Colpo di Grazia 14 – The Right Stuff (2)

di - 6 Dicembre 2010

Una rubrica di Stefano Grazia

CDG 14_ The Right Stuff_Part 2

‘Cause we made a promise
we swore we’d always remember
No retreat, baby, no surrender
Blood brothers in the stormy night
With a vow to defend
No retreat, baby, no surrender

(The Boss, No Surrender
from the Born in USA Album)

Smettere di giocare a tennis deve essere un po’ come smettere di fumare: “e’ facilissimo!,dice l’accannito tabagista, e aggiunge: io ho smesso tantissime volte!”. E cosi’ non e’ che si puo’ dare troppo al primo che dice: basta! Non gioco piu’! e abbiamo visto che succede anche ai piu’ alti livelli, vedi i recenti casi di Hingis, Clisters, Henin e Kimiko Date. Adesso poi ci si e’ messo anche Muster… Ma la settimana scorsa, posso assicurarvelo, Nicholas aveva smesso di giocare solo che lui era ancora l’unico a non saperlo.Ma che avesse smesso era chiaro per tutti coloro che lo avevano visto negli ultimi tre,quattro tornei trascinarsi per il campo a spalle basse, capo chino, incassare la sconfitta senza accennare ad una minima reazione, lo specchio di uno studente di medicina costretto a studiare qualcosa che non gli piace, il proprio corpo inchiodato laddove non vorrebbe, la mente altrove malinconica perche’ prigioniera del proprio corpo…. Si, l’ho vissuta anch’io una situazione del genere o almeno credo di ravvisarvi diverse similitudini. A me e’ successo una decina d’anni dopo l’eta’ che sta vivendo Nicholas e comunque, avevo a disposizione il tempo e la maurita’ per fronteggiare la crisi: soprattutto il tempo, in un caso di laurea e studi, non e’ una bomba ad orologeria e uno si puo’ sempre prendere un anno sabatico. Ma nel tennis? Nel nostro caso poi, come vedremo, congiurano altre variabili. Comunque quei quattro lettori di manzoniana memoria che mi continuano a seguire a questo punto cominceranno anche loro ad aver le tasche piene di tutti questi misteri e cominceranno ad ululare infastiditi: Ma insomma, ha smesso o no? Ha deciso lui o lo avete fatto smettere? E se ha smesso come mai ha giocato l’Eddie Herr? Ma insomma, ci stai prendendo in giro e come insinua Archipedro e’ solo il tentativo di rendere interessante il romanzo a spese del proprio figlio?

It’s complicated, recita il titolo di un film, ed e’ cosi’ anche con la nostra situazione. Se nel precedente capitolo ho voluto subito mettere le mani avanti e spiegare che non ho nessuna intenzione di iniziare una caccia alle streghe cominciando ad attribuire colpe a destra e a manca, in questo nuovo episodio della saga scoprirete che non siamo comunque certo rimasti con le mani in mano. Dopo l’ultima sconfitta umiliante (06 26) cad un Torneo del Gigetto a Tampa con un compagno d’Accademia,l’indiano Anish, al quale di solito rifilava 62 62 periodico, gli avevo scritto una mail cercando da un lato di consolarlo e dall’altro pero’ di spiegargli il concetto del ‘chi semina vento, raccoglie tempesta’ intendendo con cio’ che comunque in una qualche misura cio’ che poi succede in torneo e’ figlio di quel che e’ successo prima in allenamento. Pensieri e considerazioni fatte a voce o per email decine di volte e alle quali infatti lui spesso replica stizzito con un ‘mi dite sempre le stesse cose’ e noi, consapevoli di rischiare di essere troppo asfissianti, non riusciamo a controllarci e a non replicare: ‘si, ma anche tu continui a fare gli stessi errori e a non dare nessun segnale, nessuna risposta positiva …’ Siamo dunque a un crocevia. Nell’ultima lettera provavo a spiegargli il significato di Burnt Out e del perche’ un brusco break da tutto e da tutti, e cioe’ il ritorno a Mamma Africa, avrebbe potuto fargli bene: ‘ (…)non e’ questione di tecnica, talento o atletica: e” che in campo hai perso la voglia di lottare… Quindi io credo che PER IL TUO BENE sia meglio staccare proprio come,se ricordi, succede anche in Searching for Bobby Fischer… Pero’ tieni presente che tu non vieni ad Abuja per ALLENARTI MEGLIO, vieni ad Abuja proprio per NON ALLENARTI. In modo cosi’ di scoprire se il tennis ti manchera’… Allenarti poi per cosa che non ci sono partite o tornei … Certo, ti puoi riuscire comunque ad allenare ma non e’ quello il motivo per cui verresti ad abuja: il motivo e’ solo per NON allenarti e scoprire che importanza ha davvero il tennis nella tua vita …Se non ti manchera’ smetterai, se ti manchera’ troverai il modo di allenarti e noi se lo vorrai ti aiuteremo ancora…Ma dovrai cominciare da scratch, come Rocky Balboa quando va ad allenarsi da solo nella dacia siberiana… Ti pagherai tu i coach, coi tuoi soldi che guadagnerai se uscirai di casa alle 7 precise pronto per andare a scuola, andrai tu a correre, allenarti, etc… Dovrai farci ricredere e MERITARTI il successivo salto di qualita’… siccome hai il talento e la tecnica sei mesi non saranno la morte del tuo tennis ma se riprendi perche’ hai capito che il tennis e’ davvero una parte importsante della tua vita e sei disposto a dedicartici completamente tagliando tutto il BULLSHIT e il NON SENSE di cui ti circondi ora, se sei disposto a ridisegnare le tue priorita’, chissa’, questo stop potrebbe essere la tua rinascita…Se invece scopri che il tennis ti piace ma non cosi’ tanto e non senti il desiderio di riprendere la racchetta in mano, benissimo, avremo risparmiato tempo e denaro PERCHE’ COMUNQUE NOI NON TI VALUTIAMO PER QUELLO CHE SEI COME GIOCATORE DI TENNIS…noi ti valutiamo per quello che sei come persona…se sei bravo o scarso a tennis non ti fa aumentare o diminuire nel nostro affetto… Per nulla. Quindi non credere nemmeno per un minuto che io ti voglia punire: anzi, ti voglio aiutare … Io sono molto orgoglioso del tuo cavallo (un disegno, NdStGr), del tuo script su Magellano, della tua performance a thanksgiving… Se perdi a tennis mi dispiace ma per te, non per me … se perdi senza lottare mi chiedo se tu non sia piuttosto infelice e se non debba tirarti via e farti fare qualcosa invece che ti piaccia davvero…’’ e blah blah blah, le solite menate sdolcinate da film sportivo strappalacrime che fanno fare bella figura con gli amici e i lettori del blog ma che ai figli entrano ed escono da un orecchio. Credetemi, Nicoxia & Co,e’ cosi’, il resto son tutte illusioni. Invece, forse piu’ interessante, a un certo punto nella lettera gli parlo del fatto che pur avendoglielo piu’ volte richiesto espressamente, lui continua a non saper rinunciare alla doccia del mattino. Cos’e’ cos’e’ sta storia della doccia?, direte voi subodorando subito un’altra delle stupidate del Team Grazia.

