Pistolesi: “Le Mie Emozioni a Parigi”

di - 25 Maggio 2011


(Claudio Pistolesi – Foto Nizegorodcew)

Claudio Pistolesi, dopo anni e anni in giro per il circuito, ha avuto finalmente qualche settimana di pausa, in seguito alla fine del rapporto lavorativo con Robin Soderling (i due sono tuttora in ottimi rapporti). Al Foro Italico, non riuscendo però a star fermo, ha addirittura seguito una coppia di doppio (Lindstedt-Tecau), mentre in questi giorni inizierà un periodo di prova con Andreas Beck, talentuoso tedesco con annosi problemi fisici. Claudio ci ha raccontato le sue emozioni vissute negli anni, da giocatore e quindi da coach, in quel di Parigi. Con l’allenatore romano abbiamo anche parlato di Djokovic, Nadal, Federer, dei giovani stranieri che stentano a decollare, degli italiani, di Francesca Schiavone, con una chiosa finale su Flavio Cipolla. Riuscirà finalmente un tennista romano a superare il best ranking di Claudio (71 del mondo)? Parola a Claudio Pistolesi

Intervista di Alessandro Nizegorodcew

La prima domanda vorrei fartela sul Roland Garros vissuto come giocatore. Quali sono i tuoi ricordi più belli, da giocatore, legati al torneo parigino? E quali invece i più belli da coach?
“Ne ho tantissimi. Da Junior, quando arrivai in semifinale, la soddisfazione più grande è stata quella di aver scaldato i più grandi come Lendl e McEnroe prima delle semifinali e finali. Da Giocatore sono stato l’ultimo ad aver giocato contro una leggenda del Roland Garros come Guillermo Vilas, da me battuto nel 1989, anno del mio miglior risultato visto che al turno successivo vinsi contro Wheaton che era nei primi 15. Ricordo inoltre una lotta pazzesca all’ultimo turno di quali contro Arnaud Boetsch, che non aveva la wild card perché aveva avuto problemi con la federazione (ma guarda un po’ che strano). Vinsi al Jean Bouin, sul centrale strapieno, 75 al terzo un match dove successe di tutto (nel senso buono). Da coach ricordo quando Ai Sugiyama da me allenata vinse contro Amanda Coetzer e poi perse contro Silvia Farina 97 al terzo in uno dei match più lunghi della storia del tennis femminile con dei match point per la mia tennista. Poi ricordo la semifinale di Monica Seles che perse da Martina Hingis di pochissimo e mi ricordo che “cazziai” la mamma Hingis che continuava a dare spudoratamente consigli alla figlia in slovacco. E poi … mi fermo qua altrimenti ti occupo tutto il sito.”

Da poche settimane è finita la collaborazione con Robin Soderling e stai per iniziare una prova con il tedesco Andreas Beck. Come hai vissuto questo, per te insolito, periodo di pausa? E come nasce la collaborazione con il tedesco?
“Sto come cappuccetto rosso… una favolaaaaaa. Il lavoro svolto con numeri eccellenti (21 partite vinte e 5 perse e tre tornei vinti) e il rapporto umano che c’è ora con Robin sono una soddisfazione pazzesca. Ora mi riposo e cerco di vedere quale lavoro mi può interessare per il futuro. Con Andy, che mi cerca da due anni, da quando allenavo Berrer, faremo una prova di tre settimane. Vedremo.”

Parliamo ora di tennis giocato e di Parigi. Iniziamo dal femminile. C’è un vuoto di potere importante. Lo scorso anno ne approfittò la Schiavone. Come vedi Francesca quest’anno?
“Secondo me Francesca ha una grossissima chance di vincere Parigi di nuovo. E’ normale che abbia rifiutato la Nazionale per prepararsi meglio. Quello che non è normale è il comportamento della fit negli anni passati contro alcuni giocatori italiani che hanno fatto la stessa identica richieta di Francesca, subendo però conseguenze pesantissime arrivate alla denigrazione personale che ne hanno limitato, secondo me, pesantemente il rendimento.”

