Martina Trevisan: “Gli Slam? Ho i brividi al solo pensiero”

di - 9 Ottobre 2016
  • Martina Trevisan - Foto Nizegorodcew
  • Martina Trevisan - Foto Nizegorodcew
  • Martina Trevisan - Foto Nizegorodcew
  • Martina Trevisan - Foto Nizegorodcew

Il derubato che sorride, ruba qualcosa al ladro” (William Shakespeare)

Martina Trevisan è stata derubata dal più fenomenale dei ladri: la sfortuna. Una serie infinita di problemi fisici, prima la spalla e poi l’adduttore, otto mesi a lottare con il proprio corpo e, solo in seguito, contro le avversarie. Ma nonostante tutto è tornata a sorridere, a rincorrere i suoi obiettivi, un tempo di bambina e oggi di ragazza. La vita le ha riservato momenti difficili, il tennis sembrava un lontano miraggio ma mai, nemmeno per un momento, Martina ha rinunciato al suo sogno. Che oggi prende vita. “L’infortunio alla spalla inizialmente mi aveva demoralizzato – racconta – e nei primi giorni post infortunio, nonostante potessi proseguire gli allenamenti della parte atletica, ho deciso di staccare del tutto. Ero demoralizzata. Pian piano, però, ho capito che la strada giusta era un’altra e, con calma, ho ritrovato la pazienza, abbassando la testa e lavorando per tornare in campo il prima possibile”.

Diciassette vittorie nelle ultime diciannove partite, due $25.000 conquistati, la finale raggiunta nel prestigioso $100.000 di Biarritz e una posizione nel ranking tra le prime 240 Wta. Martina Trevisan ha vissuto 45 giorni da sogno, tra rimonte sul filo di lana, diritti al fulmicotone e quel sorriso che non l’abbandona mai. Tranne in campo, ovviamente, dove gli occhi diventano felini e la violenza dei colpi si abbatte sulle malcapitate avversarie. È dal mese di agosto che qualcosa è cambiato. Tutto, paradossalmente, nasce da un ritiro… di un’altra giocatrice. A Bagnatica, dopo cinque giochi, Nastassja Burnett abbandona il campo e spiana la strada alla Trevisan. “Ho pensato: per una volta non sono io che mi ritiro. Che sia girato il vento?”. In semifinale e finale, contro Giovine e Piter, a sancire la vittoria arrivano due battaglie incredibili terminate al terzo set.

Pochi giorni dopo Martina si presenta al via, sola soletta, nel $100.000 di Biarritz, nei Pirenei Atlantici. Dopo aver superato le qualificazioni affronta Cindy Burger, vincendo un match rocambolesco 3-6 6-3 7-6(3). “Un incontro strano, che ho dovuto vincere mille volte. Ma ero sorprendentemente calma, nonostante avessi mancato tanti match point, e non mi sono mai scomposta. Ero anzi emozionata di poter giocare un torneo importante contro una buona giocatrice”. Nei quarti il capolavoro contro Pauline Parmentier, in quel momento numero 68 Wta. Martina vince 6-4 6-1 a suon di vincenti. “Ho preparato benissimo il match su whatsapp con Tathiana Garbin, che conosce benissimo la francese avendola affrontata più volte in carriera (l’ultima a Bad Gastein 2010, con vittoria del neo capitano di Fed Cup 3-6 6-3 6-1; ndr). La verità? Mi sono divertita da morire in campo. Più passavano i giochi, più giocavo bene e più mi divertivo. È stata sicuramente una delle mie migliori partite di sempre. Se ho sofferto nel disputare un intero torneo da sola? Prima di partire ero un po’ titubante, ma l’accoglienza è stata straordinaria e più passavano i giorni più la gente faceva il tifo per me. È stata una settimana bellissima sotto tutti i punti di visti, sportivi e umani”.

A chiudere i 45 giorni d’oro di Martina Trevisan giunge la vittoria nel $25.000 di Santa Margehrita di Pula. La ventiduenne toscana (compirà 23 anni il 3 novembre) ha sofferto nel match d’apertura contro l’ungherese Vanda Lukacs, battuta solamente 4-6 6-4 6-0, e soprattutto contro l’altra azzurra Jasmine Paolini, contro la quale ha dovuto rimontare uno svantaggio di 1-5 nel primo set prima di chiudere 7-5 6-4. “Nel primo match ho avuto qualche difficoltà ad entrare in partita, perché non giocavo un incontro di torneo da un paio di settimane. Inoltre vanno dati meriti alla Lukacs, che per due set ha giocato benissimo. Ma il match più duro è stato certamente contro Jasmine, che nei primi minuti mi ha nascosto la palla. Sono stata brava a non demoralizzarmi, annullando due set point nel primo parziale ribaltando il match”.

La programmazione prevede ora le qualificazioni del Wta del Lussemburgo, il torneo da $100.000 di Poitiers e l’impegno con il Tc Prato per la Serie A. “C’è la possibilità in seguito di disputare alcuni tornei in Asia, ma bisognerà vedere la mia condizione fisica e analizzare bene ranking e altre variabili”. La classifica, infatti, inizia ad essere interessante e non mancano molti punti per poter disputare le qualificazioni dei tornei dello Slam. Eventi che la Trevisan ha già vissuto, seppur da junior, tra il 2008 e il 2009, quando raggiunse il numero 57 del mondo under 18. Al solo pensiero di poter tornare a Wimbledon, Parigi e New York, o di poter vedere per la prima volta Melbourne, Martina non trattiene una risata sincera, emozionata, che racconta tutto quello che è stato e che, incrociando le dita, il futuro le riserverà. “I ricordi più vividi si riferiscono a Wimbledon, che ho potuto giocare due volte. Tornarci per le qualificazioni Slam? Non ci voglio pensare, perché il percorso è ancora lungo e non voglio tirarmela, ma il solo pensiero mi mettere i brividi e non ho parole per descrivere le mie emozioni. Dico solo una cosa: speriamo…”.

© riproduzione riservata

2 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *