Panajotti: “Povera Ital-Tennis”

di - 19 Febbraio 2011


(Daniel Panajotti con Francesca Schiavone)

di Alessandro Nizegorodcew

Inizio dal problema coach in Italia. Parlando con Piccari e Salvoni in questi giorni, si diceva che il grande problema in Italia è la mancanza di collaborazione tra i vari coach. Credi sia questo il problema del nostro paese e che invece non esiste in Argentina, Spagna o Francia?
“Uno dei fattori della mancanza di collaborazione è dovuto al fatto che il tennis è un ambiente basato sulle invidie e le gelosie (sport individuale) e di conseguenza ognuno guarda al prorpio orticello. Se sei umile e disponibile, ascolti e fai domande, pensano che tu non sai niente e quindi cercano di metterti in piedi in testa e sfruttarti per 2 soldi, nessuno ti considera e quindi la cosa migliore da fare è essere presuntuosi e tirare gomitate a destra e a manca. Devi sempre far vedere che le sai tutte e ciò che non sai lo spieghi. Qualcuno mi ha detto che i popoli si differenziano nel modo di fare nel momento che ignorano qualcosa: “Quando un popolo non sa una cosa, i Giapponesi copiano, gli Americani investono in scienziati, i Tedeschi studiano e gli Italiani spiegano.” Io sono arrivato in italia nel ’92, all’inizio mi comportavo come in argentina, aperto ad ascoltare ed imparare, ma nonostante io provenga da una scuola molto importante (scuola di Tandil) nessuno scambiava le proprie idee con me, anzi mi volevano spiegare tutto, addirittura il top-spin, quindi mi sono stancato presto ed ad un certo punto, anch’io non ho ascoltato più nessuno (in Italia), andando avanti per la mia strada. Se poi fai delle cose buone, ti parlano male dietro le spalle, ti fanno terra bruciata intorno, perché hanno paura che rubi loro un pezzo dell’orticello. Quindi….povera italtennis! Tutto il mondo è paese si dirà.. ma in Sudamerica c’è più collaborazione.”

Chi sono secondo te i migliori coach internazionali? E perché? e Quali invece i migliori italiani?
“Brad Gilbert secondo me è il migliore, per i risultati che ha ottenuto con i suoi giocatori. Poi ci sono i guru del tennis come Nick Bollettieri, capaci di sfornare giocatori da tanti anni oppure Raul Perez Roldan, che creò un metodo di lavoro a Tandil è che non solo ha prodotto tanti giocatori ma anche tanti allenatori, che oggi trasmettono ad altri questo metodo. Per quanto riguarda i migliori coach Italiani, posso solo nominare chi conosco e che so come lavora; chi non includo nella lista è perché lo conosco solo di nome e quindi non sono in grado di dare un giudizio. Secondo me alcuni dei migliori coach sono: Riccardo Piatti, Claudio Pistolesi, Vittorio Magnelli, Massimo Sartori, Fabrizio Fanucci, Francesco Elia, Giovanni Marra, Patrizio Remondegui, Daniele Moretti, Gianpaolo Coppo, Raul Ratzinger e anch’io siccome sono italiano, mi posso includere.”

In questo momento che ragazzi stai seguendo? E come procede la tua Accademia a Verona? Quali i progetti per il futuro?
“Sto seguendo diversi ragazzi, Marco Bortolotti è in questo momento il mio giocatore di punta, poi ho circa 22 agonisti di tutte le fasce di età e livello. I seconda categoria sono circa 10, quindi il livello dell’accademia è ottimo. La mia scuola procede molto bene, lavorare paga sempre e abbiamo tante richieste non solo dall’Italia, ma anche Inghilterra, Russia e Turchia. I risultati sono frutto del nostro lavoro, io sono impegnato personalmente in campo tutti i giorni ed il mio team ormai ha raggiunto un ottimo livello. Gli allenatori sono Damian Di Noto, Claudia Pontoglio e i preparatori fisici Giorgio Di Pasquale e Christian Filippi stanno facendo un ottimo lavoro da oltre 4 anni. In un futuro prossimo c’è in progetto di aprire una sede per l’alto livello in Lombardia e concentrare lì quelli che hanno bisogno di essere curati a 360°.”

Come è cambiato a tuo avviso il tennis in questi ultimi anni? E come cambierà? Quanto è difficile e importante per voi coach capire dove sta andando il tennis?
“Se guardo i filmati degli anni ’80 e quelli di oggi è evidente che la velocità è aumentata, ma adesso stanno facendo di tutto per rallentare il gioco. L’intensita di gioco (muoversi rapidamente) è un fattore fondamentale e quindi tirare più forte mi sembra improbabile, ma c’è ancora margine dal punto di vista fisico per aumentare l’intensità di gioco. Alcuni anni fa sono andato a vedere una partita di basket a Miami (miami heat contro i 76ers) e nel vedere atleti alti 2 metri che si spostavano avanti e indietro e saltavano tutto il tempo con un intensità pazzesca, mi fece pensare: “questi sono atleti”. Come cambierà? Tanti anni fa Emilio Sanchez mi disse: “Nel tennis è già stato tutto inventato, le geometrie sono quelle, le giocate anche, è solo più veloce.” Anch’io sono di questa idea, sono anni che applico un sistema di lavoro e produce sempre risultati quindi le giocate, le geometrie ed il gioco in generale sono sempre le stesse. Devo dire che sono stato fortunato a crescere sotto la guida di Perez Roldan a Tandil e spesso ho sentito delle novità in qualche simposio, che Raul mi aveva insegnato 20 anni prima. Forse in futuro essere alti almeno 1.86 sarà importante, ma il tennista è composto di 5 aspetti fondamentali: tecnica, tattica, fisico, mentale e caratteriale, quindi ci sarà sempre spazio per tutti, ma penso che i giocatori che non avranno intensità e molta energia non riusciranno ad essere competitivi, attualmente è così. Capire dove sta andando il tennis? Non è difficile, il campo è uguale da oltre 100 anni, solo che le racchette e le palline si sono evolute, la velocità è aumentata, ma a tutto c’è un limite, quindi secondo me, niente stravolgimenti tali da dover fare appello alla sfera di cristallo.”

Quanto è importante al giorno d’oggi la preparazione atletica di altissimo livello? Tu chi hai nel tuo centro che se ne occupa?
“Ho parlato prima d’intensità e margini di miglioramento dal punto di vista fisico, quindi ho già detto ciò che penso. La prova di ciò che dico è Francesca Schiavone. Nel mio centro ci sono 2 preparatori: Giorgio Dipasquale (già preparatore di Francesca) e Christian Filippi che prepara anche la nazionale di Kendo.”

Ultima domanda: Secondo te è utile un mental coach? Come lavori sui tuoi giocatori dal punto di vista psicologico?
“Si, il mental coach è utile quando il giocatore è un debole e non riesce da solo a fare ciò che dice che vuole fare, io personalmente preferisco non utilizzare il preparatore mentale perchè gran parte del lavoro di formazione psicologica del giocatore lo faccio io in campo ed il preparatore fuori dal campo. Credo che ti rinforzi mentalmente se sei umile e ti fai un mazzo enorme ogni giorno con un sorriso sulle labbra. Ho conosciuto giocatori molto, ma molto forti che non hanno mai utilizzato il preparatore mentale, ma che hanno lavorato sodo con grande umiltà e lo sforzo quotidiano, arrivando molto in alto. La parte emotiva è determinante nel tennis, quindi le paure di vincere e perdere sono molto presenti nei giocatori, tutto ciò si allena in campo lavorando sulla automatizzazione e sul proprio gioco. Io lavoro molto questi aspetti ogni giorno, cercando di colmare le lacune che sono quelle che provocano i dubbi e la insicurezze.”

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64 commenti

  1. Stefano

    Meno male che c’è qualcuno che dice quello che pensa senza troppi peli sulla lingua, alleluia.

  2. simplypete

    Purtroppo è evidente che in uno sport individuale tutti tendono a preservare e ha farselo pagare profumatamente il proprio know how, come sto sperimentando tutte le volte che mi avvicino con un blok-notes diventano taciturni…..enigmatici per dirti che 2+2 fa quattro, ti dicono che la radice quadrata di x più il cubo di y – un terzo dovrebbe fare quattro…..e spacciano concetti banali per chissà quale trovata.
    Alcune volte succede che traq mille parole ne dicono un paio di interessanti,e devi essere veloce a sintetizzarle tutto il resto normalmente è fuffa…purtroppo

  3. Mauro g&f

    Simply, il problema è che tu vorresti cogliere chi sa quali verità, l’ha detto Panajotti anche citando Sanchez Casal, non c’è nulla da inventare oramai o formule magiche, lavoro, lavoro ed ancora lavoro, in persone chiaramente che hanno una predisposizione atletica importante e quantità industriale di forza di volontà.
    La vera differenza a mio avviso la fa il coach/maestro che riesce a individualizzare il lavoro da fare a seconda dell’allievo che ha davanti, facendo emergere le caratteristiche di ognuno.
    Io non so chi sia stato il maestro di Santorò, ma per me era un genio, capace di capire che solo quel tipo di gioco poteva far rendere al massimo il suo allievo.
    Altretanto dicasi per Bartolì padre che per far emergere la figlia svantaggiata da un fisico non esattamente atletico, gli ha fatto applicare un gioco di anticipo adatto alle sue caratteristiche.
    Spesso invece si preferisce standardizzare l’insegnamento sia tecnico che atletico perchè non si hanno probabilmente risorse economiche ma anche conoscitive per soggettivizzare l’insegnamento.
    Ecco perchè nel tennis, sport unico in questo senso, i genitori diventano spesso coach/maestri dei loro figli, hanno un enorme motivazione per applicare un allenamento individuale.

  4. pulsatilla

    Quoto Mauro al 99%.
    Per me c’è molto da inventare nel tennis, ma l’idea non può certo venire da Sanchez o Casal. Da loro si può imparare il concetto di impresa e di come massimizzare i profitti, non certo di nuove idee di allenamento.
    Ognuno ha il suo talento e il loro è molto invidiato.

