CDG 11(2) – Il blog spiegato al viandante del web

di - 13 Novembre 2010

Non possiamo non citare il Mental Tutor e diplomato PNL FEDERICO DI CARLO detto prima Bacio Perugina per la sua abitudine,tipica invero degli strizzacervelli, di catalogare ogni comportamento in frasi standard tipo quelle che si leggono scartando I famosi cioccolatini, e poi Querelle de Brest per aver minacciato di querela il sottoscritto (e anche SpazioTennis) per aver messo in dubbio la validita’ di certi diplomi rilasciati in 3 giorni. Federico era l’ultimo rimasto di un gruppo di psicoterapeuti che probabilmente avevano scelto il nostro stagno di utenti come baqcino di osservazione per le lorto ricerche…Ricordo anche Something Blue ed ora Maria Prosperi. Ovviamente non e’ che puoi nutrire gran simpatia per chi ti vuole querelare soprattutto nel corso di uno scambio di battute al Bar del Blog ma anche se probabilmente ne sente la mancanza piu’ Bogar del sottoscritto, non ho preclusioni a confermare che Fede era (e probabilmente e’ tuttora) un appassionato di tennis junior e quindi per questo merita anche lui rispetto . A completare La Banda dei Quattro (dell’Oca Selvaggia) fomentatori della Grande Ribellione che porto’ poi alla Guerra dei (Blog) Cloni che solo di recente si e’ conclusa con la firma dell’armistizio, colui che forse inconsciamente e forse no ha causato lo scoppio dell’ostilita’, ovverossia Ted Meekma for President aka il Gollum e a volte noto come PP RENELLA, e quindi omen nomen!, un economista prestato al tennis junior, che volendo scrivere un libro su Bollettieri si ritrova per una settimana a Bradenton con il vostro Doc, se ne innamora follemente e poi sentendosi sedotto e abbandonato o semplicemente non corrisposto abbastanza, lo tradisce con Mad Max, che all’epoca tormentato da conlitti interior e pressanti decisioni da assumere,batteva le champagne fomentando la guerriglia interna contro gli dei bugiardi e I falsi miti di progresso. Ma non precorriamo I tempi e torniamo al tempo in cui Andrew e il non ancora federale ma solo autorevole Commentucci quasi si trovavano d’accordo:”Andrew insomma si chiede se VERAMENTE L’OBIETTIVO DI UN CIRCOLO SIA CREARE GIOCATORI E NON QUELLO DI PRESERVARE E DIFFONDERE LO SPIRITO DI CLUB e in un post del 27 Maggio prova a spiegare il suo pensiero:”Piatti ha detto una cosa importante: “io sto ancora facendo un percorso, sto facendo ancora esperienza…”. Indica una ricerca, un paziente lavoro di mosaico, un puzzle da comporre… Questa crescita è ciò che secondo me contraddistingue il suo lavoro…Ora, secondo me, sarebbe anche giusto che questa “crescita” la svolgessero gli addetti ai lavori, ossia maestri, dirigenti di circolo, coach e baristi di circolo. I genitori potrebbero tranquillamente stare in disparte: quando gioca il figlio, gridolini o ansie della madre/padre o “quello è mio figlio” della madre/padre rigorosamente sulle tribune o a casa.Tuttavia, ci sono anche molti “ma”. Tutto fa parte del cosidetto “caso Italia”, che da Radicale visionario, non posso non citare. Ossia, il “non-rispetto” o “mancata applicazione” delle proprie stesse leggi da parte dello Stato, comporta e fa conseguire comportamenti poco corretti o poco appropriati dei cittadini, poi sanzionati da uno stato poco credibile.Nel minuscolo, claustrofobico, stagnante mondo del tennis, la strutturazione delle associazioni sportive in Circoli (che si denominano Associazioni sportive ma non lo sono), degli allenatori in Maestri (che si denominano tali, ma sono praticamente l’associazione sportiva stessa e una lunga serie di altre cose che non sto ad elencare), concorre a creare disagi agli avventori al tennis. Questo groviglio di Circoli ormai destinati a diventare wellness centers o Spa, di maestri che vivono esclusivamente di tennis, di circoli diretti da personaggi decisamente non a loro agio con la racchetta, crea a copertura il famoso “spirito di club”, che io reputo la morte di ogni attività sportiva seria. Lo “spirito di club”, il circolo come associazione sportiva ma non tale richiede un vincolo di “sangue”, in questo caso monetario (ma anche regolamentare). Conseguenze:1.Costo alto per l’accesso ai campi.2.Costo alto per l’attività sportiva.3. Attività sportiva svolta in ambiente adibito a “giardino di casa” per figli di professionisti e imprenditori.4. Drastica riduzione del numero di soci e di fruitori del tennis.5. Maestri ostaggio dello “spirito di club”, ossia figure che vivono grazie al circolo.6. Dirigenti di circolo accuratamente scremati tra coloro che “sostengono” lo spirito di club e tra coloro che ancora non hanno capito.7. Materiale umano scarso e poco motivato con conseguente trascinamento verso il basso dell’attività sportiva, in quanto vi è necessità di non allargare troppo la forbice tra “chi ci prova” e “chi non ci prova”.8. Tante altre cose che potete anche immaginare da soli figurandovi un circolo come uno stagno e non come un ruscello. Figuratevi l’acqua…” Anche Roberto Commentucci prova ad approfondire il discorso: “Il problema più grosso del nostro sistema di governo del tennis, a mio parere, è che proprio a queste organizzazioni dilettantistiche (e che perseguono obiettivi spesso del tutto incompatibili con quelli del tennis agonistico) risponde la dirigenza della federazione.I circoli eleggono i vertici federali, e possono sfiduciarli se non apprezzano il loro operato.I vertici federali quindi, anche se illuminati nelle intenzioni (come sono a mio avviso gli attuali) trovano grossi ostacoli sulla loro azione di riforma proprio per la neessità di dover comunque compiacere i circoli, che possono togliere loro la fiducia e li tengono sotto scacco.E’ da questo conflitto, a volte latente, a volte esplicito, che a mio avviso nascono anche situazioni patoogiche, come il recente commissariamento di regioni quali la Lombardia e le Marche.Bisogna perciò riallineare gli obiettivi tra federazione e affiliati. Anche la base, anche gli affiliati, devono capire e accettare che il miglioramento del settore tecnico è condizione imprescindibile per il rilancio del tennis in Italia.E se questo rilancio dovesse implicare (come è necessario e inevitabile che sia, se non altro per una mera questione di numeri) anche una “proletarizzazione” del nostro sport, ebbene, che i parrucconi dei circoli più escusivi ed elitari se ne facciano una ragione.Il loro piccolo mondo, così ben descritto da andrew, deve finire.Ma come?A mio parere, come primo passo, bisogna riequilibrare il sistema di rappresentanza della FIT, dando adeguata voce e influenza politica alle componenti AGONISTICHE del nostro movimento che, come lamentano i nostri coach non si sentono rappresentate nella dirigenza federale. E preciso che non è un problema di uomini.I team privati, le accademie, coloro che sono quotidianamente a lottare sul circuito, nonn possono sentirsi rappresentati da dirigenti che sono espressi da un mondo di dilettanti, chiunque sia il presidente o sieda nel Consiglio Federale. Non è una questione di persone, ma di norme. Non di Binaghi o di Panatta, ma di sistema di rappresentanza.Occorre che anche la componente agonistica del nostro sport possa avere la giusta influenza nell’elezione degli organi federali e nella definizione delle politiche federali.


(Chiara)

A questo fine, bisogna cambiare la nozione di affiliato, per includere in essa anche le componenti agonistiche del nostro tennis, e dare loro un peso elettorale adeguato. Facio un esempio. In passato i circoli votavano per numero di campi. Più campi avevi, piùvoti avevi, con il risultato che per verificare la regolarità delle elezioni ci voleva un impiegato del catasto (ogni circolo tendeva a dichiarare più campi di quelli che aveva).Ebbene, io immagino un sistema di rappresentanza in cui gli affiliati dispongono di un potere elettorale proporzionale ai risultati agonistici ottenuti, ma non solo dalle loro squadre nei campionatini, ma anche, e con una ponderazione maggiore, dai loro atleti professionisti (purché tesserati da almeno due anni, onde evitare il mercimonio di tesserati a fini elettorali). In questo modo, l’organizzazione che meglio riesce nel tennis agonistico/professionistico, unico vero e giusto metro valutativo, più ha influenza nella definizione della politica federale.E’ sulla base di queste linee-guida che occorrerebbe riformare le norme che regolano il funzionamento della FIT.E poiché esse non sarebbero mai accettate dai circoli, occorre che di questa riforma “costituzionale” si faccia carico il CONI, al limite con lo strumento del commissariamento.andrew trova errata, o almeno da compendiare, la proposta sul peso da assegnare a chi ha tesserati agonisti. “BISOGNA INVERTIRE IL PENSIERO CHE SIANO I CAMPIONATI A SQUADRE IL METRO DI GIUDIZIO. I CIRCOLI DEVONO ESSERE RAPPRESENTATI NON DALLA LORO SQUADRA MA DAGLI ATLETI NEI TORNEI INDIVIDUALI-INDIVIDUALI-INDIVIDUALI. Per il pragmatico Atti invece “Quello che bisognerebbe fare è molto + semplice, basta copiare il calcio (solo in questo) , e creare una Lega professionisti ed una Lega dilettanti.La lega professionisti avrà, almeno inizialmente, solo determinati circoli x regione (1-2 per provincia) che otterranno, per risultati e programmi, Tot Contributi; tutti gli altri potranno continuare a fare imperterriti come adesso, SAT-Ore private-Torneo di bridge-festa in piscina ..etc. Saranno gli stessi maestri a dover scegliere da che partestare; e così li avremo tutti motivati e convinti del progetto.I circoli Professionistici avranno accesso a percorsi e risorse stabiliti annualmente, magari facendo intervenire sponsor locali e dando ai maestri e preparatori quella tranquillità economica necessaria per “sposare” in pieno il progetto ( con un consiglio direttivo composta da atleti maestri e genitori); compito della FIT sarà unicamente monitorare costantemente il buon andamento ed eventualmente posizionare i circoli in base ai risultati agonistici raggiunti (da una certa età in poi), oltre a selezionare gli atleti per le rappresentative azzurre, e/o utilizzarli per marketing pubblicità etc…“ Il Vostro sempre piu’ Umile Cronista si chiede invece:Ma I COACH MIGLIORI NON DOVREBBERO ALLENARE SOPRATTUTTO GLI U10? (e’ nato prima l’uovo o la gallina? Mio figlio gioca bene e quindi lo porto da Bollettieri o lo porto da bollettieri cosi’ poi gioca bene?) ma lo dice anche Piatti: “all’estero i coach migliori lavorano già sui giovanissimi mentre noi dobbiamo recuperare concetti tecnici di base sui ragazzi di 18/19 che si stanno affacciando al professionismo e questo perchè tralasciato dalle sat… “

Ragazzi, potrei stare qui per ore a raccontarvi di tutto quello che e’ gia’ stato ditto: giardate solo I titoli di un mio Riassuntone, l’ottavo o il nono, chissa’, della Prima Stagione:1)SPECIALIZZAZIONE SPORTIVA PRECOCE2)L’ALTO COSTO DELLA VITA (TENNISTICA) 3)PROBLEMI DEL TENNIS ITALIANO 4)FIAT LUX SULLA FIT 5)E ALLORA,DE PROFUNDIS PER IL CIRCOLO? 6)E CI POTEVA MANCARE? ACADEMY vs CIRCOLI & IMPORTANZA DELLA LOGISTICA 7)SCUOLA NAZIONALE MAESTRI 8)MALAFEMMENE(A Tirrenia Femmine si,Femmine no…)9) PERCHE’ NON CI SONO PIU’ CAMPIONI ITALIANI? 10)CARLO POLIDORI vs GENITORI? NO, QUESTA VOLTA VS PRESIDENTI!!! 11)TUTTI CONTRO TUTTI (eh,si…le polemiche infuriavano anche allora!)12)SCONTRI FRA TITANI (il primo e’ lo SCONTRO PER INTERPOSTA PERSONA FRA PREPARATORI ATLETICI, Il SECONDO SCONTRO e’ invece con Thomas Yancey e il Fuori Tema. Poco dopo dunque,NEL TERZO SCONTRO, provo a far fuori anche Nikolic ma fortunatamente non ci riesco, pur scatenando l’entusiasmo di Roberto.: ‘mi domandavo invece se non fosse possibile convincere Nikolic a fare il Bastian Contrario di Se Stesso e come Demostene impegnarsi a fondo nello stendere un’Orazione questa volta CONTRO il Vincolo, una orazione vibrante e ironica come solo Nikolic puó fare, di quelle che mettano alla berlina il sistema e chi l’ha voluto o lo sostiene, e anche se non fosse quello che davvero lui pensa, chissenefrega, magari stavolta è così bravo che ci convince tutti…E ci permetterebbe una ,sono sicuro,micidiale introduzione alla nostra Petizione per la Cancellazione del Vincolo…’13)SVINCOLONE (TUTTO A MANCINA…) sul vincolo,appunto 14)CHE PALLE!!!,sulle palle mid 15)IMPORTANZA DELLA VITTORIA NEI TORNEI JUNIOR16) IMPORTANZA DELLA VIDEOANALISI 17) X AND O: ovvero e’ meglio allenare il colpo forte di un giocatore o cercare di rinforzare quello debole a tutti i costi? 18) BORN TO WIN or BEAUTIFUL LOSER? THIS IS THE QUESTION (e SBATTIMENTO DI RACCHETTE) 19)NON ESISTONO CERTEZZE PER DIVENTARE CAMPIONI!20)MA NE VALE POI PROPRIO LA PENA?LA VITA FUORI DAL CAMPO E GIOVENTU’ BRUCIATA E si tratta solo dei titoli! Infatti potrei campare di rendita per I prossimi sei mesi semplicemente ripubblicando sotto il titolo di TGF, La Memoria Storica, alcuni di questi Riassuntoni e credo che appunto prima o poi lo faro’ cosi’ Bogar sara’ davvero costretto a rileggersi tutto…In questo periodo poi a quello che,col passaggio da Blog a Sito, si sta ormai trasformando nel BraccoUbaldo Show imperversa anche la Banda dei Filosofi: Thomas Yancey, Roberto de Rossillon, Juan Matus e la tremenda Chloe de Lisser. Mentre di Thomas ricordiamo alcuni celebri e dotte digressioni fuori tema, degli ultimo due riportiamo “ahmadinejad è un simpaticone rispetto a certi soggetti che blaterano indefessi in questo blog” (chloe de lissier, 5 febbraio 2008 alle ore 12.17) e:Questa sgangheratissima rubrica dovrebbe chiamarsi “Genitori e figli ostaggi degli Ostrogoti”(Juan Matus,13 Febbraio 2008 alle 16.27). Purtroppo, e secondo Archie per colpa esclusivamente mia, questa Banda dei Quattro (da non confondersi coi Quattro dell’Oca Selvaggia che furono Max, Archie, Fede e Ted ai tempi della Guerra dei Cloni) ci ha da lungo tempo abbandonati come del resto anche Enzo Lo Iacono e Stefar ed e’ un peccato, sono il primo a riconoscerlo, anche se resto fermo nella mia opinione: se han smesso di scrivere non son certo io il responsabile, don’t shoot me:I’m only the piano player, io sono solo il pianista, di piano bar per giunta. E che comunque in tempi non sospetti scriveva anche lui rispondendo a quail fossero I suoi tre desideri da richiedere a Binaghi per migliorare la situazione del tennis giovanile: 1) DISPONIBILITA’ CAMPI GRATIS PER UNDER 14 IN TUTTI I CAMPI DEI CIRCOLI SE IN QUEL MOMENTO NON SONO OCCUPATI DA MEMBRI PAGANTI E COMUNQUE OBBLIGATORIO NEGLI ORARI FINO ALLE 17. Questo in attesa di costruire grandi campi pubblici comunali.
2)TORNEI NEL FINE SETTIMANA magari distribuiti su piu’ circoli in modo che si possa anche viaggiare l’italia per andare a giocare non solo i tornei vicini a casa. E soprattutto perche’ si possa allenarsi da LUN a VEN e giocare nel week end.
3)OGNI PROVINCIA O ALMENO OGNI REGIONE DOVREBBE AVERE UN CIRCOLO CHE FACESSE DA PUNTO DI RIFERIMENTO FIT DOVE I MIGLIORI UNDER POSSANO ALLENARSI TUTTI INSIEME UN WEEK END AL MESE SOTTO L’OCCHIO DI COACHES FEDERALI. DURANTE QUESTI MEETING FEDERAZIONE/PRIVATI/GENITORI SI DOVREBBE INSTAURARE UN RAPPORTO DI RECIPROCA FIDUCIA E COLLABORAZIONE … Centri Periferici Anyone??? Qui Tropiano sotto le mentite spoglie di Trophy prima mi bacchetta: “Questa faccenda dei campi pubblici o dei campi dei circoli da lasciare liberi gratis dalle 11 alle 17 per gli under 14 è pura demagogia” e subito Nikolic che ci ha dichiarati un branco di facinorosi vanitosi e permalosi e soprattutto ormai privi di seguito ma che non puo’ fare a meno di continuare a frequentarci, “batte la lingua sul tamburo” e mi accusa di sottovalutare una delle più elementari regole di mercato. Pero’ poi una volta ribadito il concetto (SUI CAMPI LIBERI: bè, intanto nei campi all’aperto e da primavera in poi…se NESSUNO CI STA GIOCANDO, perchè non potrebbero giocarci GRATIS dei Bambini? Guardate che io dico almeno questo: in Italia se io genitore pago 1000 o più euro all’anno di iscrizione a un club, perchè mio figlio NON può giocare GRATIS dalle 11 alle 17 SE IN QUEL MOMENTO NESSUNO STA OCCUPANDO I CAMPI?????Creo comunque i futuri giocatori paganti di domani…) che trova fra gli altri l’entusiasta sostegno di Pibla, Marcos e Others, anche Max si ricrede (“anch’io quando ho letto dei campi gratuiti nei circoli sono rimasto un po’ così. però pensandoci bene qualcosa forse (e dico forse perchè non lo so con certezza) si potrebbe provare a fare. faccio un’ipotesi. periodo giugno/settembre e festività in genere magari anche la domenica, quindi ragazzi a casa da scuola. in quel periodo e giorni (e parlo sempre della lombardia perchè è questa la realtà che conosco) la mattina e nelle prime ore pomeridiano i circoli sono pressochè vuoti. allora dico che quando un campo non è prenotato ed allo scoccare dell’inizio dell’ora (quando quindi è certo che nessuno più pagherà quel campo in quell’ora) i circoli si potrebbero impegnare a far giocare gratuitamente (ovviamente per le domeniche o per le feste non estive si dovrebbe pagare un piccolo contributo per luce e riscaldamento) i propri ragazzi della sat e dell’agonistica (quindi ragazzi che già fanno guadagnare il circolo), i quali a loro volta si impegneranno alla fine dell’ora a bagnare e tirare il campo. per i circoli che aderissero all’iniziativa la fit ad esempio potrebbe riconoscere un piccolo sconto su qualcosa o potrebbe che so far pervenire grauitamente delle palline (magari acquiste dopo i tornei e quindi usate una sola volta ma vendute a pochi euro), cioè insomma potrebbe dare un piccolo incentivo per una norma che aiuterebbe tutti e non metterebbe in crisi nessuno.” E anche Trophy (onore al merito) fa una piccola Marcia indietro (il principio di fondo lo condivido: cioè la possibilità di facilitare l’accesso ai campi da tennis per i giovani.Su questa idea Tua credo si debba lavorare..qualcosa in più si può e si deve fare anche se in rapporto alla realtà esistente. Ovviamente Nikolic, coda fra le zampe, questa volta glissa. Tra l’altro ci vorrebbero anche dei Campi Pubblici Comunali IN CEMENTO (manutenzione ogni 10 anni) cosi’ Piero non deve tendere una corda e Max non deve entrare furtivamente in palestra con una rete … Il Cemento o il Tappetino dovrebbero essere resi obbligatori (almeno una quota) anche solo per questo, per farci giocare i ragazzini…. Quando vaneggio e sproloquio sull’essermi convinto che la mia fortuna e quella di mio figlio e’ stata proprio quella di aver vissuto in un Paese del Terzo Mondo (con i privilegi, ovvio, dell’Espatriato) mi riferisco soprattutto a questa possibilita’ di aver avuto accesso illimitato ai Campi da Tennis… Sulle competizioni nel week end mi da man forte anche Stefar:“sono anni che ripeto a tutti i giudici ed agli organizzatori di tornei che all’estero (vedi Francia o Spagna) i tornei giovanili si fanno il venerdi – sabato – e domenica. con primo turno venerdi sera,secondo sab mattina,terzo sab pomeriggio,semi la dom mattina e finale la domenica pomeriggio…..sono cinque turni in due giorni e mezzo…..si stancano poverini ? embe’ ? vince chi e’ piu forte e comunque si impara e ci si rinforza,no? Pensate ai vantaggi: 1)Allenamenti agonistici non persi durante la settimana,alcuni dei quali pagati fior di soldi. 2)Meno impegno dei genitori e piu’ facilita’ per accompagnamenti. 3)Meno viaggi 4)Possibilita’ di organizzare convenzioni con bar e ristoranti dei circoli,con quasi tutti i partecipanti concentrati nel week end. 5)possibilita’ per i tecnici di visionare le finali ” Ma spetta al sempre piu’Autorevole Roberto Commentucci provare a tirare le fila:“E’ giunta l’ora di avanzare proposte concrete. Credo che con un po’ di buona volontà si potrebbe condensare il meglio di quanto apparso su questo blog in un documento pubblico, contenente una serie di suggerimenti pratici e concreti, che potrebbe essere pubblicato e quindi portato a conoscenza del settore comunicazione esterna della FIT. Di seguito provo ad abbozzarne un tentativo di scaletta, diviso in macro-temi.
1) Organizzazione delle competizioni giovanili:a. rimozione del vincolo quadriennale che lega il giovane tennista ad un determinato circolo al momento del tesseramento;b. organizzazione dei tornei nel fine-settimana, in modo da lasciare più spazio alla formazione, come avviene in molti altri paesi;c. trovare modalità atte ad incentivare i circoli ad organizzare tornei giovanili su superfici rapide, in modo da abituare fin da piccoli i nostri a confrontarsi con le problematiche del veloce (e a far metabolizzare ad alunni e maestri l’importanza, sempre crescente, del servizio nel gioco moderno!!).


(Alessia)

2) Organizzazione del settore tecnico:a. miglioramento del sistema di presidio del territorio;b. creazione di un piccolo numero di “borse di studio” per inviare giovani tecnici promettenti, motivati e disposti a viaggiare, a “studiare” da coach presso le migliori academies straniere o presso altre federazioni, in modo da poter supportare nell’inserimento professionistico i giovani promettenti che stiamo per fortuna ricominciando a produrre grazie al centro federale di Tirrenia e all’ottimo Furlan.
3) programmazione degli juniores:cercare di imitare, per quanto possibile, la programmazione seguita dai giovani talenti delle academies private (vedi percorso di Miccini) o delle federazioni estere, in modo da ridurre la permanenza dei nostri nelle competizioni giovanili ed affacciarsi prima, e con maggiore gradualità, al circuito professionistico minore (futures), cercando di diversificare già dai 17 anni l’attività sulle varie superfici (non solo futures sulla terra in Italia);ovviamente rinunciando a sbandierare i successi dei nostri under 18 per ragioni propagandistiche: piuttosto, spiegare al grande pubblico che è più importante, per un diciassettennne, vincere il torneo future di Casamicciola che essere il n. 1 del mondo juniores.

In questo period di grande fermenti culturali paragonabile solo a quelli storici della Grecia di Pericle e alla Rivoluzione Francese, si tengono il Mini Raduno di Pergine a casa dell’ormai scomparso ClaudioTn e il Grande Raduno di Roma a cui partecipano, appositamente volati dall’Africa, anche la Canaglia e la Mamma della Canaglia. Sembra che si stia per aprire una valida alternative ai di la’ ancora a venire Centri Periferici ma in realta’ si tratta solo di rondini che non fanno primavera: in seguito, un paio d’anni dopo pero’, solo Mad Max riuscira’ a raggruppare un po’ di Figli del Blog anche se con la deriva polemica del momento contribuira’ a limitarne il successo. Ma nel 2008 siamo ancora tutti belli e ingénue e il Grande Raduno di Roma sembra foriero di grandi promesse. Invece la scarsa attenzione prestata dalla Redazione di Ubitennis,incluso l’ormai Autorevole Commentucci, all’evento e ai suoi partecipanti porta a una frattura che si rivelera’ alla lunga insanabile. Le polemiche che seguono e che vedono in prima linea da un lato Ubaldo e dall’altro Mad Max che aveva in pratica organizzato da solo l’incontro sfruttando la disponibilita’ e gli agganci di Fulvio Fognini, portano a un generale raffreddamento dei rapport con l’ormai lanciatissimo sito di Ubitennis che al di la’ di tutto rimane un punto fondamentale nell’informazione riguardante il Grande Tennis grazie anche agli articoli dello stesso Scanagatta, di Tommasi, di Scanzi e di una nutrita schiera di giovani collaborator fra cui Riccardo Bisti. Nel disperato tentative di rinnovarsi il Vostro sempre menoi Umile Cronista decide di cambiare Formula: non piu’ una serie continua di commenti (ormai, e nonostante la Moderazione non continuativa che bloccava il regolare flusso dei Commenti, si era arrivati ad oltre 2000 commenti), ma una serie di Articoli o Capitoli del vostro Umile (poco) SubComandante che continuava a pensare all’ormai sua creazione come a un Serial TV. Nel primo episodio (dal titolo ovvio de The Doc is Back!) comparso nell’autunno 2008 dunque si ripartiva addirittura dal Manzoni con la citazione dall’Adelchi:
Dagli atrii muscosi, dai fòri cadenti,
dai boschi, dall’arse fucine stridenti,
dai solchi bagnati di servo sudor;
un volgo disperso, repente si desta,
intende l’orecchio, solleva la testa,
percosso da novo crescente rumor
(A.Manzoni sicuramente pensando ai Genitori di MiniTennisti)

Secondo molti io sarei un Padre Abusivo.Ho costretto mio figlio a giocare a tennis e mettendogli per la prima volta una racchetta in mano all’eta’ di tre anni l’ho privato,secondo alcuni, di una infanzia normale. Secondo mia moglie-e io tenderei a concordare con lei- invece il vero risultato del nostro coinvolgimento e’ stato quello di privare noi due, i genitori, della serenita’ dell’invecchiamento. Questa cosa infatti e’ ancora piu’ sentita nel relativo micromondo di una comunita’ espatriata dove le chances di incontrare una famiglia di sportivi con un figlio dell’eta’ del nostro che gioca a tennis a quel livello sono infinitamente inferiori a quelle, gia’ limitate, che puo’ avere Archipedro in Friuli.E comunque per il viandante che passa per caso e anche per la stragrande maggioranza dei nostri amici, nostro figlio e’ la vittima innocente sacrificata sull’altare dei nostri sogni e delle nostre frustrazioni. Confesso che ogni tanto comincio a crederci anch’io forse perche’ io stesso sono ormai un genitore diverso da quello che ero solo due anni fa quando con genuino entusiasmo scrissi quel post numero 37 di seguito all’articolo di Stefano Semeraro. Come ha ben ricordato una volta il nostro avvocato del diavolo per antonomasia, l’ottimo Au Contraire Nikolic, quell’articolo-e il subblog che ne era scaturito- era stato scritto per condannare quei Cattivi Genitori che in nome di un frainteso amore per lo sport trasferivano sui propri figli i propri sogni e le proprie frustrazioni o ancor peggio facevano della propria progenie un investimento economico. Insomma, una caccia alle streghe vera e propria dove le streghe sono i vari Williams, Pierce e Sharapov di turno. Sara’ stata la coda di paglia o forse piu’ semplicemente la volonta’ di offrire un altro angolo di prospettiva, la mia discesa in campo era principalmente dettata dall’esigenza di far sapere quello che tutti sanno ma non vogliono ammettere e cioe’ che in realta’ ormai in nessuno sport uno puo’ alzarsi un mattino, scoprire di avere 14 anni e dire: ok, da grande voglio fare il campione,nemmeno nell’automobilismo quando notoriamente uno per la licenza di guida dovrebbe aspettare i diciott’anni, tantomeno in sport come il tennis e il golf, difficilissimi da apprendere e che richiedono ormai che tutto quello che si ha da imparare a livello di coordinazione neuromuscolare lo si impari fra i 6 e i 12 anni. E che quindi l’importanza dei genitori nella scelta di questo o quello sport, al di la’ di una augurabile polivalenza, era di per se lapalissiana. Ma traendo spunto dalla mia particolare situazione-come sapete vivo una vita presa in prestito da ultimi bagliori di un crepuscolo postcoloniale all’estero in una grande metropoli africana- che aveva forzato la trasformazione mia e di mia moglie in allenatori, avevo anche osato affermare che fra un genitore appassionato e un Maestro di Circolo scoglionato, fosse da preferire senza ombra di dubbio il primo, aggiungendo che quello che mancava era soprattutto il Dialogo fra le due categorie, quella dei Genitori e quella dei Maestri/Coaches con questi ultimi arroccati troppo spesso sul postulato che il Genitore e’ un incompetente, un rompiscatole e qualche volta anche un pazzo criminale.Oltre quattromila posts dopo e non senza aver attraversato talvolta in punta di fioretto qualche altra volta a colpi di spadone tutti i variegati aspetti del mondo junior, ho scoperto di avere ancora la voglia di condividere la mia esperienza e, dopo una tormentata pausa di riflessione, di rimettermi a scrivere, se non altro a scopo catartico ma anche perche’ continuo a credere allo scambio di informazioni. Dicevo che non sono piu’ la stesso ingenuo genitore che scrisse “il post piu’ lungo della storia di un blog di tennis” (la definizione e’ di Angelica) ed il motivo e’ principalmente dovuto al fatto di aver constatato, attraverso le opinioni degli altri frequentatori del blog e l’esperienza diretta,l’esistenza di un Italia tennistica dominate dalla politica, dale invidie e gelosie, dalla lotta per bande contrapposte in un clima che a me ricorda l’italietta dei comuni, delle signorie e dei ducati del nostro Medioevo e Rinascimento,tutti in Guerra fra loro, tutti a cercare di salvaguardare il loro orticello o comunque il loro piccolo anche se non necessariamente sporco interesse, tutti ad allearsi con questo o quello soprattutto per evitare che quell’altro diventasse piu’ forte e piu’ potente e quindi alterasse lo status quo. La consapevolezza poi di avvicinarci sempre piu’ al punto del non ritorno, al momento delle grandi decisioni, al momento della pura e dura verita’, non fa che accentuare la sensazione che il tempo dell’innocenza davvero stia per finire con il conseguente rimpianto del tempo che passa e di quello che avrebbe potuto essere se per esempio invece che avviarlo al tennis, sport fin troppo competitivo, non avessimo privilegiato tutti quegli sports come nuoto,sci, windsurf,vela, arti marziali, tiro con l’arco, equitazione, free climbing e canoa, tutti quegli sports insomma che si possono praticare anche da soli e che fanno molto Zen e la manutenzione della motocicletta e che tutt’al piu’ in futuro avrebbero potuto farne il nuovo James Bond…

Eppoi c’e’ anche questo fatto,gia’ accennato, della solitudine, non del maratoneta ma del Genitore del Tennista, che alla fine non riesce a trovare le affinita’ elettive con nessun altro che non abbia da fronteggiare le stesse pressanti problematiche: dalle mutandine che si infilano nel culetto mentre gioca ai patterns con gli angoli stretti per aprirsi il campo passando per la videoanalisi e l’importanza di una precoce preparazione atletica specifica. Sara’ perche’ il figlio l’abbiamo fatto tardi e sara’ perche’ siamo comunque ancora sportivi praticanti ma noi, mia moglie ed io, finiamo per trovarci ugualmente a disagio sia con le coppie troppo giovani o senza figli e comunque raramente sportivi che con quelle anziane, cioe’ della nostra eta’, che non sanno far altro che parlare di cene e golf e che a noi ricordano piu’ che altro i nostri genitori. Ce ne accorgiamo quando organizziamo una cena e cominciamo a stilare la lista dei possibili invitati: gli unici che davvero avremmo la voglia e la curiosita’ di avere a cena sono quelli della nostra comunita’ tennistica del blog, gli unici con cui ci sentiamo alla fine di avere qualcosa in commune: il tennis o un figlio che gioca. Perdonatemi dunque se ho supplicato Ubaldo di darmi un’altra chance con Genitori & Figli: la verita’ e’ che non potevo piu’ fare a meno di voi. “

