Francesco Garzelli racconta il Kazakistan

di - 19 Aprile 2012

Francesco Garzelli è un ragazzo classe 1991 e numero 898 Atp. Nelle ultime settimane si è recato in Kazakistan, precisamente ad Astana, per disputare due tornei Itf da 10.000$ direttamente nel main draw. Francesco ci ha raccontato questa esperienza, soffermandosi poi sui suoi obiettivi stagionali…

di Francesco Garzelli

Ciao a tutti! Ho scelto di andare a giocare due tornei in Kazakistan in base al “cut-off” del torneo, poiché ad Astana avrei giocato in main draw senza dover passare dalle qualificazioni. Al primo torneo ho raggiunto i quarti di finale vincendo due belle partite con tennisti di non altissimo ranking ma abituatissimi a giocare su quei campi in cemento indoor. L’unico rimpianto è stato il match dei quarti che ho perso 60 61, ma che praticamente non ho giocato a causa di un problema al braccio che mi tormenta da un po’ e che non mi ha consentito di servire.

Al secondo torneo ho trovato subito la testa di serie numero 4, il bielorusso Betau (ex numero 340; ndr). Ho perso 26 61 61 giocando un primo set molto buono, calando però notevolmente nei restanti parziali. Il mio match migliore di queste giornate kazake è stato sicuramente quello di ottavi nel primo torneo, contro Igoshin, un russo senza punti ma che aveva estromesso la testa di serie numero 7. Ho vinto 67 63 64, ma nel terzo set ero sotto 3-4 e 0-40 sul mio servizio. Ho avuto una bellissima reazione. Complessivamente sono soddisfatto di questi tornei considerando che sto cercando di alzare il mio livello di gioco sul veloce, superficie che non è di certo la mia preferita.

I sacrifici sono tanti, anche perché sono stato due settimane da solo in una nazione, il Kazakistan, dove si fa molta fatica con la lingua, perché in pochissimi parlano inglese. Per non parlare dei viaggi, che direi meritino un capitolo a sè…

Il viaggio di andata è stato abbastanza tranquillo: treno Bari-Roma, aereo Roma-Kiev e poi ancora Kiev-Astana. Il viaggio di ritorno è stato invece davvero traumatico. Prima ho dovuto fare Shymkent-Almaty, lì ho passato una notte in aeroporto per poi ripartire la mattina dopo alle 7 per Kiev. 5 ore di aereo e altra notte in aeroporto in Ucraina. La mattina ancora seguente aereo per Roma e poi treno sino a Bari. Totale viaggio di ritorno: 3 giorni, 2 ore e 30 minuti!

Chiudo con un commento su questa stagione 2012: il mio obiettivo è quello, molto ambizioso, di provare a chiudere l’anno nei top-400. So che sarà difficilissimo ma ci voglio provare. Il problema è che giocando la Serie A2 all’Angiulli di Bari (inizio il 29 aprile) non potrò giocare tantissimi tornei.

 

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55 commenti

  1. bogar67

    Quando leggo di queste sfacchinate per fare un torneo rimango allibito, sacrifici non sono sono tanti come afferma il ragazzo ma sono davvero enormi e vi chiedo ancora una volta, andare in Kazakistan, in Burundi ed in posti sperduti per fare questi tornei di basso livello (cos’ mi pare di aver capito in questo caso) è l’unica strada per raggiungere i vertici delle classifiche mondiali?

  2. Bogar,
    in Kazakhstan, ad Almaty ed Astana ci vado due volte l’anno per lavoro. Ti garantisco che ci sono mestieri molto, mooooooolto più pesanti di questo!!!!
    Se non sei adattabile quando sei giovane, quando lo sarai mai? Senza spirito di sacrificio non si va da nessuna parte!!!!!

  3. cataflic

    un OT parziale per far notare che a Bologna, patria anagrafica e/o tennistica di Reggi, Camporese, Canè, Errani… quest’anno non si svolgerà nessun evento Atp, infatti anche l’ultimo itf è stato annullato.
    Spero che anche noi poltronisti tra un po’ non saremo obbligati ad andare in Kazakhstan per vedere due match…

  4. julien

    Bogar hai ragione, tua figlia iscrivila al Roland Garros così arriva prima al vertice della classifica mondiale

  5. Mimmo

    Non si può sempre ridurre il discorso sui punti e sulla comodità del viaggio. Queste sono esperienze di vita eccezionali che vanno aldilà del tennis e l’occasione di un torneo può essere un motivo valido per farle a quell’età.Sotto quesato punto di vista il torneo in Kazakhistan vale dieci tornei in Italia. Bravo Francesco. Hai fatto bene.

  6. lib

    se hai i soldi a palate non vedo perche’ non farle anzi … magari avessi potuto permettermelo di fare il turista con la racchetta, a prescindere dai risultati…

  7. Alessandro Nizegorodcew

    @bogar
    Credo che il commento di Mimmo racchiuda tutta e dico tutta la verità.. Se vuoi formare solo un tennista e’ un conto, ma sarebbe opportuno formare anche un uomo nel frattempo.. E queste esperienze sono straordinarie per quanto faticosissime..

  8. Monet

    vanno a giocare li solo perchè è piu facile prendere punti,come ha detto chiaramente il ragazzo,ma…..alla fine penso che per sapere il tuo reale valore prima o poi i punti devi andarteli a prendere dove giocano i forti e se nn fosse possibile in md ,partendo dalle quali

  9. fede

    Monet:
    “alla fine penso che per sapere il tuo reale valore prima o poi i punti devi andarteli a prendere dove giocano i forti e se nn fosse possibile in md ,partendo dalle quali”

    Mi permetto di complimentarmi per il contenuto assolutamente veritiero e mi piacerebbe che lo imparassero anche quelli che si lamentano perchè i ragazzini del 2001 devono fare le quali nei TE U 12.
    Vedi blog spaziotennis “Vincono Balzerani,Simonelli e Perin”

  10. galimba

    Quotone Pinna!
    Intervistate Adelchi vi prego!
    Prometto pubblicità a spazio tennis a vita 🙂
    Saluti

  11. Alessandro Nizegorodcew

    @Pinna, Galimba
    Prometto che ci provo (e riesco).. Dopo il 25 però, che ora sono in ferie…

  12. bogar67

    julien
    🙂 🙂 nuova/0?

    apprezzo l’umorismo, il mio post cmq era costruttivo, non volevo ne farmi gioco del ragazzo, avevo infatti sottolineato che questi sono enormi sacrifici ma mi chiedevo se ne vale anche la pena professionalmente, sul discorso che formano carattere sono pienamente d’accordo con Alessandro e Federico.

  13. pulsatilla

    Fede

    a proposito del tuo post 9.
    mi permetto di farti notare che il contesto under non è paragonabile a quello pro.
    e poi che i genitori si lamentano perchè fare 2 o 3 turni di quali con risultati 6.0 6.0 servono solo a buttare nel cesso un bel po’ di soldi.
    una domanda te la faccio io allora, se il tuo assunto fosse vero, spiegami perchè illustri maestri romani di circoli prestigiosi al lemon bowl hanno sistematicamente il loro figlio nel tabellone senza fare le quali e sto parlando di bambini senza classifica.
    sono tutti rincoglioniti?

  14. fede

    Pulsatilla

    Secondo me le scorciatoie non servono, nè agli under nè ai pro (furono under, anche se a volte ci si accorge, come sostieni, che sono comode…; sono un’illusione, nel senso che non aiutano nè a 11 anni nè a 15-16 anni per il conseguimento degli alti livelli.
    Non conosco la situazione di quel contesto, ma probabilmente non tutti lavoreranno per gli stessi obiettivi.

  15. darione

    Non ha senso giocare in posti sperduti…se sei forte, tiri fuori le palle e vai a giocare sulla terra in Spagna in mezzo ai terraioli……

  16. bogar67

    Mi avete incuriosito con questo Adelchi Virgili, ma chi è? seguo tennis da poco, 4 anni, ho trovato un commento di un certo Vastic
    🙂 🙂 il 10/06/2004 in un forum

    10-06-2004, 11.44.29 #5 (permalink)
    Vastic
    Utente
    Professionista

    Data registrazione: 31-05-2004
    Messaggi: 3,139

    Ragazzi di ragazzi arrivati a 2.8 appena compiuti i 14 anni non ne ricordo molti….speriamo non si perda…

  17. pulsatilla

    Fede,
    in linea teorica sono d’accordo con te.
    Ma “illustri maestri romani di circoli prestigiosi” non la pensano come te, se al proprio figlio senza classifica fanno sistematicamente saltare le quali al Lemon. Eppure loro nemmeno abitano tanto lontano, potrebbero ad esempio lasciare la wc al bambino che viene da Trento o da Catania. Invece no, il genitore di Trento o di Canicattì, alla trasferta onerosa deve aggiungere giorni in più di albergo per far fare al figlio partite spesso inutili che si concludono 6.0 6.0.

    Per tutto il resto la penso come te.

  18. cataflic

    @darione
    secondo me non si può essere troppo “netti” in queste cose, soprattutto nella fase di passaggio under-pro.
    Diciamo che se non parliamo di un campione annunciato 18enne, che ha già un altissimo livello di gioco, magari imbrigliato nell’attività under da una federazione autocompiacente, un ragazzo di solito deve alternare partite possibili con sfide impossibili per sapere dov’è e dove deve andare.
    Kazakhstan,Georgia,Thailandia, etc possono essere delle strategie per mettere alla prova l’indipendenza del giocatore e permettergli di disputare futures e/o challenger con più discrezionalità.
    Poi chiaro che bisogna avere i soldi per gli aerei e gli alberghi, sennò stai in Italia a fare Open e quali itf finchè prima o poi non vai avanti…

  19. Fede-rer

    @ Bogar

    Virgili tennisticamente sarebbe stato un nostro potenziale top ten… Un tennis di un’eleganza, anticipo e facilita’ di esecuzione da lasciare basiti… Tra l’altro un ragazzo estremamente positivo… Poteva essere il nostro Federer… A 12 anni batteva gente di 4-5 anni più grande e faceva scalpore…
    Purtroppo è stato falcidiato dagli infortuni, in particolare alla schiena, che ne inficiano soprattutto il servizio… A volte serve addirittura dal basso stile Chang al Roland Garros… Ora sta timidamente procando a tornare… Se il fisico gli desse tregua potrebbe scalare la classifica molto in fretta col suo talento… Ma i più sono scettici che tenga… Ora ha fatto un punto Atp e rientra nel ranking… Spero gli diano WC nei futures per evitargli intanto sforzi nelle quali… Vedremo… Io tifo per lui… Con la sfortuna che ha avuto… Così come Travaglia che ho conosciuto e che si avviava verso un’ottima carriera da Top 100… Ora rischia addirittura la carriera stessa…
    Riuscireste ad intervistare anche lui redazione? Mi fareste un regalone!

  20. barbara

    Secondo me non considerate che per entrare, anche in quali, ci vuole ranking.
    Si vanno a fare i tornei sperduti per essere certi di entrare, poi quando hai classifica ti fai i più comodi, quanti hanno soldi per andare a firmare senza essere sicuri di giocare?
    Ovviamente il discorso tiene se si tratta di un passaggio.

  21. bogar67

    Fede-rer
    ti ringrazio, ma questi infortuni alla schiena a cosa erano dovuti? cioè sono stati eventi fortuiti o si sono verificati per un carico di lavoro sbagliato da parte dello staff tecnico da cui veniva seguito.

  22. Monet

    cataflic permettimi di disentire da quello che dici,in pratica giocare fuori dall ‘italia oltre a essere molto remunerativo per la parte finanziaria,è deleterio da quella sulla vericità del tuo valore,i tantissimi futures e challenger che abbiamo in casa nostra sono dei veri e propri banchi di verità.infatti se ci fai caso le entry sono piene di giocatori sopagnolo argentini francesi ,,,, i quali verranno si in ialia perchè la pasta pè la migliore e le pizze sono le piu buone,ma anche e sopratutto per l’elevato spessore che hanno i nostri tornei a livello di partecipanti,uno a caso guarda i partecipanti di barletta di questanno,posso assicurarti che a volte fai fatica in un 250 atp a trovare un cut off simile……quindi…..

  23. Monet

    un aneddoto di circa 8 anni fa,a inizio anno mio figlio allora 17eeene aveva gia i punti per entrare nei futuures di inizio anno in tutto il mondo,mi ricordo che dissi a Caperchi perchè invece di andare a giuocare a mURCIA (il piu forte futures ancora oggi in quel periodo dell’anno) non andassero in asia o australia per giocare gli stessi tornei,Leo mi rispose,perchè vogliamo confrontarci con i migliori,l’anno precedente a vincere quel torneo du Almagro,bè forse per fortuna o forse per altro quel torneo quell’anno li lo vinse mio figlio………la regola di giocare sempre i tornei forti è stata una frase di Leo che oggi tutti i coach migliori continuano a ripetermi

  24. fede-rer

    @ bogar67:

    Eh, questa è una bella domanda a cui è difficile dare una risposta…
    Ti dico la mia impressione… A differenza del tennis che si giocava nel decennio scorso, è sotto gli occhi di tutti, il tennis attuale è fatto di androidi ed automi, bestie da lavoro con fisici da marziani…
    Nel tennis di oggi fisici un po’ imbolsiti come, per citarne due, quelli di Panatta e Bertolucci, non sarebbero arrivati molto in alto nonostante il talento…
    Il modo di colpire la palla è cambiato radicalmente, sempre più frontale e con torsioni dell’anca molto innaturale… A chi forma i futuri campioncini non interessa molto la longevità agonistica del ragazzo molto spesso bensì il portarlo in più in alto possibile e sperare che regga il più possibile…
    Anche chi ha un talento indicibile non è detto che regga simili allenamenti, così tante partite nelle gambe… Il tennis già di per se’ è uno sport che mette a dura prova molte articolazioni…
    Djokovic è Nadal. per esempio, hanno la fortuna di avere un fisico di robustezza senza eguali… Purtroppo madre natura non lo regala a tutti…
    E’ per questo motivo che molto spesso i grandi talenti a livello juniores poi non sfondano tra i pro… Il fisico non li sorregge… Non c’è solo Virgili… Pensiamo al caso di Krajinovic che sembrava un fenomeno ed è dovuto star fuori quasi un anno la scorsa stagione…
    O pensiamo a Trevisan che con quel fisico non troppo atletico dopo una brillantissima carriera junior non riesce più neanche ad arrivare a delle semi futures ed è pieno di acciacchi…

    Virgili probabilmente ha avuto la sfortuna di essere debole di schiena… Se poi qualche allenaore/preparatore ha sbagliato qualcosa nel suo percorso di crescita e formazione fisica non ci è dato saperlo ma è molto probabile… Nella vita non c’è solo il bianco o il nero… Anche le sfumature… Magari il ragazzo andava irrobustito muscalarmente meglio e prima… Ora sembra molto palestrato, forse hanno provato a costruirgli una muscolatura che sorregga meglio la schiena e lo aiuti ad avere meno dolore… Di certo è un po’ tardivo come intervento…

    Per questo quando leggo che tutti i fan vorrebbero che Quinzi giocasse un torneo a settimana, pur capendo le aspettative che questo fantastico ragazzo smuove, non concordo affatto… Si rischia di bruciarlo, di procurargli dei danni fisici che lo porterebbero a non arrivare tra i pro! Ha avuto una grossa crescita, è diventato altissimo, lo vedo ancora molto gracilino e Pennellone… Se i preparatori sbagliassero in questa fase si rischia di comprometterlo… Se notate ha anche le spalle poco aperte ed una postura lievemente “ingobbita”… Dev’essere seguito molto bene, va gradualmente potenziato in palestra, senza appesantirlo troppo, facendolo sì giocare ma con parsimonia e con una programmazione che lo valorizzi ma senza logorarlo… Ci sono ragazzi che a 16 anni sembrano uomini già fatti e finiti (Nadal per es), Quinzi sembra ancora un ragazzone.. Va tutelato, è un patrimonio… Così come Napolitano, per es…

    Poi nella vita c’è anche la componente sfiga… Travaglia, che aveva il fisique du role, era allenato benissimo ed era estremamente solido per un incidente domestico rischia di dover rinunciare al suo sogno dopo anni di sacrifici…

  25. bogar67

    fede-rer
    grazie sei stato molto preciso, dal tuo racconto traggo ancora una volta la conclusione che prima di fare il o la tennista bisogna creare l’atleta e che le incognite fin quando non si entrerà in un tabellone di un grande slam ma anche dopo sono sempre in agguato come nel caso di questo Virgili e degli altri che hai nominato.

  26. bogar67

    Monet
    grazie, praticamente per diventare Fognini non ci stava bisogno di andare in Kazakistan però (adesso Alessandro Nizegorodcew mi sgrida) sono andato su wikipedia e la parola wild card agli inizi della carriera di tuo figlio è menzionata diverse volte.

  27. bogar67

    Monet
    sia chiaro non è una critica, la wild poi cmq bisogna anche confermarla di aversela meritata e visto la carriera è cosa agli occhi di tutti.

  28. Monet

    ci mancherebbe altro ,per entrare nei satelliti a 16 anni ne prese qualcuna,cosi come a 18 19 per giocare i challenger,ma a chi li avrebbero dovute dare visto che era il miglior junior di quel tempo? oggi invece se prende le wc in italia le prende solo dopo aver preso ……qualche garanzia 🙂

  29. Monet

    Federico lascia perdere è una lotta persa,sempre detto io che il tennis non è per….gente normale!!!!!!!!!!!!!!

  30. Monet,
    Verissimo. del resto da uno sport individuale ci si può soltanto aspettare che venga esaltato l’ego della persona. I tennisti sono un po tutte personalità “oltre normalità” 🙂

  31. Post 27 (e chi se lo sarebbe mai aspettao da Bogar?) e 30
    “Djokovic e Nadal, per esempio, hanno la fortuna di avere un fisico di robustezza senza eguali”
    Ma perchè quando si parla di preparazione fisica e di infortuni si invoca sempre la fortuna (o la sfortuna)?
    Quella che tu chiami “robustezza” in pf ha un nome ben preciso e si chiama “capacità di carico”. E’ vero che esiste una componente genetica della capacità di carico, ma perchè solo in Italia chi è falcidiato dagli infortuni è nato sfigato? Fra l’altro vi sono studi che tendono ad indicare l’assoluta predominanza della capacità di carico “acquisita” rispetto a quella predeterminata geneticamente. Tradotto in parole povere: per sopportare gli stress indotti da una disciplina come il tennis BISOGNA LAVORARE SODO FIN DA PICCOLI e FARE LE COSE GIUSTE FIN DA PICCOLI!
    Io non conosco Adelchi e non so a cosa siano dovuti i suoi infortuni e da addetto ai lavori non mi permetto di criticare un lavoro che è stato fatto su di lui senza conoscerne nulla.
    Però in questo blog sono decine i nomi che sono stati fatti di “promesse” mancate a causa di infortuni e l’unica parola che compare sempre è SFORTUNA!
    Si può parlare di sfortuna solo quando:
    -il ragazzo ha dei paramorfismi/dismorfismi: se è nato con la scoliosi, il petto carenato o i piedi piatti è evidente che la capacità di carico è ridotta e che non è colpa di nessuno;
    -il lavoro fisico che è stato fatto sul ragazzo è stato programmato e seguito da un preparatore fisico competente e non da un maestro di tennis o, peggio, dal primo dipendente comunale che passava dal circolo e aveva bisogno di arrotondare;
    -la programmazione di cui sopra deve essere poliennale, soprattutto in Italia dove i bambini non posseggono basi motorie (e delle ottime capacità coordinative sono il presupposto fondamentale per lo sviluppo della capacità di carico!), con obiettivi gioco-forza a medio-lungo termine e con un corretto rapporto fra allenamento e competizioni. Lo sviluppo di un campione dura 10 anni (oggi anche qualcuno di più) e bisogna evitare di avere fretta.
    Quando si sono fatte le cose GIUSTE per sviluppare al meglio la capacità di carico del ragazzino, allora posso anche parlare di sfortuna! In questo caso mi sentirò con la coscienza a posto per aver fatto tutto quello che le conoscenze scientifiche e la mia abilità sul campo mi permettevano di fare oggi, nel 2012.

    Bene, secondo la vostra esperienza, in Italia questo si fa?
    No e lo sappiamo tutti! I circoli e i maestri non vogliono i preparatori perchè sono un costo che sottrae loro guadagni e perchè la loro convenienza è quella di assecondare le richieste dei genitori che, avendo tutto il diritto di essere ignoranti in materia, pretendono che il piccolo giochi il più possibile a tennis e salga in classica il prima possibile. Il maestro dell’U12 potrà sempre dire che lui lo ha portato a 4.1 a 12 anni, e che se non è arrivato è colpa di quelli che sono venuti dopo. Se il dopo è sempre lui, la colpa è del ragazzino che non ha fame, del genitore che rompe i coglioni, delle congiunture astrali sfavorevoli, MA MAI SUA!

  32. P.S.
    Il riferimento ai suddetti post è per lo spunto offerto, non perchè non condividessi…anzi!
    A dire la verità ero talmente infervorato da quello che volevo dire che ho letto il 30 solo fino alle virgolette 🙂

  33. fede-rer

    @ Davide: le tue considerazioni sono giustissime e non sono in disaccordo con ciò che ho scritto!

    Come dici tu stesso ti sei fermato ad un certo punto del mio scritto e quindi ti sei lanciato in dissertazioni di ottima fattura che lasciano intravedere che sei certamente un esperto del settore!
    Concordo con te in tutto, la “capacità di carico” è allenabile e nel caso dei nostri giovani molto spesso non si bada a questi fattori e si cerca di farli arrivare il prima possibile ed un po’ alla carlona…
    Se leggi ciò che ho scritto, in termini meno tecnici e competenti di te, questa è proprio la mia più grande preoccupazione per il futuro di Quinzi: è ancora molto gracilino, è cresciuto molto velocemente e di conseguenza è persino un po’ sgraziato nelle movenze ed ingobbito con le spalle… Ciò che mi fa ben sperare è che è seguito da tecnici di spessore che penso e spero badino a questi fattori e cercheranno di costruire l’atleta contestualmente al tennista… Non vanno ripetuti con Quinzi, Napolitano, Baldi ecc gli stessi errori che sono stati commessi con Virgili, Trevisan e compagnia bella…

    Ciò detto, purtroppo oltre alla capacità di carico c’è anche il fisico che madre natura ci ha concesso: chi ha meno robustezza tendinea, muscolare, articolare nonostante possa essere allenato al meglio non arriverà mai in alto con il tennis attuale con una sorta di “selezione naturale”… Il tennis odierno è molto logorante…

    Certo che se Bolelli, per citare un nome a caso, avesse la voglia e la grinta di svolgere una preparazione alla Djokovic non sarebbe di certo fuori dai primi 100 al mondo! Ma purtroppo c’è anche da dire che molto spesso la voglia di sudare di noi italiani, specialmente se di origini benestanti, non è certo paragonabile, per esempio, con quella di tanti ragazzi dell’est cresciuti con la rabbia e la voglia di arrivare di chi ha dovuto fare sacrifici e togliersi il pane di bocca per poter sfondare… E’ una questione di rabbia agonistica, di motivazioni, di voglia di arrivare…

  34. Monet

    Ma purtroppo c’è anche da dire che molto spesso la voglia di sudare di noi italiani, specialmente se di origini benestanti, non è certo paragonabile, per esempio, con quella di tanti ragazzi dell’est cresciuti con la rabbia e la voglia di arrivare di chi ha dovuto fare sacrifici e togliersi il pane di bocca ….”

    permettimi di dire che hai scritto una enorme….caxxata!!!se giochi a livelli alti stai sereno che la preparazione,la voglia,la grinta,la determinazione ,sono uguali per tutti…la differenza la fa solo la testa!!!

  35. bogar67

    Monet
    appunto se giochi ad alti livelli, vuol dire che per arrivarci ci hai messo rabbia, determinazione, sacrifici, credo che la disamina di Fede-rer sia più che altro rivolta a quelli che non sono arrivati e non ci arriveranno mai.

  36. fede-rer

    @ bogar67:

    esatto! Mi hai ben interpretato! Intendevo particolarmente i tanti ragazzi di talendo che però non ci mettono la necessaria rabbia e finiscono per sprecare il proprio potenziale e farsi scavalcare da avversari magari meno dotati ma che giocano ogni palla con una ferocia molto superiore…

    Non sto certo criticando la voglia di lavorare dei vari Cipolla, Lorenzi, Giannessi, Starace… Se sono arrivati così in alto senza essere fenomeni è perchè avevano davvero il giusto fuoco dentro…
    Così come in passato i vari Caratti, Furlan, Gaudenzi, Pozzi… Professionisti meravigliosi…

    E’ però vero che anche agli alti livelli molto spesso noi italiani siamo specialisti nel non mettere a frutto del tutto i nostri talenti (non solo nel tennis, sia chiaro)… Secondo me se ci mettessero più grinta nel lavoro, Bolelli sarebbe nei top 20, così come Fognini…
    Vorrete mica dirmi che Fignini è inferiore a Nishikori? O Bolelli a Monaco?
    In parte il problema è la testa, hai ragione Monet… Ed è prorpio la testa che fa sì che la macchina si blocchi…
    E’ sempre stato così… Nargiso vinse Wimbledon jr e poi deluse da pro rispetto alle aspettative, Camporese durò troppo poco al vertice perchè smise di comportarsi da professionista, Pescosolido sembrava svogliato, così come Sanguinetti..
    E’ un peccato non sfruttare i propri talenti, e non succede ovviamente solo in Italia… Ma di certo molto spesso la grinta va di pari passo alla “fame”, è innegabile…

    Sennò perchè nel tennis femminile starebbero dilagando le atlete dell’est??

  37. cataflic

    Mah? secondo me la tenuta mentale per riuscire magari a tenere un game con 4 palle break contro dopo 2 ore e mezza di match a 35° …e poi quello dopo facendo quel passo in più che ti permette di tirare il dritto vincente…e così via affrontando tutti i punti con lucidità e massima determinazione, ce l’hanno tutti ad alti livelli, solo che magari un conto è averla per 1 set o per 1 match, per un torneo o tutti i mesi, di tutti gli anni….
    Chi è costante vince!
    Però a volte si fa un castello di scuse con la tenuta mentale quando sono presenti evidenti lacune tecniche e/o fisiche, magari compensate da altre qualità, che però nel complesso rendono più “ballerino” il rendimento medio di un giocatore.
    Prendiamo Bolelli, che ha un dritto ottimo, ma un rovescio assai poco sicuro e una mobilità limitata…non sono lacune da poco ed è inevitabile che il suo equilibrio come giocatore sia più instabile, perchè è più probabile che incontri giocatori che lo fanno muovere, oppure non lo lasciano giocare dritti su dritti e magari un giorno il rovescio va e un altro no!
    Per Fognini(che mi stupirei se prima o poi non entra nei 20) invece il discorso è diverso, perchè è abbastanza equilibrato come colpi, ma meno come presenza in campo.
    Se poi vogliamo parlare di Nargiso…che aveva un rovescio da b2!per fortuna che aveva mano ed un gioco adatto per esprimerla!
    Camporese si muoveva come Yoghi…e comunque è arrivato nei venti!
    …..

  38. Giorgio il mitico

    Se a livelli alti le preparazioni sono più o meno uguali ma i nostri continuano a non brillare molto, allora i nostri dovrebbero avere una testa da 10.000 al mondo all’incirca !

    Caro Monet, mi convinci ma non del tutto.

    Per quel poco che ho visto forse certi atteggiamenti in campo dei nostri che a volte paiono un po’ svagati, rassegnati nasce da molto lontano, dagli inizi delle loro carriere.

    Mi spiego meglio : vedo che in molti circoli quando un ragazzino-a comincia a vincere qualcosina si mette in moto una specie di piccolo circo mediatico per cui il microfenomeno viene guardato come una specie di unto dal Signore, iniziano, involontariamente, dei trattamenti verso il piccolo fenomeno per cui a lui si concede qualcosina in più, a lui si dedicano più minuti per le correzioni, a lui si concedono orari più comodi, se perde si trova prima una scusa e così di seguito.

    A lungo andare il piccolo di talento viene trasformato in un ragazzino che apparentemente è trattato come gli altri mentre in realtà è un pò più uguale degli altri, il bello è che nessuno lo voleva, ma purtroppo spesso capita così.

    Poi queste cose restano chiuse nel cervello del giocatore e da grande con le partite dure e senza schermi rassicuranti si scopre di essere soli contro avversari, cresciuti senza tanti grilli per la testa, che ti vogliono fare la festa e basta !

  39. Ci sono due concetti che mi sembra ritornano spesso in questi post:
    1) Se un giocatore si infortuna o la sua carriera è costellata di problemi fisici che ne inficiano il rendimento si tratta di sfortuna…la preparazione non conta, il lavoro svolto (ma soprattutto quello NON svolto) non c’entra nulla e così via;
    2) Nella vostra concezione di talento c’è solo spazio per le valutazioni di natura tecnica e, qualche volta, fisica (e anche qui il lavoro fisico non conta: questione di talento per cui se non nasci Superman son cazzi tuoi…).
    Qualsiasi valutazione sulle qualità mentali, sulla voglia di migliorarsi giorno per giorno (anche quando sei diventato il numero uno, vedi Nadal…), sulla disponibilità a farsi il culo in campo non rientra nella definizione di talento! E perchè mai?
    Io quando valuto un ragazzino lo voglio vedere in partita (per ovvie ragioni), ma soprattutto lo voglio vedere in allenamento. Fino ad una certa età si possono ottenere brillanti risultati senza avere particolari doti tecniche e senza sprecarsi più di tanto in campo: bastano un discreto bagaglio di colpi e essere 10 cm in più del piccoletto che hai di fronte. Ma se il piccoletto ha le tue stesse capacità tecniche e in allenamento dà tutto, stai pur sicuro che prima o poi ti passa davanti, anche se oggi rimedia due game!
    Anche questo è talento…eccome!
    Io voglio vedere se il ragazzino ha fame, voglia di competere, curiosità di imparare e disponibilità a mettersi in gioco.
    In caso contrario o hai il talento vero o lascia perdere e dedicati a qualcos’altro…
    Federer sarebbe arrivato dov’è anche se lo avesse allenato mia nonna, Nadal no.
    Nadal deve fare un monumento allo zietto, quel tizio insopportabile e irritante che lo ha AIUTATO a sviluppare una mentalità da “assassino” senza la quale sarebbe stato solo un buon giocatore!
    E’ importante che i ragazzini sappiano che allenamento batte talento 100 a 0 (come sosteneva, mi pare, Castellani già molti anni fa…)!
    Anche Federer ha dovuto lavorare duro per arrivare dov’è: non quanto Nadal, ma molto di più di quello che sono disposti a fare i nostri bambini viziatelli che si fanno portare la borsa e allacciare le stringhe delle scarpe dalla mamma, si fanno la doccia a casa perchè la vasca idromassaggio è più comoda della doccia in piedi e in campo sono disposti a fare solo le cose che sanno già fare, come se l’allenamento fosse un saggio di abilità (abilità si fa per dire, ovviamente!) e non un’occasione-esigenza di apprendere.
    Ma lo sapete quanti fra i bambini che alleno sono disposti a lanciare una pallina con la mano debole o provare una cosa nuova che non hanno mai fatto? Pochissimi… e non perchè hanno paura di essere derisi se non riescono o perchè hanno scarsa autostima! Semplicemente perchè se non riescono la prima volta per loro non vale più la pena provarci! Non hanno voglia di imparare perchè non sono più abituati a farlo, perchè certi genitori, anzichè fungere da sostegno, sono dei veri e propri sostituti.
    Perchè dovrei imparare ad allaciarmi le scarpe? Tanto se ho le scarpe slacciate si fionda la mammina dopo 0.2 secondi con uno scatto degno del miglior Karl Lewis!
    Insegnare costa fatica, meglio farlo noi…
    Così ci ritroviamo bambini che hanno perso la loro più naturale propensione: la curiosità verso tutto ciò che non conoscono (e dunque, in ambito motorio, non sanno fare) e il loro desiderio di apprendere.

  40. Giorgio il mitico

    Però….nel post 45 Monet mi fa venire un’idea, ve la racconto.

    Se a livelli alti le preparazioni più o meno si equivalgono, si potrebbe sapere, magari a grandi linee, quante ore settimanali dedicano alla parte tecnica, alla PA ed alla tattica i nostri Nazionali e gli stranieri con classifica tra i primi 100 al mondo ?

    Ovviamente con le dovute distinzioni a seconda che si tratti di periodi senza tornei o con tornei.

    In fondo in questo blog si è sempre parlato di giovani promesse, non sarebbe ora di parlare anche di cosa fanno gli atleti affermati ?

  41. Caro Giorgio, io sono spesso d’accordissimo con i tuoi post, ma conoscere quante ore dedica un giocatore all’allenamento delle varie capacità può avere un senso di massima, ma dice molto poco…
    Bisogna vedere contenuti e qualità del lavoro!
    Sul mio blog quest’estate posterò i risultati della mia personale rilevazione degli allenamenti tecnici osservati nei circoli della mia zona (lo scorso anno quando ho preferito essere a piedi che prostituirmi….): ti assicuro che, a parte gli obbrobri che si vedono negli esercizi di pf, su 3 ore che i nostri ragazzi stanno sul campo spesso la durata effettiva dell’allenamento è inferiore al 30%! I recuperi, le spiegazioni e le correzioni sono indispensabili, ma grandissima parte di questo 70% del tempo viene perso in telefonate al cellulare del maestro di turno, raccolte di palline eterne con ragazzi che se le lanciano da tutte le parti, rappresentante di racchette che viene a presentare i nuovi prodotti nel mezzo dell’allenamento (!), cazzeggi etc.
    Se in quella famosa Accademia italiana dove un/una nostro/nostra top fa preparazione con i bambini di 8 anni, con programmi redatti da maestri a scopiazzare (e male…) quello che loro facevano da giocatori (si fa per dire…) venticinque anni fa, con test che anzichè far registrare progressi denunciano cali di prestazione (e loro, anzichè mettersi in discussione cambiano laboratorio di analisi alla ricerca di uno che accetti di manipolare i dati!)…beh, in questi casi, che in Italia sono la regola anche ad “alto” livello, sarebbe meglio che la preparazione fisica non la facessero affatto! Almeno si evitano i danni…
    “Zero ore di preparazione per un risultato di qualità!”
    Come lo vedi come prossimo spot su Supertennis? Poi adesso è anche in HD 🙂

  42. Giorgio il mitico

    x Davide

    so che insieme alla quantità ci deve essere la qualità, però mi piacerebbe che si scavasse negli allenamenti dei nostri giocatori più forti e della concorrenza straniera per cercare di capire perchè da decenni non produciamo più un top 10.

    Monet parla di testa, io ho fatto notare che molti ragazzini sono guidati non bene nella loro crescita, però penso siano giustificazioni solo parziali.

    Credo che un giocatore italiano che entra nei primi 100 al mondo e che sia destinato a fermarsi ben lontano dalle prime 10 posizioni possa capitare, ma possibile che ormai da circa 30 anni sia il destino comune di tutti i nostri top 100 ?

    Cosa c’è che si fa di giusto e di sbagliato ? Cosa c’è che non si fa di giusto e di sbagliato ?

    Perchè tutti, dicasi tutti si sono fermati lontano dai top 10 ?

    I tecnici devono porsi questa domanda, cercare delle risposte credibili e consigliare i provvedimenti adeguati.

    Forse i nostri talenti dopo i 18 anni sono troppo abbandonati a se stessi ? Non saprei, però se nessuno si pone queste domande l’unica speranza è il miracolo.

    Oggi abbiamo 2-3 ragazzi fortissimi, intanto preghiamo.

  43. Se da quasi quarant’anni non abbiamo un maschio da top 20 fisso significa, per le leggi statistiche che fanno nascere fenomeni nei posti più impensabili (Cipro, Thailandia…), che ne abbiamo rovinato più di uno!
    Sapere cosa fanno gli altri mi incuriosisce eccome, ma solo per fare un confronto generale.
    Esempio: se viene fuori che i nostri migliori Under in termini di ore dedicate alla pf, alla tecnica, alla tattica e al mentale si allenano quanto quelli di altri paesi che onformazioni possiamo trarne?
    La risposta del perchè del fallimento è semplice: in Italia non esiste un sistema di formazione tennistica di alto livello.
    I circoli sono nati per la ricreazione (e non è un’offesa, è un dato di fatto!) e le nostre Accademie sono ostaggio di maestri che si arrogano il diritto di invadere campi non propri con metodi di pf che secondo il principio “noi facevano così e andavamo come le frecce e non ci facevamo mai male”, oppure “i libri andrebbero bruciati tutti” o i “preparatori non capiscono un cazzo perchè non hanno giocato” etc. etc. Tutte frasi che mi sono sentito dire più di una volta…
    Quante delle nostre promesse si sono perse per infortuni e problemi fisici?
    Quanti nostri giocatori hanno come limite principale la tecnica? Come disse Bollettieri “gli italiani giocano benissimo a tennis, hanno insegnanti che insegnano benissimo, ma perdono sempre”. Perchè, gli si chiese? Perchè non vengono formati a lavorare duro ogni giorno sul campo (non usiamo, per piacere, il termine “sacrificarsi”, che mi sembra offensivo quando si parla di giocare a tennis…), hanno scarsa personalità e determinazione. Questa mentalità non può formarsi solo con il gioco e soprattutto nei circoli: i giocatori devono capire fin da piccoli che lo sport differisce dal gioco per l’aspetto competitivo, che non significa fare a gare a chi arriva prima 4.1 o vince più partite a 10 anni! L’agonismo a misura di bambino è fortemente educativo: se tu ti applichi ottieni risultati, che fino ai 14-15 anni non sono tanto la vittoria o la sconfitta quanto la crescita continua in una sfida con gli altri ma soprattutto contro se stessi. Poi, più avanti, il concetto di risultato è giusto che cambi e che coincida sempre di più con il risultato sul campo.
    Queste qualità in parte sono innate, ma si possono anche allenare ed è compito del preparatore far capire al ragazzo che “si deve mettere sotto”.
    La FIT ci sta provando: il preparatore obbligatorio in tutte le scuole era un’ottima idea, ma esattamente come avevo previsto i circoli hanno fatto finta di non sentire e fatto valere il proprio potere che gli permette di fare tutto quel cazzo che pare a loro. E i controlli non ci sono perchè le elezioni sono imminenti e via con le solite cose all’italiana!
    Intanto si continua a organizzare i corsi che però se non si interviene con un piano formativo anche sulla pf servono solo a far cassa…
    Abbiamo 2-3 ragazzi fortissimi, ma che devono emigrare all’estero per crescere…

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