Jil Teichmann: “Da Junior a Pro? Avversarie più esperte”

di - 24 Giugno 2015

Jil Belen Teichmann

Intervista e pezzo di Giulio Gasparin (@giuliogasparin)
traduzione di Michele Galoppini (@Mikgaloppini)

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Per alcuni giocatori il passaggio da Junior a professionismo è una transizione facile e naturale, ma non è il caso per la maggioranza dei ragazzi e delle ragazze, che spesso hanno bisogno di alcune stagioni per potersi adattare al livello di gioco e alle condizioni dei tornei ITF, prima ancora che di quelli ATP e WTA. In alcuni casi, promettenti giocatori, ma soprattutto giocatrici, vengono spinti immediatamente nei tornei di alta fascia, grazie al supporto di federazioni forti e sponsor influenti che ottengono Wild Card per questi giocatori mentre sono ancora impegnati nei tornei Junior o appena decidono di lasciare il circuito giovanile. Di nuovo, però, questa non è che la realtà di pochi giocatori, mentre la maggior parte deve farsi strada a partire dai tornei più modesti, i futures e i $10k, che spesso rallentano la scalata nei ranking e assorbono tantissime energie.

La giovane Jil Belen Teichmann sta vivendo questo momento di transizione, avendo deciso, dopo un 2014 ricco di successi a livello junior, di concentrarsi quasi esclusivamente sui tornei Pro. L’abbiamo incontrata a Padova, dopo una bella vittoria sulla ex top 100 Mathilde Johansson al primo turno, a cui ha fatto seguire una semifinale che le è valsa il best ranking questa settimana al numero 459 del mondo.

 

Prima di tutto, buon match oggi. Penso tu debba essere contenta per come hai giocato contro la Johansson.

Sì, sicuramente. Penso di aver giocato bene. Lei non ha giocato al suo miglior livello, ma è sempre difficile giocare contro una giocatrice da cui non sai cosa aspettarti, quindi sono contenta di averla battuta.

Questo è il secondo anno che giochi con costanza a livello Pro negli ITF. Come ti fa sentire questo cambio da Junior a Pro?

Ultimamente sto sentendo questa domanda spesso (risata). È un grande cambiamento, perché qui le ragazze sono più mature e soprattutto mentalmente più forti. Non hanno quei grossi passagi a vuoto, quei momenti no, come le Junior, quindi penso che psicologicamente cambi molto.

Oggi hai provato a te stessa che puoi battere una giocatrice con grande esperienza, che è stata quasi top50 in passato. Ti darà certamente la fiducia di poter far bene nei prossimi turni.

Sì, certamente. Questo match mi dà molta fiducia, dopotutto è un’ottima giocatrice, con grande esperienza. Non è un sorpresa, ma io sono la “piccolina” che non ha nulla da perdere quando scende in campo. Ed è così che ho affrontato il match; era la prima volta che la vedevo giocare, quindi non sapevo nemmeno cosa aspettarmi.

L’anno scorso vincesti il doppio agli Us Open Junior e poi anche il doppio misto, e quindi la medaglia d’oro, alle Olimpiadi Junior. Quanto sono importanti per te questi traguardi in doppio?Jil Belen Teichmann

Ovviamente è fantastico, sono tutte grandi esperienze, anche perché sempre con partner differenti, ma comunque mi sto concentrando di più in singolare, anche perché a livello Junior il doppio non è nulla di paragonabile a quello del livello Pro. Non so ben come spiegarmi, ma nei Pro sanno come giocare il doppio, mentre nei doppi Junior, è solo una specialità che ti dà punti anche per la tua classifica combinata, lo giocano per questo motivo, anche se non sanno bene come si gioca in maniera appropriata. È normale, abbiamo poca esperienza, per cui non ho niente in contrario a queste scelte.

Quest’anno quindi è molto tosto, in termini di esperienza. Guardando avanti, in termini di gioco, cosa necessiti di migliorare maggiormente?

Negli ultimi sei mesi non ho avuto grandi risultati nel Pro tour. Ma sono stati match difficili, dove non ho giocato il mio miglior tennis in qualche momento decisivo che avrebbe fatto la differenza. È questo quello che sto imparando. Nei momenti importanti, qualsiasi cosa possa significare “momento importante” visto che ogni punto lo è, bisogna essere pronte e cogliere le occasioni, perché sfruttare le poche chance cambia tutto. Me ne sono resa conto anche oggi, all’inizio. Il primo set è finito 6-0 ma non lo era davvero, è stato un 6-0 complicato, ho vinto tutti i game ai vantagg ed è quello che ha fatto la differenza. Tutti vedranno 6-0 6-2, ma non è stato un 6-0 6-2 tipico. [Gestire queste situazioni] è la cosa principale che devo imparare e da cui devo trarre esperienza. È un grande passo.

La Svizzera è diventata una nazione importante tennisticamente. Poco fa Wawrinka ha vinto il Roland Garros, la Bacsinszky sta giocando alla grande… ma in Svizzera non ci sono molti tornei e non puoi prendere così tante wild card come giocatrici altre possono. Pensi sia una difficoltà in più da affrontare per te?

