Dalla Campania a Santa Fe, il sogno di Giovanni Rizzuti

di - 26 Ottobre 2010

Spazio Tennis prosegue il suo cammino alla scoperta dei giovani più interessanti del circuito junior italiano e internazionale. Il "nostro" Ivan Sabatini, sempre pronto e attento nello scovare storie particolarmente interessanti, ha intervistato il campano Giovanni Rizzuti, classe 1995, che si allena in Argentina con coach Mattioli. Nonostante abbia iniziato a giocare a tennis piuttosto tardi, la sua crescita è stata perentoria ed esponenziale. E chissà che non possa riservarci, in futuro, piacevoli sorprese…

di Ivan Sabatini

Allora Giovanni, parliamo di quando hai iniziato a giocare a tennis. A che età hai iniziato? In quale circolo e con quale coach? 
"Ho cominciato a giocare a tennis piuttosto tardi. Avevo già dieci anni quando, rifatti i campi del parco dove abito, ho tirato i primi colpi con la racchetta. Il mio primo coach è stato mio padre con il quale ho anche condiviso tutti i momenti iniziali dell'attività tennistica. Da piccolo ho fatto altri sport, solo dopo mi sono dedicato esclusivamente al tennis."

Quali sono stati, fino ad oggi, i risultati più importanti a livello under 12 e under 14?
"Non ho ottenuto soddisfacenti risultati da under 12, in quanto avevo appena cominciato a giocare. Non avendo grande esperienza ho giocato solo l'ETA di Lecce, under 12, superando le qualificazioni. La prima affermazione significativa l'ho ottenuta vincendo i campionati regionali under 13 che ho confermato l'anno successivo diventando Campione Regionale per la categoria under 14. Da under 14 ho raggiunto i quarti di finale ai tornei ETA di Malta, Kosice e Correggio. In Italia ho anche vinto l' open di Arce (Frosinone), nel quale ho superato giocatori di seconda categoria, ho raggiunto i quarti di finale ai Campionati italiani under 14 che si sono disputati a Cordenons e la semifinale al Lemon Bowl."

Hai mai incontrato i vari Napolitano, Donati, Quinzi, Baldi a livello junior?
"Come già detto, ho cominciato a giocare molto tardi rispetto a loro, per cui quando io ero agli esordi, loro erano già esperti under del circuito europeo. Ho incontrato Filippo Baldi ai quarti del torneo ETA di Correggio nel giugno 2009, perdendo 64 al terzo set." 

Sei campano ma ti vedo giocare nel circuito cosat…ci puoi raccontare la tua storia e il perché di questa scelta?
"Sono campano per natali, ma argentino di adozione…ahahah! Ho trovato un coach che crede in me ed è disposto a seguirmi nel mio percorso tennistico. Si chiama Mario Mattioli, è argentino, a lui devo il salto di qualità che mi ha portato a migliorare sia tecnicamente, sia nei risultati. Mi allenavo in un circolo campano, con bravi maestri ma senza la possibilità di poter intensificare la mia attività. Da quando ci siamo conosciuti, pur di allenarmi con lui, ho fatto notevoli sacrifici tra cui quello di trasferirmi in Argentina, a casa sua."

Dove ti alleni attualmente? 
"Mi alleno a Santa Fe, dove il mio coach ha di recente aperto un circolo di tennis, il “Tenis Nautico Sur”, da lì ci spostiamo per giocare i vari circuiti del sudamerica..Il preparatore atletico è Daniel Gioria."

Tecnicamente che tipo di giocatore sei? Quali sono i difetti e i pregi del tuo gioco?
"Sono un giocatore che non predilige schemi fissi, mi piace variare il gioco secondo l'avversario che mi trovo davanti, la mia unica costante è la grinta, che spesso mi porta a vincere anche contro avversari a me superiori tecnicamente. Sono un giocatore abbastanza completo. Ho probabilmente nel rovescio una naturale propensione e predisposizione, ma il colpo che reputo migliore è il servizio e specialmente la seconda, con la quale riesco a dare ottime rotazioni."

Fisicamente invece come sei messo? Quanto sei alto e quanto pesi?
"Sono rapido ed esplosivo. In questa fase sto lavorando molto sull'elasticità e sul potenziamento degli arti superiori. Sono in costante crescita, al momento sono alto circa 1,75 cm e peso 65 kg."

Col tuo coach su cosa state lavorando in particolare?
"Stiamo lavorando sull'anticipo; sull'impatto della palla per poter essere più aggressivo e praticare un gioco d'attacco."