Proprio un anno fa commentavamo la sconfitta di Djokovic con Melzer. Oggi sembra praticamente imbattibile. Come te lo spieghi? E Nadal secondo te sta accusando un po’ mentalmente il fatto di non essere, oggi come oggi, il numero 1 sulla terra rossa? Due sconfitte consecutive in finale sono una brutta botta anche per lui..
“Nole è cresciuto come uomo. Si vede dall’atteggiamento e dallo sguardo che ha in campo. Sembra fatto d’acciao inossidabile. I colpi non sono tanto diversi ma la sua maturità di atleta e di uomo è migliorata del 500 per cento. Merita il posto di number one ed entrerà nella storia anche lui come Roger e Rafa. Quest’ultimo dimostra di affrontare le difficoltà con dignità e senso dell’ umorismo. Secondo me è stato fantastico quando a Roma durante la premiazione gli è stato chiesto se era difficile commentare la sconfitta in finale contro Nole e lui ha risposto “No no dopo 4 volte che ci ho perso almeno questo e’ facile… ” Un grande…”

Parliamo di Roger.. Secondo te riuscirà a vincere ancora uno Slam? Pensi che per lui sia più semplice a Wimbledon o New York?
“Roger è un’entità tennistitica a parte. Può fare tutto. Può anche vincere sia Wimbledon che US Open . E’ più una speranza che una convinzione ma di Roger non riesco a parlare obiettivamente.”

Chi vedi bene come sorpresa tra i ragazzi?
“Dimitrov si è un po’ fermato e Berankis si è fatto male. Tomic non decolla fuori dall’Australia e Raonic comincia a fare i conti con il suo fisico possente ma un po’ macchinoso. Di pagnotte ne debbono mangiare tante.”

Capitolo italiani.. Non posso non chiederti un breve commento su Bolelli. Sta tornando a buoni livelli e so che il primo ad essere contento sei tu.. Come vedi i prossimi mesi di Simone? Per il resto Starace da il massimo ma è in calo psico-fisico, Volandri è alle ultime stagioni (già bravo a tornare nei 100 secondo me), Fognini sempre alle prese con problemi all’anca, anche Seppi fermo per infortunio.. Insomma, non un grande momento.. che dici?
“E’ un argomento triste se penso a cio’ che si sarebbe potuto fare, in armonia con i coach privati, negli ultimi 10 anni e non si è fatto. Se la Fit avesse avuto fiducia e avesse dialogato da pari a pari, con rispetto e riconoscimento dei meriti di chi come noi da la vita al tennis, i risultati di questa ottima generazione dei Volandri e Starace, dei Lorenzi e Bracciali, dei Bolelli e Seppi e dei Fognini e Trevisan, sono convinto sarebbero stati del 50 per cento migliori e sono convintissimo che se Bole avesse continuato con me senza interferenze esterne nessuno gli avrebbe totlo un posto almeno nei primi venti in modo permanente. Purtroppo nessuno gli restituirà questi due anni persi, ma ora credo che abbia finito il periodo nero e torni almeno primi 50 pero’… Negli anni 90 eravamo srraordinariamente piu’ forti nel maschile (tre nei primi 20, Camporese Furlan e Gaudenzi) più Caratti, Pozzi, Sanguinetti etc…”

In trasmissione, durante alcuni collegamenti a Spazio Tennis, hai detto un paio di volte che speri che un romano prima o poi superi il tuo best ranking (numero 71 nel 1987).. Per come sta giocando quest’anno Flavio Cipolla, credi possa essere lui l’ “eletto”?
“Solo Flavio puo’ battermi come romano (almeno per ora) e non perdo occasione per fargli il tifo perché so che lo può fare. Del resto lui e suo papà Quirino sono quasi un estensione della mia famiglia per il rapporto strettissimo che esiste, praticamente da quando Flavio è nato e anche da prima.”

Grazie Claudio e Buon lavoro
“Grazie a voi. Un saluto agli amici di Spazio Tennis.”

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