Lauren Davis, da Cleveland per stupire

di - 15 Novembre 2010

Si sta parlando moltissimo, negli ultimi mesi, delle giovani tenniste statunitensi, in rampa di lancio verso il circuito Wta. Non c’è solo Coco Vandeweghe, convocata per affrontare l’Italia in finale di Fed Cup. La gioventù americana è rigogliosa, soprattutto al femminile, e sono tantissime le ragazze che stanno crescendo in maniera esponenziale, scalando il ranking settimana dopo settimana. Quest’oggi abbiamo intervistato la diciassettenne Lauren Davis, originaria di Cleveland, che da gennaio si allena alla Evert Academy (insieme a Beatrice Capra) con il coach italiano Federico Ricci. Lauren è attualmente intorno al numero 430 Wta e poche settimane fa ha vinto il suo primo 25.000$ a sul cemento portoricano di Bayamon. Un torneo dal tabellone di altissimo livello, tanto che la Davis ha dovuto superare connazionali di livello altissimo come Sloane Stephens (classe 1993) e di grande prospettiva come Madison Keys (classe 1995). Lauren Davis e le altre americane terribili stanno arrivando..

di Alessandro Nizegorodcew

Allora Lauren, facendoti i complimenti per il tuo splendido momento, vorrei iniziare parlando di quando hai iniziato a giocare a tennis…
“Ho iniziato a giocare a tennis all’età di 9 anni. All’inizio giocavo poco, una volta a settimana, ma la mia prima maestra di un certo livello, Oksana Beilenson, rimase impressionata dal mio gioco, convincendomi ad iniziare a fare sul serio.”

Come sono stati i tuoi primi anni nel tennis? Quando hai capito che il tennis avrebbe fatto parte della tua vita?
“I miei primi anni nel mondo del tennis sono stati straordinari, davvero memorabili… perché ho conosciuto tantissimi ragazzi, poi divenuti grandi amici, e ho avuto la possibilità di viaggiare per tutti gli Stati Uniti. Credo di aver realizzato quanto amassi questo sport solo intorno ai 12-12 anni. E ho iniziato ad amarlo sempre di più, soprattutto quando ho imparato a vincere le partite, capendo che potevo andare lontano nel tennis.”

Quali sono le tue caratteristiche di gioco?
“Il mio tennis si basa su due precisi e potenti fondamentali, in particolare il rovescio. Quando riesco a prendere campo, non disdegno qualche discesa a rete, anche perché non me la cavo male col gioco al volo. Il mio servizio va assolutamente migliorato. Dal punto di vista mentale credo di essere piuttosto forte; è una delle mie armi.”

Ti alleni alla Evert Academy. Come ti trovi?
“Sin da gennaio mi sto allenando alla Evert Academy e credo sia la cosa migliore che potesse accadere. Lavoro benissimo, sono molto seguita e ho conosciuto molte bellissime persone. Amo allenarmi tutti i giorni al meglio, anche e soprattutto perché si è creato un clima ideale tra tutti noi. Il mio coach personale è italiano e si chiama Federico Ricci e amo lavorare con lui. Può essere duro a volte, ma so che lo fa solo per il mio bene. Mi alleno tutti i giorni anche con Beatrice Capra ed è ovviamente molto importante poter giocare con una tennista brava come lei. In più, mi piace molto allenarmi con lei, perché ha una straordinaria etica del lavoro ed è sempre concentratissima in campo. Un esempio da seguire in tutto e per tutto. Sono migliorata in maniera evidente allenandomi con Federico e Beatrice.”

Come e quanto ti aiuta la federazione americana?
“La USTA mi aiuta tantissimo, in tutti i sensi. Ad esempio, grazie alle Wc che mi hanno dato sono riuscita a costruirmi un ranking che mi ha permesso di partecipare a molti tornei nei mesi successivi. Mi sostengono giornalmente e mi fanno sentire importante.”

Quanto è stata ed è importante la famiglia nella tua crescita e nella tua carriera?
“Non credo che sarei potuto arrivare dove sono arrivata oggi senza la mia famiglia. Loro mi sostengono sempre e sono presenti a quasi tutti i miei tornei, dandomi tantissima fiducia. La mia famiglia vive in Ohio e non sono quindi molto presenti in Accademia per vedermi allenare. Invece i miei zii e i cugini vivono qui vicino e vengono spessissimo a vedere i miei allenamenti.”

Com’è stata la tua carriera junior?
“La mia carriera giovanile è stata molto divertente. E’ stato bellissimo viaggiare per tutto il mondo giocando tornei, costruendo amicizia e ovviamente vincendo tante partite. Giocherò qualche altro torneo junior anche sul finire del 2010.”


