Liudmila Samsonova: “È fantastico avere un team che crede in te”

di - 1 Ottobre 2015

Ludmilla Samsonova

di Daniele Sforza

Ludmilla per l’ITF e Liudmila per sua stessa ammissione, sarà comunque la Samsonova una probabile rappresentante in futuro dei colori italiani del tennis. Classe 1998, la ragazza di origini russe si era già messa in mostra lo scorso anno, quando nel torneo da $10.000 di Roma aveva conquistato il titolo ed era stata descritta (e poi descritta dal nostro direttore nell’articolo dedicato al suo successo). L’abbiamo intervistata mentre questa settimana era impegnata a Santa Margherita di Pula, dopo una stagione non proprio positiva, in cui ha mancato l’accesso al main draw degli Slam juniores, e ci ha raccontato prima la sua infanzia e poi cosa non è andato in quest’ultimo anno.

Partiamo dal match di singolare di primo turno perso ieri contro la francese Suvrijn. Eri avanti di un set e nel secondo 3-3 con palla break, hai perso quel game e poi il set, mentre nel terzo eri 4-1, poi 5-3 30-30 e servizio, e 5-4 30-15 con al servizio la francese. Hai ceduto gli ultimi game e perso per 7-5, cosa ti è mancato?

Non so come spiegarti, sono diversi match che perdo così. Forse mi è mancato un po’ di coraggio anche perché alla fine, nei momenti decisivi, sono stati i miei errori a far rientrare la mia avversaria. Mi dispiace sia andata così…

Come mai sei arrivata in Italia? Quando hai iniziato a giocare a tennis?

Mi sono trasferita per il lavoro di mio padre, lui giocava a ping pong, una squadra gli ha proposto di venire qui in Italia e lui ha accettato. Ho iniziato a giocare a 6 anni, giocavo anche a ping pong e facevo pattinaggio. Diciamo che mio padre non è rimasto deluso dalla scelta del tennis, perché in Italia non c’era molta possibilità per il tennis tavolo.

Quando hai capito di voler diventare una tennista?

Fin da subito ho capito che il tennis doveva far parte della mia vita. Quando guardavo i match in tv mi dicevo di voler arrivare anche io a giocare quelle partite.

Hai 16 anni, quanto è difficile conciliare il tennis con la vita di studentessa?

Vado a scuola 2-3 volte a settimana e quando posso anche tutti i giorni. Ovviamente ho libertà quando devo giocare tornei ad esempio, e normalmente mi alleno comunque per un 5-6 ore al giorno. Per il futuro non mi è mai passata per la testa l’idea di andare al college, il mio obiettivo è quello di continuare a giocare a questi livelli.

Impossibile non ricordare la splendida cavalcata dello scorso anno che ti ha portato alla vittoria nel torneo da $10.000 di Roma; ti aspettavi un risultato del genere?

Sono arrivata lì, era il mio primo $10.000 in tabellone principale grazie alla wild card degli organizzatori ed ero già contenta così. Ho giocato partita per partita e la cosa che mi ha aiutato tanto è stato il fatto di essere tranquilla, senza pensieri. Credo di aver capito di poter vincere il torneo dalla semifinale, che penso sia stato uno dei migliori match giocati nella mia vita.

Quest’anno da junior ha giocato tanto per gran parte della stagione, ma forse non hai raccolto tantissimo. Sei un po’ delusa?

Si, sono rammaricata. Non è stato un anno molto piacevole, non mi aspettavo di fare così male, avevo tante pressioni addosso, che mi mettevo io stessa, e poi altri vari problemi, anche al di fuori del tennis, mi hanno portato a giocare male. Credo di aver iniziato a giocare solo ora, peccato sia già settembre…

Tra gli altri tornei, hai giocato, seppur nelle qualificazioni, a Wimbledon e al Roland Garros. Che emozioni si provano a giocare questi tornei?

Sono state esperienze bellissime. Al Roland Garros sono stata poco, in pratica dopo la sconfitta sono andata via quindi non ho neanche avuto la possibilità di entrare a vedere. A Wimbledon invece sono stata ancora meglio perché ho avuto un paio di giorni per girare lì. È stato fantastico.

Come ti sei trovata sull’erba?

Sull’erba mi sono trovata bene, ma non benissimo. Sul cemento mi trovo meglio…

Ti alleni sicuramente in uno dei migliori club italiani, a Bordighera, seguita da Riccardo Piatti. Come ti trovi?

Avere una persona così che crede così tanto in te è veramente fantastico. In questo momento stiamo lavorando sul ritrovare un po’ me stessa, perché in questo momento mi sono “persa”. Penso che questa sia la cosa più importante.

Cosa pensi del successo delle italiane?

Solo guardando i match di Flavia e Roberta ho imparato tantissimo. Ci hanno regalato un sogno e sono davvero contenta per loro.

Spiegaci un po’ la questione del passaporto…

Ho passaporto russo e quindi non sono ancora italiana, tuttavia a livello tennistico si. Avrò il passaporto italiano solo compiuti i 18 anni perché prima non posso chiederlo.  Per il momento non ho alcuna idea di giocare in futuro per la Russia, poiché sono sicuramente più legata all’Italia, dove sono cresciuta.

Quali sono i tuoi prossimi impegni?

Dopo questo torneo torno a casa per una settimana, poi andrò in Spagna per prendere qualche punto per provare ad entrare nel tabellone degli Australian Open.

Obiettivi per la prossima stagione? Proverai a giocare junior per giocare gli Slam o passerai ai Pro?

L’obiettivo sarebbe quello di entrare in tabellone negli Slam però non lo metto al primo posto altrimenti mi metto tensione, quindi come va, va. Diciamo che io ho il desiderio di giocare in tabellone gli Slam, quindi se servirà qualche punto per giocarli, proverò a farli.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Leggere, andare al cinema, stare con i miei, con mio fratello e, ovviamente, con gli amici.

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19 commenti

  1. monkey71

    Io questa cosa di investire tempo e denaro per cercare di fare gli Slam Junior non è che la comprendo tanto,capisco che giocare queste competizioni può dare molta soddisfazione,ma ritengo che se sei gia pronto e competitivo per giocarti i 10K sarebbe molto più utile concentrarsi su quelli….la cosa mi sembra tanto come puntare all’uovo oggi anzichè alla gallina domani…

  2. bogar67

    Monkey71
    forse bisogna ripagare il prestito d’onore. Tu dai una cosa a me e io ti do una cosa a te.

  3. atti

    esatto Bogar…
    del resto è anche giusto che sia così.

    Senza dimenticare che per un ragazzino che ci sta provando…entrare a Wimbledon eo al RG è cmq motivo di grande motivazione, soddisfazione ed esperienza a contatto con i Pro.

  4. Nikolik

    Ma ovviamente non c’entra assolutamente nulla questa storia del prestito d’onore.
    Figuriamoci se una che si allena con Piatti fa una programmazione di tornei forzata dal prestito d’onore, ma figuriamoci se Piatti fa fare a una sua allieva una programmazione non gradita, ma figuriamoci.

    Che lo vogliate o no voi Genitori, anche Piatti, come del resto tutti i coach del mondo, ritengono i tornei ITF juniores maggiori altamente formativi e performanti e capaci di fare un’esperienza importante, molto di più di questi 10.000 con campi di partecipazione assurdi che vanno di moda adesso.

    Del resto, basti vedere, genitori, il vostro idolo Bencic, che l’anno che la vidi io a Santa Croce giocò tipo 10 ITF di fila juniores e la allenava la madre della Hingis, non so se mi spiego.

    Quindi, che lo gradiate o no, Genitori, la Samsonova giocherà tanti ITF perché evidentemente Piatti ha deciso che le é utile e necessario, altrimenti non glieli farebbe giocare, prestito o non prestito e federazione o non Federazione.
    Ma figuriamoci.

  5. atti

    Voi esperti cmq siete troppo superficiali nelle analisi 🙂
    E troppo attaccati ai risultati…:-)
    Così facendo non sarete mai dei buoni genitori/coach… 🙂

    Quindi Nik, non è mai troppo tardi per “ammordire” alcune tue certezze,
    se no non passerai mai l’esame per il patentino di genitore/coach !!!
    e il tempo stringe…

    scherzi a parte…
    la Samsonova è supervisionata da Piatti himself,
    oltre a essere seguita passo passo da un ottima e motivatissima giovane coach come Giulia Bruschi.
    E’ evidente che nulla è lasciato al caso…
    Sono d’accordo con la sintesi di Nikolik…il che mi preoccupa.

  6. bogar67

    All’età della Samsonova Sergio Giorgi mi pare che con Camila gli Junior li aveva finiti. Andava per conto suo quello, pare che ricevesse prestiti ma non dalla Fit 🙂 🙂 🙂

  7. Nikolik

    Ma, guarda, Atti, che mi fai un complimento se mi dici che non sarò mai un buon genitore/coach, dal momento che, come sai, io non voglio esserlo…

    Per il resto, Atti, lasciati dire una cosa in amicizia…che voi Genitori diciate a noi esperti che siamo attaccati troppo ai risultati…proprio voi…mi sembra paradossale!

    Eh, sí, Atti, devi sapere che la prima volta che ho visto numerosissimi esponenti della tua categoria, quella dei genitori cioé, attaccati alla rete ad inveire per il risultato di partitelle ignobili é stato nel 1976 ed ancora vi vedo, dopo 39 anni…

    Ammetterai che imputare a noi esperti di tenere ai risultati é un po paradossale, con voi attaccati alle reti ad inveire!

