Danai Udomchoke, da Bangkok con furore…

di - 23 Febbraio 2012

di Alessandro Nizegorodcew

Qualche giorno fa il “nostro” Stefano Grazia aveva citato il thailandese Danai Udomchoke come “tennista onomatopeico”. Il suono del suo cognome infatti potrebbe assomigliare a “You don’t choke” ovvero colui che non molla, che non se la fa sotto… Incuriosito dal personaggio Udomchoke lo sono andato a scovare per intervistarlo. Già numero 77 Atp nel 2007, anno in cui supera giocatori del calibro di Tommy Haas (in 5 set in Coppa Davis), Marin Cilic, Juan Carlos Ferrero (A Melbourne), Florian Mayer e altri, Danai è oggi al numero 175 Atp dopo aver recuperato da un grave infortunio. In carriera ha vinto 9 challenger, ultimo dei quali a Burnie un paio di settimane fa, dimostrando un invidiabile stato di forma. Udomchoke si è gentilmente concesso ai “microfoni” di Spazio Tennis.

Ciao Danai e grazie per averci concesso questa intervista
“Ciao a tutti i lettori di Spazio Tennis. E’ un piacere…”

Per cominciare, raccontaci un po’ la tua storia…
“La mia storia con il tennis è piuttosto particolare: intorno ai 5 anni ho iniziato a soffrire di asma e fisicamente stavo abbastanza male. Il dottore a cui si è rivolta la mia famiglia ci ha consigliato di praticare uno sport affinché io potessi sentirmi meglio. Ho provato inizialmente con il nuoto ma non mi piaceva per niente. Mia nonna mi portò a 8 anni a giocare a tennis e mi piacque subito tantissimo e così è iniziata la mia avventura con questo sport. La mia famiglia è stata fondamentale e lo è tuttora, poiché mi supporta ogni giorno e mi incita a fare sempre meglio nel tennis.”

Con chi hai iniziato ad allenarti?
“Anche qui la storia è singolare. Il mio primo coach infatti era un militare della marina che insegnava tennis ed io ero nel suo gruppo. Ho mosso quindi i primi passi con la racchetta in mano nella Base della Marina di Bangkok.”

Qual è il tuo sogno nel tennis?
“Il mio sogno è di rientrare nei top-100 della classifica Atp, come già mi era riuscito nel 2007. Purtroppo ho avuto un brutto infortunio alla spalla, seguito da una complessa operazione chirurgica; in classifica ero sceso oltre la posizione 900. Il mio obiettivo unico e solo è di tornare nel gotha del tennis. Vorrei almeno una volta raggiungere gli ottavi di un torneo dello Slam, visto che per adesso il mio miglior risultato è il terzo turno a Melbourne nel 2007.”

Il 2011 non deve essere stato un anno semplice per te..
“Hai ragione, perché il 2011 è stato il primo anno intero dopo il rientro. Ho disputato tantissimi futures e ho potuto confrontarmi con i migliori solamente in Thailandia, grazie ad una wild card per il main draw. Ho giocato benissimo al
primo turno e ho battuto la testa di serie numero 6 Fabio Fognini, numero 39 Atp all’epoca, che posso dire con certezza essere stato il miglior risultato della stagione. Vincere una partita del genere davanti al pubblico di casa è stata una bellissima e forte emozione.”

Ultima domanda: Il tuo obiettivo è rientrare nei 100. Come è iniziato questo 2012 alla conquista del tuo obiettivo/sogno?
“Per tornare nei top-100 bisognerà giocare un’ottima stagione, ma devo dire di essere partito molto bene. Ho vinto il mio primo challenger dopo l’operazione e mi sono qualificato per gli Australian Open, perdendo in tabellone in 5 set con Gilles Simon. Spero proprio di poter raggiungere il mio obiettivo…”

Grazie Danai, la redazione di Spazio Tennis ti seguirà e ci risentiremo, speriamo, ad obiettivo raggiunto..
“Grazie per il supporto. Un saluto a tutti e buon tennis!”

© riproduzione riservata

2 commenti

  1. Sergio Pastena

    Contro Simon giocò una grandissima partita: non pensavo fosse così in forma, nonostante avesse battuto Fognini.

  2. Stefano Grazia

    Grande Udom…dalle nostre parti, no, non in Africa ma nel Bolognese, quando uno perde una partita gia’ vinta, si dice che si e’ cagato addosso ( lo so, non siamo francesi…) … in slang americano si usa invece la parola choke che significa soffocare e rende bene l’idea dell’ansia che ti prende quando sei attanagliato dalla paura ( di vincere o di perdere, decidete voi) e quindi Who don’t choke divenne tempo fa un beniamino sulle colonne della tennis mailbag di Jon Wertheim … Tra l’altro pare che faccia davveto onore al suo nome e che sia dunque davvero Omen Nomen, un nome un destino … Felice di aver dato lo spunto…

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