Francesco Garzelli racconta il Kazakistan

di - 19 Aprile 2012

Francesco Garzelli è un ragazzo classe 1991 e numero 898 Atp. Nelle ultime settimane si è recato in Kazakistan, precisamente ad Astana, per disputare due tornei Itf da 10.000$ direttamente nel main draw. Francesco ci ha raccontato questa esperienza, soffermandosi poi sui suoi obiettivi stagionali…

di Francesco Garzelli

Ciao a tutti! Ho scelto di andare a giocare due tornei in Kazakistan in base al “cut-off” del torneo, poiché ad Astana avrei giocato in main draw senza dover passare dalle qualificazioni. Al primo torneo ho raggiunto i quarti di finale vincendo due belle partite con tennisti di non altissimo ranking ma abituatissimi a giocare su quei campi in cemento indoor. L’unico rimpianto è stato il match dei quarti che ho perso 60 61, ma che praticamente non ho giocato a causa di un problema al braccio che mi tormenta da un po’ e che non mi ha consentito di servire.

Al secondo torneo ho trovato subito la testa di serie numero 4, il bielorusso Betau (ex numero 340; ndr). Ho perso 26 61 61 giocando un primo set molto buono, calando però notevolmente nei restanti parziali. Il mio match migliore di queste giornate kazake è stato sicuramente quello di ottavi nel primo torneo, contro Igoshin, un russo senza punti ma che aveva estromesso la testa di serie numero 7. Ho vinto 67 63 64, ma nel terzo set ero sotto 3-4 e 0-40 sul mio servizio. Ho avuto una bellissima reazione. Complessivamente sono soddisfatto di questi tornei considerando che sto cercando di alzare il mio livello di gioco sul veloce, superficie che non è di certo la mia preferita.

I sacrifici sono tanti, anche perché sono stato due settimane da solo in una nazione, il Kazakistan, dove si fa molta fatica con la lingua, perché in pochissimi parlano inglese. Per non parlare dei viaggi, che direi meritino un capitolo a sè…

Il viaggio di andata è stato abbastanza tranquillo: treno Bari-Roma, aereo Roma-Kiev e poi ancora Kiev-Astana. Il viaggio di ritorno è stato invece davvero traumatico. Prima ho dovuto fare Shymkent-Almaty, lì ho passato una notte in aeroporto per poi ripartire la mattina dopo alle 7 per Kiev. 5 ore di aereo e altra notte in aeroporto in Ucraina. La mattina ancora seguente aereo per Roma e poi treno sino a Bari. Totale viaggio di ritorno: 3 giorni, 2 ore e 30 minuti!

Chiudo con un commento su questa stagione 2012: il mio obiettivo è quello, molto ambizioso, di provare a chiudere l’anno nei top-400. So che sarà difficilissimo ma ci voglio provare. Il problema è che giocando la Serie A2 all’Angiulli di Bari (inizio il 29 aprile) non potrò giocare tantissimi tornei.

 

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