  5. simplypete

    Mauro, ti assicuro, che invece la professionalità dei vari coach non è per nulla scontata è un po’ come in medicina farsi operare da un neuro-chirurgo piuttosto che da un altro fa la differenza, eccome se la fa, posso dirti che un indicazione corretta oppure sbagliata può cambiare una carriera, a volte un paio di minuti valgono 100 ore di allenamento perchè ti indica la strada…poi è chiaro che un mulo non sarà mai un puro sangue, ma sai quanti purosangue trasformati in muli……

  6. merito

    simplypete ha simply ragione!!!!! Poi, è come ha detto Roche puoi avere il miglior coach ma se sei un mulo………..poi non vedo i primi allenatori della Schiavone che tirano fuori delle foto assieme a lei prendendosi tutto il merito. Che comunque i primi allenatori fino a 12/13 anni sono loro che ti danno l’imprinting., quindi un grande merito va a loro. Poi molti “coach” vogliono farsi pubblicità, bisogna stare attenti!!

  7. TCC'75

    Panajotti sui coach e i maestri italiani ha centrato il punto. Ma è possibile che nessuno sappia ascoltare e/o fare domande?

  8. curioso

    “I risultati sono frutto del nostro lavoro”. Inizio di quest’, anno mi guardavo intorno varie accademie dove mandare mio figlio, e appunto guardavo i risultati dei ragazzi seguiti da Panajotti. Non mi risulta un gran che!!!!!!

  9. monet

    Panajotti sui coach e i maestri italiani ha centrato il punto. Ma è possibile che nessuno sappia ascoltare e/o fare domande?”
    è cosi anche negli altri paesi,forse l’unico ,dico l’unico paese nel quale i vari coach scambiano oppinioni è la spagna,ma anche loro davanti si fanno la faccia bella,dietro si sparano uno con l’altro,l’informazione costa e chi sa si tiene tutto per se
    per non parlare della maggior parter dei coach argentini ,i quali cambiano sistematicamente giocatore o viceversa,dalle 2 alle 3 volte l’anno….fosse cosi semplice come descrive il maestro ……sarebbe una meraviglia…..

  10. albert

    A,T Verona , bellissimo circolo, ma non è un Accademia. campi coperti d’estate non ci sono, poi solo campi in terra rossa. Mio figlio ha fatto un stage estivo 2 anni fa, Panajotti in campo non c’era mai,.solo una maestrina, che comunque la targa fit non era esposta. Atletica niente. Quest ‘anno sono andato da Sanchez ho speso di meno.

  11. verità

    bogar67, …… invece grazie ad albert per la sua informazione !molti sanno parlare bene poi i fatti sono altri!

  12. bogar67

    Io da esterno all’ambiente penso che la Schiavone un grazie al maestro argentino durante tutte le sue doverose autocelebrazioni su supertennis tv poteva anche darlo, mi pare che invece come dice un vecchio detto Napoletano:
    Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto… chi ha dato, ha dato, ha dato… scurdámmoce ‘o ppassato, simmo ‘da FIT paisá!

    Poi sul discorso di come è strutturata l’Accademia del maestro dovrei andare di persona per rendermi conto, di certo nei commenti sul blog letti precedentemente mi pare che fino adesso non ho letto grande positività, ero stato colpito due o tre anni fa da un altro genitore che aveva tolto la figlia perchè non soddisfatto del lavoro e dell’attaccamento al denaro.

  13. Ringrazio Curioso, Verità ed Albert per le critiche, mi servono per migliorare. E’ grazie a chi mi critica che ogni giorno cerco di fare meglio. Purtroppo nessuno è perfetto.
    A Bicio rispondo che io non vivo di rendita per aver allenato schiavone, piuttosto vivo del fatto che mi faccio un mazzo ogni giorno in campo e se qualcuno non è soddisfatto del lavoro svolto, pace.

  14. Aggiungo anche che a Tandil (Perez Roldan, Davin, Zabaleta, Monaco, Gonzalez, Junqueira, Del Potro) non c’erano campi coperti, palestra e altre comodità, oggi è un pò meglio ma assomiglia molto all’AT Verona, quindi i contenuti sono più importanti del contenitore!

  15. bicio

    per daniel, io parlavo di vivere di rendita dal punto di vista mediatico, ovvero nel farsi pubblicità ricordando ogni 3×2 il fatto che hai allenato la schiavone.
    il fatto che tu ti faccia un mazzo in campo tutti i giorni non è in discussione come non è in discussione la tua bravura o i risultati, ma la shiavone è passata da un bel pò, che ne dici di guardare avanti?

  16. king of swing

    di sicuro se la schiavone ha toccato queste vette e vinto il rolando…il merito è pure di panajotti che evidentemente ha svolto un ottimo lavoro…senza panajotti non sono così convinto che la schiavone avrebbe ottenuto tutti questi successi…interessante pure l’osservazione sui contenuti più importanti del contenitore…che ricorda un pò rocky 4…in effetti pure in questo sono totalmente in sintonia con il coach

  17. king of swing

    ottimo pure l’articolo in generale…non mi trovo d’accordo solo su gilbert..che a mio parere è sopravvalutato come coach…per il resto davvero un bellissimo articolo…

  18. evoluzione

    a tandil, non ci sono i campi coperti.???????????!!!!!!! 50 anni fa forse. Comunque non solo at verona ma sicuramente tanti altri circoli che non hanno delle strutture fisse non è il massimo per il genitore che comunque paga la quota fissa..Ho sentito anch’io solo di negativo da chi è andato da panajotti.