(Kyle McPhillips e Lauren Davis)

Come giudichi il tuo 2010?
“Il 2010 è stato un anno certamente da ricordare. La mia vita è cambiata moltissimo: mi sono trasferita alla Evert Academy e sono stati, per ora, i giorni più felici della mia vita. Giocare a Miami, nel torneo Wta, è stato esaltante ed emozionante. Ho anche pensato di poter vincere quel match contro la Palmentier, ma sono stata sopraffatta dall’emozione, cedendo nettamente secondo e terzo set. E’ stato bellissimo giocare un torneo a contatto con le grandi giocatrici del circuito Wta. Un’emozione unica che spero di riprovare presto.”

C’è un giocatore o una giocatrice a cui ti ispiri?
“Prendo la mia ispirazione tennistica da Rafael Nadal. Credo sia incredibile il modo in cui riesce a giocare ad un così alto livello per tanti tornei consecutivi, vincendoli praticamente tutti. Gioca sempre con una grandissima grinta e non molla mai. Mentalmente è fortissimo e lavora duramente; non è presuntuoso ed è anche carino..”

Chiudiamo con la tua splendida vittoria nel 25.000$ in Portorico. Ce la racconti?
“Il mio ultimo torneo a Bayamon è stato semplicemente perfetto. Ho giocato benissimo durante tutta la settimana. Sono arrivata a Bayamon senza grandi aspettative. Mentalmente mi sono sentita subito fortissima in campo e ho lottato duramente su tutti i punti. Ogni partita che passava, sentivo che il mio tennis stava crescendo. A metà torneo, dopo un paio di match al terzo, mi sentivo molto stanca, ma la voglia di raggiungere la vittoria è stata più forte e sono riuscita a dare tutto. Sono veramente fiera di me stessa, per questo trionfo, arrivato dopo aver lottato duramente per tutta la settimana. E’ stata una grande gioia.”

Grazie Lauren e buona fortuna per tutto!
“Grazie! Un saluto a tutti gli appassionati italiani…”

© riproduzione riservata

6 commenti

  1. bogar67

    Lauren Davis, da Cleveland per stupire: Ho iniziato a giocare a tennis all’età di 9 anni.
    Infatti la cosa mi stupisce tantissimo, forse perchè mettendo una racchetta in mano a mia figlia a 3 anni ero convinto di avere cmq un bel vantaggio difficile da colmare ed invece chissà quante ne avrà superato bimbe al mondo precoci come mia fglia questa Lauren Davis.

  2. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @bogar67
    E’ ovvio che conviene iniziare prima… ma 9 anni non è poi troppo tardissimo, almeno a mio parere.

    E’ pur vero che sono pochi i casi di ragazzi che hanno iniziato tardi e che sono divenuti forti..

    Se si è portati e si è fatto sport in precedenza, le possibilità sono comunque buone..

    Insomma il fatto che abbia iniziato presto è ovviamente un vantaggio dal punto di vista tecnico e atletico, bisognerà vedere dal punto di vista mentale. Mi spiego meglio: iniziando a 3 anni, siamo sicuri che dopo 10 anni di tennis, a 13, ne avrà ancora voglia? Io spero di si.. ma è ovvio che il dubbio possa esserci…

    Sul vantaggio sulle altre…

    Dipende anche dalla predisposizione: ci sono ragazzi che possono diventare campioni iniziando a 8 anni, altri che anche se iniziano a 2 non faranno mai nulla.. dipende da miliardi di fattori..

  3. nunziovobis

    Le ha superate perchè ha fatto le cose giuste che doveva fare, per questo ha recuperato alla grande, ma non credo che ci sarebbe riuscita se fosse stata in Italia, ecco perchè Bogart ti dico che bisogna confrontarsi con youtube e non con la regione vicina.
    Comunque il vantaggio di aver messo la racchetta in mano a 3 anni rimane se non lo sprechi nel tempo, se a 6 7 8 anni l’allenamento non è quello giusto, non ti salva niente

  4. bogar67

    Io di bimbi che hanno iniziato presto e poi si sono persi per tanti motivi ne conosco, per quanto riguarda avere voglia è nell’indole umana, ci si può stufare a 13 anni anche iniziando a 9. Ho sempre sostenuto una crescita graduale in termini di ore di allenamento, penso che quelle indicate nel regolamento Pia sono buone a patto che vengono svolte con costanza, in tre anni tra mini tennis e pre-perfezionamento avremmo perso si e no tre giorni di allenamento – gioco, vedo in sat invece gente che un giorno viene altro noi, poi manca una settimana, poi rientra etc.

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