è un discorso di possibilità, è un discorso di scelte di vita del tutto legittime.
    Non capisco proprio il ragionamento.

    Per il resto, la tua, Bogar, è sempre la solita teoria, assolutamente infondata, che hanno anche tutti i tuoi colleghi genitori.
    Vale a dire la teoria secondo la quale se non diventi campionessa di tennis per forza di cose ci deve essere una colpa di qualcuno o qualcosa, per forza ci deve essere stato un errore.

    Invece non è per nulla così.
    Non c’è per forza colpa di qualcuno, del maestro, della federazione, della società cinica e bara, o, ancor Egidio, di tuo figlio, no, no, no e ancora no.
    Non è colpa di nessuno.
    Perché non è una colpa non diventare campionessa, no, no, e no.
    Non è un fallimento perdere, no.
    Semplicemente, uno non ne ha attitudini, oppure non gli piace, non vuole diventar campione, vuole fare un’altra cosa, vuole diventare campione di un altro sogno.

    Partire sempre dalla premessa, del tutto sbagliata, che se una fa tutte le cose giuste, come avete sostenuto più volte, diventa campionessa per forza, è sbagliato.
    Non è vero che è facile vincere a tennis, come avete detto più volte, non è vero, non è vero che facendo tutte le cose giuste si diventa top 100 o top ten, non è vero.
    Andhe facendo tutto giusto, non si vince lo stesso.
    Inutile cercae errori che il più delle volte non ci sono.
    Diventare campioni non è per tutti, non è come a scuola che se studi il diploma arriva lo stesso.
    Non è così.

    I soldi?
    Mah!
    Se tu Bogar leggessi i tabelloni dei tornei TE, vedresti che sono dozzine, ogni anno, i ragazzi e le ragazze che li giocano, anche, e soprattutto, quelli all’estero.
    A dozzine perdono nelle qualificazioni o nei primissimi turni, con secchi punteggi.
    Non mi pare che mancano i soldi, in Italia, nonostante Monti.

  109. cataflic

    Nikolik
    se uno fa tutte le cose giuste, ci sono invece ottime probabilità di riuscire, il problema è che solo 1 su 100 riesce a farle e gli altri si disperdono e poi bisogna sperare che quell’unico parta anche coi geni giusti!
    Il discorso è di chi sia la responsabilità nel riuscire a fare le cose giuste e qui arrivano sfighe, maestri, fit, padrepadrone, ormoni, ….

  110. Barbara

    Vi faccio notare che tutti i giocatori che avete citato hanno sempre avuto classifica equiparata ed in Italia hanno giocato solo i campionati italiani.
    Il punto non è la classifica, che è un dato relativo per tutte le nazioni ed esprime in basso ed in alto solo un livello interno, non era questa la polemica.
    Il punto è la programmazione dei tornei, allora in base alla mia esperienza consiglio soprattutto se si hanno pochi soldi di andare a giocare gli internazionali che esprimono un livello assoluto, dato dalla partecipazione dei migliori di tutte le nazioni.
    Esattamente come fanno Quinzi, Napolitano e la Rosatello per dire quelli che mi ricordo e come hanno fatto prima di loro Vinci Errani e Fognini, a riprova che il percorso è diverso.

  111. Stefano Grazia

    E’ incredibile … torno dopo secoli su queste un tempo amate sponde e vi trovo ancora tutti a dissertare su questo annoso argomento delle classifiche con Nikolik & Diego da una parte e Barbara & Co dall’altra quando ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che la Conclusione e’ una sola e cioe’ che Nikolik in questo caso, purtroppo (e dico purtroppo NON perche’ sia Nikolik ma perche’ e’ a volte la verita’ ci fa male, lo sappiamo, e la vita non e’ un film dove spesso l’happy ending e’ imposto dai produttori e dalle leggi di mercato) ha ragione e se vi sta sulle palle il suo eloquio in punta di fioretto, rileggetevi allora quanto ha scritto Atti (post 103:anche a mio avviso, parlo dopo i 14-15 anni , se son rose DEVONO fiorire e post 110:l’errore piu’ comune che commette un genitore è proprio quello, di NON voler vedere o peggio… di credere che certi messaggi come quelli delle classifiche…non siano determinanti…o meglio che NON siano determinanti per il proprio figlio….che è sempre l’eccezione…rispetto agli altri). L’ESEMPIO PIU’ LAMPANTE e’ di questi giorni: Quinzi sconfitto nei quarti sia all’OB che all’AO e Baldi invece in semi … A parte i commenti idioti e pazzeschi, se ci pensate, di ultras beoti che gia’ impazzano sui vari blog italioti, cosa voglio dire con questo? che puo’ anche essere che alla fine non sara’ GQ l’astro nascente del tennis italiano e lo saranno invece Baldi (o Napolitano o Donati) ma comunque un Baldi (o Napolitano o Donati) lo devi essere.Tutto il resto sono pugnette o saghe mentali, per citare la mia vecchia rubrica. Io davvero continuo a rimanere stupefatto di quanti posts in questi 6-7 anni avete consumato sullo stesso annoso noioso concetto che e’ diventata la classica questione di lana caprina … Ma ci vuole poi tanto a capire che continuare a fare la punta a Diego o Nikolik su questo e’ un controsenso come e’ altrettanto ovvio che Barbara ha ragione dicendo che la CLASSIFICA CONTA SOLO SE OTTENUTA IN UN CERTO MODO (con un certo gioco ma anche non andando a giocare in Melanesia con una wild card)… Ma e’ pure ovvio che se nei 100 ce ne stanno solo cento, appunto, e se nei 100 ne entrano una decina di nuovi all’anno se va bene, e’ altrettanto ovvio che e’ piu’ facile che ci entri uno/una che a 15 anni era gia’ molto forte piuttosto che uno/una che non lo era ANCHE SE NON TUTTI QUELLI FORTI A 15 ANNI ENTRERANNO NEI 100 come d’altro canto e’ altrettanto vero che quasi tutti quelli che non erano tra i piu’ forti a 15 anni non ci entreranno mai. Certo, ci possono essere delle eccezioni ma sono appunto eccezioni, per di piu’ sporadiche. Possibili certo, ma cosa ci stiamo a raccontare? Essendo uno sport per pochi eletti (solo 100 appunto), quelli che ne entreranno a fare parte sono la crema della crema e quindi non quelli che hanno fatto le cose giuste e nemmeno quelli che avevano un gran talento o un gran fisico o i soldi o una gran testa MA SOLO QUELLI CHE avevano TUTTO INSIEME talento, fisico, testa, soldi e hanno fatto le cose giuste (e in piu’ hanno anche avuto un po’ di culo, che come diceva anche Sacchi male non fa mai.
    In conclusione: purtroppo, ha ragione Nikolik nel senso che se noi vogliamo procedere per gradi, non doparci, giocare coi campi e le racchette piccoline, non andare a prendere i punti a casa di dio, aspettare che prima o poi l’amore arriva non possiamo poi incazzarci se centomila non fanno come noi, e beninteso SBAGLIANDO anche moralmente, e fra quei centomila uno su 500 diventa fortissimo e alla fine ce ne sono comunque cento-duecento piu’ forti dei nostri figli … Certo, abbiamo (forse) risparmiato ai nostri pargoli di finire male come molti di quei 499 su 500 ma alla fine i nostri non entreranno nel pantheon …MA ATTENZIONE, non e’ che i Grazia, i Mad Max, gli Atti ed altri dicessero cose diverse … han sempre detto le stesse cose e adesso per molti e’ gia’ giunto il tempo della vendemmia e non e’ tanto il discorso di Nicoxia che chi ha seminato vento raccogliera’ tempesta, e’ solo che this is the way it is, e dopo sta tutta nell’onesta’ intellettuale di ognuno accettare o non accettare il fato e la dura realta’. Io ci sono arrivato fin troppo presto ma non e’ che mi sto a nascondere dietro un dito e almeno non ho mai gridato Governo Ladro
    Tutto il resto sono disquisizioni francamente letterarie e filosofiche sul sesso degli angeli e spesso dettate dalla sindrome della volpe e l’uva …La vita, come diceva John Lennon, e’ tutto quel che succede mentre si e’ impegnati a fare progetti e,aggiungo io, proclami. Tornando al tennis,va bene non avere troppa fretta ma i treni bisogna prenderli quando passano … Poi ci sono sempre gli Isner e i Sanguinetti ma cercare di far passare il concetto che e’ quasi meglio non essere forti a 14 anni perche’ cosi’ lo sarai sicuramente di piu’ dopo quando sarai piu’ maturo di testa e di fisico mi sembra una notevole forzatura … Che uno non debba prendere a modello i Gasquet, i Nadal o i Borg e gli Agassi e’ un discorso, che uno non debba scoraggiarsi se a 14-16 anni non e’ nei primi 10 del suo paese e’ ancora un discorso, se pero’ uno per un motivo o per l’altro e’ indietro fara’ bene a darsi degli obiettivi a medio e breve termine e se invece di recuperare continua a rimanere indietro, forse e’ meglio che faccia come Miccini o, se non ha i soldi, cominci a guardarsi intorno e si cerchi un modo per guadagnare invece che spendere … sic transit gloria mundi,vabbe’, ma dura lex sed lex …

