Massimo Sartori: “A Seppi è mancata continuità”

di - 12 Novembre 2014

Seppi ortisei finale

di Alessandro Nizegorodcew

L’illusione australiana. Poi tante difficoltà. Una successione di stop and go, di fermate e di ripartenze ha scandito la stagione di Andreas Seppi, che ha comunque chiuso l’anno al numero 44 del mondo grazie al successo la settimana scorsa al Challenger di Ortisei.

Massimo Sartori“E’ stata forse una delle stagioni più dure dal punto di vista della continuità” ci spiega lo storico coach di Seppi, Massimo Sartori. “Andreas non ha mai avito occasione di vincere tre partite di fila, quindi non è mai entrato in ritmo col suo tennis. Abbiamo fatto qualche errore anche noi, tutti insieme, forse non era così allenato da fornire prestazioni di alto livello all’inizio. Lo scorso inverno abbiamo avuto qualche incidente di percorso” prosegue Sartori, “poi Andreas si è ammalato, ha giocato la serie A. Di fatto, non siamo mai riusciti ad allenarlo per 10 giorni di fila. Poi siamo andati i in Australia e ha vinto con Hewitt un match durissimo”, una battaglia di 4 ore e 18 minuti davanti ai 15 spettatori sulla Rod Laver Arena, in cui salva un match point e chiude 7-6(4) 6-3 5-7 5-7 7-5 battendosi fiero il petto per la quindicesima vittoria in carriera al quinto set. Alla luce di quel risultato, ammette Sartori, “pensavamo di aver salvato quella parte di stagione, ma dai tornei indoor di febbraio si è capito invece che il problema era proprio sull’allenamento. Per cui a Indian Wells abbiamo deciso di lavorare duro, di non pensare al torneo nè a Miami, ma usare tutta la trasferta per allenarci prima di Montecarlo. Purtroppo però lui non riusciva mai a colpire tante palle in partita e lui è uno che ha bisogno di ritmo. Comunque sia, alla fine questa è la quarta o quinta migliore stagione della sua carriera, in termini di classifica a fine anno: è sempre top-50, quindi può ancora scegliere dove giocare”. E per l’anno prossimo, spiega, Seppi ha scelto nella prima parte dell’anno di andare a Doha prima di affrontare la trasferta australiana a Sydney e Melbourne. Poi tornerà in Europa per i tornei indoor e ovviamente sarà a disposizione per la trasferta di Davis in Kazakhstan: “una partita difficile” commenta coach Sartori, “poche nazioni sono andate lì a vincere in questi anni”.

Da qualche tempo, Sartori segue anche Marco Cecchinato, che forse si è messo un po’ di pressione addosso e ha mancato per ora il grande salto, l’ingresso in top-100. “A luglio-agosto avevamo organizzato che lui giocasse i tornei ATP, e lui si è messo un po’ tensione in autunno. E’ vero anche che i giocatori cominciano a conoscerlo e trovano soluzioni per batterlo. Adesso Marco è a Bordighera a prepararsi. Qualcosa dobbiamo cambiare sul rovescio, è il suo colpo debole e i giocatori di alto livello lo attaccano sempre lì”.

Da non molto a Bordighera è arrivato anche Gian Marco Moroni, cresciuto al Parioli di Roma. “E’ una mia “vittima” di quest’anno” conclude Sartori. “Quello che aveva fatto prima è un buonissimo lavoro, ora cerchiamo di fargli capire dove deve arrivare nei prossimi due, tre anni dal punto di vista fisico, tecnico e come bagaglio tattico. Io lavoro sulla parte tecnica, ma in questo momento si sta concentrando solo parte fisica, perché è più indietro da quel punto di vista. E’ un ragazzo in gambissima, ha un potenziale buonissimo”

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