Paolo Lorenzi: "Obiettivo Semifinale"

di - 26 Marzo 2014

di Alessandro Nizegorodcew

Paolo Lorenzi è uno dei quattro azzurri convocati per la sfida di Coppa Davis contro la Gran Bretagna (Napoli, 4-6 aprile). Il senese, insieme a Fognini, Seppi e Bolelli, avrà il compito di riportare l’Italia in semifinale dopo 16 anni. In questa intervista esclusiva a Spazio Tennis ha parlato della splendida finale a San Paolo, dei suoi obiettivi stagionali, di Davis e, ovviamente, della scommessa con Matosevic ancora in piedi.

La stagione è iniziata nel migliore dei modi grazie alla tua prima finale Atp…
«A San Paolo ho disputato un torneo fantastico, vivendo emozioni fortissime e sfiorando il successo finale. Le condizioni di gioco erano più uniche che rare per il circuito, perché il torneo si disputava in altura su un campo in terra battuta indoor. Ho battuto due ex top-ten come Juan Monaco e Tommy Haas. Contro l’argentino nel terzo set mi sono accorto di essere più stanco di lui e ho accorciato gli scambi, venendo a rete appena possibile. Per quanto riguarda Haas invece, la cosa divertente è che mi ero allenato con lui ad inizio torneo ed avevo vinto un set 6-3; il mio amico Enrico Becuzzi mi aveva detto: «Magari ci vinci in semifinale». Dopo aver vinto il primo set 6-3 Haas si è ritirato…».

In finale sei stato avanti di un set contro l’argentino Delbonis, che però nel terzo è stato praticamente ingiocabile. Hai rimpianti?
«Nell’arco del match ci sono state pochissime occasioni di break per entrambi. Ad inizio terzo set, anche grazie ad un nastro vincente, è stato Delbonis a togliermi il servizio e nell’unica occasione che successivamente ho avuto ha realizzato un ace. L’unico rammarico è stata di non aver allungato all’inizio del secondo set, quando stavo giocando meglio dell’argentino».

Ad Indian Wells hai superato le qualificazioni non senza difficoltà, battendo in tabellone Carreno-Busta e fermandoti poi contro Cilic. Poi è arrivato questo piccolo infortunio…
«La vita del tennista prevede una vita a volte un po’ frenetica. Dopo la conferenza stampa post-finale a San Paolo sono dovuto correre all’aeroporto: 12 ore e mezzo di volo per arrivare a Los Angeles più 3 di macchina per raggiungere Indian Wells. Nei giorni successivi ho fatto fatica a riprendermi, giocando alcuni match sotto il mio livello abituale. Alla fine dell’incontro con Cilic ho avvertito il dolore al polpaccio ma, a causa del fuso orario, ormai non poteva cancellarmi dal successivo torneo texano. Ora però sono rientrato in Italia per curarmi al meglio. Martedì sarò nuovamente in campo perché, per fortuna, è solo una forte contrattura».

A proposito di Indian Wells, cosa ne pensi dello straordinario successo di Flavia Pennetta?
«Mi ha sorpreso, ma non poi così tanto. Flavia arrivava dalla semifinale a New York e dai quarti a Melbourne e, a livello femminile, solo Serena Williams in giornata è imbattibile. Flavia ha disputato un torneo pazzesco, in linea con quanto fatto vedere negli ultimi mesi».

Attualmente sei al numero 96 Atp. Quali sono i tuoi obiettivi per il 2014? Superare la tua miglior classifica di numero 49 o vincere un torneo Atp?
«Sicuramente raggiungere e superare il numero 40 del mondo, magari vincendo un torneo Atp. La mia priorità è però al ranking. Mi sono preparato molto bene fisicamente e tecnicamente quest’anno, cercando di dare una chiave ancor più aggressiva al mio stile di gioco. Vado maggiormente a rete e, pian piano, dovrò anche torvare una posizione in risposta meno lontana dalla linea di fondo».

Si avvicina la sfida di Coppa Davis contro la Gran Bretagna (4-6 aprile, Tc Napoli), con la possibilità di tornare in semifinale dopo 16 anni. Quali sono le tue sensazioni?
«Abbiamo buone possibilità. Lo scorso anno nei quarti di finale giocammo in Canada in situazioni complicate con campi e palle molto veloci. Questa volta, contro gli inglesi, si giocherà sulla nostra amata terra e, in più, in questo momento Fognini e Murray sul «rosso» partono almeno alla pari. Sono sicuro che Napoli risponderà alla grande e il nostro pubblico sarà un’arma importante. Per quanto riguarda me, sono felicissimo della convocazione, vestire la maglia azzurra è sempre un grande onore».

Tranne lo scorso anno hai sempre giocato grandi match al Foro Italico. Rimane uno dei tuoi obiettivi?
«Il torneo di Roma è per me uno degli obiettivi più importanti e sentiti di tutta la stagione. Se mi chiedessero di scegliere fra trionfare al Foro Italico o in uno Slam non avrei dubbi nel dire Roma! Lo scorso anno non stavo bene e non ho potuto dare il meglio, in questo 2014 spero di arrivare in piena forma. Un altro obiettivo è fare bene a Wimbledon…».

…E vincere una partita in uno Slam. Come procede la tua scommessa con Matosevic, tra gli unici due giocatori nei top-100 a non aver vinto un match in uno Slam?
«Per fortuna Matosevic ha perso al primo turno a Melbourne, torneo che non ho potuto giocare per infortunio. Quindi a Parigi avrò un’altra chance. Spero proprio che sia lui a pagarmi la cena!».

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