Andrey Rublev: “Sono nato con una racchetta in mano”

di - 3 Maggio 2015

Andrey Rublev

da Roma (TC Garden), Alessandro Mastroluca e Luca Fiorino

Quel ragazzo si farà, o forse si è già fatto, anche se ha le spalle strette. E’ questa la prima impressione quando guardi allenarsi e giocare Andrej Rublev, con quel movimento così corto e insieme così fulmineo di dritto. E’ un ragazzo disponibile, che si è prestato anche a salutare in italiano i lettori di Spazio Tennis, ma molto parco di parole, forse perché non ancora abituato al livello di attenzione che il suo tennis e i suoi risultati stanno generando. E, a quanto ci dice, o meglio a quanto non dice, pare un seguace piuttosto convinto della filosofia Lendl, per cui in campo non c’è niente di divertente. C’è solo da portare a casa il risultato.

Vogliamo fare in modo che i nostri lettori ti conoscano un po’ meglio, per cui ti chiedo come e dove hai iniziato a giocare a tennis.
Sono nato a Mosca, mia mamma era coach di tennis, io non ho praticamente ricordi miei senza una racchetta.

In quale club ti alleni?
Sono sempre rimasto nello stesso club, allo Spartak, dove continuo ad allenarmi ancora adesso.

Hai mai incontrato Safin e gli altri campioni che si sono allenati lì?
In tanti son stati lì, Safin, Safina, Youzhny, Tursunov. A volte quando ero più giovane erano lì.

Hai giocato con loro, ti han dato consigli?
Quando loro giocavano, no. Adesso ci conosciamo, sì, ma quando ci incontriamo non parliamo del mio tennis.

Ho letto in una tua intervista che la boxe ti ha aiutato a giocare meglio a tennis: è vero? In che modo?
Mio padre era un pugile, per cui ho anche praticato un po’ la boxe, mi sono sempre interessato a questo sport.

Qual è l’episodio più divertente che ti è successo durante una partita?
Non saprei dire, quando gioco penso solo al mio tennis.

E’ la tua prima volta a Roma? Hai avuto modo di visitare un po’ la città?
Sì, sono stato diverse volte in Italia, ma non a Roma, sono stato a Milano, in Sardegna. Non sono ancora andato in giro a Roma, ma devo dire che questo club è davvero molto bello.

Descriviti in tre aggettivi: Andrej Rublev è…
Un tennista che viene da Mosca (ride).

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