Et Cetera Et Cetera. Nei successivi episodi si andava di volta in volta ad esplorare, a meta’ fra aneddotica e giornalismo investigativo, i vari aspetti della vita del Genitore del Tennista: il secondo capitolo,per esempio, era un dettagliato riepilogo dell’allenamento di Nicholas in Angola, in Nigeria e a Bradenton con indicata perfino la lista dell’armamentario che ogni giorno ci portavamo dietro: coni, ostacoli, agility ladders, etc etc che a volte avevamo bisogno di due auto; nel terzo episodio dal titolo Repetita Iuvant: la vera rivoluzione del tennis italiano la si fa con i campi gratis per gli U14 e con i tornei nel week end si ritornava a parlare di argomenti molto dibattuti (e ripresi anche qui su SpazioTennis; nel Quarto si parlava, attraverso le citazioni di piu’ o meno famosi campioni, di Maleducazione o Personalita’, this is the question!; nel quinto si parlava di Videoanalisi aprendo con una altra citazione di Chloe de Lisser“Subcomandisgrazia, sei tu la dimostrazione che dio non esiste, mica il tennis”(chloe de lissier il 15 Dicembre 2008 alle 17:26) (e poi si dice che sono permaloso!; nel sesto episodio una digressione intimista su“ La solitudine del tennis player (e del Genitore del tennista) (Non vi è mai capitato di sentirvi soli? Di essere circondati da persone ma di non sapere di cosa parlare? O meglio, voi lo sapete benissimo ma sono loro, gli altri, che non sanno di cosa state parlando voi. Magari vi ascoltano con un sorriso di cortesia per qualche minuto e magari riescono anche a farvi un sorriso di cortesia e a piazzarci anche un ‘però!’, ma dallo sguardo vacuo vi rendete conto che non hanno la minima idea di quel che state blaterando. Se è vero che la gente si riconosce e si mischia con quelli dello stesso branco, sto trovando particolarmente difficile qui, ai Confini dell’Impero, in questa metropoli africana del West Africa e dove si passa nello spazio di 100 metri dall’eta’ del razzo a quella della pietra,trovare il mio gruppo di appartenenza. Non e’ tanto il fatto di essere tennista il problema ma quello di essere Tennista e Genitore di Tennista Agonista.Altro che solitudine del maratoneta, se ci pensate anche i tennisti,gia’ di per se’, vivono una esistenza raminga e solitaria mica da ridere. Pete Sampras era conosciuto come ‘coso, quello che gioca sempre a tennis (the tennis kid)’, e sentite cosa scrive,con l’aiuto di Peter Bodo, nella sua biografia A champion’s mind, parlando di quel che succede anche dopo un incontro vinto di Coppa Davis, in fondo l’unica occasione per un tennista di sentirsi parte di una squadra: “Dopo la celebrazione, ognuno va per la sua strada, Non viaggi nemmeno insieme perchè di solito ognuno ha destinazioni diverse per il prossimo torneo. E’ come quel classico film western, “I Magnifici 7”: siete un gruppo di pistoleri che si mettono insieme per salvare il villaggio e sconfiggere i cattivi. E poi a lavoro fatto, compiuto,te ne vai lungo il sentiero.Come quei pistoleri, sei un solitario. Un tennis player (Then when the job is done, you all drift down the trail. Like those gunfighters, you’re a loner. A tennis player.)” Nel settimo e ottavo capitolo si torna a parlare di cose pratiche: Sponsor (Lo Sponsor, questo sconosciuto…), e di FIT (BAMBOLE: NON C’E’ UNA LIRA!Ovvero:“ ma cosa vogliamo(vorremmo) dalla FIT che possa essere attuato in poco tempo a favore degli agonisti” (E allora ? Sinceramente sono abbastanza disilluso: per un attimo, all’inizio, ho creduto che fosse davvero una questione di scendere in campo e lasciar parlare la racchetta. E se tuo figlio era bravo e vinceva i tornei, allora qualcuno prima o poi avrebbe bussato alla tua porta. Ma leggendo qui, ai Confini dell’Impero, i vostri resoconti e le vostre rabbie e paure, mi rendo sempre piu’ conto che nello sport politica e burocrazia vanno a braccetto e che di questo non puoi non tenerne conto. E’ una realta’ che devi affrontare questo imparare come farti invitare ai Raduni o ai Tornei, come certi tornei possano influire maggiormente di altri sul ranking, come rifiutare un Raduno possa metterti in cattiva luce … E io che pensavo fossimo tutti sullo stesso treno, che viaggiassimo tutti nella stessa direzione … e invece alcuni di noi si trovano, volenti o nolenti, a fare a gara con la locomotiva … E ‘fra bufalo e locomotiva la differenza balza agli occhi: la locomotiva ha la strada segnata il bufalo invece puo’ scartare via…e poi cadere….Questo decise la sorte del Bufalo, l’avvenire dei miei baffi e il mio mestiere” di Genitore. Di Genitore di un Tennista. (Bond. James Bond). Quindi, senza soverchie aspettative, lo sguardo rivolto ad Ovest e la mente libera da dietrologie, chi ha proposte concrete parli ora o mai piu’. Mi piacerebbe che si potesse arrivare a salirci sulla locomotiva della federazione ma senza che questa si offendesse se una volta saliti si decidesse poi di scendere. Mi piacerebbe che si formasse una sorta di collaborazione fra private e federali e che i meriti degli uni non venissero vissute come fallimenti degli altri…I have a dream…che un giorno Bloggers di G&F e Giorgionsi vari possano sedersi intorno a un tavolo e invece di dileggiarsi possano cercare insieme di redigere il Vademecum/Guida Michelin del Tennis Junior in Italia…). Nel Nono Episodio si parla di Scuola e Tennis, un matrimonio difficile :
“Questo matrimonio non s’ha da fare!”
(Don Rodrigo, Ministro dell’Istruzione ai Tempi del Colera)

“Le società (compresa la Fit) che addomesticano i loro componenti hanno trovato la pace ma perso il loro futuro”
(Qualcuno di nome Mauro)

“Mio padre non aveva poi sbagliato a dir che un laureato conta piu’ di un tennista”
(Francesco Guccini nella prima stesura de L’Avvelenata,poi modificata)

“La vita e’ quello che ti succeede mentre stai facendo altri progetti”
(John Lennon)

Confesso che il mio piu’ grande dubbio,quello che mi accompagna nelle notti insonni, e’ quello di negare in un qualche modo a mio figlio non un’infanzia felice come quella di tutti gli altri bambini (a me,francamente, sembra molto piu’ felice di loro…e anche piu’ sveglio) ma un futuro da fenomeno o meno in altri campi: che ne so, la Medicina, la Veterinaria, la Musica, il Disegno, l’Arte Drammatica …Perche’ mi rendo conto che il mio sogno di fargli frequentare normalmente una Scuola, perfino una Scuola Americana (anzi, sfato ai vostri occhi un mito: soprattutto una Scuola Americana) e contemporaneamente perseguire con qualche velleita’ il sogno di eccellenza in uno sport (anche in uno sport qualsiasi, ma soprattutto nel Tennis) e’ una mera chimera … Purtroppo, e lo dico con grande disagio ed amarezza, bisogna industriarsi a limitare i danni nella piu’ che probabile possibilita’ che il Predestinato sia bravo si ma non abbastanza o anche che improvvisamente si risvegli un mattino scoprendo semplicemente di non averne piu’ voglia. Ho sempre amato lo Sport, qualsiasi sport, e ancora oggi mi sento in colpa se nell’arco della giornata non ho fatto qualcosa di sportive ma confesso con un po’ di vergogna che l’idea di ritrovarmi con un figlio non laureato mi da un po’ di disagio (…)” Col Capitolo 10 dal titolo Essere o non essere invece si affronta il problema di quanto diranno a tuo figlio: “Son, you’re good but not enough …Ogni tanto ci penso a questa cosa, a questa frase terribile, a quando un genitore deve dire al proprio figlio: sei bravo, ma non abbastanza …” e il fatto e’ che in ogni altra professione essere ‘abbastanza’ bravi e’ sufficiente per avere una vita normale e felice mentre nello sport professionistico no, devi essere per forza il migliore. Specialmente in uno sport individuale: almeno in uno sport di squadra il mediocre, ma perfino Baggio!, puo’ sempre prendersela con l’allenatore che non lo capisce e non lo fa giocare … Ma nel tennis, come diceva Pancho Segura, non importa se sei ricco o povero, bello o brutto, simpatico o antipatico: it’s just you and me, baby, just you and me … ): nell’undicesimo episodio della serie si torna a parlare de LA FAMOSA GUIDA MICHELIN/MAD MAX DEL TENNIS, nel dodicesimo (il mio preferito) sotto il titolo LA PERDITA DELL’INNOCENZA mi spingevo ad esplorare le contraddizioni del rapporto genitore e figlio con ardite comparazioni fra Genitori, Tennis e il film The Valley of Elah, e infine nel tredicesimo Considerazioni Melodrammatiche di Un Genitore Senza (Piu’)Figlio Tennista, dopo la citazione da Wish you were hereSo, do you think you can tell/Heaven from Hell/Blue skies from pain/Can you tell a green field/From a cold steel rail?/A smile from a veil?/Do you think you can tell?(Roger Walters-David Gilmour)mi abbandonavo ad una serie di considerazioni alle soglie di un momento epocale: la partenza di mio figlio, dodicenne, per la Florida in qualita’ di studente Full Timer… vi risparmio le prime 24 tesine ma cito l’ultima:
25)Per concludere ad un certo punto durante un incontro Nicholas si rivolge a me e dice con voce tesa: Non riesco a giocare, non riesco a fare il mio gioco … Io gli ho risposto: “Fregatene! Gioca con quello che hai oggi e cerca di vincere con quello!!!” … Perche’ alla fin fine e’ vero quello che dice Brad Gilbert: ci sono 5 giorni all’anno in cui vinci con tutti. Ci sono 5 giorni all’anno in cui PERDI da chiunque. Ma sono gli altri 355 giorni all’anno che fanno di te un giocatore … E alla fine di tutto questo la cruda e nuda verita’ e’ che nessuno, ora come ora, puo’ essere in grado di distinguere il Paradiso dall’Inferno, I cieli limpidi ed infiniti da quelli plumbei impregnati di dolore, I grandi prati verdi dalle fredde rotaie d’acciaio, un sorriso da un velo … Nessuno puo’ dirci che nostro figlio non sia bravo abbastanza da poter diventare un giorno il numero uno, vincere uno slam o un master series … Do you think you can tell ?