  19. incredibile

    Perché non esce fuori un ex allenatore della Penetta??????????,o della Errani??????umiltà e prendersi merito per una cosa presente, non di anni fa. nel percorso di un atleta, tutti, ma tutti !!!!!! che hanno contribuito alla sua formazione si meritano un riconoscimento, dal genitore, al primo maestro fino al ultimo. Pero come ha detto bicciò , panajotti e molto bravo a farsi pubblicità. contenuti, contenitore?????? i risultati parlano ( se è vero quello che ha detto curioso)

  20. andrew

    Panajotti…

    devi aver pestato i piedini a più di qualcuno… non sembri molto amato…

    comunque ci mancherebbe che non potessi rivendicare nel tuo curriculum di essere stato uno dei coach di Schiavone…

    ps. l’AT Verona ha, come molti circoli italiani, una accogliente club-house con ristorante..

  21. Nicola De Paola

    andrew devi sapere che l’atleta,quello vero,ha bisogno di nutrirsi bene fin da bambino.. E quel ristorante potrebbe farlo crescere sano..

  22. andrew

    vero e appropriato, caro Nicola Pistolesi!!

    il tennis italiano deve andare sempre più in direzione della ristorazione!! Dopo TV, rivista, centri estivi, vendita trofei, mercatino usato, abbigliamento, gadgets è venuto il momento di lanciare le barrette energetiche FIT (un composto energetico derivato dalla materia sotto-alluce di tennisti tesserati FIT), i ristoranti FIT e magari anche “le perfume” FIT (in due profumazioni: Alito di Pietrangeli e Mutanda di Pericoli)

  23. Ho sentito parlare peste e corna su Piatti, Pistolesi, ecc. Ci mancherebbe che io che sono uno dei tanti allenatori non avessi detrattori.
    A Tandil non ci sono campi coperti.
    In negativo parlano tutti quindi anch’io sono esposto alle critiche per quello che faccio, ma purtroppo non si può accontentare tutti.
    Comunque io, nel bene e nel male, ci metto sempre la faccia e non mi nascondo dietro ad uno psudonimo per dire ciò che penso.

  24. La pubblicità è lecita farla, ogni volta che mi hanno chiesto qualcosa ho sempre detto che il merito di aver vinto Roland Rarros è della Schiavone. Ho sempre sostenuto di aver messo un mattone importante prima.
    Sono stato il suo allenatore per 6 anni quindi viene naturale associarci è che io sfrutti questo per farmi pubblicità. Su qualche giornale è apparso qualche titolo esagerato, ma leggendo l’intervista ho sempre chiarito che non è l’allenatore a fare la differenza, ma bensì il giocatore, perchè è lui/lei che gioca.
    La verità è che io ho risposto solo a chi mi ha fatto delle domande, punto. Non metto io in ballo il nome della Schiavone ad ogni intervista, perche preferisco parlare di ciò che faccio adesso.
    Io sono aperto a tutte le opinioni e rispetto chi parla negativamente di me, non mi toglie il sonno, perchè ci sono abituato.
    Ho sempre detto che se i giocatori vincono è grazie a il loro talento, ma se perdono è colpa dell’allenatore. Io accetto questo e quindi, ci sono, e ci saranno giocatori che verranno da me e non saranno contenti. Criticano Piatti, quindi…

  25. andrew

    ach, Teufel…cosa ho scritto di male adesso che mi avete cassato un post?

    Geez… proprio dei barboni a Tandil, non hanno neanche il campo coperto… eppure sfornano giocatori…

    Da martedì persino il vaffantennis ha un campo coperto. Uno dei miei soci ha ricavato un campo in piastrelle lucide all’interno del suo capannone. Giocarci è il trionfo del serve and volley!!! Una goduria!!

  26. Roberto

    Sono stato da Panajotti, ho visto lui sempre in campo, ho parlato con i genitori di alcuni ragazzi e mi hanno sempre parlato bene, a parte un paio, ma è gente che ormai ha girato venti circoli. Questo tipo di genitore si lamenta sempre e quindi se sono da Panajotti si lamentano, domani sono da Sartori e vanno avanti a lamentarsi, quindi a certa gente non gli va niente bene.
    Posso solo far notare a Panajotti che la sua scelta di lavorare con giocatori di seconda fascia, (una sua pubblicità recita “non importa età o livello”) fa si che i risultati non siano un gran che, però ho visto in accademia gente che fa salti di 3 o più classifiche. Certo che se Panajotti lavora con i “muli” è difficile che i risultati siano di rilievo. Da rispettare la sua umiltà nel seguire ragazzi che sulla carta non sono dei “fenomeni”

  27. Atti

    Per me Panajotti ha ragione se a domanda risponde di essere stato l’allenatore di Francesca S…..cosa c’è di così grave ?…
    Ma forse sono piu’ gli altri che lo identificano per questo…quasi adesso diventasse una colpa.
    Non conosco Panajotti di persona, pur bazzicando tornei giovanili nella stessa regione, qualche volta ci siamo anche incrociati, mi ha sempre dato l’impressione di essere un uomo di campo piu’ che un pubblic relation…altri della categoria enfatizzarebbero molto molto di piu’….
    Certo il passaparola locale è altresi infarcito di invidie e gelosie varie… l’unica cosa che mi sembra di notare, così mi è stato riferito, è che mediamente la sua Accademia offre prezzi diciamo “leggermente” piu’ alti rispetto alla medie delle agonistiche regionali…dl’altronde il suo staff utilizza strutture altrui… e i costi si devono adeguare.
    Logico che se poi non sono ancora emersi giocatori di livello …fare uno piu’ uno diventerebbe facile…teniamo pero’ conto che ha diversi ragazzini fra l’U12 e U16…quindi il suo lavoro si vedrà eventualmente fra un po’…
    Ne commenterei in base ai corsi estivi… che in tutto il mondo hanno come unico scopo il parcheggio (da una parte) e l’arrotondare (dall’altra)…
    E’ evidente che poi il successo di un atleta dipende in buona parte dall’atleta stesso… i miracoli nel tennis non esistono… e le percentuali italiane indicano…che non è poi così facile….
    Certo è piu’ semplice passare da coach di tizio a coach di caio… scendere ad insegnare ai giovani è un merito piu’ che una colpa…

  28. Mimmo

    Ho letto tutti i commenti,ovviamente con pareri discordanti come è giusto in una democrazia e soprattutto in uno sport con tremila variabili come il nostro. Io non conosco Panajotti però vorrei averne altri cinquanta come lui perchè comunque suscita interesse ed accende la discussione. Solo chi non fa non sbaglia

  29. pulsatilla

    Esistono due categorie di maestri di tennis per quel che mi riguarda.
    Una prima categoria che cerca di accaparrarsi i giovani migliori, magari con l’arma della lusinga dei genitori, che di solito abboccano con facilità, quando sentono vantare le doti mirabolanti dei propri figli. Sono maestri questi che si fanno belli con il lavoro oscuro fatto da altri e allenano solo i migliori.

    Alla seconda categoria appartengono invece i pochi che lavorano con passione e si dedicano anche a chi grandi doti tecniche non ce l’ha. Questi sono gran lavoratori, sono appassionati e riescono spesso a tirare fuori del buon tennis a giovani che all’inizio dell’attività sembravano negati per questo sport.

    Io non so se Panajotti appartiene alla seconda categoria, non lo conosco. Ma è evidente che la mia stima va solo a questi.

  30. bicio

    scusate ma la domanda del cronista era:
    “Quanto è importante al giorno d’oggi la preparazione atletica di altissimo livello? Tu chi hai nel tuo centro che se ne occupa?”

    risposta di panajotti è:
    “Ho parlato prima d’intensità e margini di miglioramento dal punto di vista fisico, quindi ho già detto ciò che penso. La prova di ciò che dico è Francesca Schiavone. Nel mio centro ci sono 2 preparatori: Giorgio Dipasquale (già preparatore di Francesca) e Christian Filippi che prepara anche la nazionale di Kendo.”

    nominata 2 volte francesca senza che l’intervistato abbia chiesto di lei….

  31. Ho una figlia di 11 anni che è al secondo anno in questa accademia, arriva da un anno di tennis spagnolo, un buon anno ! e da due anni di tennis italico con maestri di grande nomea ma del Gigetto senza nulla togliere a gigetto. Arrivare in questa accademia è stata una svolta importante, mi sonio sentito il genitore illuminato tante volte descritto dal comandante Grazia. Penso di avere trovato la situazione ideale per la crescita sportivotennistica di mia figlia, si allena tutti i giorni tranne giovedì (karatè) sabato compreso, ci và supervolentieri, l’ambiente eterogeneo che va dai 10 ai 18- 20 anni è a dir suo fantastico …etc a me fà piacere perchè la vedo crescere e la vedo coinvolta dallo staff in diverse iniziative di gioco e socializzazione del gruppo, mentre prima entrava nel circolo faceva la sua ora ? di 45 minuti di tennis usciva dal circolo e finita. Panajotti è sempre presente e se non loè è perchè segue qualche atleta in un torneo e comunque si avvale di uno staff di tutto rispetto che ricalca la stessa linea di insegnamento,cosa molto importante. Sono maestro di sci e sò cosa vuol dire confondere un atleta con metodiche di insegnamento diverse.Per quanto riguarda la preparazione atletica devo smentire Albert post 12. Viene eseguita sempre nell’arco dell’anno seguita dai due preparatori atletici e riveste la sua grande importanza come dice Panajotti nell’intervista e come chi ha seguito genitori-figli negli ultimi anni sà.Ipotizzo che non vi siate parlati, vedo che in accademia qualsiasi rimostranza genitoriale la si può discutere, fuori dagli orari di allenamento ma se ne può parlare. C’è il cartello per di divieto ingresso ai palloni per i cani e genitori ma gli allenamenti spesso possono essere visti in diretta su televisore…. basta è la prima volta dopo anni che scrivo non vorrei tediarvi troppo adios

  32. Daniel Panajotti

    @ bicio, ancora stà storia, come se fossi l’unico che fa questo, almeno io ci ho lavorato per 6 anni, pensa che c’è gente in giro che dice di aver allenato la giocatrice che sappiamo, (mentre era sotto contratto con me) e va in giro raccontando un sacco di storie. Io sfrutto questo come il fatto che provengo da Tandil, che sono stato il primo Maestro di Juan Monaco e, insieme ad altri maestri, Mariano Zabaleta (e della loro evoluzione non mi sono mai presso meriti). Se non ti piace come mi propongo, pace. siccome sono uno da campo, non sono bravo a vendermi, magari se mi dai qualche consiglio, lo accetto volentieri. che dici?

