Johanna Larsson: “Papà mi chiedeva perché non volessi sciare!”

di - 7 Dicembre 2015

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di Michele Galoppini (@MikGaloppini)

Intervista di Michele Galoppini e Giulio Gasparin (you can read it in English here!)

Johanna Larsson, la migliore giocatrice di bandiera svedese del tennis femminile, sta già lavorando sodo in vista di un’altra ottima stagione. Nella stagione appena finita ha inoltre conquistato finalmente il suo primo titolo WTA in singolare, di fronte al pubblico di casa, a Bastad, dopo una settimana perfetta in cui non ha mai perso un set e soprattutto dopo diversi tentativi e tre finali perse (peraltro, due, proprio in casa a Bastad, quando fu anche Serena Williams a metterle i bastoni tra le ruote). Attualmente è 56esima delle classifiche, vicinissima suo best ranking al numero 46 (nonostante l’aver dovuto saltare tutta la stagione su terra!), e recentemente ha raggiunto anche la 36esima posizione in doppio, grazie addirittura a due titoli WTA.

Nonostante la migliore stagione mai giocata, il 2015 è stato anche abbastanza sfortunato: ha dovuto saltare a causa di un infortunio ben due mesi dopo il torneo di Miami e quindi mancare la swing su terra in preparazione al Roland Garros, che corrisponde anche alla parte di stagione dove la svedese può dare il suo meglio sulla sua superficie preferita. Dopo un finale di stagione comunque molto positivo, grazie al raggiungimento di due quarti di finale ed una semifinale (a Linz, dove ha perso in semifinale da Anna-Lena Friedsam solo 7-5 al terzo), su superfici a lei decisamente non congeniali, Johanna è ora pronta a tornare in campo forte come mai, e questa è l’intervista che recentemente ci ha concesso.

Innanzitutto, congratulazioni per gli ultimi risultati. Ma facciamo un passo indietro, fino a quest’estate, quando hai vinto il tuo primo torneo WTA, dopo vari tentativi davanti al tuo pubblico…

È stata ovviamente una settimana incredibile, che mi ricorderò per sempre in futuro. C’erano tutti là, la mia famiglia, i miei amici, gli sponsor, i compagni del mondo del tennis. Eravamo tutti assieme quella settimana e vincere il torneo è stato fantastico.

Il tennis è stato molto importante in Svezia nel recente passato, ma quale pensi sia la situazione in questo momento?

Ehm, abbiamo avuto qualche vera superstar svedese nel tennis e ovviamente è davvero difficile mettermi a confronto con loro, e penso sarà difficile fare lo stesso anche per tutti quelli che stanno arrivando ora. Abbiamo una grande tradizione, ma al momento siamo un po’ nelle retrovie. Ci stiamo provando davvero ed io ci sto provando davvero a renderci ancora una volta rilevanti; l’obiettivo è renderci nuovamente un po’ più popolari, ispirando i più piccoli a giocare, per poi diventare di nuovo una grande nazione in questo sport.

LarssonPer la Svezia tu hai giocato tantissimi match in FedCup. Quali sono le sensazioni che si provano a giocare per il tuo paese? Immagino ti piaccia…

Amo giocare per il mio paese, è una sensazione speciale avere la Svezia sulle proprie spalle. Di solito, nelle altre cinquanta settimane dell’anno giochi per te stesso, mentre in quelle due settimane giochi con il tuo team ed è bellissimo. Soprattutto quando vinci… puoi festeggiare tutti assieme! E poi quando perdi è anche più doloroso del solito. È qualcosa di unico.

Recentemente abbiamo parlato con Aleksandra Krunic e ci ha detto che, sebbene la maggior parte delle altre ragazze pensa sia pazza, lei pensa che le Olimpiadi sono ben più speciali di uno Slam. Tu che ne dici?

Pian piano, penso, i giocatori stanno cambiando opinione rispetto alle Olimpiadi, ma per quanto mi riguarda preferirei vincere uno Slam (sorriso). Ma Aleksandra non è certamente pazza per quel che pensa, è la sua opinione (sorriso).

Penso sia interessante… abbiamo spulciato i tuoi profili WTA ed ITF prima di quest’intervista. Hai diversi libri preferiti, diversi film preferiti… ma c’è una cosa che rimane uguale: la cucina di mamma.

