ITF Brescia, Tathiana Garbin: “Trevisan e Paolini con qualche alto e basso, ma la strada è quella giusta”

di - 12 Giugno 2017
Tathiana Garbin - Foto Ray Giubilo

A cura degli inviati a Brescia, Michele Galoppini e Giulio Gasparin.

C’era anche Tathiana Garbin, come spesso capita nei tornei del circuito minore al femminile, agli Internazionali femminili di tennis della città di Brescia. Nel ruolo di capitana di Fed Cup e di allenatrice di Martina Trevisan, l’ex giocatrice azzurra top25 WTA ha parlato ai microfoni di SpazioTennis.com dopo il primo turno giocato dalla toscana contro Montserrat Gonzalez, spiegandoci il momento del tennis azzurro in gonnella, delle nostre punte Martina Trevisan e Jasmine Paolini e parlando del come, con un po’ di pazienza, si potrà riportare in auge il tennis in gonnella dopo il meraviglioso ciclo che sta per terminare.

Raccontaci di questa avvincente partita che ha visto protagonista anche Martina Trevisan, nonostante la sconfitta per 7-6 al terzo.
È stata una partita molto buona nonostante la sconfitta. Ha giocato contro una giocatrice pronta ed abituata a confrontarsi su più punti e su tutti i punti come Montserrat Gonzalez, mentre Martina gioca ancora con qualche alto e basso. È un aspetto dove è assolutamente necessario lavorare, però il livello è stato molto alto anche oggi e dopotutto non posso che dirmi contenta di ciò che ho visto.

Come si potevano cambiare le sorti di questo match?
In realtà va considerato che è sempre stata sotto nel punteggio [2-5 nel secondo set e 1-4 nel terzo], quindi la Trevisan è stata bravissima a conquistarsi addirittura un match point nel tiebreak del terzo parziale. L’altra ha sempre tenuto alto il livello, ha giocato sempre sciolta, non era affatto semplice. Probabilmente in qualche occasione Martina avrebbe dovuto giocare più il punto invece di rischiare troppo in alcuni frangenti. Alla fine non ha pagato, ma come detto sono comunque soddisfatta di ciò che ho visto.

Ora proverete a giocare dei tornei su erba o resterete sulla terra battuta?
Purtroppo la Trevisan con il suo ranking non può entrare a Wimbledon, poiché la settimana del cut-off per le qualificazioni era quella prima dell’inizio del Roland Garros, quando Martina ha perso qualche posizione in classifica assestandosi alla 220a posizione circa, quando sia prima che ora stava e sta vicina alla 210a posizione. Si vede che era destino [risata]. Di conseguenza, accantonato Wimbledon, resteremo a giocare sulla terra battuta, puntando poi a prepararci per il cemento e la stagione sul veloce, dove sarà molto probabile vedere Martina nelle qualificazioni degli Us Open.

Poiché segui tutte le ragazze over18, soprattutto nell’ambito del loro possibile futuro in FedCup, parlaci un attimo di Jasmine Paolini, che ha vissuto alcune settimane difficili, dove è stata sconfitta da Vondrousova, Barthel e Mattek-Sands in match estremamente combattuti, prima che queste facessero un risultato pazzesco nello stesso torneo.
Jasmine Paolini è una giocatrice che sa giocare a tennis molto bene, ha qualità pazzesche che sono sempre state giustamente decantate. Purtroppo anche lei è protagonista tuttora di alti e bassi, ma anche perché si sta testando costantemente su un livello più alto di quello a cui era abituata fino a poco tempo fa. Ovviamente più il livello sale e meno le tue avversarie concedono, ma da queste sconfitte che dicevate sicuramente Jasmine ha imparato tanto ed i frutti si vedranno a breve [la Paolini avrebbe poi vinto nei giorni successivi il $100.000 di Marsiglia, guadagnandosi il nuovo best ranking alla 132a posizione].

Andando oltre Trevisan e Paolini, dicci della situazione generale del tennis femminile: si parla molto del momento, forse naturale, di crisi, ma tutte le giovani stanno pian piano salendo sempre di più.
Veniamo da un ciclo di risultati incredibili che hanno fatto la storia del tennis italiano al femminile e non solo. È tutto sommato plausibile che si arrivi ad un momento di cambio generazionale complicato. Sarà difficile eguagliare quanto abbiamo fatto in questi anni, ma il settore sta comunque crescendo, stiamo lavorando tanto, la Federazione sta investendo moltissimo a livello economico ma anche a livello tennistico, ad esempio a livello di allenatori, per assicurare un supporto sempre più capillare anche durante i tornei, assistiti anche da preparatori atletici e non solo. Le ragazze stanno lavorando sodo, la strada è giusta ma non è breve, bisogna avere un po’ di pazienza.

A breve potrebbero decidere del cambio di formato della FedCup. Tu l’hai giocata in diverse occasioni ed ora sei il capitano delle azzurre. Cosa ne pensi di questo possibile cambio a 16 squadre e final-4 su campo neutrale?
Io trovo giustissimo che il tabellone del World Group sia più grande, anche solo perché la stessa competizione al maschile si gioca in questo modo e trovo corretto allineare le due competizioni. Ci sono giocatrici che fanno parte di nazionali fortissime che però sono incastrate in “serie B”, e tante giocatrici che poi dopo le Olimpiadi non partecipano, sfalsando un po’ il livello delle nazionali per cui potrebbero partecipare. La nostra è una Nazionale che ci crede molto, che vuole andare avanti e sta facendo il possibile per tornare in auge, però anche in questo caso ci vuole un pochino di pazienza. Per quanto riguarda la final-4, in passato c’è già stata e la ritengo una possibilità interessante, che testerei. Io al momento spero solo di poter tornare con la nostra squadra in “serie A”.

Invece, rispetto al tuo ruolo di capitana di FedCup, come ti trovi ora che è passato qualche mese dall’incarico e ti sei potuta fare un’idea?
Io sto bene e poi le ragazze le conosco benissimo, anche perché abbiamo sempre lavorato assieme anche prima che io diventassi la capitana della squadra. Le conosco perfettamente e sono coloro che prenderanno posto fisso in Nazionale a breve. Il ruolo non è poi cambiato così tanto, ho solo un po’ più di responsabilità ecco [risata]. Ma io mi trovo benissimo a lavorare con loro.

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