ITF Chiasso, Jil Teichmann: “Differenza tra pro e junior è nell’approccio mentale”

di - 27 Aprile 2016

Jil Teichmann 2

Di Michele Galoppini

(leggi l’originale in Inglese qui)

Jil-Belen Teichmann è una giovane svizzera classe 1997 su cui il suo paese sta puntando molto, a maggior ragione visti gli ottimi risultati della sua carriera da Junior. La wild card al ChiassOpen è stata certamente ripagata nel migliore dei modi, con una buona vittoria, condita da un piacevole spettacolo sul campo, contro Ana Bondar, giovane ungherese, battuta per 6-4 2-6 6-0 al primo turno. Dopo il suo match, nonostante le temperature un po’ rigido ed una brezza più che fresca, si è fermata nel nostro SpazioTennis Interviews’ Corner ed ha scambiato qualche parola con noi. La prima domanda però la fa lei…

“Inglese o…?”

Allora, io conosco l’inglese e l’italiano. So che tu parli molte lingue… l’italiano?
“Sì è vero, ma l’italiano… riesco a capirlo e vorrei tanto parlarlo ma so solo fare frasi brevi. E i verbi… i verbi sono davvero complicati in italiano!”

Allora, in inglese, com’è andato il tuo match oggi? Hai avuto bisogno del terzo set ma hai chiuso alla grande, con un 6-0.
“Sapevo fin dall’inizio che sarebbe stato un match difficile, perché conosco Ana da molto tempo, da quando giocavamo i tornei juniores, infatti abbiamo la stessa età. Ho solo cercato di entrare in campo esprimendo il mio gioco e devo dire che ha funzionato abbastanza bene. Solo nel secondo set lei ha giocato leggermente meglio e io ho sprecato troppi punti che hanno fatto la differenza, mentre nel terzo set lei ha cominciato a lasciare un pochino la presa e io ho fatto la differenza.”

Il tuo tennis è davvero completo, ti piace giocare da fondocampo, ma scendi spesso anche a rete…
“Adoro giocare a rete! Se ho la possibilità di farlo, scendo subito a rete. Ma dipende anche da chi hai di fronte, se ti lascia giocare a rete oppure no.”

Hai vinto a rete il punto più bello della partita, con le corde rotte, tagliando la palla per tre volte, correndo a rete e chiudendo con una volée molto difficile sulla riga.
“Grazie (ride).”

Sei molto espressiva sul campo. È qualcosa che ti aiuta a gestire la pressione e stare calma e rilassata?
“Intendi quando parlo tra me e me o…? In quel caso sono fatta io così, sono una persona felice (ride). Sto scherzando, ma fino a qualche tempo fa ero molto negativa sul campo, parlavo troppo e in modo negativo, ma ora la maggior parte delle volte incoraggio solo me stessa. Quando sorridi tutto è più disteso, come nella vita reale. Ma io sono fatta così, sul campo e fuori dal campo sono la stessa persona.”

Questo è il primo anno in cui giochi solo nel circuito pro. Cos’è cambiato e quali sono le maggiori difficoltà in questo cambiamento?
“È tutto molto diverso, mi sono bastate poche partite per realizzarlo, ma la parte più grande del cambiamento è tutta mentale, perché al giorno d’oggi tutti quelli che vedi in campo giocano ad alto livello, non è come 15 anni fa che il livello generale era un pochino più basso. Così la differenza più sostanziale è l’approccio mentale.”

La tua stagione sta andando bene, hai fatto anche una trasferta sudamericana che è andata molto bene…
“Sì, è andata bene. Sono stata in Sud America due volte ed è andata abbastanza bene. Ho perso tre volte dalla stessa avversaria, cioè Sorana Cirstea (ride)… ma quest’anno lei sta giocando bene, posso essere soddisfatta.”

In un’intervista che hai fatto per Spazio Tennis, lo scorso anno…
“Oh mamma, ho detto qualcosa di cattivo?”

No no, al contrario, ti auguravi di avere più tornei in Svizzera, e ora ci sono due tornei WTA, a Gstaad e Biel. Sei felice di questo?

“Sì, è fantastico! Ero molto contenta quando ho letto la notizia, spero di avere la possibilità di disputarli entrambi (ride). Comunque, è molto di aiuto per noi. Mi sono allenata lo scorso anno a Biel e so com’è, e Gstaad è come se fosse la mia seconda casa. Tutta la mia famiglia abita lì e vado a Gstaad ogni anno da quando ero bambina. Non ho mai giocato a Gstaad adesso che ci penso…”

Anche il team svizzero di Fed Cup è molto forte al momento. Golubic ha fatto cose favolose.
“Sono molto contenta per la Golubic, è un’ottima amica e so quanto ha lavorato per arrivare a tutto questo. In generale abbiamo ottime giocatrici: Bencic, Bacsinszky e ovviamente la Hingis. Siamo fortunati, per un piccolo paese come il nostro siamo davvero molto fortunati!”

Ultima domanda facile: obiettivo principale per questo torneo e per la tua stagione?
“Per quanto riguarda il torneo, l’obiettivo è vincerlo! (ride) Ma devo pensare un match alla volta, so bene che non è facile, voglio giocare il mio tennis e poi vediamo cosa succede. Per la stagione invece l’obiettivo è quello di giocare sempre bene e migliorare il mio ranking, anche se non ti saprei dire una posizione specifica.”

Per esempio raggiungere le qualificazioni di uno Slam?
“Sì, sarebbe meraviglioso, ma se non le raggiungerò in pochi mesi non lo vedrei come un fallimento. Non so se andrò allo Us Open, ma l’Australian Open sarebbe perfetto! Perché no, giusto?”

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