Lorenza sulle orme di Flavia


di Renato Lugarini
La nidiata di azzurrine nate tra il 1994 e il 1995 si sta rivelando, almeno da un punto di vista quantitativo, estremamente interessante. Sono molte, infatti, le ragazze che nei loro primi passi nel circuito professionistico hanno già ottenuto punti validi per la classifica Wta. Fare delle valutazioni attendibili sulle loro prospettive future è ancora prematuro; in fondo ci troviamo di fronte a un’età di formazione, in cui l’approccio al mondo delle grandi si unisce alla voglia di divertirsi in campo testando le proprie potenzialità. Tuttavia, tra le ragazze che ci hanno colpito nel corso di questa stagione, spicca il nome della brindisina Lorenza Stefanelli, atleta nata sugli stessi campi da cui è iniziata l’ascesa di Flavia Pennetta e, in misura minore, di Claudia Giovine. Una scuola ben collaudata, quindi. Attualmente Lorenza è a un passo dal suo ingresso nel ranking mondiale, avendo già ottenuto due risultati utili qualificandosi nei tornei da 25.000 $ di Imola e Campobasso. Le basterà salire solo un ultimo, piccolo scalino per iniziare a fare sul serio. Abbiamo avuto modo di parlarne direttamente con lei, cercando di conoscerla meglio e di presentarla al pubblico degli appassionati di Spazio Tennis.
Com’è iniziato il tuo rapporto con il tennis?
Ho iniziato a giocare a 5 anni con mio padre, un grande appassionato di tennis, nello stesso circolo di Flavia Pennetta, il CT Brindisi“.
Attualmente dove ti alleni e con chi?
Mi alleno da oltre un anno e mezzo allo Sporting Club Sassuolo con Massimo Bontempi e Luca Lutti“.
Come descriveresti, per chi ancora non ha avuto modo di vederti, il tuo tipo di gioco?
Sono una giocatrice d’attacco, particolarmente istintiva e quindi aggressiva. Preferisco giocare sulle superfici veloci anche se il mio gioco sulla terra sta migliorando molto. Anzi, con l’inizio della stagione invernale questa superficie mi mancherà un po’!“.
Come riesci a conciliare tennis e scuola?
“Ho frequentato i primi due anni di scuola superiore in un liceo scientifico. il mio rendimento era più che buono, ma le troppe assenze mi hanno costretta a optare per una scuola privata, sempre dello stesso indirizzo. La mia giornata tipo, quindi, prevede allenamento al mattino e alcune ore di lezione nel pomeriggio“.
Parliamo della tua stagione, c’è stato un leggero calo negli ultimi mesi.. quali sono stati i motivi?
Secondo il mio punto di vista non è stata una delle stagioni migliori! Ci sono stati troppi alti e bassi, probabilmente dovuti al mio stato fisico. Ho giocato bene pochi tornei, tra i quali il Bonfiglio, dove ho raggiunto gli ottavi partendo dalle qualificazioni. Inoltre, mi è capitato spesso di essere discontinua, giocavo bene una partita e male le due successive ed a livello professionistico questo non te lo puoi permettere. Ci sono, infatti, giocatrici fortissime mentalmente, che non mollano un punto.. e la tenuta mentale è fondamentale in uno sport come questo. Tuttavia la mia mentalità sta pian piano cambiando e le partite giocate bene spero che si trasformino presto in tornei!“.
La tua sembra una generazione promettente, come ti rapporti alle tue coetanee?
Vado molto d’accordo con le mie coetanee, ci conosciamo da quando siamo piccole ed è bello che lo sport ci abbia fatte incontrare. Avere un bel rapporto con le altre giocatrici è importante anche se, parliamoci chiaro, tutte sappiamo che questo è uno sport in cui per vincere è indispensabile pensare solo a se stessi“.
Obiettivi per il prossimo anno?
Attendo un risultato che mi permetta di entrare in classifica Wta e spero di arrivare nelle top 700 a fine stagione“.

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