Infine, eccoci arrivati alla fine dell’Avventura con il BraccoUbaldoShow: senza IL Terzo dei Beatles (essendo Clerici e Tommasi I primi due e Roberto Lombardi il Quarto) probabilmente non sarebbe stato possible partire ma ad un certo punto la Redazione, da cui si era frattanto allontanato Roberto Commentucci, si era via via sempre piu’ disinteressata delle nostre vicende e fortune… Con il 14esimo episodio dal titolo ovvio di “C’era una volta un Blog…” si chiude un epoca. Il motivo principale e’ sempre stato uno: la mancanza di pubblicazione della foto che invece appare nel Chi Siamo di SpazioTennis… No, scherzo: il motivo principale e’ stata la mancanza di flusso automatico dei commenti o,se vogliamo dirla in altri termini, la mancanza di fiducia –nessuno di noi e’ mai stato infatti accettato come Moderatore. E con ragione!,direte voi. Fatto sta che chiusa una pagina se ne riapre un’altra e poche settimane dopo il Blog risorge dalle sue ceneri e direttamente dalla Florida, con un titolo ammiccante Tennis, Genitori & Figli, riapre I battenti, sulla fiducia e grazie all’intermediazione di Roberto Commentucci, sulle pagine di SpazioTennis. Ho sempre sostenuto che la differenza fra Ubitennis e SpazioTennis e’ la stessa che esiste fra Windows e Apple, quella almeno che si vede nella pubblicita’ comparativa: in cui l’utente di Windows appare goffo, unto e bisunto,sovrappeso, in giacca e cravatta da travet o da impettito dignitario…quello di Apple invece sfrontato, casual,in jeans e scarpe da tennis … no, dico, da Ubi si fanno dei problemi se uno scrive ‘il famigerato Zio Toni’ e lo censurano, capite cosa voglio dire? Il Resto dunque e’ ormai storia: dopo una serie di articoli da Bradenton e un paio di pezzi sul Prof Buzzelli e sullo Stretching scoppia la cosiddetta Guerra dei Cloni con la Rottura fra I Capi Storici di G&F e la comparsa dal nulla di una serie di Blog Ribelli (vabbe’, Figli & Sport di Archipedro era gia’ li’ ma diventa anche lui una calamita del polo di scontenti). La Diaspora, alla cui origine contribuisce anche il Gollum Tentatore che offre l’Anello del Blog a Mad Max,, coglie il suo esilarante apice quando Federico di Carlo arriva addirittura a minacciare di querela il vostro ormai Non Piu’ Umile Cronista e dopo aver attraversato diverse fasi anche piuttost,o oscure si e’ ricomposta solo di recente e siamo contenti di poter riferire che al momento attuale navighiamo pur sempre a vista ma su acque calme con Vecchi e Nuovi Protagonisti… La formula di SpazioTennis che occupandosi soprattutto dei Figli di un Tennis Minore attira maggiormente l’attenzione degli Addetti ai Lavori ha permesso l’acquisizione di alcuni nuovi lettori e contributors fra cui ricordiamo soprattutto il Coach e Psicologo Silvano Papi che almeno potra’ dire di aver imparato ad apprezzare Nathalie Merchant su queste pagine (No, non e’ la vincitrice di Wimbledon U14…) … Ai Vecchi Protagonisti animatori di cento e passa battaglie dialettiche si sono aggiunti poi in pianta stabile la Famiglia Polidori al gran completo (che aveva gia’ partecipato in passato sotto false spoglie coi nomi di Elettra, Edipo e Clite…nnista) e prima di loro due pazzi scatenati che hanno in pratica surclassato i loro predecessori e fatto sembrare, al loro cospetto, Mad Max una educanda in un collegio per suore. Bogar dopo una partenza al fulmicotone si deve essere spaventato guardandosi allo specchio e non riconoscendosi piu’ e quindi si e’ un po’ calmato ma NuntioVobis ha una figlia di 4 anni e 4 mesi e gia’ rompe le scatole all’Autorevolissimo Commentucci perche’ vorrebbe che la sua pargola venisse inclusa nelle Convocazioni per I Centri Periferici … Mi dicono che da qualche parte ci sia una signora incinta di 4 mesi che prima o poi comincera’ a scrivere lamentandosi che la FIT non abbia ancora organizzato degli allenamenti prenatali per Mamme di Tennisti … perche’, ho letto su Internet, che il Footwork si puo’ memorizzare anche nel liquido amniotico!!! La stiamo aspettando fiduciosi, c’e’ posto per tutti …
Gli Argomenti finora trattati comunque ve li potete andare a controllare di persona cliccando sul pulsantone di Tennis Genitori & Figli, una foto a cui sono molto legato e che ritrae un Nicholas di 7-8 anni al centro di una banda di ragazzini angolani strappati alla strada proprio dal tennis… Un poster del tipo New Balls, Please che secondo me non sarebbe dispiaciuto alla Nike … Scorrendo i titoli vi torneranno alla mente le Cronache in Diretta da Bradenton, la Shiskhina, la Black e la Nefedova; Lance Luciani e il suo defunto Strategy Zone Program; il Prof Buzzelli e il suo SensoBuzz;le polemiche sullo Stretching; i pezzi sul Mental, sulla Programmazione, sulla Sponsorizzazione;I resoconti degli allenamenti a Bradenton, Lagos ed Abuja: le polemiche sul presunto atletismo di Nicholas I video relative; la lista dei Testi Sacri; l’articolo commemorative sul Come Eravamo e poi I vari articoli dai titoli significativi (La Fine dell’Innocenza o L’Avvelenata) fino ai piu’ recenti COLPI DI GRAZIA che hanno contrassegnato, anche grazie ai nuovi video, l’ultima stagione. Ultimamente, e in attesa di Max Corner e Autarchipedia, Tennis Genitori & Figli si e’ accresciuta (si puo’ dire o e’ un neologismo?) di due nuove subrubriche gestate dalla Famiglia Polidori: Controcanto di papa’ Mario (Il Grande Buonista della Comunicazione) e L’Oste (della Malora?) gestito dalla figlia Marta,sedicenne allieva della Vavassori, che finalmente ci porta la voce dei Figli del Blog… A volte mi sembra di essere ormai giunto alla fine della strada: mio figlio ha quasi 14 anni, vive e si allena oltre oceano, io mi sento ormai vecchio e inutile …Sara’ che Nicholas magari ‘is good, is very good but not that good’ o sara’ che il fiume in piena che scorreva dentro me si sta esaurendo ma a volte mi chiedo se abbia ancora un senso starsene qui a sparar cazzate come ‘un pio, un teorete, un Bertoncelli, un prete’ qualsiasi …O davvero, come scrivevo nell’articolo precedente, I just got tired of the bullshit ed e’ giunto anche per me il momento di lasciare alla racchetta il compito di parlare? Che tra l’altro, e appunto, non e’ neanche mia, la racchetta: e’ solo quella di mio figlio. A un certo punto il Genitore non si dovrebbe fare da parte e lasciare che sia il figlio a decidere se e’ davvero il suo il sogno che sta cercando di perseguire?

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55 commenti

  1. bogar67

    Mi sono fermato a poco prima della foto della Figlia di Mad Max, continuo dopo, devo portare bimba a lezione, cmq vi faccio presente che al Tc Assemini in provincia di Cagliari (campo comunale in gestione ai privati) gli allievi della Sat che vogliono giocare tra di loro (senza il papà o la mamma) se i campi sono liberi possono giocare gratis tra di loro. Il problema che i campi liberi, soprattutto il coperto è occupato su prenotazione dalle 7 del mattino alle 23 di sera di ogni giorno per 365 giorni all’anno essendo l’unica struttura coperta nel giro di centinaia di chilometri..

  2. Stefano Grazia

    Non preoccupatevi, mauro e bogey… C’era una foto anche del MegaRaduno…avevo indicato dove esattamente collocarla …e questa e’ la dimostrazione che anche ale era troppo occupato per andare a leggerselo tutto e trovare il punto esatto e ha preferito sorvolare! Adesso non so se essere contento della fiducia oppure deluso perché’ nessuno mi leggera’…(intanto lorda ha fatto letteralmente un bambino controbrekkando soderling in tuffo) Ma credo che anche se Nessuno mi leggera’ SUBITO un articolo come questo fosse comunque dovuto, La Madre Di Tutti I Riassunti…poi voi vi lamentate sempre che non ci sono gli Archivi, che bisognerebbe mettere gli argomenti trattati per categorie, etc etc… Honestly, io quel che posso fare e’ questo, almeno per ora… Ma se nessuno legge non mi offendo..Stavolta ho scritto per i posteri!
    Scherzo …

  3. Alessandro Nizegorodcew

    @Stefano Grazia
    Ammetto, avendo sempre molto da fare il weekend mi sono fidato pubblicando tutto e inserendo le foto un po’ a caso. Però erano 4 le foto che mi hai inviato in quell’email.. quella del raduno non l’ho vista..

  4. Stefano Grazia

    Ti ho mandato 3 mais con7-8 photo per cdg 11 e 2 foto per cdg12… No problem, te le rimando se vuoi un po’ di colore, se no e’ lo stesso anche così’… C’era anche la foto di and murray e di and seppi sullo skateboard di nicky e sotto lo sguardo preoccupato di sartori…

  5. Stefano Grazia

    Confesso anche che se fossi riuscito a fare per primo il primo post sarebbe stato un affettuoso e ironico:
    TIE’, Bogar!

  6. Mario Polidori

    La tua fatica è incredibile, dovresti farne un libro, pagandone i diritti a Nikolik, chiedendo la liberatoria a Federico, andando a cena con Madmax, videoregistrandolo per Bogar, facendoti correggere le bozze da me, affidando le coreografie ad Andrew, dando la penna rossa e blu ad Ubaldo, mettendo in copertina Roberto senza cravatta, facendo montare le foto ad Alessandro, chiedendo a Marta di cestinare quello che non serve, facendolo autografare da Nicholas, chiedendo i registri aulici ad Archipedro, programmando la scaletta con i Maestri Pierino, segretamente amando Peter Pan.
    Sei o non sei il Capitano di questa lurida nave?

  7. Mario Polidori

    La figlia di Max è così carina che se non fosse per la bellezza della madre, guardando Max, non riuscirei a spiegarmela! 😀

  8. Alessandro Nizegorodcew

    Mi deve essere arrivata un’email in meno.. non ho foto di Seppi e Murray.. l’hai mandato in un’altra email staccata? tu manda che riempio il pezzo stasera..

  9. Stefano Grazia

    Era in un’altra mail staccata…te l’ho appena forwardata …

    Si, per scrivere Genitori & Figli avro’ bisogno di un Archivista / Segetaria/o e di un Editor ma se per scrivere devo coinvolgere tutte quelle persone rinuncio… E piu’ che Capitan Uncino mi sento Morgan…Lo sai che a 24 anni spaccavo i maroni ai miei sempre piu’ perplessi amici dicendo che noi purtroppo eravamo Nati per vincere (titolo del libro che volevo scrivere allora) ma non perche’ eravamo destinati alla vittoria ma perche’ eravamo ‘costretti’ alla vittoria dalle aspettative montate da famiglia, patria, religione, boom economico,filosofia anni 80… Poi aggiungevo, e li’ i miei amici cominciavano davvero a dar segni di insofferenza, che dentro ognuno di noi c’era un pirata e tutto stava nel vedere chi riusciva a non soffocarlo…Solo che invece di Hook io lo chiamavo Morgan…E tutto cio’ molto prima di Johnny Depp in Pirates of Carabbean… Io il mio pirata lo placai salendo su un aereo diretto a Baghdad tre mesi dopo la laurea… Fu il mio bluff, il mio tacitare la coscienza che non voleva tradire il fanciullo per l’uomo e reclamava quel po’ d’avventura che avevamo sempre sognato da bambini e che di solito si mette da parte per entrare in banca o diventare dottore (che come dice Guccini e’ una morte un po’ peggiore)….Questo per continuare ad insistere che a parte il Comando della Ciurma (davvero piena di pendagli da forca: voi), io continuo a sentirmi pirata nel senso del Ragazzaccio che non e’ mai davvero cresciuto ma che alla fine e’ una illusione che crolla completamente ogni volta che passo davanti a uno specchio …Comunque se devo proprio scrivere qualcosa scrivero’ un Romanzo, come ho piu’ volte detto, anzi due: MEN ABROAD (O Uomini Fuori) e LA CANAGLIA DI LAGOS… Quando? quando riusciro’ a smettere di scrivere per il Blog (e se mio figlio non cambia marcia molto presto)… Magari Ale il secondo me lo pubblica a puntate come esperimento su SpazioTennis…

  10. Stefano Grazia

    Foto Chiara presa a Caldatro, Foto Alessia presa a Trieste (entrambe l’anno scorso,luglio 09)…Piuttosto se guardate il Bianco e Nero d’Apertura, scattato a Bradenton nell’estate 2004, i piu’ attenti avranno subito notato che Nicholas sta giocando un dritto a due mani con impugnatura mancina…Il rovescio invece era ad impugnatura da destro…Io dai tre ai 7 aa non sono intervenuto sul grip ma solo sul footwork… l’impugnatura venne corretta proprio quella settimana dopo una serie di consultazioni in cui vennero coinvolti anche Chiup Brooks e Nick Bollettieri (importante dal punto di vista psicologico…che se no mica lo convincevamo!)

  11. Stefano Grazia

    Mario, ti immagini? fra poco Alessia impegnata a fare il sensoBuzz e fra qualche anno che scappa alla Bollettieri per allenarsi con nicholas…

  12. andrew

    …della foto di Nicholas non sono riuscito a capire se stava indietreggiando per colpire o se stava avanzando all’indietro per colpire…

  13. bogar67

    Questo decise la sorte del Bufalo, l’avvenire dei miei baffi e il mio mestiere”. E’ la canzone del mio primo vinile acquistato, banana repubblic di Dalla e De Gregori è un album dal vivo del 1979, ogni tanto mi capita di cantarla in macchina mentre vado a lavoro perchè quando accompagno bimba a tennis in questi due anni sono passato dall’ape maia, a Heidi, a dolce remi e pippi calzelunghe e badi bene che ogni percorso di 25 minuti circa non è una serie di canzoni ma una sola ripetuta all’andata 25 minuti e poi di nuovo altri 25, appena finisce la canzone preferita mia figlia da dietro papà rimetti. Ogni percorso un vero tormento, non è bastato neanche la nintedo ds. Adesso sono costretto ad ascoltare le canzoni brasiliane di Flor 2 una telenovelas che va in onda sul canale per bambini Boing per cui come genitore non sono io che sto distruggendo lo stato emotivo di mia figlia dietro il tennis m è il contrario, mi sto ammattendo!!!
    Stefano leggendoti, quando parli di Fit sembri Commentucci!! forse ho letto veloce e mi sono preso qualcosa.

  14. nunziovobis

    Son contento di essere comparso anche io nel riassuntone, certo come ultimo arrivato non potevo che avere una figlia mini minor, ma del temperamento giusto per poter chiedere ciò che non si deve chiedere mai!!

  15. Madmax

    Certo che cmq è incredibile ritrovarsi qui dopo tre anni e nonostante tutto..

    L’unica cosa che mi rattrista è leggere le ultime righe che denotano malinconia..

    Ma perchè mollare o farsi da parte? La cosa più bella e divertente è il percorso fatto di ore passate insieme in macchina (ora A/R facciamo 70km per andare al nostro circolo) a discutere degli allenamenti, il fatto di essere su di un campo spelacchiato di erba sisntetica ma essendo felici di essere tutti insieme ed essendo certi di aver lavorato al meglio, perchè mai uscire da un progetto così elettrizzante.. Rileggendo un po’ il pezzo, mi sono accorto che ora non penso nemmeno più al discorso business e penso che quando ancor prima dell’inizio dell’avventura tennis pensavo solo a quello quasi quasi non conoscevo nemmeno mia figlia..

    Prima abitavo in una casa enorme di tre piani ed ognuno di noi vedeva la tv su di un piano diverso mentre ora magari vediamo un film tutti nel letto insieme..

    Di sicuro cmq vada rimarrà per sempre un periodo della mia vita irripetibile e che ne sarà valsa la pena vivere..

    Auguro a tutti la stessa cosa..

  16. Atti

    Doc…se volevi farci andare..in overdose… ci sei riuscito !

    scherzo…Ottimo…come sempre….

    …Max…ben detto….

  17. Stefano,
    in Italia fino a 25 anni fa il tennis di club, di base, si faceva per la maggior parte solo su un campo da tennis. Gli atleti si allenavano fisicamente soltanto per il tennis praticato e pochissimo altro. Negli ultimi 15 anni nei club si è cominciato a parlare di allenamento atletico specifico, mirato e personalizzato. Ed ancora siamo molto lontani da quello che si fa negli altri paesi.
    L’allenamento mentale negli altri paesi nel tennis viene applicato già da molto tempo ma qui in Italia si comincia soltanto adesso a parlarne (e soltanto a livello di accademie) perchè Silvia Farina e la Schiavone ci hanno lavorato in un certo modo rendendo pubblico il loro lavoro.
    Lo so, per molti il mentale potrà essere palloso, un argomento comunque spinoso da affrontare e per molti comunque considerato una sega mentale, ma fatto sta che è l’ultima frontiera nel tennis e che i metodi di allenamento più recenti e le scuole all’avanguardia (Francia soprattutto) lo hanno tutti inserito o lo stanno tutti inserendo nella programmazione di allenamento degli atleti agonisti.

  18. Stefano Grazia

    Max, post 20… OTTIMO POST, BRAVO & CONGRATS per il processo di maturazione e trasformazione che ti ha anche reso evidentemente migliore e piu’ simile ad Archipedro … La mia risposta pero’ e’: Ma proprio perche’, per tutta una serie di condizioni ANCHE logistiche e ANCHE, almeno alcune, indipendenti dalle nostre volonta’ e sforzi, noi non abbiamo potuto ricreare le stesse condizioni che tu invece sei riuscito a costruirti… E non e’ che ci si debba intestardire o cospargersi il capo di cenere o disperarsi perche’ perche’ perche’ … A un certo punto si giunge alla constatazione: che tuo figlio/a non e’ cosi’ bravo o che tuo figlio/a non e’ cosi’ committed o che tuo figlio/a magari preferisce disegnare, o la musica o l’astrofisica o la storia e che mentre gioca a tennis ha sempre in testa qualche altra cosa il che gli/le impedisce il focus e quindi, a meno di non essere Pele’, i risultati e quindi la mancanza di risultati porta al calo di confidence in quel circolo vizioso di frustrazioni, sensi di colpa e alla resa dei conti infelicita’ … Non e’ questione di dare importanza ai risultati ma di capire quali sono le priorita’ e se appunto il ragazzo/a non va a letto con la racchetta, preferisce history channel o l’astrofisica appunto o anche semplicemente scambia le ore di allenamento come l’occasione di cazzeggiare con gli amici, a questo punto perche’ insistere? Semmai meglio fare come Ferrer: smettere e vedere cosa succede…Dare un taglio netto invece che trascinarsi… Lasciare che sia il Ragazzo/a a capire veramente quanto conti davvero il tennis per lui …
    Io non credo nemmeno che sia colpa o merito di qualcuno e solo gli sciocchi possono pensarlo ma a un certo punto sarebbe ugualmente da sciocchi fingere di non accorgersene e vivere sperando per poi morir cagando, secondo uno dei nostri postulati…
    Onore al merito, certamente, a Max e al suo post e tanta positiva invidia … Ma se io ho un figlio che pur essendo a detta di moltoi estremamente talentuoso e in possesso di tecnica eccellente, si elettrizza di piu’ per History Channel, Astrofisica e Arte e non riesce a trovare dentro di se la scintilla che accende il sacro duoco interiore, sono moralmente obbligato a chiedermi se giocare 5 ore a tennis sia veramenteanche la sua priorita’ anche perche’ a monte c’e’ poi tutta una storia di comportamenti, ribellioni, insofferenze all’autorita’, frustrazioni e ,anche, mancanza di risultati… E alla fine chi e’ che smette? L’avete detto piu’ volte: quelli che perdono … E, Maria, non credo ci sia un ragazzino al mondo che faccia piu’ Mental di Nicholas …E appunto per questo pur continuando a farglielo fare (due volte a settimana one on one con l’Head of Sport Psicology della Bollettieri) perche’ non lascio nulla d’intentato, mi permetto di continuare a rimanere molto ma molto scettico come lo ero fin da quando all’Universita’ approcciai Psicologia e Psichiatria e dopo tre mesi cambiai indirizzo spaventato e disgustato quasi dall’enorme farraginosita’ della materia … Della serie, proviamo anche con dio, non si sa mai… Ma prima magari si puo’ provare ‘to pull a Ferrer’…

  19. madmax

    Stefano..

    Intanto ti ringrazio per i complimenti..

    Il punto però è che Nicholas un po’ l’ho conosciuto e tutto sembrava trannne uno che non ne avesse voglia.. (ora è cresciuto e non so).

    A vederlo sembrava ne avesse molta di pià di Alessia ma mi ha dato l’impressione che volesse essere molto coinvolto e per cui di tutto ha bisogno meno che di un’accademia.. O meglio è stato a mio avviso perfetto il mandarcelo (e ve l’avevo detto) per fargli venire voglia, ma ora si dvrebbe metterlo nelle condizioni migliori per lui..

    La bambina che ora si allena con noi aveva il padre convinto che secondo lui il problema non era dove si allenava, ma lei che prendeva tutto come un gioco e che nn aveva grinta.. Ora ovviamente si è ricreduto ed è lei che tira Alessia..

    Nonostante avesse sempre lavorato è una che fa molta fatica a fare atletica anche pòerchè non le piace molto per cui immagina cosa deve patire a seguire il nuovo programma di Giovanni ma non molla nemmeno con il fucile puntato..

    Credini Stefano per una volta.. 🙂

  20. Stefano,
    è proproio questo il punto: lo psicologo dello sport si occupa del mentale per circa il 25% del lavoro mentale dentro la mind room. L’altro 75% del mentale non la deve fare lo psicologo dello sport e non si fa dentro la mind room. .
    Sono invece perfettamente d’accordo sul fatto di non continuare su una strada che non da i frutti sperati. Massimo a 14-15 anni i ragazzi devono capire che il tennis è una loro responsabilità. Se non sentono di potersela accollare è meglio che scelgano qualcosa altro che sentono a loro più vicini o si sentono più portati.

  21. Ho filtrato il componimento di Stefano Grazia, per rendermi conto, nei numerosi richiami alla mia persona, quanto io qui sia stato e rimanga una macchietta. Vengono puntualmente riportati episodi e dettagli pittoreschi (a cui non attribuisco alcun valore) ed ovviamente ignorati o quasi i miei contributi tecnici e scientifici, comunque costruttivi. Che sono stati anche l’oggetto delle mie ricerche degli ultimi anni. E che hanno spinto alcuni blogger a contattarmi in forma riservata… nella miglior tradizione utilitaristica all’italiana (…). Così da farmi rivivere alcune ormai archiviate sensazioni da ecologista… quell’essere vivente di cui si parla sempre male salvo cercarlo quando i politicanti (…) decidono di farti passare un elettrodotto sopra la stanza dei figli… Individuo incline a donarsi, e scioccamente leale, faccia lui la battaglia al tuo posto…

    Ok, ho capito l’antifona, ed ora non mi donerò più. Non qui.
    Rimangono i miei piccoli atleti, che mi stanno dando grandi soddisfazioni (soprattutto le bambine, disciplinate e sempre concentrate…) ed i piccoli obiettivi che centro periodicamente: da questo Sabato avremo finalmente la palestra, luogo dove sono sportivamente maturato e dove potrò meglio strutturare il percorso polivalente che sto proponendo loro: non si può (sempre) essere in balia del fattore meteo. I bambini sono felici, e quindi lo sono anche i genitori: tutto procede al meglio, e fino a quando il destino terrà tali amici lontani da queste pagine, continuerò a sembrare autorevole ed ricevere la fiducia (e l’affetto) che rendono ogni mia giornata un po’ speciale…

  22. Stefano Grazia

    Archie, a dire il vero a me sembrava di aver anche scritto che il tuo blog e’ molto bello, che il tuo lavoro e i tuoi scopi sono molto nobili e che noi s

  23. Stefano Grazia

    E che noi siamo se non sporchi brutti e cattivi un po’ cialtroni e nazionalpopolari… Come diceva Woody Allen nella magistrale introduzione a Manhatthan, il suo capolavoro: Si, ma qualcuno lo dovra’ pur leggere (il suo romanzo) …
    Tutto qui. Davvero, a volte sei troppo permaloso o comunque pieno di te, non certo umile…Come se io, allora, che mi vedo surclassato nei commenti da quel ‘ buonista’ di Mario, m’incazzassi con Ale e gli dicessi: o lui o me! Tutt’al piu’ ho osservato che a volte c’e un po’ più’ Dispersione di Commenti ( per esempio sul CP si potrebbe parlarne con più’ ragione qui che sull’Oste o su Controcanto visto che ci sono i Riferimenti ai pezzi scritti su un qualcosa di simile che noi richiedevamo 2-3 anni fa, e poi gli interventi di andrei, Roberto e max su quel che dovrebbe fare la fit… Pero’ mica ho la pretesa di essere l’unico a scrivere e ad essere letto…o perlomeno non penso che quello che io sono veramente sia definito da quel che scrivo e da come viene recepito da chi legge… Sarei messo male, se no…

  24. Mario Polidori

    @Archipedro
    probabilmente non mi leggerai e sicuramente non avrai voglia o motivo per rispondermi, ma non è un problema, ci mancherebbe.
    Io non conosco tutte le storie, ma sono nel blog da più tempo di quello che appare, perché c’ero una volta come Edipo.
    Ricordo, pertanto, una serie di scambi e qualcosa ho capito.
    Non va bene, quello che stai facendo, perché tu non sei un patrimonio di Stefano, ma un patrimonio di tutti, e se ti senti, e non entro nel merito delle vostre questioni, di dargli addosso va bene, ma quelli che leggono non sono solo Stefano.
    Questo è quello che penso, che va al di là anche della nostra mancata empatia.

  25. Mario Polidori

    …e poi Stefano è un maestro nell’andare a cercare l’angolo che pensa voglia essere tenuto nascosto. Lo fa anche con se stesso, ed anche lui è permaloso e non è umile come dice di te 🙂
    Ogni cosa che scrive è un’avventura in cui deve guardarsi da tutto, semplicemente perché guarda a se stesso come guarda agli altri, e non ce la fa con se stesso come non ce la fa con gli altri.
    Fortunatamente lo esplode, altrimenti sarebbe da portare urgentemente all’ospedale 🙂
    Vedi, adesso sto cercando di imitarlo, ma ho solo un merito che posso vantare al suo livello, quello di avergli trovato il nickname più bello per lui: Capitan Uncino.
    Io però ho trovato quello più bello per lui, lui ha trovato quello più bello del BLOG, il Madmax.
    Questa è la differenza. 🙂
    Archipedro, tu credi davvero che sia facile essere Capitan Uncino?

  26. mauro maestro coni

    @archipedro
    …l’unica cosa che non capisco è perchè Lei giudica “utilitaristica e all’italiana” la volontà/necessità di qualche blogger a contattarla in separata sede perchè vivamente interessata ai suoi metodi…(io non sono stato tra questi,solo per precisare).
    difatti già una volta Lei definì detti comportamenti di tipo “parassitario” se non sbaglio…
    Al contrario non dovrebbe esserne lusingato?
    con rispetto…

  27. @32 mauro maestro coni

    Non ho simpatia per le persone che si nascondono ad oltranza dietro un nick name. Ed è capitato che io abbia ricevuto richieste da persone che non si sono neppure firmate… solo l’indirizzo mail… M’è sembrato un atteggiamento poco serio, che definirei “mordi e fuggi”. Ciò anche (sospetto) da alcuni blogger qui molto cauti, o che se hanno potuto m’hanno giudicato superficialmente e sommariamente… per una convenienza di facciata.

    Poi viceversa ci sono stati altri genitori di cui ho tutti i riferimenti: se qui non ne ho parlato esplicitamente è appunto perché sono il primo a rispettare es. la privacy d’un padre che è nel dubbio se i suoi tecnici di riferimento stiano lavorando bene o meno, ma non vuole rischiare ripercussioni per il figlio…

    Lusingato da tutto questo?!
    Lusingato che alcuni genitori mi affidino la salute ed in qualche modo il futuro sportivo dei propri figli… quello sicuramente. Questa è una cosa bella, vera e pulita…

  28. Gus

    SOLO, FRA I MESTI MIEI PENSIERI, IN RIVA

    Solo, fra i mesti miei pensieri, in riva
    al mar là dove il tosco fiume ha foce,
    con Fido il mio destrier pian pian men giva;
    e muggìan l’onde irate in suon feroce.

    Quell’ermo lido, e il gran fragor mi empiva
    il cuor (cui fiamma inestinguibil cuoce)
    d’alta malinconia; ma grata, e priva
    di quel suo pianger, che pur tanto nuoce.

    Dolce oblio di mie pene e di me stesso
    nella pacata fantasia piovea;
    e senza affanno sospirava io spesso:

    quella, ch’io sempre bramo, anco parea
    cavalcando venirne a me dappresso…

    Nullo error mai felice al par mi fea.

    [Alfieri]

    Riassuntone molto piacevole è un po’ melanconico. Mi piace pensare che tra qualche anno si sia ancora qui a ricordare i nostri post e il Doc ancora a raccontare e stuzzicare. Se non sarà più “solo” tennis, ma vita vissuta intorno al tennis, allo sport, musica, cinema e letture, andrà benissimo lo stesso.

    Un abbraccio a tutti

    Gus

  29. Agatone

    x Archipedro:

    Io penso che il suo tentativo di creare giovani atleti sia molto bello e spero che possa continuare con lo stesso entusiasmo che ha adesso. Magari anche con un po’ più di autoronia.

    Se ho avuto da ridire brevemente una volta con lei questo non vuol dire che non apprezzi quello che cerca di fare.
    Mi spiace però che abbia un modo a volte un po’ dietrologico di pensare.
    Per quanto mi riguarda, anche se una volta ho avuto una piccola discussione con lei, non ho nessuna convenienza di nessun tipo quando scrivo qui e non le ho mai scritto mail private.
    Naturlamente lei non si riferiva a me, sicuramente, ma vorrei togliere ogni dubbio a me stesso.
    Come ho già scritto altre volte ho un figlio di tre anni e mezzo che ha come maggior divertimento giocare con le macchinine.

  30. Mario Polidori

    @Stefano
    mi sto facendo la convinzione che sia meglio archiviare questa vicenda, e passare oltre, come quelli che vedono la luce 🙂
    Quel che è leso è leso!
    Andrebbe bene anche con un punto interrogativo.
    A questo punto, fossi in te, coglierei una piccola summa dell’iter, per dirci non tanto da dove siamo partiti e con chi abbiamo fatto questo viaggio, ma piuttosto dove siamo giunti e dove andremo.
    Il futuro è ancora da scrivere.
    “Per correr migliori acque, alza le vele omai la navicella del mio ingegno.”
    Che sia il Purgatorio, dopo l’Inferno? 🙂

  31. No, Agatone, non sono un dietologo… rispondevo ad una domanda.

    Partecipare su G&F alla discussione, laddove costruttiva, è stato per me uno stimolo… non mi sono limitato a riprendere in mano gli argomenti utili a mio figlio ma sono andato oltre il nostro steccato. E quindi il mio bilancio è comunque positivo. Ma dopo questi mesi ed anni di discussione io rimango dell’idea che ancora la conoscenza, le metodologie, la consapevolezza… siano profondamente indietro. Per cui poco m’importa di conoscere personalmente dei genitori sconsolati o preoccupati, le cui prospettive sportive dei figli corrano assieme alla pallina della roulette… Piuttosto speravo di poter convincere qualcuno di loro a non confondere le risorse impiegate (tempo, denaro…) con il vero impegno che potrà fare la differenza: i loro piccoli atleti sono delle macchine uniche, ognuno con caratteristiche eccezionali, e nessun percorso omologato potrà mai essere la soluzione. Sono i loro occhi di tutori, ed il loro buon senso, e la continua ed iterata valutazione delle variabili del processo in corso, a dover essere allenati. E’ il loro “amore necessario” il vero cardine per immaginare qualcosa di diverso, un livello di rapimento spirituale che accompagni i bambini dal gioco all’agonismo attraverso la disciplina psico-motoria. Perché lo sport è in quel momento, non esiste in funzione del campione che verrà: è autosufficiente. Dobbiamo convincere i nostri figli che loro sono natura, ed energia, e passione. Sentirli ridere quando si allenano. E mandarli a letto stanchi e tranquilli… Il resto è veramente un resto: mille vie per raggiungere una vetta ma un solo modo per arrampicare, nel rispetto dell’uomo e della montagna.

    Neppure essere citato, come anche in quest’ultimo articolone, decine di volte, ed in modo superficiale, mi preoccupa minimamente: dal mio punto di vista, convinto come sono di disporre di buone idee e della massima libertà operativa, l’opinione sommaria del mio prossimo aumenta le probabilità che i miei ragazzi siano considerati, un giorno, delle rarità…

    Però molti genitori con cui mi sono inutilmente confrontato sono infine destinati a buttare via il neonato con l’acqua sporca: io questa non la battezzo ignoranza, siamo tutti essere limitati, ma d’un grave errore sicuramente si tratta. Fosse anche il più comune e socialmente motivato, sempre d’un errore si dovrà parlare…

  32. Stefano Grazia

    Quale vicenda, Mario? L’unica differenza e’ che adesso il dibattito fra G&F che prima infervorava a prescindere dal contenuto di ogni articolo si e’ adesso spostato con gli stessi attori al seguito dell’ultimo controcanto indipendentemente da Baldoni… Secondo logica di CP, Fit e altre facezie si dovrebbe discuterne più’ qui ma le logiche di un blog non seguono il buon senso … Un tempo io sarei intervenuto come ben sa archipedro col taglia e incolla spostando di peso la conversazione sull’area ristretta di G& F ma adesso mi trovo in difficoltà ‘ a farlo per he’ prima di tutto verrei accusato di gelosia e invidia, poi perché’ in effetti una volta inseriti controcanto e oste nell’ambito di TG &F, che la conversazione si svolga qui piuttosto che la’ e’ in effetti ininfluente, semmai e’ solo un po’ più’ dispersiva e sara’ più’ difficile da archiviare … In effetti io avevo suggerito di alternare a distanza di una settimana gli articoli e fare il commenti off ma ripensandoci no, e’ meglio lasciare le cose così’ come stanno perché’ in effetti controcanto racconta storie ben precise che richiedono commenti ben specifici …Ad ogni modo sinceramente questa volta non ho capito granché’ dello sfogo di archipedro perché’ mi sembra quello stesso di chi si mette a disposizione offrendo magari anche un buon prodotto e ritiene di non ricevere la dovuta attenzione, il rispetto che merita, gli apprezzamenti degli addetti del settore … E invece di interrogarsi se magari il responsabile in piccola parte non possa essere anche lui si lamenta degli altri. Allo stesso modo se vogliamo sarebbe come se io dessi la colpa della scarsità’ di commenti a mari o, Marta, ale e a tutti i lettori/utenti quando invece e’ chiaro che prima di tutto il problema non sussiste e se sussistesse la colpa sarebbe solo mia, reo di aver scritto un articolo troppo lungo e noioso. Ma la verità’ unica e reale e’ che noi sbagliamo a metterci al centro dell’inverso e a pensare che il mondo giri intorno a noi. Che quello che gli altri fanno sia solo una conseguenza di quello che facciamo noi.
    Credevo che avessimo risolto questo con l’armistizio e la deposizione delle armi ma vedo che mentre max ha sepolto la scure in archipedro e’ rimasto un poco di astio e continua a vedere ombre dappertutto interpretando come attacchi o sminuzioni della persona, la SUA persona, quelle che nelle mie intenzioni dovevano essere semplicemente Toni lievi se non ironici … COMUNQUE mi scuso anche di questo pero’ poi direi di finirla qui,invitando archie a metterci una pietra sopra e a raccontarci invece quello che fa senza dare la colpa a quelli che invece non portano i figli ad allenarsi da lui o richiedono la consulenza di altri… E poi, move on!, del resto avevo promesso di scrivere solo articoli e non alimentare gli stessi con posts che non fossero personali,nel senso di aneddotici miei. Come vedete, invece di macerarmi al buio della stanza stramaledicendo le donne ed il governo, ho anche alimentato con decine di posts, un paio almeno anche arguti, gli articoli della concorrenza a dimostrazione che le accuse avanzatami erano spesso ingiuste e infondate. Certo, fossi stato DAVVERO pagato un tanto a post le cose sarebbero diverse…ah, la corruzione del denaro …

  33. тχ¢

    insomma … io ho bisogno di notizie sui CP
    dove devo andarmele a leggere ?? 😉

    intanto mio figlio ha imparato a svegliarsi presto il mattino … e fa un po’ l’esercizio di Archi (grazie!) sul tapieroulant … poi un po’ di cyclette

    sta migliorando il suo tennis grazie alla sua passione ed anche ai miei atteggiamenti e consigli che ho comunque appreso dalle vostre discussioni.

    grazie a tutti
    buona giornata

  34. тχ¢

    ah dimenticavo …
    vorrei ringraziare archi anche per aver condiviso tabelle con esercizi vari di PA (quelli dei gradini/gradoni per intenderci)
    in certi momenti (anche al di fuori dell’allenamento) vedo mio figlio leggere la tabella che ho plastiicato … ed esegue … in giardino o per le scale.
    🙂

  35. simplypete

    Archipedro suvvia stai dando le tue conoscenze ed idee per un ideale, vorrai mica anche essere applaudito, fatti pagare 100 € l’ora, allora diventerai un guru: il mondo funziona così (purtroppo) o per fortuna dipende sempre dai punti di vista.
    Per quanto mi riguarda, in bocca al lupo, se tuo figlio è felice hai già vinto .
    Non fare il permaloso hai scelto una strada ai più incompresibile è normale che i più, non ti apprezzino; tira diritto, i tuoi parametri devono essere altri, più nobili secondo me….

  36. тχ¢

    #42
    si si grazie rob .. gia’ visto e letto commenti.
    non ci sono i nomi … ma in anticipo ho saputo che non sara’ interessato il mio M98 ! vabbe’ 😉
    ti ricordi che te lo avevo gia’ scritto in pvt … lui e’ II fascia.;)
    ciao e grazie
    Ste

  37. Mario Polidori

    @Stefano
    la vicenda da ARCHIviare è nota, non dimenticare che ci sono i lettori oltre ai commentatori.
    Ho citato i primi versi del Purgatorio di Dante, proprio per consigliare di girare pagina, le “liti” tra blogger non sono produttive, secondo me, ed in particolar modo questa lite.
    Su come vengono distribuiti i post, non credo sia né importante né vero, dal momento che il tuo precedente Colpo di Grazia ha avuto circa 400 post, se non sbaglio.
    Questo nuovo, narra vicende legate alla storia del blog, magari, da buon Capitano, Uncino o non Uncino, si tratta semplicemente di indicare come saremo, dopo il come eravamo.
    Ma il consiglio resta lo stesso, non parliamo più di Archipedro, perché ho paura che non sia molto interessante, anché perché ho l’impressione che si sia spostato il consiglio, le esperienze, alla assoluta competenza, alla maestà, che perdippiù si vede lesa.
    Va bene tutto, ma mi sembra che si stia un po’ esagerando.
    Come si fa a credere di avere in mano la via, la verità, la vita?
    Se gli altri non hanno intenzione di tornare sulla terra, tu puoi farlo, prima che il blog, oltre che di vicende e pensieri, si nutra anche di noi stessi.
    Dimmi piuttosto che atleta verrà fuori da questo percorso, come è fatto e che lavoro ed in che luogo e con chi diventerà un campione, così, tanto per riassumere le cose che si sono dette e dalle quali i comuni mortali hanno dovuto attingere per programmare il proprio figlio.
    Se questa doveva essere la missione del blog, quella di far sbagliare il meno possibile, proviamo a riassumerla, per vedere se in tutti questi scambi ci siamo riusciti.
    E se non ci siamo riusciti, provvediamo, umilmente e senza inutili personalismi di chi, evidentemente, ha da rivedere le proprie priorità.

  38. TXC,
    bene, ma grande attenzione con gli esercizi eccentrici e la pliometria…

    Simply,
    se non operassi gratis è ovvio che nessuno verrebbe da me… Solo mio figlio ha le mani legate… 🙂

    NOTA
    Sul discorso della “dietrologia” c’è poi forse, nel mio modo di ragionare, una sottigliezza che sfugge ai commenti (leggeri ed ironici) che mi riguardano… certamente ci vogliamo occupare del presente, perché se alleniamo una bambina di sei anni (ancorché dotata di piedi formidabili) lo facciamo in cambio d’un sorriso, non d’un biglietto per i Giochi Olimpici… Però per interpretare degli auspici, individuare delle potenzialità, suggerire soluzioni dobbiamo necessariamente esplorare intimamente il nostro vissuto: l’esigenza di rievocare errori, condizionamenti e paradossi è continua… non deve spaventarci: anzi, è il modo per dare una dignità ex post a tante tormentate sconfitte…

    A me capita, com’è successo ad esempio con quella ragazzina che tiene qui la sua rubrica, d’avere dei flash-back, deja vù d’una intensità notevole, a causa della mia memoria selettiva ed umorale: chi pensa che io sappia quasi prevedere il futuro, tanto sarei intuitivo, forse non ha ancora capito del tutto come si deve maneggiare il passato con cura… Ma non la spaventerei mai, con indebiti e prematuri conti in tasca… se non fosse che, per la sua natura giovanile, lei sarà portata a fidarsi delle persone al netto degli interessi che le animano. Interessi che dinamicamente si plasmano attorno alle sue valutazioni arbitrarie, e che quindi non sono proprio quel solido sistema di valori di cui lei magari avrebbe bisogno per analizzare e consolidare i propri interessi, prima d’ogni scelta necessaria …

    Banalmente parole come dolore, sacrificio necessario, tenere duro, soluzioni farmacologiche, ritmi d’allenamento e gioco che non consentono una preparazione atletica soddisfacente, violazione dei tempi di recupero, scorciatoie… possono (forse) aver senso nel caso d’un atleta a fine carriera, ma non sono minimamente coerenti con lo sport giovanile. Contemporaneamente fungono, in generale, da indicatori della consapevolezza dei tutori (degli interessi primari) degli agonisti in crescita… Perché poco si parla non dei successi ma dei danni che gli ex sportivi ottusi possono produrre sui propri figli… 🙁

  39. Sia chiaro, il discorso è in generale… Nessuno qui si senta chiamato in causa… ho la mente a molti giovani che dalle mie parti stanno violentando… 🙁

  40. madmax

    Archi..

    Dipende anche dai punti di vista..

    Ricordo che un giorno avevi consiglliato quell’esercizio mi sembra per il servzio dove si sarebbe dovuto partendo dalle spalle o sopra la testa (non ricordo bene) schiacciare la palla per terra..

    Riportandolo a Giovanni mi ha risposto che i rischi erano tali che tutto sommato non ne valeva la pena farlo.. Come per il mini giavellotto etc.

    Che non significava che per forza qualcuno si sarebbe fatto male ma che esistono altri esercizio che raggiungono gli stessi obbiettivi senza correre alcun rischio..

  41. Dr.Max,
    i pallavolisti fanno poli-concorrenza (con palla medica, il cui peso dev’essere commisurato all’età…) con un esercizio che poi replicano con la palla normale… a piedi paralleli eseguono uno stacco, e quindi schiacciano a terra la palla con un movimento a due mani che parte da dietro la nuca, come se dovessero attaccare in partita a due mani: bene, l’ho suggerito per la simmetricità e per la reattività balistica che stimola (pesi leggeri). Inoltre mette in contro-azione le due catene cinetiche d’apertura e chiusura, sempre nella simmetria biomeccanica… Quindi lo vedo ottimo per dei giovani tennisti…

    A Giovanni non piace? Sicuramente lui avrà pensato a qualche cosa di più specifico in funzione dei propri atleti… io parlo di bambini… 🙂

  42. madmax

    No no non hai capito Archi ha pensato proprio ai bambini.. Ma non o quelli della pallavolo o del tennis, ha pensato a solo a loro cioè ad evitare qualsiasi tipo di infortunio..

  43. Mario Polidori

    @Archipedro

    tutto giusto tranne la citazione.
    Il termine “Quella ragazzina” è talmente stucchevole che tradisce la volontà di voler essere radical-snob.
    Peccato, ma la mentalità piccolo borghese di chi ha avuto nell’infanzia difficile, oppressiva, invece che nella genetica e nell’apertura, un imprinting determinante del suo futuro, non è la prima volta che impedisce a chi ha studiato e sa, di non essere utile né agli altri né a se stessi.
    Certo, dipende dal livello delle persone a chi ti rivolgi.
    Al di là, delle polemiche, dovresti fare più attenzione, perché rischi di sbagliare la valutazione delle persone con cui ti trovi ad avere a che fare.
    Sia chiaro, non è una guerra, piuttosto un invito a ricordare che sulla terra esistono persone e persone.

  44. Ah, beh, qui allora dovremmo aprire un nuovo capitolo… Io credo che per plasmare il sistema neuro-muscolare dei bambini, e le loro stesse articolazioni, sia necessario un alto livello di rapidità e coordinazione. Quindi effettivamente sui lanci ci possono essere controindicazioni… ad esempio le proiezioni (ambidestre) con il vortex o/e giavellottino stancano il braccio, lo indolenziscono. Ma lo allenano anche a sopportare i picchi di potenza dell’agonismo maturo. Infatti ai bambini chiedo sempre il massimo della rapidità possibile: mi spaventa meno dei muscoli gonfi da doping adolescenziale… e per loro è naturale tirare al massimo, è la condizione “alattacida”… poco ma tutto e subito. Infortuni con la policoncorrenza? Sinceramente non ne ricordo, e dico proprio mai…

    p.s. Non sto dando torto a Giovanni… solo esprimo le mie convinzioni… 🙂

  45. Sig. Polidori,
    lei continua a rivolgersi a me esprimendo dei giudizi gratuiti, come ha fatto sin dall’inizio. Ed io di lei non ho mai parlato, se ne ricordi.
    Vada, la prego, per la sua strada…

  46. Mario Polidori

    Sig. Archipedro,
    lei continua a non capire che io apprezzo il suo sapere, che trovo molto utile alla causa, ma non apprezzo il suo modo di fare.
    Che le fa perdere credibilità.
    E’ un consiglio, come dire, un tentativo maldestro di goderci la qualità.
    Comunque sia, rispetto il suo pensiero e mi ritiro in buon ordine.