  8. Alessandro Nizegorodcew

    Il discorso su importanza dei tornei junior lo abbiamo fatto tante volte e si può essere d’accordo o meno. Si può puntare prima degli altri sui 10.000$ (ricordatevi che vi è un massimo di tornei in cui prendere punti se hai meno di 18 anni) ma per quanto mi riguarda gli Slam Junior sono un MUST. A livello motivazionale sono fondamentali, devi vedere quello che è il tennis VERO per volerlo realmente raggiungere. Può essere importantissimo…

  9. atti

    Ale, chiaramente non ci sono dubbi sull’importanza degli Slam Junior…

    Cito cmq la Barthel che fece pochissima attività junior e credo nessun slam…probabilmente qualche altro ci sarà che non li ha fatti.
    Ma il 99% dei pro ci è passato…non è che serva Nikolik per capirne l’importanza.

    Io cmq penso che se a 17/18 anni diventi competitivo per gli ITF junior, dovresti farne, ma se non li fai, a quel punto, non cambia molto rispetto alle tue prospettive, che non saranno certo di voler vincere Wimbledon, ma piu’ ragionevolmente, di provare a diventare un buon giocatore e magari, essere quell’uno su un milione che riesce a entrare nei 100-150 a 21-22 anni.

    Lo stesso Vanni è un altro esempio…
    e credo che questo filone si stia ingrossando, vuoi anche in ottica college americani…

  10. Alessandro Nizegorodcew

    @atti
    Certamente, ma un conto è non giocarli perché non hai quel livello da giovani (Barthel, Vanni), un altro non giocarli se ne hai la possibilità. Poi ovvio che tra maschile e femminile cambia tutto. Tra i ragazzi a 18 anni molti ancora giocano junior, se a 18 una ragazza gioca solamente (o quasi) junior forse qualcosa non quadra

  11. nicoxia

    Analisi da genitore inesperto,secondo me tutte le esperienze servono,pero dipendono dalle possibilità economiche e di tempo dai percorsi e dalle finalità, che non coincidono per tutti,per i genitori illuminati la finalità è solo la crescita,per team come quelli di Piatti pure,per altri sono solo questioni di potere e di interessi personali,c’è una bella differenza puntare agli slam junior, avendone la possibilità,girando in tornei junior prestigiosi e di livello,altro e farne mille mandarli in culo al mondo per prendere punti per accedere agli slam junior,sappiamo benissimo chi fa una cosa e chi l’altra e per quali motivi,noi genitori inesperti.

  12. Nikolik

    Sì, peccato però che evidentemente Piatti appartiene alla seconda categoria che dici tu, Nicoxia, ma non solo lui, tutti i migliori coach del mondo.

    Ricordo a tutti che mandò la Samsonova a fare i Grade 4 ad Abu Dhabi ed in Oman!

    Oltre ad innumerevoli altri tornei in Egitto, Tunisia, Marocco, tutti grade 4 o 5….
    Oltre alla tournée solita in Sudamerica, ovvio, che fanno tutte.

    Ripeto, cari Genitori: che lo vogliate o no, che vi piaccia o no, il sistema per affermarsi nel tennis è questo: viaggiare, impegnarsi, giocare tornei in condizioni diverse e continenti e paesi diversi, climi diversi, tennis diversi

    Mi dispiace molto per voi, Genitori, per le vostre illusioni che si possa fare diversamente, mi dispiace molto.

    Chiedete a Piatti, come si fa.

  13. bogar67

    Condivido Nicoxia post 13

    Nikolik scrive
    “Ripeto, cari Genitori: che lo vogliate o no, che vi piaccia o no, il sistema per affermarsi nel tennis è questo: viaggiare, impegnarsi, giocare tornei in condizioni diverse e continenti e paesi diversi, climi diversi, tennis diversi”

    Si vede che sei una fansi della Dentoni 🙂 🙂

  14. bogar67

    un fansi non una 🙂 per chi legge il blog per la prima volta adesso Nikolik uomo è 🙂 🙂

  15. nicoxia

    Vedi Nikolik,io posso capire ed anche condividere il ragionamento che fai tu,perchè io a differenza tua ascolto e discuto per capire non per avere ragione,se ci provassi anche tu capiresti che ci sono vari contesti e diversi percorsi con dinamiche non universali,la differenza la fa solo l’interesse che si ha e una cosa è certa che l’interesse per noi genitori è solo quella del figlio per altri non è propio così.

  16. nicoxia

    Con questo non voglio dire che i genitori fanno tutto giusto, anzi,ma sicuramente in buona fede mentre sono sicuro della malafede o incompetenza di altri,a voi la scelta.

  17. nicoxia

    Nikolik non ti voglio paragonare ne a uno ne all’altro perchè non sei ne uno ne l’altro sei come quelli al bar che criticano gli allenatori credendosi esperti.

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