  112. Stefano Grazia

    Invece sul ‘v’inculo’ Nikolik ha completamente torto, questo sia detto per onesta’: il vincolo dovrebbe esistere solo per l’annata in corso se no non e’ piu’ un vincolo ma appunto un ‘v’inculo’ …

  113. Stefano è la contestualizzazione che manca,faccio un esempio,per arrivare a 100 devi partire da 1,passando da tutti i numeri se salti qualche numero,non curare alcuni aspetti perchè non servono per vincere prima,arrivi prima ma sei incompleto.Se uno parte da 1 a6 anni e un altro a 10 e normale che sia indietro,ma essendo indietro non avendo l’assillo della classifica può passare da tutti i numeri.
    Poi chiaro che se uno parte prima e sviscera tutti gli aspetti e ha talento è meglio, ma questa verifica la darà la vita.
    Se Nikolik sentenziasse tenendo conto di queste variabili è chiaro che avrebbe ragione,ma non mi sembra uno molto competente per valutare queste situazioni,quindinon fa nepiù ne meno di quello ce fanno tutti gli Italiani al bar.

  114. Maurizio

    Stefano, non è che occorrano grandi geni o profeti per capire che arrivare al professionismo è una cosa molto difficile, così come probabilmente è molto difficile diventare grandi scienziati, grandi medici o grandi chef.
    Quello che però infastidisce di Nikolik e a volte di Diego è il voler fare le cassandre a tutti i costi sapendo benissimo che avranno ragione nel 99% dei casi.
    Pensa che bello, andare per scuole e dire agli studenti, che caxxo vi impegnate a fare, tanto la maggior parte di voi rimarranno disoccupati, un’altra parte farà un altra cosa per il quale non ha studiato per niente e forse lo 0,001 arriveranno all’eccellenza.
    Probabilmente demotiveremo molti studenti e forse qualcuno destinato all’eccellenza.
    A me piace pensare in termini di lavoro, di impegno per andare a cercare i propri limiti.
    Ho sempre ritenuto lo sport un mezzo per crescere umanamente e se fatto ad alti livelli anche un mezzo per trovare maggiori opportunità di lavoro.
    Purtroppo però nella vita c’è sempre chi fà o prova a fare e gente che critica e basta.
    Io ho sempre preferito giocare a calcio, anche male ma giocare, il guardare e fare il tifoso è solo un surrogato.
    Caro Nikolik, è troppo facile fare il tifo per chi vince, basta guardare le classifiche e diventare tifoso prima di uno poi di un’altro. Se proprio devo tifare per qualcuno mi piace farlo per qualcuno che si impegna per cercare i propri limiti qualunque essi siano.

  115. Nikolik

    Ah, ma questo è clamoroso!

    Io, com’è noto, tifo per,la Dentoni e ora mi si accusa di fare il tifo per chi vince!

    Qua ne avete sempre dette di tutti i colori sulla Dentoni perché perdeva, e ora, incredibile, mi si dice di tifare per chi cerca i propri limiti, che è appunto il caso mio e della Dentoni!

    Siete voi che criticate sempre coloro che perdono, dicendo che dovrebbero iscriversi ad una università americana e non perdere tempo, e ora sono io, invece!

    Ricordo le polemiche per quella atleta che era n. 500 del mondo, che invitaste più volte, anche in modo molto brusco, a cambiare mestiere, e ora sono io che guardo ai risultati!

    Siete sempre a dire che se vostra figlia farà i risultati della Dentoni (che francamente voi ve li sognate i suoi risultati) la farete smettere di giocare, e poi sono io!

    Mah!

  116. Monet

    Leggendo il post del dottor ricordo che ai tempi Dell under14 di mio figlio c’erano,natali considerato dai più il quinz di oggi, naso il Napolitano,arnaboldi,il baldi,e per ultimo fognini,il donati…….alla fine sapete tutti cme e andata a finire……….

  117. Stefano Grazia

    si, maurizio, d’accordissimo con te, ma questo e’ un altro discorso e non credo, o almeno spero, sia nemmeno quello che vuol dire Nikolik. E ti ricordo che fui io a scrivere che condicio sine qua non perche’ un sogno si avveri e’ la capacita’ di sognare. E la perseveranza nel sogno. Ultimamente pero’ ho scoperto che esiste un’altra versione: la condizione essenziale perche’ un sogno si avveri e’… svegliarsi! Bello comunque il nick di ‘cassandre a tutti i costi sapendo benissimo che avranno ragione nel 99% dei casi’che credo si possa davvero applicare a molti falliti del divano, a quelli che nemmeno ci han provato, a quelli che mal comune mezzo gaudio, a molti tifosi da bar e al 99% dei frequentatori di blog …

  118. Maurizio

    Nikolik, sei un re mida al contrario, tutto quello che tocchi diventa m…., prova a non tifare più la Dentoni, vedrai che carriera.

  119. Stefano Grazia

    Fulvio, arnaboldi non poteva che essere baldi, ci manca solo che si chiamasse arnaldo … Ma Seppi dove si posizionava allora? Come era Seppi a quell’eta’?

  120. Monet

    Stefano a quei tempi arnaboldi era il più forte e il più coccolato dalla federazione,poi dall anno dopo la situazione cambio non ci fu più trippa pe gatti…… Seppi a quell età non era sicuramente il migliore ,ma stava anche lui nel gruppetto dei migliori,il migliore di quella classe,’84 era sicuramente Pietro ansaldo…….

  121. cataflic

    Monet…è andata a finire che su 4 ne è venuto fuori uno! uno è sparito, e due giocano a livelli inferiori.
    Però ti faccio notare che sia GQ, sia Baldi, hanno raggiunto posizioni superiori dei citati in classifica u18, che non vuol dir niente, ma intanto è meglio…anche perchè guarda caso ma Fabio era il più forte già allora!

  122. atti

    Il discorso di voler fare tutte le cose per bene?…perché c’è qualche maestro che a voi ha promesso che NON avrebbe fatto le cose per bene ?
    C’è qualcuno che a parole vi ha promesso di fare tanto per fare ?
    La frase che ho piu’ sentito ripetere in giro è che…tanto i conti si fanno alla fine… appunto !

    Allenandosi a tempo pieno, con un minimo di capacità e volontà…è naturale emergere nel panorama italico di categoria…e galleggiare volendo, in quello europeo.
    Diverso è costruirsi poi una carriera…quello è tutto un altro paio di maniche.
    Non è facile essere obbiettivi, ma NON esserlo è diabolico.

    Possiamo affermare che ci sono scelte familiari dettate dall’emotività di qualche risultato, scuola compresa…? se togliamo la seccatura di una scuola vera, il ragazzino sembra ancor piu’ motivato… visto che svolge una vita simile a quella dei professionisti, senza pero’ lo stress del circuito maggiore…
    Chiaro che crescendo c’è un naturale miglioramento, il PUNTO è far intravedere qualcosa di piu’ del normale miglioramento fisiologico dettato dalle ore di allenamento…

    Come appunto, dopo i 14-15 anni, una repentina scalata delle classifiche….è LA PERFETTA E UNICA CARTINA TORNASOLE.

    Ovviamente concordo con Maurizio che comunque fare sport ad un livello agonistico è un ottima alternativa al non fare nulla e cazzeggiare su è giu’ per internet…..

  123. Nikolik

    Ben detto, Atti, ben detto.

    Peccato però che sono le stesse cose che vado dicendo io da anni!

  124. Nikolik

    Mi piace questa definizione delle classifiche dopo i 14-15 anni: LA PERFETTA E UNICA CARTINA TORNASOLE.

    Bravo!

  125. cataflic

    Monet….ehehe, una licenza poetica! lo sai che sono sicuro che Fabio stia per fare lo scatto!

  126. atti

    Nikolik, non provocare… 🙂
    se no ti copio-incollo TUTTO quello che dicevi 4-5 anni fa….
    Non solo sulla Dentoni and co……
    altro che ben detto !!!

    Comincia a cambiare registro sul vincolo e a sostenere una giusta causa….e poi ne riparliamo…

  127. Nikolik

    Va beh, parliamo di tennis giocato.
    Convocate in nazionale under 16 per la fase di qualificazione a Maniago Brancato, Chinellato, Hofer e Torelli.