  33. monet

    che voi coach ….in generale non sappiate vendervi bene,bè caro maestro qui ci sarebbe da scrivere una…..enciclopedia!!anche perchè le sue risposte e le sue difese non fanno altro che avvalorare la mia tesi…(.ff)

  34. Mauro g&f

    Maestro Panajotti, incominci a far entrare i genitori agli allenamenti, che sono poi gli sponsor reali dei ragazzi, coloro che sborsano i denari.
    Ma in un azienda che si rispetti, i principali investitori vengono tenuti lontani?

  35. Stefano Grazia

    Qual e’ la tesi che si vuol far passare? Che senza Panajoti fra i piedi Francesca Schiavone avrebbe vinto prima il RG?

  36. bicio

    per daniel:
    tu ti dai vendere benissimo, altrochè, non ti servono i consigli di nessuno! 😀
    non è che se ti giustifichi dicendo che così fan tutti allora va bene!!!
    la cosa fastidiosa è leggere fra le cose interessantissime che dici sempre i soliti riferimenti alla schiavone vecchi di anni, lo hanno capito tutti, lo sappiamo tutti che hai fatto tanto per la schiavo, però andiamo avanti dai, non ce la faccio a leggere ogni volta sta storia messa dentro come il prezzemolo dappertutto!! della serie: oggi è una bellissima giornata vero? eh si oggi è proprio bello, ma io ho allenato la schiavone eh, te lo ho mai detto????? mio nonno di a 94 anni mi ripeteva sempre le stesse storie della prima guerra mondiale, interessantissime eh, però dopo la 200000000esima volta un pò stufavano, ma era mio nonno…. 😉
    dai daniel passiamo oltre, non è con la schiavo e basta che si costruisce una credibilità e poi non sei tu che ti puoi costruire una credibilità, ma te la devono dare gli altri! in amicizia eh!

  37. chiara

    frequento e frequentavo, San Floriano, dove il maestro allenava laSchiavone, io vedevo la schiavone in campo con un altro maestro, Luis Delgado, penso che si chiama se mi ricordo bene, ed era lui che accompagnava fuori la schiavone. Una mia compagna di doppio,aveva portato suo figlio da panajotti, non essendo un talento, lui non l’ha mai personalmente allenato. Parlando con altre mamme effettivamente e cosi, se non sei un “talento” lui non scende in campo con te, e paghi una quota profumatissima lo stesso.

  38. Roberto

    Mio figlio frequenta l’academy attualmente, le porte sono chiuse solo d’inverno, ma comunque ci sono le telecamere per vedere gli allenamenti alla televisione dal bar. D’estate si possono vedere tranquillamente gli allenamenti. Mio figlio non è un “talento” ma Panajotti è sempre in campo. le quote sono costose, però l’offerta è superiore per quanto riguarda la quantità di ore di allenamento e la qualità. Mio figlio fa circa 900 ore d’attività in un anno, contro le 250 che faceva prima nella cossidetta “agonistica” del circolo, se faccio il calcolo del costo all’ora d’allenamento, viene fuori la stessa cifra, ma la qualità degli allenamenti è 100 volte superiore. Mai visti i maestri al telefono, o al bar, cosa che ero abituato a vedere.

  39. Atti

    Chiara…
    quel che è successo al figlio della tua amica.. è assolutamente quel che succede in tutte le accademie (nonchè agonistiche etc.).. perchè pensi che da Bollettieri (tanto per fare un esempio) lui allena tutti quelli che sono lì full time ?
    L’importante sarebbe che i collaboratori siano motivati e seguano le indicazioni ricevute…che che in generale purtroppo non sempre succede….poi sta all’allievo farsi notare , e/o al genitore capire se il tutto è OK….e nel caso cambiare.
    Anche il tennis è una piramide… dove ovviamente chi è in punta ha maggiori vantaggi…chi è alla base deve pedalare… i costi sono altissimi….e tutti si arrangiano come meglio si puo’.

  40. gigetto

    massimo, sei sicuro che sei illuminato ? Prima di tutto gigetto a chi?, inutile che offendi, perché tua figlia aveva più risultati prima rispetto adesso (e non sto dicendo che non e brava, e che non è migliorata,) quindi pure tu inizia dare credito a chi ti insegna a camminare e poi……………Poi da quello visto l’anno scorso … conferma quello letto sopra e ho capito le 3 fasi di valutazione di panajoti. Se sei bravo scende in campo lui, mattina e pomeriggio, come lo faceva per una ragazzina che veniva da fuori, non la tua. 2 se sei o.k. c’e l’altro maestro sempre spagnolo o argentino. Poi ………… per gli altri c’e la ragazza, (che poi è un a maestra?)

  41. bogar67

    @ Ciao
    Non penso sia come afferma gigetto al post 45 tuttavia se il ragionamento tacito non codificato, scritto da nessuna parte vah, fatto nelle accademie in generale e non mi riferisco solo a quella di Panajotti è se sei un talento ti seguo personalmente se no ti affido ai miei collaoratori penso che potrebbe essere un buon misuratore sulle reali prospettive (sogni) di diventare un o una tennista professionista facendo desistere un genitore da ulteriori investimenti. Mi pare tuttavia che Monet ci ha reso noto che alla Sanchez Casal suo figlio, oggi un top 100, non era seguito dai guru ma da un collaboratore poi coach del figlio che riusci a portarlo su in classifica per cui anche il fatto che non ci sia personalmente diciamo il titolare a seguire il figlio non significa nulla, certo se il collaboratore è un incompetente poi è altro discorso.

