Van Peperzeel: “Non ho soldi per pagarmi il coach”

di - 14 Gennaio 2015

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di Daniele Sforza

Se nel 2015 c’è una nazione che sembra avere la marcia in più rispetto alle altre per il futuro del tennis, con tantissimi giocatori promettenti, questa è l’Australia. I nomi sono veramente tantissimi, a partire da Kyrgios e Kokkinakis fino ad arrivare a giocatori magari più anziani, che si stanno facendo avanti nel grande tennis solo adesso, come John Millman, autore di un ottimo match la scorsa settimana contro Roger Federer a Brisbane, dove è nato. E proprio qui, nella terza città più popolosa dell’intera Australia con più di 2 milioni di abitanti, si è creato un gruppo di giocatori che si allenano e si migliorano a vicenda. Con Millman, ne fanno parte Thompson, Groth e tra gli altri anche Gavin Van Peperzeel, classe 1992, che ha disputato un’ottima stagione nel 2014 raggiungendo il best ranking al numero 237 in doppio e 438 in singolare. Ha ricevuto anche la wild card per le qualificazioni all’Australian Open. Ma la sua prima partecipazione allo Slam di casa è durata poco. Di un’altra categoria il suo avversario di primo turno, Maxime Authom, avversario di Luca Vanni al secondo turno.

“Conosco tutto il gruppo di ragazzi” ci ha spiegato Van Peperzeel, che ha ripercorso per noi di Spazio Tennis gli inizi, la passata stagione, i momenti migliori e i più curiosi della sua ancora giovane carriera. “Millman, Duckworth, Mitchell, Santillan, Thompson, Banes, Groth si allenano tutti a Brisbane con me. Abbiamo delle ottime strutture e tutti ci alleniamo e ci miglioriamo l’uno con l’altro. Penso che tra tutti Millman sia uno di quelli da tenere d’occhio perché penso che alla fine di questa stagione sarà facilmente nei top 60” .

Anche Gavin è originario di Brisbane e qui ha cominciato a giocare, saltando la gavetta del circuito junior e passando direttamente ai Pro. Affrontando nel periodo adolescenziale la scelta di decidere tra calcio e tennis, conclusasi a favore del secondo. “Ho iniziato nel club della mia città, dove giocava anche mia madre, quando avevo 7 anni. Ero bravo anche a calcio ma dovevo prendere una decisione, poiché all’età di 13 anni non puoi essere il migliore in due sport diversi. I miei genitori avevano speso anche molto denaro e alla fine ho scelto il tennis e posso dire che è stata una buona decisione. Non ho giocato molto nel circuito junior perché non ero abbastanza bravo. A 19 anni ho poi preso il mio primo punto Atp e da quel momento sono migliorato tantissimo” .

Gavin in questo momento è al numero 253 in doppio, ha disputato parecchi tornei con l’amico Maverick Banes, mentre è al numero 484 in singolare.Mi piace il doppio perché hai la possibilità di giocare con un amico, guadagni un po’ di soldi extra e puoi lavorare sulle risposte e sulle volèe. Amo giocare con Maverick perché è un grande amico e ci alleniamo sempre insieme visto che abitiamo vicino e ci iscriviamo spesso agli stessi tornei” .

In singolare ha vinto un solo torneo, in Serbia, sulla terra rossa.“La settimana in cui ho vinto il torneo in singolare in Serbia è stata la migliore della mia vita. Amo la terra poiché riesco a muovermi bene e mi adatto bene. Il 2014 è stata la mia migliore stagione in carriera e spero che il 2015 possa essere ancora meglio!”.

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Gli australiani sono sicuramente dei giocatori che si differenziano dagli altri per stile di gioco e anche questo è il caso di Gavin che però non ha un allenatore fisso con cui allenarsi a causa della mancanza di denaro.Gioco un tennis molto aggressivo, ricorro spesso al serve and volley. Quando posso, mi piace variare con le palle corte, cambiare gli angoli. E poi sono molto veloce e in buona forma fisica. Però sono il nemico di me stesso perché sento la pressione e mi irrito, so che dovrei essere più costante. Il mio colpo migliore è probabilmente il dritto”, ma le occasioni di migliorarlo, e di ridurre i punti deboli per scalare la classifica, sono fin troppo ridotte. “In questo momento non ho un coach con cui lavorare perché non avrei molto denaro con cui pagarlo…” .

Una costante, la mancanza di soldi per chi cerca di uscire dal circuito dei Futures, a causa soprattutto, ma non solo, dei montepremi bassi nei tornei.“Penso che l’Itf debba incrementare i montepremi e provvedere a garantire l’ospitalità allo stesso modo. Partendo dai futures, challenger e arrivando agli Atp. Al momento invece si trova l’ospitalità soltanto in alcuni challenger e Atp” .

L’australiano ci racconta anche uno degli episodi più strani e drammatici vissuti sui campi da tennis. “Mi ricordo di una volta quando giocavo in Israele, ad Ashkelon, non lontano dalla striscia di Gaza. Il mio avversario lanciò la palla per servire quando una bomba andò nella striscia di Gaza… è stato spaventoso. La terra tremava, è stato molto forte” .

Per il 2015 si pone obiettivi abbastanza realistici, realizzabili se starà bene durante la stagione. “Sarebbe bello vincere un futures 15k e qualificarmi per un challenger, visto che non ci sono ancora riuscito. L’obiettivo è quello di chiudere entro i top 350 in singolare e i 150 in doppio” .

Andiamo infine a conoscere il giovane australiano come persona vera e non solo come tennista. “Energico e divertente sono le parole che mi descrivono meglio. Amo giocare a golf con gli amici e passare del tempo con la mia ragazza, visto che viaggio tantissimo. Inoltre” conclude con una risata, “sono un gran pigrone nei giorni di pausa e forse sono il più grande dormiglione nel mondo!” .

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