Già, è una bravissima cuoca (risata). Quando sei all’estero per così tanto tempo e viaggi ogni settimana e ogni anno, è molto bello tornare a casa e mangiare il cibo con il quale sei cresciuto. Penso che ognuno si riconosca in questo. Quando mangi in un ristorante ogni giorno è bello poter tornare a casa.

Inoltre dici che sciare è il tuo sport preferito. Lo hai praticato anche a livello professionistico quando eri più piccola?

No no no, mai a livello professionistico, anche perché il tennis si portava via tutto il tempo a disposizione quando ero piccola. Sono cresciuta nel nord della Svezia, dove abbiamo un sacco di neve e quindi sciavo molto, soprattutto sci di fondo. All’inizio della mia carriera mio padre continuava a dirmi, quando perdevo i match, che avrei dovuto scegliere lo sci perché ero molto meglio in quello (risata). Ma alla fine penso che la mia scelta sia stata azzeccata (sorriso).

DSCF5865Ci hai detto che l’indoor è la superficie che ti piace di meno, ma crescendo in Svezia immagino tu ci abbia giocato parecchio…

Esattamente… in pratica sono cresciuta giocando… sulla plastica (risata)! Non saprei, immagino che il mio tennis sia molto più adatto alla terra rossa. I miei colpi e lo spin che ci metto sono molto più adatti alla terra. Ma uno deve adattarsi e tirar fuori il meglio che riesce, il circuito si gioca su tutte le superfici e bisogna provarci anche sull’indoor e non essere troppo negativi a riguardo (risata).

Nelle ultime settimane stai giocando molto bene e penso che soprattutto il rovescio sia molto efficace.

Beh, grazie (risata)!

So che non è il colpo di cui ti fidi di più. Ci stai lavorando o semplicemente sta funzionando?

In parte si è messo a funzionare per conto suo, ma sto migliorando in generale. Più gioco più il mio gioco prende forma e migliora, ed è ovviamente una cosa buona.

 Decisamente. Giochi da tanti anni nella WTA. Quest’anno non è stato facile a causa degli infortuni, ma poi c’è stato il titolo in casa ed ora di nuovo buoni risultati. Puoi dirci come hai superato questa stagione e le difficoltà derivanti dagli infortuni?

È stato difficile, ma dopotutto era il mio primo grosso infortunio, ho dovuto stare ferma per due mesi, che paragonato a tante altre giocatrici non è nemmeno così tanto. Sono stata molto fortunata per ora nella mia carriera, ma anche starsene fuori una o due settimane è difficile, perché continui a pensare a quanto vorresti tornare sui campi e cose così. Ma gli infortuni ti fanno anche apprezzare il tennis. Direi quasi che è “positivo” di tanto in tanto avere qualche problemino fisico per farti realizzare quanto ti può mancare il tennis e quanto ti piace stare in campo e competere. È difficile a volte, ma ti può portare del buono. Ho visto tanti esempi di giocatrici che tornavano da un infortunio più forti di prima e più motivate di prima, e lo stesso è stato per me.

Parlando della lunga stagione appena passata, che ci dici dell’off season? Cosa stai pianificando?

Dopo Lussemburgo la mia stagione è terminate e mi sono presa qualche settimana di vacanza. L’off season è cominciata prima di quanto mi augurassi comunque (sorriso), ma saranno settimane di duro lavoro e duri allenamenti… anche perché le settimane di vacanza sono praticamente finite!

Vacanza sugli sci quindi?

Ehm, non è che ci fosse tutta questa neve. Però già sciavo a maggio quando ero infortunata e mi sono divertita un sacco (sorriso).

E per il 2016, quali sono gli obiettivi?

Questa stagione è andata piuttosto bene, ho vinto un torneo in singolare e due tornei in doppio ed è stato il mio anno più vincente. Ovviamente spero in ancora più vittorie l’anno prossimo, vedremo. Sarebbe bello andare un po’ avanti in un torneo dello Slam, raggiungendo almeno la seconda settimana. Sì, questo è probabilmente l’obiettivo principale.

Che sia al Roland Garros?

Si spera al Roland Garros (sorriso), ma ovunque va più che bene (risata)!

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