La tua superficie preferita? il tuo giocatore preferito e a quale giocatore assomigli del circuito atp? il tuo sogno nel cassetto? 
"Data la mia caratteristica di giocatore rapido e scattante amo giocare sulle superfici veloci, anche se mi sono sempre allenato sulla terra e quindi mi è diventato più congeniale giocare su questa superficie. Il mio giocatore preferito è Novak Djokovic, soprattutto per il suo carattere: tenace e sempre d’ottimo umore. Il mio allenatore mi paragona sempre a Canas per la grinta e a Ferrer per la tipologia del mio gioco, io non so dirlo, per me sono solo Giovanni Rizzuti. Non ho un sogno in particolare, il mio desiderio più grande è quello di migliorarmi sempre e di affrontare l'esperienza tennistica con il massimo impegno e dedizione."

E' più difficile giocare nel circuito cosat o nel circuito eta? quali sono i giocatori più forti che ci sono in questo circuito cosat? 
"I due circuiti sono molto simili per qualità di giocatori, ma molto diversi per le condizioni ambientali che ne determinano un diverso atteggiamento psicofisico. Infatti, spesso, in una stessa nazione si è costretti a spostarsi anche tremila chilometri per giocare il torneo successivo. I giocatori più forti sono sicuramente gli argentini, i cileni e i brasiliani."

Quali sono i tuoi obbiettivi prossimi? Pensi di continuare il tuo tour in Sudamerica? Non pensi dato che molti alla tua età già cominciano a farli di partecipare a dei tornei futures? 
"Il mio solo ed unico obiettivo è giocare sempre meglio a tennis, poi i risultati verranno di conseguenza! Senz'altro, poiché ho migliorato il ranking under 16 e questo mi consentirà di accedere ai tabelloni dei tornei di prima fascia. Purtroppo ho meno anni di tennis ed esperienza nelle competizioni internazionali, ma sto velocemente recuperando il gap. Penso di iniziare con il programma dei futures l'anno prossimo, anche se quest'anno ne ho cominciato a respirare l'aria con tornei di qualificazione e con tornei “professionali di prima fascia” in Argentina dove ho raggiunto ottimi risultati."

Prossimi tornei a cui prenderai parte? 
"I prossimi tornei, a cui mi sono già iscritto sono a Miami, l' Eddie Herr International Junior Tennis Championships, l'Orange Bowl e la Prince Cup."

Nel 2011 quali saranno i tuoi programmi? 
"I miei programmi futuri devo ancora concordarli con il mio coach e saranno in funzione della mia crescita tennistica e dei risultati che otterrò. Sicuramente sarò in Italia ed in Europa da maggio per disputare i tornei più importanti e sentirmi nuovamente a “casa”.

Ciao Giovanni e grazie!
"Ciao a tutti i lettori di Spazio Tennis e grazie!!"

© riproduzione riservata

34 commenti

  1. Stefano

    Bene, davvero ottimo poter conoscere i nostri nuovi profili così da giovani, da nessuna altra parte si riescono a trovare informazioni così approfondite.
    Eccellente.

  2. Guido

    Certo che cominciano a diventare numerosi gli italiani che emigrano in Sud America per allenarsi…Travaglia, Portaluri adesso questo ragazzo…. non e' paradossale che dall'Europa ci si sposti in Sud America dove le strutture dovrebbero essere peggiori? 

  3. Roberto Commentucci

    E poi la cultura del lavoro che hanno da quelle parti ha un valore inestimabile. Scelte coraggiose, che meritano grande rispetto.

  4. Gennaro

    Non dimentichiamo che Giovanni è di Napoli, quindi la scelta di andare ad allenarsi…(e dico ad allenarsi perchè qui semplicemente giocava a tennis) così lontano sarà stata dettata da motivi contingenti: non ci sono strutture, non ci sono maestri, generalizzando non ci sono persone serie (e qui possiamo estendere il discorso all'Italia intera ovviamente), per cui la sola cosa da fare per PROVARE a diventare giocatori è ANDARSENE

  5. c.c.controcorrente

    aprite gli occhi andate in seconda liceo guardate i ragazzi.. io mi sento un nano di 180cm …il 95% crescera da 175 a 178… cavolo ..quali prerequisiti fisici per un tennista

  6. giovanni rizzuti

    caro c.c.controcorrente,
    chi lo sa se crescerò o meno…nessuno può dirlo ! Lo conosce un certo giocatore che si chiama “Rochus”? Bene questo ragazzo é stato nei primi 50 ATP con un’altura di circa 1,65 cm…!!! Io sono un giocatore senza talento nei colpi ( non so perchè…Dio ha voluto così bho? ) ma di certo il mio talento è fisico e mentale !!!
    NON E’ UN ATTACCO…E’ SOLO UNA RISPOSTA PER FAR CAPIRE LE COSE COME STANNO.
    sul fatto riguardante la scuola…io studio via internet. Mi elencano le cose che dovrei studiare e, a fine anno, darò un esame.
    🙂

  7. bogar67

    Giovanni in bocca al lupo cmq studia, trovalo il tempo di prenderti il pezzo di carta, perchè nella vita serve sempre anche se diventi un top ten.

  8. andrew

    ..ehm…Giovanni…perchè dici “le cose che DOVREI studiare…”? Non avrei usato il condizionale, in questo caso…

  9. LIB

    Ma se un ragazzo va fino in Argentina per cercare di diventare un Pro, cari Andrew e Bogar , e’ logico che lo studio passi in secondo piano. Non c’e’ tempo per chi si allena seriamente; e’ impensabile far convivere tennis e studio dopo le scuole medie. O forse pensate che vostro figlio faccia un bel liceo ‘classico ‘normale e poi si alleni il pomeriggio?

  10. bogar67

    LIB per mia figlia aspirante PRO non un liceo classico no ma uno linguistico giusto magari per dire in inglese davanti alla Regina D’Inghilterra che è felice di essere la prima Italiana a vincere wimbledon magari si e eh eh. LIB ci sono giocatori e giocatrici che guadagnano più di immagine che in campo, bisogna essere completi in tutto tennisticamente ma anche con cultura adeguata. Ti immagini a fine torneo un ragazzo che vince il torneo e davanti alla platea all’interlocutore che intervista dice: quando ho stato a wimbledon l’anno scorso…….

  11. monet

    aimè…qui si tocca un tasto mooooolto dolennte,ma credo che stavolta cari bogar & company.abbia ragione il sig.LIB….è molto difficile riuscire a seguire lo studio nella maniera che pensate voi….dopo 6-7 ore tra tennis e preparazione fisica,và già bene che alla sera non ci si addormanti prima di riuscire a mangiare……

  12. c.c.controcorrente

    quando non eri ancora nato io tifavo un certo chang alto 175 poi è arrivato grosjaen poi clement tutti dei tappi, tutti eccezzioni, Il tennis vero punta a dei giocatori 187 cm per 80kg( tranne in italia con fognini e trevisan) da qualsiasi zona tirano vincenti e tu correrai a destra e a sinistra, come di mauro.Poi quando sarai stufo verrai a fare la scuola maestri come ripiego, ma non avevdo mai fatto una interrogazione di storia non riuscirai mai a spiegare quello che hai in testa…questa è realta quotidiana

  13. bogar67

    dai c.c controcorrente il ragazzo ha scritto che studia per cui se sotto l’aspetto tecnico potrei anche condividere (ci sono cmq ampi margini di crescita vista fisica l’età), e se si fa una buona cultura il cosidetto piano b può averlo.
    caro c.c. corrente dovresti sapere che malgrado quello che si vede in tv i campani sono molto legati alla loro terra per cui lasciarla per inseguire un sogno comporta già un sacrificio non indifferente e poco importa se non sarà mai un top ten, può dire di averci provato.

  14. Guido

    Forse si sta un po’ esagerando con questa storia dell’altezza… i vari Chang, Rochus, Clement sono intorno ai 170 cm. Giovanni e’ 175 a 15 anni, non mi sembra si possa definire basso. Per la scuola invece, io penso che entro un paio d’anni sara’ molto piu’ chiaro a tutti (lui compreso) cosa potra’ fare nel tennis e a quel punto farebbe ancora in tempo a diplomarsi e fare anche cose al di fuori del tennis. Oggi c’e’ gente che a 35 anni ancora non sa cosa fara’ da grande, figuriamoci se a 16-17 anni non si fa in tempo a cambiare strada.
    Forza Giovanni, non trascurare lo studio che non si sa mai, ma provaci fino in fondo se ne hai veramente voglia!

  15. Barbara

    Mia figlia studia privatamente come Giovanni, IV liceo, credo che abbiate avuto modo tutti di vedere che il suo livello culturale è decisamente buono, come nel tennis tutto dipende dall’impegno che ci metti.
    Se uno non ha voglia di studiare non è che se non gioca a tennis gli viene e viceversa.
    Quanto all’altezza di Giovanni chi se ne frega magari è Chang lasciatelo giocare farà quel che deve fare e poi si vedrà dove potrà arrivare, Nalbandian è un tappo, Coria è un tappo ed è anche rachitico, ci mancherebbe che incominciano con le selezioni fisiche.
    Se non arriva non sarebbero bastati 10 cm a cambiargli la vita, smettiamola con questi giudizi da selezione ariana.
    Giovanni in bocca al lupo.

  16. giovanni rizzuti

    caro c.c cotroccorrente,
    io fino a l’ anno scorso andavo a scuola come un normale ragazzino di 15 anni. E per di più la storia e la matematica erano le mie materie preferite…avevo tutti 8 e 9

  17. Manlio e Alina

    Salve a tutti, siamo i genitori di Giovanni. Purtroppo i suoi sacrifici per lo studio non sono conosciuti a tutti. Ha frequentato con grande profitto il biennio del liceo scientifico. Nella sua classe vi sono stati il 50% tra rimandati e bocciati, ma lui con tutti i suoi impegni è sempre stato promosso con la media dell’otto, studiando di notte e ripetendo la mattina presto e in tutti i suoi spostamenti legati ad impegni sportvi. In famiglia, poi siamo tutti laureati da tre generazioni e noi siamo entrambi architetti e, quindi, sappiamo bene l’importanza dell’ istruzione! Nessuno la sta trascurando o mettendola in secondo piano, ma un’opportunità, per tutti i sacrifici che ha fatto, la meritava. Per noi non è stato facile, ma visto la sua buona cultura di base e la predisposizione per le lingue straniere, infatti parla correttamente l’inglese e lo spagnolo, abbiamo pensato che una maturità linguistica sia più consona alle sue attitudini e ai suoi programmi futuri, che siano nel tennis o in un’ altra professione. Visto la serietà e la dedizione con cui Giovanni ha affrontato tutti i suoi impegni, per noi comunque è già motivo di orgoglio, al di là di tutti i risultati che ha ottenuto e che otterrà.
    Forza Giovi, tieni duro!

  18. Alessandro Nizegorodcew

    @Manlio e Alina
    Da direttore del sito, ringrazio Manlio e Alina per il loro intervento, rinnovando un grandissimo in bocca per l’avventura di Giovanni..

  19. Mario Polidori

    @Manlio, Alina e Giovanni.
    voglio anch’io farvi i complimenti.
    Dispiace molto dover leggere interventi del tutto gratuiti e che non colgono il giusto spirito delle cose.
    Ma per asservire un vecchio detto al nostro caso, la mamma degli esperti è sempre in cinta.
    In bocca al lupo.

  20. c.c.controcorrente

    eggià sempre incinta..ci fosse un maestro che abbia il coraggio di dire no e togliere le fette di prosciutto a chi non ha esperienza nel settore…vado a tirare a boxe cosi mi carico un po

  21. Alessandro Nizegorodcew

    @ c.c. controcorrente
    La tua è una opinione che in alcuni casi può anche essere giusta, ma generalizzare è un errore clamoroso nel tennis. Non credo tu conosca il ragazzo ne tantomeno la famiglia o il suo coach. Direi quindi che sparare sentenze è del tutto inopportuno..

  22. diego

    Penso che Alessandro abbia ragione, pero’ parlando in generale ho sempre pensato che prima di avventurarsi nell’azzardo di provare a diventare pro (primi 100) bisogna dimostrare di avere grandi qualita’ ed essere ad un buon livello internazionale da under.
    Invece ho visto molto spesso e continuo a vedere ragazzi/e di medio livello che non hanno mai vinto niente di importante buttarsi in questa avventura dove non riusciranno assolutamente,perche’ si dice che devono inseguire i propri sogni (che non si avverranno mai).
    Perche’ se sara’ difficilissimo arrivare per chi ha dimostrato qualita’ vincenti sara’ assolutamente impossibile per chi non ne ha.
    Questo e’ quello che penso, poi ovviamente ognuno del suo tempo e dei suoi soldi ne fa quello che vuole.

  23. Barbara

    Diego
    sicuramente quello che dici avviene, ma nella maggior parte dei casi si tratta di ragazzi che si sono resi conto che per migliorare il lavoro da fare è differente e si mettono a fare a 14 o 15 anni il lavoro che ha permesso agli altri, che hanno incominciato magari a 8, di diventare degli under forti.
    Alcuni dicono che non si possa recuperare, molti pensano che sei hai qualità uscirai più tardi ma lo farai.
    Il punto non è arrivare nei 100, ma arrivare al punto di scoprire se puoi raggiungere il livello pro.
    Ogni anno molti ragazzi smettono, molti lo fanno perchè hanno scoperto il loro limite, ecco se hai ancora margini è difficile chiudere un capitolo.
    Non vuol dire essere degli illusi vuol dire semplicemente prendersi il tempo di scoprire dove puoi arrivare, poi detto questo con assoluta serenità se facendo tutto bene non migliori si andrà oltre, ne conosco veramente pochi che abbandonano lo studio e personalmente penso che cercassero solo una scusa per farlo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *