Dalla Davis Junior alla Rod Laver Arena

di - 5 Febbraio 2014

di Piero Zucca

Intervista a Jacopo Stefanini, classe 1996, che ci racconta la sua giovane carriera, dal successo in Davis junior nel 2012 alla meritata qualificazione ai recenti Australian Open Junior. Cresciuto in una famiglia che vive di tennis, da Prato a Tirrenia passando per il suo circolo natio a Carmignano. Jacopo oltre ad aver fatto bene a livello junior ha disputato nel 2013 diversi Futures, collezionando 2 punti ATP. Il suo sogno per questo 2014 è quello di disputare tutti gli Slam rimanenti ed infine scalare sempre di più la classifica ATP. Il suo idolo è Novak Djokovic.

Prima domanda d’obbligo. Che emozione hai provato a conquistare una coppa Davis junior ?

“L’emozione di vincere una Davis è stata fantastica, non la che dimenticherò mai. Eravamo un gruppo unito in tutto e per tutto e ci siamo meritati la vittoria!”

L’anno scorso è arrivato il primo punto ATP. Ti ha dato morale per conquistare altri punti e quindi giocare altri tornei junior oppure hai continuato con la tua programmazione di inizio 2013?

“Il punto ATP preso a La Spezia è stato qualcosa di importante perché ha confermato il livello che avevo verificato nelle partite junior. Adesso ne ho 2 ma giocando pochi tornei Futures. Per i primi mesi dell’anno dovrò continuare con una programmazione mista per poi dedicarmi all’attività “pro” verso la fine dell’anno. Il mio obiettivo stagionale è quello di giocare tutti gli Slam e di scalare il più possibile la classifica ATP senza pormi limiti.”

Ti stai dedicando al doppio spesso e volentieri sia a livello pro che a livello junior. Cosa ti spinge a giocarlo? Ti piace?

“Mi piace il doppio, a livello junior ho trovato un compagno “fisso” in Daniele Capecchi, con il quale ho raggiunto risultati eccellenti come la vittoria ITF Grade 2 a Prato e la finale ITF a Salsomaggiore Terme; con Daniele mi trovo molto bene e giochiamo un doppio aggressivo e affiatato! Anche questo fattore mi ha stimolato a giocare più doppi.”

Per chi non ti conoscesse descrivi un po’ il tuo stile di gioco ed i tuoi idoli tennistici.

“Sono un giocatore offensivo e questo mi piace. Sfrutto molto il diritto che è da sempre il mio colpo più forte ed incisivo. Amo variare il gioco con la smorzata. Il mio idolo a livello tennistico è Djokovic, mi piace il suo modo di giocare e cerco di imitare alcuni suoi schemi.”

Hai vinto i campionati italiani di seconda categoria in doppio. L’avresti mai immaginato ad inizio torneo?

“Sinceramente non lo pensavo perché c’erano tante coppie più esperte di noi, io e Daniele eravamo indecisi se giocarlo o meno perché entrambi avevamo la scuola alle porte e le assenze per noi sono fondamentali. Anche questa vittoria è stata fantastica, dopo tanto tempo è arrivato un titolo italiano anche per me, perché mia sorella ne ha vinti diversi a livello giovanile.”

Cosa pensi dei giovani talenti italiani che stanno facendo strada? Li conosci tutti. Quinzi, Donati, Napolitano, Baldi fuori dal campo come sono?

“Si, li conosco tutti, sono dei ragazzi con molta voglia di migliorare e di far bene. Sono determinati! Ho un buon rapporto un po’ con tutti. Quinzi lo conosco per la junior Davis, mentre con Baldi abbiamo giocato tutti i tornei insieme sfidandoci molte volte. Gli altri due sono più grandi e ci siamo “frequentati “un po’ meno ma ho un buon rapporto anche con loro.”

Hai lottato ed anche superato giocatori ormai esperti. Cosa ti è mancato quando hai perso? Quando hai vinto invece quale soddisfazione hai provato?

“Sicuramente dai tornei che ho giocato ho notato che il livello ormai c’è. Qualche partita persa probabilmente sia dovuta ad ingenuità ed inesperienza, per esempio a La Spezia vincevo 6/0 4/2 con Brizzi. Comunque l’importante per adesso è dimostrare di avere le potenzialità di far bene anche a livello pro. Crescendo e migliorando arriveranno anche vittorie in questi tornei!”

Domanda a scelta. Cosa ti chiederesti e ti risponderesti?

“La mia domanda a scelta è “hai degli hobby fuori dal tennis?” Si, amo vedere le partite della Fiorentina e sono un tifoso accanito. Il mio idolo a livello calcistico è senza ombra di dubbio Stevan Jovetic anche se ormai non è più alla Fiorentina continuo a seguirlo! Infine mi piace uscire con gli amici e ascoltare musica.”

Cosa hai provato nel giocare affianco ai campioni in Australia?

“Per me è stata una sensazione bellissima quella di giocare vicino ai campioni, mi sono reso conto di molte cose! Ed ho avuto la possibilità di studiare i loro atteggiamenti e i loro modi di fare.”

Ad inizio Australian Open pensavi di passare le quali ed entrare in Main Draw?

“Diciamo che speravo con tutto il cuore di passare le quali perché giocare in tabellone era il mio desiderio più grande di questa trasferta australiana. L’ultimo turno di quali contro Yang ero carichissimo ed ho giocato il mio miglior tennis.”

Cosa ti è piaciuto di più del torneo Aussie?

“La cosa che mi è piaciuta di più è il fatto di stare a stretto contatto con tutti i giocatori, di vivere la giornata come la vivono loro e di poter stare ad osservarli nelle minime cose. Sono riuscito a parlare anche con Federer e Nadal, anche se avrei voluto incontrare anche Novak Djokovic. Insomma, un’esperienza fantastica.

Come ti stai preparando per il 2014? Quale sarà la tua programmazione?

“Mi sono preparato per la trasferta australiana tra Tc Prato, il centro Tecnico di Tirrenia ed infine il mio circolo a Carmignano con i miei due genitori/coach. Per fortuna ho avuto anche l’occasione qualche volta di allenarmi da Fabrizio Fanucci con Volandri, Giorgini e Pietro Fanucci. Giocherò 2 o 3 Futures e poi andrò a fare molti ITF junior per poter prendere i punti che mi mancano per poter giocare gli altri 3 Slam. Purtroppo non è facile conciliare la scuola gli allenamenti ed il tennis.”

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