È vero, abbiamo grandi tennisti, soprattutto nella WTA. Vero che abbiamo Wawrinka e Federer, ma loro sono “vecchi”, diciamo così, e dopo di loro non c’è praticamente nessuno. Dal lato femminile abbiamo invece giocatrici più giovani, Timea sta andando alla grande, Belinda [Bencic] lo stesso, ed in più ce ne sono altre, come Steffi [Voegele] che è in top 100 ed altre attorno alla top200. Credo sia ottimo per il tennis femminile, perché negli ultimi anni il tennis era solo Federer, niente donne, anche quando avevamo ottime giocatrici. Quindi spero che questo farà virare un po’ di attenzione su di noi ed avremo più tornei casalinghi da giocare; guardando al calendario abbiamo 3 tornei ATP e vari Challengers e Futures, mentre per le donne abbiamo un 50k, due 25k e qualche 10k. Tornando alla domanda, certamente questo rende le cose un po’ più difficili per me, ma dall’altro lato mi dà ulteriori motivazioni, perché quando arriverò in alto mi sentirò anche più orgogliosa. Ovviamente spero di avere qualche wild card in tornei più grossi, anche se non posso farci molto. Mi piacerebbe davvero avere la possibilità di fare esperienza con giocatrici più forti, ma questa è la vita, non posso farci molto (risata).

È ottimo modo per affrontare la situazione.

Esatto, come ti dicevo non posso farci molto e quindi posso solo affrontare la cosa. Anche con i 25k la situazione è la stessa. Qui mi hanno dato una wild card perché ho vinto un torneo Junior legato a questo torneo. Sto cercando di ottenere le wild card anche in questo modo, perché in altri casi devo sempre giocarmi le qualificazioni e sprecare un sacco di energie. Ma sono solo all’inizio, tutti devono affrontare queste difficoltà.

Nel tuo profilo ITF dici che la tua superficie preferita è il cemento…

Davvero? (risata)

Beh, hai cambiato idea?

A dire la verità non ne ho una favorita. Ho ottenuto buoni risultati sul cemento ma anche su terra, dove sono cresciuta in Spagna. Sono nata su terra, è dove mi sento a casa, ma mi piace molto anche l’erba. Penso che un tennista debba abituarsi a tutte le superfici. Anche se giochiamo molti tornei sul cemento ora, mi piacciono tutte le superfici. Un po’ come la domanda “chi è il tuo idolo?”, non ne ho uno, ma mi ispiro a tanti prendendo un po’ da ognuno.

Mi hai anticipato, perché ti stavo per chiedere della Spagna, considerando che so che sei nata a Barcellona e ti sei allenata in Spagna. Com’è la tua relazione con la Spagna?

La Spagna è stata tutta la mia vita fino a 14 anni. Sono cresciuta là ed ho vissuto tutta la mia infanzia là. Tutti i miei amici della scuola e del tennis erano là. Come per Alyona Bolsova e Paula Badosa, sono cresciuta con loro ed ora ci vediamo nei tornei ed è davvero bello incontrarci in giro per il mondo.  Non ho perso niente di quel periodo, perché ogni tanto riesco a vedere i miei amici e sono contenta. Ovviamente è stato un grosso cambiamento, e ora in Svizzera è tutto diverso: il meteo è diverso come lo è la mentalità. Sapevo cosa aspettarmi, perché i miei genitori sono svizzeri e sono comunque contenta: dove mi alleno è fantastico, ho tutto quello che mi serve e sono contenta per questo. Mi alleno a Biel, in un centro federale. Ho davvero tutto, ogni cosa è coperta da loro, sono contentissima per quanto mi aiutano. Tornando alla Spagna, qualche volta provo a tornare là, ma tutti i miei amici ora hanno finito la scuola ed anche loro sono dei viaggiatori. Ho un’amica a Berlino che studia medicina, un’altra sta per andare non so dove. TuJil Belen Teichmanntti si trasferiscono al giorno d’oggi, come faccio io peraltro, quindi se anche fossi rimasta in Spagna le cose non sarebbero cambiate molto.

Considerando che ti piace viaggiare, che ne pensi dell’Italia?

Italia? Mi piace un sacco, mi piace il cibo ed io adoro mangiare. Il cibo è fantastico, quando vieni in Italia pensi “andrò a mangiare bene” (risata). Ho giocato in Sardegna due settimane ed un mese fa anche a Grado. Ultimamente gioco spesso in Italia, non so bene il perché. Chiedilo anche al mio coach… (risata)

Magari anche a lui piace il cibo!

Si, il Prosciutto di Parma… ma comunque le persone sono davvero carine, mi ricordano un po’ la Spagna, il loro stile di vita è simile. Quindi mi piace sempre tornare in Italia.

Ultimissima domanda. Immagino tu parli un ottimo spagnolo, un buon tedesco, il tuo inglese è anch’esso buono. Quali altre lingue parli?

Francese… e so anche il catalano, ma lo sto perdendo a causa del francese (risata). Capisco l’italiano ed è un’altra lingua che voglio imparare nella mia vita, ma non ancora (risata). So anche lo svizzero-tedesco, anche se è più un dialetto. Mi piace parlare le lingue, ci sono persone che mi dicono “wow, parli qualsiasi cosa!”, ma a volte è un disastro, perché non so come dire qualcosa in quanto c’è una gran confusione nella mia testa.

Me ne sono reso conto oggi, sentendoti dire ‘come on’ ‘auf geht’ ‘vamos’…

Sì, dico qualsiasi cosa, anche perché in doppio a volte gioco con una ragazza australiana che dice “c’mon”, poi quando sono da sola dico “vamos”, poi gioco con una svizzera e dico “allez”. E poi mi dico anche “ok, cosa dovrei dire ora?” (risata). Penso che quel che esce dipenda un po’ dal momento.

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