Ve la spiego subito aprendo la Terza Digressione detta anche Del Barone Rampante: da qualche anno Nicholas ha preso l’abitudine di fare la doccia al mattino. Benissimo, direte voi, sana abitudine. E poi,sotto l’acqua fresca, ci si sveglia. Il problema che la doccia, invece di essere tonica e sferzante e per cosi’ dire Spartana, e’ prima di tutto calda ed e’ via via divenuta sempre piu’ oziosa e pigra, da Decadenza dell’Impero Romano: ci passa delle mezzore col risultato di non essere mai pronto e di non riuscire ad uscire di casa alle 7 cosa che gli procurerebbe cinque dollari di paghetta ogni giorno. Oh, voi non ci crederete ma gli togli computer, playstation, sleep over con gli amici e non fa una piega, gli dici piu’ volte che se si fosse comportato diversamente avrebbe gia’ avuto l’ipad se non anche l’iphone e ancora nisba, nada de nada, ma la Doccia Mattutina…ah, quella e’ una droga a cui e’ impossibile rinunciare. E’ divenuto un qualcosa di patologico che oltre ad incidere sui tempi organizzativi infastidisce anche per il significato che e’ venuta ad assumere. Gli e’ stato quindi chiesto di eliminarla come dimostrazione di spirito di sacrificio: insomma, sembrera’ incredibile ma in un certo senso la storia dei grandi e’ fatta di cose apparentemente assurde, la Doccia del Mattino e’ assurta a simbolo di quanto sia disposto a rinunciare Nicholas pur di giocare a tennis. E’ diventata una questione di principio. E’ la risposta quasi metaforica, il segnale, che lui mi deve dare. Lo so, lo so, sembra tutta una sciocchezza, ma pensate allora a Cosimo di Rondo’ che nel Barone Rampante per un futile litigio col padre a 12 anni decide di non scendere mai piu’ dagli alberi dove stava giocando e quella che all’inizio era parsa ai piu’ una semplice giovanile ribellione agli ordini dei genitori diventa col tempo una scelta che se da un lato lo definisce dall’altro gli condiziona la vita. Solo che lui ebbe Calvino a raccontarne la storia e mio figlio ha invece solo me.

Si, lo so, era una finzione letteraria, mica e’ esistito davvero ma Nicholas e la sua Doccia si! E nonostante le sconfitte, il burnt out, la minaccia di rientrare in Africa, il rischio di perdere tutto… ogni mattina, sia esso gesto di sfida e ribellione o piuttosto invece semplicemente addiction, incapacita’ di resistere algli stimoli primordiali del bere,mangiare, cagare, pisciare e farsi una doccia, Nicholas ancora ogni mattina entra nella doccia sapendo cio’ che comporta e cio’ nonostante.Ma ritorniamo in diretta: mentre succedono queste cose Nicholas dopo la sconfitta con Anish si rende conto di aver toccato il fondo ma invece di reagire come ci aspettavamo (Fosse successo a me, dice mia moglie, non mi sarei piu’ fatta vedere per la vergogna in Academy per un mese!) lui gia’ alla sera voleva andare a ciondolare con gli amici in Academy ( e’ il momento della scoperta dell’altro sesso, dei rituali dello struscio, del passeggio, delle vasche al Pavaglione … Nulla di male.Qualche giorno dopo,dopo aver perso anche all’Eddie Herr, mi scrivera’ 4 righe in cui non mi parla del burnt out, di quel che pensa, di quel che soffre, ‘di che dorme e se dorme che sogni che fa’, ma che stava per andare a caccia (di fanciulle), in cerca di una compagna di doppio misto, ma non la voleva brava, la voleva bella e questo gia’ era un’indice delle sue priorita’… Io avevo cominciato a scrivere una risposta sottolineando che magari questa poteva essere un’ottima idea in un Torneino del Gigetto MA NON ALL’EH dove comunque c’e’ sempre la speranza che qualcuno ti possa notare per poi concludere con qualche accenno al fatto che il sesso femminile non deve essere trattato come preda, che e’ importante il rispetto, che la bellezza deve essere soprattutto interiore, che anzi non esistono persone brutte, e anche qui blah blah blah…ma poi non ho premuto invio perche’ mi son detto: magari stava solo cercando un canale di comunicazione (la figa!o tempora o mores!) e io invece gli rispondo facendo il trombone e m’immagino gia’ lui fare quello che avrei fatrto io alla sua eta’ (no, 2-3 anni dopo…): mimare il gesto di due maroni cosi’ … Duro il Mestiere del Genitore, il mestiere piu’ difficile al mondo dopo quello di Genitore di un Mini Tennista). Oltre ad andare in caccia di pupe pero’ Nicholas si rende anche conto di aver smarrito il gioco: Gabri’ lo fa parlare con Hugo armando che e’ il nostro vicino di casa, il nostro ‘stringer’ e anche un anziano coach argentino che col figlio gestisce una piccola Academy nelle vicinanze. A Hugo Nicholas e’ sempre piaciuto moltissimo (e infatti ci incorda gratis le racchette) non solo per il gioco ma anche per il carattere un po’ ‘bitchy’ che, dice lui, e’ essenziale ma e’ lui il primo a dire, dopo averlo visto in un paio di partite, che in questo momento e’ ‘loco’, dopo due colpi ha gia’ perso ma non perche’ viene battuto dall’avversario: viene sconfitto da se stesso. Gli dice che se ne ha voglia puo’ andare da loro durante la settimana del Thanksgiving a vedere di rimettere insieme i cocci del suo Tennis. Ovviamente gli han trovato subito un difettino (ma anche questo fa parte del gioco psicologico del coach che ti fa credere che tutto dipende da quel pelino li’, da quei 2 mm di impugnatura, dalla rotazione anche, da una mancata pronazione, dal ciuffo dei capelli tagliato male …mentre Quinzi ha un dritto inguardabile eppero’ vince lo stesso) aggiungendo comunque che secondo loro in questo momento aveva bisogno solo di fare cesti per recuperare confidence e non partite e che secondo loro non era pronto per giocare l’eddie Herr. O meglio: vediamo come arriva a fine settimana e poi lasciamo decidere a lui. A questo punto Nicholas ha gia’ deciso che non giochera’ l’Eddie Herr ed io, che sono del resto d’accordo, non posso evitare di pensare che in realta’ la sua e’ una fuga e non,come nell’orribile film di Stallone sul calcio, per la vittoria.

Contemporaneamente Gabri’ richiedeva un Meeting con con (Chip Brooks, Director of Tennis; Paul Forsythe, Resp Gruppi Pomeriggio; Jorge e Ali Head Coaches del Gruppo Elite (in ogni gruppo poi vi sono altri 4-5 feeding and hitting coaches) e mi chiede di buttare giu’ una traccia che raggruppi tutte le cose che ci siamo detti al telefono in queste settimane da confrontare con la sua ed ecco di peso da una mia mail quel che mi viene in mente:
1. E’ arrivato a giugno che non vinceva piu’ partite da diversi mesi e ha fatto test atletici in Italia disastrosi
2. E’ tornato a settembre dopo due mesi con noi e era di nuovo in forma atletica e forse anche mentale visto che e’ stato messo come Tds num 1 o 2 nel Gruppo Elite del Pomeriggio
3. Dopo un mese ha cominciato a perdere incontri e fiducia: voi, Mcmurray (lo Psicologo, NdStGr) e Game On dite che sta facendo molto meglio ma lui perde, perde interesse, perde voglia di giocare
4. A questo punto non e’ colpa vostra, e’ colpa di Nicholas ma cosa possiamo fare:
A_Ritirarlo, dargli un trauma, fargli capire che non tutto e’ for granted
B_Tenerlo in florida ma trovargli qualcuno che lo alleni da solo, gli dia fiducia, sia paziente, etc etc
5. Non e’ certo venuto all’Academy per diventare il Numero 400 al mondo…se gia’ fin da ora voi potete dire che non ha nessuna chances di diventare un top 100, e’ meglio ridisegnare le nostre priorita’ e investire di piu’ sulla scuola
6. Atleticamente : rimane un problema perche’ solo ora in questo ultimo mese ha trovato qualcuno che crede in lui e guarda caso dice che e’ fra I migliori atleti in tutta l’Academy (Tennis, soccer, basket…vabbe’, golf…)
7. Mental: cazzo, l’anno scorso Angus, quest’anno McMurray e Game On: tutti e due entusiasti ma sul campo? Possibile che Game On parli di Body Language positivo e ci mandi una lettera entusiasta e non sappia che sul campo e’ vero semmai l’opposto? Alla fine sara’ anche diventato una ‘persona migliore’ (ma a noi sembra uguale) ma evidentemente ha perso il Fire Inside: era considerate fin troppo competitive, un Guerriero del Court e adesso non si capisce se ha solo paura di perdere o ha perso proprio l’interesse e non mi sfugge certo che le due cose siano collegate ma…
8. OVVIAMENTE non e’ colpa di IPI, GAME ON o dei Coach ma e’ ovvio che IN QUESTO MOMENTO per Nicholas il Metodo Bollettieri non sta funzionando… Del resto e’ stato uno dei primi motti che abbiamo imparato venendo qua nei primi anni 90: non esiste un allenamento/allenatore perfetto per tutti, ne esiste uno perfetto per Te…Noi abbiamo scelto Bollettieri e siamo stati sempre On Board e abbiamo fatto un sacco di pubblicita’ positiva ma e’ chiaro che eravamo attratti dall’ALL in ONE…Quest’anno grandi e positivi cambiamenti in seno all’Academy, non possiamo trovare colpe o difetti particolari, ma forse Nicholas ha bisogno di uno che, magari fingendo, CREDA IN LUI ma se non finge e’ meglio e che faccia sia il tecnico sia il mental (e magari avere la possibilita’ di sostituire 2-3 sessioni di IPI col SensoBuzz…Far capire a Nicholas che e’ un individuo a parte…
9. Poi certo, se non ci mette del suo (tipo RINUNCIA ALLA DOCCIA) possiamo tirar mattina …
10. ADESSO e’ BURNT OUT: staccarlo comunque fino a gennaio…Ha perso CONFIDENCE: e’ un PERFEZIONISTA del tipo che se non e’ perfetto quell giorno smette di giocare, dovrebbe capire che non deve essere perfetto tutti I giorni ma solo un pochino meglio dell’avversario e che il Tennis e’ PROBLEMS SOLVING …Ha perso FIGHTING SPIRIT, REFUSAL OF DEFEAT, VOGLIA DI COMBATTERE: 2 anni fa ne aveva fin troppa …
11. Forse davvero meglio se viene via se tu vedi che si e’ gia’ rassegnato, che non ha voglia di fare, se sta aspettando ‘di essere bocciato’ all’esame di Anatomia per poter poi ricominciare con l’anima fresco e immacolata (syndrome dello student in colpa per non essersi preparato bene all’Esame)…

E voi credevate che noi fossimo stati con le mani in mano? Che avessimo assistito impotenti a questo tracollo psicofisico? Solo qualche settimana fa Nicholas avevo lasciato Nicholas a Bradenton numero uno del suo gruppo che non significhera’ nulla ma era pur sempre il gruppo d’elite del Pomeriggio:batteva regolarmente tutti gli altri tranne un certo Matus da cui aveva perso in finale nel Primo Gran Prix interno ma dal quale si differenziava per una maggiore potenzialita’ nel senso che fra i due era Nicholas a comandare sempre il gioco e a noi andava benissimo cosi’.Voglio una volta di piu’ puntualizzare che non sono state le sconfitte a preoccuparci ma il modo in cui stavano maturando e l’assenza completa di reazioni positive a quel che stava succedendo. Voglio dire: se perdi e la prima cosa che fai e’ andare a fare due ore di atletica o un’ora di servizi o cose del genere, tu non ti preoccupi e anzi magari sei tu che lo porti al cinema o gli fai un regalo per fargli capire che il tennis non e’ tutto. Viceversa , se perdi senza lottare e senza dimostrare il minimo interesse e la prima cosa che fai e’ preoccuparti di andare a cazzeggiare con i 3-4 amici nessuno dei quali brilla per dedizione e spirito di sacrificio e condisci il tutto con continue manifestazioni d’insofferenza nei rapporti con gli insegnanti e la madre … o sei innamorato o comunque nella scala delle priorita’ il tennis occupa la tessa posizione che per i delfini ha il giocare con gli umani nonostante le leggende che circolano in proposito. Dovete anche capire che io vedo e sento attraverso gli occhi e le orecchie di mia moglie e magari qualcosa si perde e si aggiunge attraverso questo filtro: e’ mia moglie la perfezionista, io da mediocre aureo sono piu’ tollerante nei confronti di chi perde essendomi spesso crogioolato nel fascino del Beautiful Loser o degli Eterno Secondi (da Zilioli e Baronchelli nel ciclismo all’Olanda nel Calcio fino ad Agassi nel Tennis) e quindi ripeto per l’ennesima volta,non erano le sconfitte a disturbarmi ma il modo con cui si stavano perpetuando e questo a dispetto di ottimi Reports che ci giungevano sia dal Dr McMurray, il Capo del Head of Sport Psicology, e dal Game On, il Programma che ti aiuta a comunicare coi media e a gestire empatia e linguaggio del corpo nei confronti degli altri. Proprio due settimane fa replicavo fra il divertito e il piccato a una mail del GAME ON che elogiava Nicholas per il Body Language sottolineando: bravissimo, un leader nato, l’abbiamo messo coi ragazzi di 4 anni piu’ grandi … Si, ma lo sapete che da due mesi non vince una partita, sul campo e’ moscio, non ha spirito di reazione, fire inside, etc etc…Cosa faccio? Gli faccio fare l’attore?

