Diario di bordo da Vercelli 2

di - 10 Aprile 2012
(Foto di Marta Polidori)
di Marta Polidori (inviata a Vercelli)
Giornata dal tempo traditore e beffardo, che pur minacciando pioggia non ce la dava mai.
Freschino malefico ed io, rimasta tutto il giorno fuori – per i miei amati lettori e come una brava scolaretta – ho dovuto lottare contro la tosse e il raffreddore, ma sarà stato il mio spirito competitivo o il giacchino che mi teneva al caldo, alla fine ho vinto io.
La prima partita che mi capita sott’occhio è quella sul campo 1, tra il serbo Boris Pashanski numero 386 e lo spagnolo David Estruch numero 453. Il primo possiede un gioco prevalentemente aggressivo, un servizio lento e un po’ tagliato, ma su quest’ultima non saprei garantire perché è la prima volta che lo vedo giocare e una rondine non fa mai Primavera. Estruch carica tanto col braccio quanto carica poco con le gambe nel servizio, ma gliele ho viste talmente scariche che non saprei dire se sia per un eventuale risentimento quanto per spossatezza o di ordinartia amministrazione. Mi sembra una partita un po’ noiosa e cammino fino all’ultimo campo a caccia dello ‘’scoop’’, continuando a non trovare assolutamente nulla. Sarà che questo tempo affloscia anche i propositi migliori? Di certo la mattina è stata insapore, risate estemporanee a parte…
L’ultimo campo ospita il match tra Andres Artuned Martinavarr, numero 499 (dalla Spagna con furore) dal servizio preciso e potente ed un impostazione tipicamente ‘’latina’’, e Morgan Phillips, inglese numero 491 dalla costruzione tecnico-tattica intelligente. Mentre diventa 6-2 6-0 per Phillips, diventa 6-0 6-2 a favore di Pashanski dall’altra parte.
Comincia la partita di Edoardo Eremin nella terra di mezzo, quindi tra il campo 1 e il campo 3, contro l’austriaco testa di serie numero 3 Michael Linzer, numero 311. Il nostro italiano alla 573esima posizione del ranking mondiale, e targato classe 1993, si fa in quattro per arginare l’austriaco antipatico – ha contestato una palla con modi molto poco eleganti -, ma perde 7-5 7-6(3) col rischio serio di andare al terzo set.
Spezzerò una lancia in suo onore perché al di là del buon gioco, organizzato, versatile e all’occorrenza aggressivo equilibrato, possiede un’enorme forza di volontà che tiene il pubblico col fiato sospeso.
Siccome l’incontro dopo gioca Napolitano mi assento un attimo per mangiare qualcosa; in ogni caso la partita di Edoardo è stata piuttosto lineare, lottata tutto il tempo e mi è veramente dispiaciuto che abbia perso.
Faccio la conoscenza di due giudici di sedia e ritorno alla carica.
Mi sistemo come una fetta di salmone tra due fette di pane a cavallo dei campi 1 e 2, visto che sul primo gioca Matteo Donati contro Timo Nieminen e sul secondo Luca Vanni e Stefano Napolitano.
Donati, numero 1218, è una giovane promessa classe 1995 che oggi non si è mossa granché con le gambe, probabilmente per la finale disputata ieri a Firenze e comunque il suo avversario finlandese è il numero 320, la partita si è quindi conclusa 6-2 6-0; Vanni è dello stesso anno di Claudio Grassi, cioè 1985, mentre Napolitano, beh, è piuttosto conosciuto quindi non ho molto da dire oltre il suo nome. Mi hanno colpito l’eleganza di Stefano, la sua singolare sportività e il modo pacato e rasserenante con cui ha affrontato la partita seppur abbia perso.
Ha combattutto e non ha mollato nemmeno un punto, quando Vanni (dal servizio micidiale!) si è trovato a dover chiudere sul 5-2 al secondo set Stefano gli ha portato via altri due game, ulteriore piccola soddisfazione, ma il match è terminato comunque 7-5 6-4 per Vanni, che so domani giocherà contro Grassi.
La mia giornata si conclude precocemente verso le 16.30 , ma tirerò avanti ancora fino alle 19.00 perché attendo che la carrozza mi riporti a palazzo, non avendo la patente.
© riproduzione riservata

8 commenti

  1. pibla

    Brava!

    Quando potrai e se ne avrai voglia prova a scendere più nel dettaglio sui tre giovani italiani e dicci a te chi convince di più, dal punto di vista tennistico.

  2. pietro bosco

    Brava,brava, bis! Scrivi davvero bene, non dimostri la tua età con la penna. Si sa già qualcosa di Crepaldi-Nieminen?

  3. alex farol

    Brava Marta che leggo sempre volentieri. Una cosa mi piacerebbe: che spiegasse ad un appassionato, ma non tecnico, come me, in che modo gioca Grassi per4chè io nn riesco a capirne il senso. Serve con una mano e fa il dritto con l’altra, poi ha il rovescio a due mani, non capisco se la cosa può esser eun vantaggio o se è una impostazione nata così ed impossibile da cabiare fin dall’inizio della sua carriera. Cioè è ovvio che ora sarebbe tardi per cambiare ma perchè noj fu cambiato all’inizio? o è una roba fighissima? Ciao Marta!

  4. Marta Polidori

    Pietro Bosco, Crepaldi ha vinto 2-6 6-2 6-4, per i dettagli entra l’articolo domani mattina!

    Alex, per quanto mi riguarda è una finezza stilistica che rientra più nel bagaglio scenico che in quello prettamente tattico quella di Grassi di cambiare mano, comunque è vero, ma non gioca indifferentemente o con l’una o con l’altra, se non sbaglio predilige la destra… Potrebbe essere un vantaggio se hai da recuperare una palla e con il rovescio non riesci. Siamo nel campo delle opinioni secondo me, io personalmente lo trovo molto carino ma ne ho sempre fatto a meno e (differenze di livello a parte ovviamente) ho sempre fatto ciò che dovevo fare 🙂
    Per quanto riguarda il suo gioco è molto fisico e aggressivo, quando deve entrare entra e pare passi un treno…
    E come al solito ringrazio tutti per i vostri complimenti! 🙂

  5. Marta Polidori

    Pibla, Donati mi è piaciuto molto, ottima crescita ed io lo ricordavo basso ma per fortuna si è alzato. Gioco aggressivo ed elastico, molto dotato.
    Napolitano come gioco è semplicemente regolare, non si prende troppi rischi, ma possiede un fairplay invidiabile. Sorride e non contesta, o se e quando lo fa è delicato, cortese e un gran signore. Al di là poi di questa sua dote mi ha colpito anche il fatto che sia così sereno, pacato e persin rilassante da ammirare… Pare di ascoltare una di quelle cassette rilassanti con il suono del mare, dei gabbiani e dei delfini, ma con dell’azione che non guasta!
    E’ solo scoordinato, ma del resto è un piccolo gigante, e si muove poco.
    Eremin gli ho spedito un’intervista, spero di avere opportunità di pubblicarla e comunque per me rimane un talento invidiabile, è grintoso, non scontato, attento e con un gioco particolarmente completo. Gran dotazione fisica, ottimo atleta decisamente, per me è un ottimo tennista.

    Dovrei vederli giocare più volte per esprimere un giudizio sensato, Donati e Napolitano li ho visti che erano ancora due puffi, non ho l’esperienza e le conoscenze adatte, e nemmeno la presunzione, per fornirvi assoluti sull’universo con in mano un granello di sabbia lunare 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *