“Il Re è morto, lunga vita al Re”

di - 3 Giugno 2015

Rafa Nadal Roland Garros 2015

di Giorgio Giosuè Perri

Era nell’aria, in tanti pensavano potesse succedere già l’anno scorso, altri non ci avrebbero mai creduto. Eppure, è successo davvero. Novak Djokovic, al termine di una partita perfetta, ha sconfitto Rafael Nadal sui campi di Bois de Boulone. Lo ha fatto giocando come doveva. Ha insistito, come aveva già mostrato con Gasquet nel turno precedente, con le palle corte, ha servito alla grande e non ha lasciato respiro al gioco, troppo corto, dell’avversario. 7-5 6-3 6-1 il punteggio (bugiardo) alla fine di una partita che ha avuto storia solamente per metà del primo set.

Djokovic parte subito forte giocando un primo game spaziale. Il serbo mette in mostra tutto il repertorio e chiude grazie ad un ace, dando subito l’impressione di essere molto centrato. Nadal, ancora poco in partita, perde subito la battua consentendo al serbo di portarsi immediatamente sul 3-0. La reazione stenta ad arrivare e il numero uno del mondo, grazie alle poche prime in campo messe dallo spagnolo, va addirittura avanti di due break. Finalmente arriva la reazione di Nadal che, dopo un “vamos” nel primo quindici del quinto gioco, inizia a carburare e a mettere in campo tutto il suo miglior tennis, chiudendo con un controparziale di 4-0 e agguantando l’avversario. Djokovic, però, non si distrae e tiene la battuta a 0. Il maiorchino, con le unghie e con i denti, riesce ad issarsi sul 5-5 dopo aver annullato tre set point (di cui due con la palla corta) ma è solo un fuoco di paglia. Il serbo, implacabile, tiene nuovamente e si procura altri du set point, ma riesce a chiudere solo al sesto. Dopo un primo parziale molto intenso, la partita stenta a decollare, anche se è il finalista della passata edizione a tenere in mano le redini del gioco e a procurarsi le prime occasioni. Sul 3-2 si issa sul 15-30, ma un Nadal finalmente propositivo va a prendersi i punti a rete, tenendosi ancora in vita. Il serbo, però, si rimette a spingere al massimo e nel nono gioco riesce a strappare il servizio all’avversario, chiudendo poco dopo anche il secondo set con lo score di 6-3.

Il terzo set, non si gioca. Djokovic, sulle ali dell’entusiasmo, strappa immediatamente il servizio a Nadal e ottiene anche il doppio break poco dopo. Il nove volte vincitore di questo torneo, con un po’ d’orgoglio, riesce a portara a casa un game. Poco conterà, visto che qualche istante dopo sarà un cinico Djokovic a chiudere.  Curiosamente finisce con un doppio fallo dell’avversario, così com’era capitato nella finale del 2012. Ma quella volta, era finita diversamente.

Finisce così il regno di Nadal a Pairigi. Un regno che, da dieci anni a questa parte, solo Robin Soderling aveva fatto traballare, quando nel 2009 si era preso il lusso di sconfiggerlo al quarto turno. Da allora erano arrivati altri 5 titoli per il maiorchino, che con la sconfitta odierna scenderà alla decima posizione mondiale. Onore a Djokovic, ad un Djokovic semplicemente perfetto, capace di mettere in difficoltà uno scarico e teso Nadal dal primo quindici della partita. Un Djokovic, finalmente, capace di vincere lì dove non era mai riuscito, dopo ben cinque sconfitte (solo una in cinque set) e tanti dolori. Per il serbo, che ha in Parigi l’obiettivo numero uno da almeno quattro anni, si propone davanti l’occasione della vita, l’occasione che aspettava. Con un Murray ad aspettarlo in semifinale ed uno tra Wawrinka e Tsonga all’ultimo atto, sembra quasi tutto pronto per il primo titolo in terra francese.

Dal canto suo, Nadal ha provato a giocare il primo set, è riuscito anche a impensierire un avversario semplicemente perfetto, ma non ce l’ha fatta. Per il maiorchino, che in carriera aveva perso solamente una partita al meglio dei 5 sulla terra (97-1 il bilancio prima di oggi) non è arrivata alcuna redenzione. La pessima primavera ha inesorabilmente portato ad un declino prevedibile, proprio lì dove da Nadal ci si sarebbe aspettato di più.

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