  42. gigetto…non volevo offendere nessuno ma ho prelevato il termine gigetto dagli splendidi racconti di Stefano Grazia, ma mi dava fastidio vedere maestri impegnati al cellulare o peggio senza un programma da fare svolgere, mettevano in campo i bambini e basta con ore di tennis di 45 minuti o peggio con 4 o 5 ragazzi in campo. Mi ero fatto l`idea che così non sarebbe cresciuta. Si trova benissimo e la staff compreso Panajotti sono persone con le quali si può avere uno scambio di impressioni senza richiedere un appuntamento in carta bollata.Non è stato facile per noi genitori affidarci e per me in modo particolare, con gli argentini a Bariloce dove insegnavo sci avevo avuto delle esperienze negative, fregature su fregature aproffittando della mia buonafede o semplicità. Per questo dico illuminato cioè avere fatto una scelta di cui non mi pento ma che rifarei e di cui sono contentissimo e sopra ogni cosa di cui è contentissima Carlotta,tieni presente che io del mondo del tennis sapevo pochissimo ed un aiuto enorme me lo ha dato genitori e figli e il Sign. Pafundi padre di una splendida atleta.Poi gli anni a venire con tutte le mille variabili di queso splendido sport daranno un responso. In ogni caso ci sono delle età e classifiche per quelle età che possono dare il polso della crescita dellàtleta e che se non rispettate possono fare prendere delle decisioni all`allenatore ed ai genitori.

  43. monet

    ” ogni caso ci sono delle età e classifiche per quelle età che possono dare il polso della crescita dellàtleta e che se non rispettate possono fare prendere delle decisioni all`allenatore ed ai genitori.

    bene se tu dici l’età e la classifica della tua ragazza o ragazzo ti dico subito se fai bene a restare o se sarebbe meglio il…fai da te!!!!!

  44. tennisamateur

    Mia figlia frequenta l’accademia di Panajotti, ho potuto verificare con grande tristezza che a Verona e zone limitrofi l’invidia nei confronti di Panajotti è generalizzata, per fortuna lui ha portato professionalità e serietà, cosa che non vedevo in giro, quindi parlare per sentito dire senza prendere visione della cosa mi sembra scorretto.
    Mi sembra giusto che lui scelga i giocatori e decida chi allenare o meno, i suoi collaboratori sono validi e, sia mia figlia che il resto dei ragazzi, sono soddisfatti dello staff. Mia figlia stava smettendo di giocare e dopo la “cura” e più entusiasta che mai. So che forse non ha possibilità di diventare una giocatrice, ma oggi si trova in un’atmosfera che la spinge a lavorare sodo è crescere come persona, che è la parte che più interessa a me. Mi piacerebbe vedere allenatori del livello di Panajotti che la domenica sono a guardare le partite di un torneo di 3° cat. o l’under 12 della provincia. Lui gira e cerca di stare un pò con tutti, non mi ha fatto mai pagare spese d’accompagnamento oltre la benzina e autostrada, cosa che, chi allenava prima mia figlia prendeva 100 euro per il “disturbo”

  45. Daniel Panajotti

    Tutti i maestri dello staff dell’AT Verona son targati FIT. Ci sono due istruttori di 1° grado, uno di 2°, due maestri nazionali ed un tecnico nazionale. I preparatori sono laureati in scienze motorie e anche loro preparatori FIT. Le targhe non vengono esposte per una scelta mia. Non voglio che la gente faccia distinzioni, so io il valore dei miei collaboratori e per chiunque siamo tutti allo stesso livello. Cerco di proporre un metodo di lavoro e non allenarsi con tizio o caio. E’ la gente che dice “vai da Panajotti, se non ti allena lui non va bene” io non seguo di più chi ha talento, ma chi mi richiede di fare il programma personal training con me aldilà del livello. Non faccio distinzioni all’interno del gruppo di agonisti, cerco di dare a tutti le stesse attenzioni e sto molto attento a quello. Non sono il tipo di allenatore che punta tutto su un paio di ragazzi, ma punto su tutti, anche sulla carta scarsi. A tandil ci sono diversi esempi di scarsi che sono diventati più forti dei fenomeni.
    Purtroppo alcuni genitori hanno cercato di avere me in esclusiva, (succede da me e in tanti altri posti)io ho chiarito che questo costa e bisogna investire, ma davanti alla parola investimento si sono tirati subito indietro. Non si può pretendere di avere un allenatore tutto per se, senza voler investire, e quel che è peggio che pagando come gli altri lo pretendono. Ho sentito frasi del tipo “cosa alleni quello lì che non vale niente” dando giudizi sugli altri senza essere in grado di valutare. Io ho studiato per fare l’allenatore e continuo a farlo, ma sto molto attento a giudicare, perchè nella vita ho sbagliato parecchio con i giudizi.

  46. Daniel Panajotti

    Quando ero a cividino gli allenamenti potevano essere visti dalla vetrata del ristorante, poi allo sporting arbizzano idem, purtroppo le strutture che utilizzo adesso non hanno questa possibilità, ed io non admetto gente dentro il campo che è diverso da non si può vedere. I palloni pressostatici hanno poco spazio e quindi d’inverno in campo ci vanno maestri e atleti. Ci sono le telecamere e si possono vedere gli allenamenti al bar. E’ da poco che c’è questo sistema, ma c’è. D’estate chiunque può vedere gli allenamenti, ma sempre fuori dal campo. I ragazzi mi facevano notare che è fastidioso avere gente che si muove o si alza o telefona durante gli allenamenti, quindi d’inverno nessuno entra.
    Niente da nascondere, quindi!!!

  47. carlo

    @ monet, sembra che tu hai la sfera di cristallo, quindi se sai dirmi cosa fare con i giocatori di tennis per far si che diventino forti, te li porto e ci metto pure i soldi.

  48. Monet

    I soldi non servono,in questo sport prima serve un atleta poi un maestro che abbia voglia e pazienza di insegnargli tutto………pero la tua proposta sembra…..interessante!!!

  49. Mauro g&f

    Maestro Panajotti, mi permetta una provocazione, ma se qualche suo allievo che si infastidisce perchè qualcuno si alza o squilla un telefonino, dovesse arrivare a giocare gli Us Open, cosa fà chiede al pubblico di uscire?

  50. X Panajotti,
    nella mia esperienza di allenamento mentale con i tennisti ed in generale con gli sportivi, posso dirle che i dubbi che attanagliano la mente, non sono spesso dovuti all’esperienza sportiva ma all’educazione in senso generale che le persone hanno ricevuto. Quantunque l’automazione del gesto sportivo possa by-passare i processi di natura consapevole, l’80% del tempo in una partita di tennis è costituito da fasi di non gioco. E questo 80% influisce sempre in qualche modo, diretto o indiretto, sul 20%. E’ nella gestione delle fasi di non gioco che si vede la necessità, la specializzazione, il lavoro e la bravura di un allenatore mentale.

  51. Monet

    Che tu pensi sia un dovere allenare il tempo morto tra la le fasi del gioco? Che sia un allenamento più distinto? Scusami ma nn ho capito il tuo discorso diretto al maestro pannajotti……..forse intendevi agganciarti al suo discorso sul allontanamento dei genitori perché disturbanomil gioco?

  52. Monet
    ………quindi circa il 50% dei giocatori professionisti si avvale di un mental coach e non lascia che questa competenza speciale sia svolta in modo superficiale da chi già nel team si occupa in modo specifico e mirato della parte tecnica, tattica o atletica.

  53. Monet,
    il mio messaggio rivolto a Panajotti era inerente al fatto di non ritenere necessario all’interno del suo team una figura professionale specifica per la parte mentale.
    Ritengo che un buon maestro di tennis sia in grado di poter insegnare la parte mentale inerente alle fasi di gioco ma non abbia le competenze per poter capire, lavorare ed insegnare la gestione delle pause di gioco che sono legate soprattutto a fattori extra tennistici.

  54. Daniel Panajotti

    @ Mauro g&f, ha ragione, ma spero che quando arrivi a giocare l’US Open non lo disturbi niente. Comunque gli spazi nel pallone doppio del mio circolo sono infimi. Le dico anche che quando lavoravo con le professioniste (3), invitavo gente a vedere gli allenamenti per creare un pò di atmosfera, ma loro volevano sempre lavorare a porte chiuse, addirittura non volevano essere riprese durante gli allenamenti. Erano gelose del lavoro e non volevano mostrarlo a nessuno. Spesso dovevo allontanare la gente perchè mi veniva richiesto da loro. A me è sempre piaciuto che la gente veda ciò che faccio, ma purtroppo c’è gente che diventa pesante e poi sta adosso al figlio continuamente con muoviti, dai, cosa fai? non riescono a stare al proprio posto di osservatori e quando meno te lo aspetti eccolì lì a parlare col maestro e fare domande durante gli allenamenti, cosa che non è giusto nei confronti di chi stai allenando. Ho avuto diversi casi di questo tipo. Da me non si entra in campo e non si parla con i maestri durante gli allenamenti.

  55. Daniel Panajotti

    @Maria, sinceramente non ho il preparatore mentale perchè ho avuto brutte esperienze, magari trovassi un preparatore mentale che mi dia veramente una mano facendo bene il suo lavoro.

  56. Panajotti,
    non faccio fatica a credere che ha avuto cattive esperienze con chi dovrebbe occuparsi di allenamento mentale. Anch’io ho incontrato diverse volte resistenze a farmi accettare all’interno dei team dei giocatori a causa di brutte esperienze che avevano avuto nel passato con altro personale mentale.
    Il problema principale è che la parte mentale viene ancora oggi spesso demandata a psicologi dello sport che molte volte sono digiuni di tennis e che applicano metodologie valide per altri sport o che non sono in grado di lavorare mentalmente con i giocatori sul campo. Per quello che mi riguarda, una volta parte del team, non ho mai avuto alcun problema. Bisogna saper fare il proprio lavoro, saper stare al proprio posto ed interagire continuamente con il resto del team.

  57. king of swing

    più leggo panajotti..più sono convinto della sua competenza…ovvio non si potrà soddisfare tutti…sul mental trainer per i bambini forse potrebbe essere utile…però come diceva lo stesso panajotti..se non si trova qualcuno di veramente valido…possono nascere pure diversi problemi..insomma se ne può tranquillamente fare a meno..e comunque dai non è una figura fondamentale in quella fase…un coach bravo dovrebbe essere pure un bravo mental trainer a mio parere…ripeto parlo di bambini…per i professionisti è un altro discorso…

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