  128. lib

    la vinci stava alle tre fontane a 14 anni con la penna lubiani,poco, pioppo antonella serra zanetti non ricordo le altre…la fortuna e’ stata la presenza di vittorio magnelli che l’ha plasmata….ah facevano tennis e atletica con pasquini dall’alba al tramonto…

  129. bogar67

    @lib
    è proprio dall’alba al tramonto dopo i 13 anni con quelle che erano le migliori della nazione…………………fino all’anno scorso mancava quello, vi è stato un buco mi pare da Anastasia Grimalska in poi!! Il problema per la FIT semmai è avere la fortuna di trovare un altro vittorio magnelli che non so chi sia!!

  130. atti

    Contano invece queste convocazioni…soprattutto fra le U16…rappresentare il proprio paese è sempre una gran bella soddisfazione…

    Certificano quali sono attualmente le piu’ forti in Italia, non su dati presunti, ma su classifiche, risultati e qualità di gioco.

    Complimenti alle selezionate,
    osservo per la cronaca (e per le statistiche di Nikolik…), che almeno 3 di loro (su otto) sono figlie di genitori che scrivono e/o hanno scritto in passato sul blog G&F con una certa frequenza…

  131. Monet

    lib mi spiace contraddirti ,a le convocazioni alla nazionale anche se under contano e molto…..non contano solo per i genitori di quelle ….non convocate….!!!!!

  132. bogar67

    quoto atti post 153, speriamo di allungare un giorno la fila di figlie del blog però è dura, molto dura, una salita che mi sta facendo esaurire 🙂

  133. Giorgio il mitico

    x Nikolic

    è verissimo che anche facendo tutte le cose giuste diventare professionista di tennis resta difficilissimo, però siamo proprio sicuri che quanto fatto sia organizzato nel modo migliore possibile e che le risorse economiche disponibili siano usate nel miglior modo possibile ?

    Personalmente qualche dubbio ce l’ho.

    Se vuoi posso approfondire con esempi concreti.

  134. lib

    ….ok ok contano….ma volevo dire che nel femminile stiamo indietro tanto e contano relativamente… E C’E’ chi stando fuori dal giro arriva,nel maschile raro.

  135. Paolo Benelli

    @ Giorgio il mitico

    No, come si fa ad essere sicuri? Ci sarà sempre qualcosa di meglio che si poteva fare, sempre qualcuno più bravo con cui lavorare e tutto poteva essere organizzato meglio e molto prima.

  136. Paolo Benelli

    @ Giorgio il mitico

    Ci sarà sempre un qualcosa di meglio che poteva essere fatto, una organizzazione migliore di quella attuale, i soldi si potevano spendere meglio, si poteva lavorare con le persone migliori in assoluto, si potevano convocare altre persone, ma…
    tutto questo è normale, rientra nella logica delle cose.
    L’importante è che le scelte siano fatte in buonafede e senza i calcoli di una politica miope e a breve respiro.
    Se questo è stato fatto, e non sta a me dirlo,c’è poco da fare da parte dei “contestatori”, bisogna solo rimboccarsi le maniche e smentire con i fatti (con le classifiche)quelle determinate scelte.
    Io posso essere strasicuro che un particolare progetto presentato in federazione sia quello giusto… ma se non viene scelto, che ci posso fare? Posso essere certo che quel determinato progetto funzionerebbe alla grandissima, soprattutto con certi giocatori (Fabio, Camila, Corinna, e tanti altri), ma se chi deve decidere non lo conosce e fa altre scelte… c’è poco da fare, peccato, soprattutto per loro.
    Il tutto rientra nell’imponderabilità del percorso professionistico e, come si diceva anche diverso tempo fa riguardo agli infortuni, nell’avere o meno un po’… culo !! Anche il culo di trovare le cose giuste.

  137. Giorgio il mitico

    x Paolo Benelli

    riconosco tranquillamente che rispetto ad alcuni anni fa ci sono stati progressi notevoli, non mi piace fare il critico per mestiere, però credo sia giunto il momento di mettere in atto quanto espongo nel mio post 76, cioè utilizzare almeno una parte dei proventi degli Internazionali d’Italia per i n c r e m e n t a r e il montepremi di quei tornei open che si svolgono in Italia dotati di poche migliaia di euro o di poche decine di migliaia di euro.

    Ritengo che con gli attuali montepremi restino penalizzati quei giocatori che non sono nel giro delle nazionali o che giungano alla piena maturazione agonistica più tardi rispetto ad altri o che non abbiano risorse familiari sufficenti per fare molti tornei all’estero.

    Un problema analogo mi pare sia stato sollevato dai giocatori dei challenger, che fanno notare la disparità colossale tra i montepremi di tornei WTA e ATP ed i challenger.

    In pratica se sei tra i primi 100-150 al mondo guadagni bene o benissimo, se sei il 300-350 al mondo è molto meglio che tu ti metta a fare il maestro di tennis.

    In sintesi manca una “classe media” nel tennis mondiale sul piano dei guadagni, e la stessa cosa avviena nel tennis italiano !

    Negli altri sport non è così a cominciare dal calcio.

    Come primo passo si potrebbe togliere la quota Fit all’atto dell’iscrizione ai tornei.

    Nessuna persona di buon senso può negare i progressi fatti dalla Fit in questi anni ma bisogna andare sempre avanti e bisogna fare una scaletta di priorità negli interventi economici federali sulla base delle risorse disponibili e della loro equa ripartizione.

    Nel concetto di equa ripartizione i primi destinatari delle risorse devono essere tanti giocatori comunque forti ma che per una serie di motivi sono quasi sempre esclusi da ogni beneficio economico.

    Di sicuro incrementare i montepremi degli open italiani alzerebbe il loro livello tecnico ed agonistico e tanti giocatori italiani non si dovrebbero svenare (con il rischio concreto di smettere) per andare a giocare sempre all’estero.

    Inoltre faccio quest’altra riflessione, con l’attuale crisi economica e con la difficoltà sempre maggiore di trovare sponsorizzazioni per i tornei italiani credo proprio che sia giunto il momento di pensare a nuovi criteri di ripartizione delle risorse che GIA’ ci sono.

  138. Giorgio il mitico

    x Diego

    gli agonisti vanno trattati tutti allo stesso modo.

    x Barbara

    dici che :”….i ragazzini sono distolti dagli allenamenti….”, scusami ma gli open non son per i ragazzini, tolte rarissime eccezioni sono ancora immaturi per gli open in cui partecipano atleti con classifiche da primi 300-500-1.000 al mondo.

    Per i ragazzini vanno bene i tornei under, poi piano piano si affacceranno ai tornei maggiori.

  139. cataflic

    Max…mi pareva di ricordare che si fosse infortunata a dicembre e spero sia già tutto ok…tutto qua…!

  140. Diego

    Cataflic
    La Fit prende non credo finanzi nessun torneo, non ci pensa neanche.
    Chi frequenta gli Open sono giocatori/trici che con il professionismo hanno chiuso o non hanno mai iniziato.
    Quindi se qualcuno vuole incrementare i loro montepremi puo’ farlo solo il circolo organizzatore.
    Per i ragazzi/e che hanno qualita’ e voglia di provarci i tornei di riferimento sono i TE di cat.1,2 per gli U14 e gli ITF U18 dopo i 14 anni alternati dai 10.000 dollari.
    Li si capisce qualcosa,altro che Open.

  141. cataflic

    Diego, ti sei confuso con Giorgio, credo…

    Io credo che invece degli open, sarebbe meglio che l’ITF e l’ATP rivedessero un po’ la verticalizzazione dei montepremi, così i giocatori sarebbero più o meno gli stessi, ma almeno un 250 ci potrebbe campare.

  142. Barbara

    Giorgio
    2.5 a 14 anni ci diventi solo facendo tanti, ma tanti open, non certo con i tornei under.
    per farti capire i migliori 10 dell’under 14 TE hanno classifica equiparata 3.1.
    Secondo me, ma è la mia modesta opinione, vale di più dedicarsi ai tornei internazionali che perdere tempo con la classifica interna, ma questo non vuol certo dire che chi lo fa sia scarso.
    Parlo per i tempi di mia figlia oggi non lo so,ma un sacco di ragazzine avevano classifiche interne da capogiro e non passavano un turno nei tornei internazionali, evidentemente il livello interno si discostava notevolmente da quello assoluto, meglio spaccarsi subito le corna fuori a mio avviso, probabilmente cresci anche di più.

  143. Secondo me ,in un percorso di crescita,le classifiche servono in maniera grossolana per determinare il valore dell’avversario che si affronta,le partite van fatte non per confrontare il valore rispetto agl altri,ma per determinare le propie progressioni.
    Cosa serve determinare se uno è avanti o indietro,se non si conoscono i percorsi,quindi open under tee van tutti bene se l’obbiettivo è il propio allievo,giocare con una 2 8 trentenne o quattordicenne non è la stessa cosa,ma valgono gli stessi punti,così come una numero venti tee che ha fatto molti tornei con una quaranta che ne ha fatti pochi,ma per il mio allievo servono tutti,perchè si potrà determinare il suo comportamento a secondo delle più svariate situazioni.
    Purtroppo le classifche servono per esaltare gli interessi di altre persone le quali le fanno coincidere con gli interessi dell’allievo distogliendolo dall’interesse principale,che è esclusivamente la sua crescita pesonale e tennistica.

  144. Giorgio il mitico

    x Barbara

    dici:”….Spaccarsi le corna fuori….”, è vero, però se se con un drastico incremento dei montepremi italiani tu il livello PIU’ ALTO che è fuori lo porti in Italia, gli italiani potrebbero fare tornei di livello alto a casa propria, misurare ugualmente la propria forza in vista di una possibile carriera professionistica e contemporaneamente risparmiare un bel po’ di soldi.

    Io unisco considerazioni tecniche a considerazioni economiche, gli introiti del mondo tennistico italiano devono essere riversati in Italia, mi pare ovvio.

  145. mario zanetti

    @Giorgio il mitico
    Mi permetto di elencarteli io:

    Maschi
    moroni, 2.5
    mosciatti 2.4

    Donne
    Torelli ,Hoffer 2.4
    Turati, procacci pieri 2.5

  146. Barbara

    Giorgio
    Io preferisco sempre l’estero, ma il mio “pessimismo cosmico” nei confronti delle cose italiane spero venga smentito.
    Durtante gli australian open ridevamo guardando i criteri di scelta dei raccattapalle e confrontando li con quelli del torneo di Roma di una paio di anni fa che sembravano essere stati scelti nella clinica di Paolo villaggio quando giro’ “sette chili in sette giorni”.
    Se quelli erano il meglio delle selezioni mi immagino gli scartati, probabilmente jessie owens e Pietro Mennea..allora il livello noi lo alziamo giocando con il resto del mondo con le regole del resto del mondo…altrimenti alziamo il livello della briscola o meglio del rubamazzo.
    Sono certa che nel paese dei cavalli saggi avresti ragione tu 🙂 non è’ brutta l’idea ma impossibile la realizzazione in termini di qualità’.
    sulle 2.5 ti ha risposto Mario …. Io no avrei saputo indicarteli

  147. Giorgio il mitico

    X Mario Zanetti

    adesso provo a sviluppare il mio ragionamento, guardiamo quante-i 2.5 di 14 anni del 2011, poi del 2010, quindi del 2009, poi del 2008
    e per finire del 2007 hanno continuato a crescere nella classifica Oppure si sono arenete-i, è dall’analisi dei progressi dei ragazzi-e che qualche anno fa avevano 14 anni che possiamo capire quanto siano siano effettivamente bravi-e sia loro che i loro allenatori.

    Mi pare che questa mia domanda sia lanaturale evoluzione del ragionamento iniziale.

    Se i progressi continuano si potranno fare certe velutazioni se non è stato così bisognerà chiedersi seriamente il perchè.

  148. Giorgio il mitico

    x M.Zanetti

    mi pare che i nomi detti da te siano quasi tutti 1997, solo Moroni è un 1998, controlla !

    Forse tu sei andato a guardare gli U16 ed hai dato a tutti 15 anni !

    Dai su, un minimo di attenzione !

  149. mario zanetti

    @Giorgio il mitico
    scusami ma non volevo entrare nel merito della discussione, ho solo cercato di dare una risposta a un tuo quesito ,si 98 è solo Moroni spero vorrai perdonarmi di questo “imperdonabile” errore .
    Saluti

  150. cataflic

    ma ste classifiche storiche fit dove si trovano? sarebbe interessante fare qualche confronto

  151. Barbara

    Giorgio
    Scusa, ma credo tu ti sia confuso, io contestavo il discorso se non sei 2.5a 14anni smetti,
    devo dire che con il sistema di calcolo delle classifiche 2014 credo sarà’ molto più difficile salire, almeno secondo quanto ho capito io, segno che evidentemente qualcosa non funzionava.

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