Apro quindi qui La Quarta Digressione o Dello ‘Special One’:A causa di una rivalita’ accesa con il Bologna che giocava come in Paradiso negli anni sessanta quando come ogni ragazzino anch’io seguivo il calico, non ho mai potuto fare il tifo per l’Inter. Le cose cambiarono prima con l’avvento di Mancini, il Bimbo scoperto dal Bologna e che a Bologna e’ sempre rimasto legato, e poi anche e soprattutto per l’arrivo di Mourinho. Non e’ che io negli ultimo 20 anni abbia seguito molto il calico ma Mourinho mi era subito piaciuto epidermicamente e un po’ rappresentava, ai miei occhi, quello che in tutt’altri modi aveva rappresentato Sacchi: il Nuovo. E l’Intelligenza. Andato via Mourinho, l’Inter e’ di nuovo scomparsa dall’orizzonte dei miei interessi e comunque nella sfida fra Real e Barca, l’unica partita che ho visto per intero dai Mondiali (dove comunque ne ho viste ben poche), io ero tutto per Messi & Co, sara’ per i colori rosso e blu, sara’ perche’ ci avevan giocato Crujiff e soprattutto Neskens, sara’ perche’ davvero giocano bene come non mi sembra d’aver mai visto giocare e io, dagli anni sessanta in poi, non sono piu’ stato tifoso della squadra ma dell’uomo, passando per esempio dal Milan di Rivera alla Juve di Platini e di nuovo al Milan di Sacchi …Poi basta, meglio il Manchester o, appunto, il Barcellona. E soprattutto meglio il Tri Nations Rugby, meglio Ma’ Nonu e Quade Cooper, Dan Carter e Richie McCaw … Pero’ Mourinho e’ e rimane un grande, anzi un grandissimo. Sentite cosa dice dunque ai microfoni dei giornalisti nel post match press conference: Io dico sempre ai miei giocatori che se vinci allora si, hai il diritto di piangere per l’emozione, la gioia ma se perdi e becchi 4-5 pappine come noi oggi, non devi metterti a piangere, devi avere il desiderio di reagire, la voglia di riscatto. E noi giochiamo sabato con il Valencia: it’s a shame!, e’ un peccato, dovremmo giocare domani!

Dopo che si e’ sparsa la voce della nostra richiesta le cose stranamente hanno cominciato a muoversi piu’ velocemente quasi si fosse create la paura che davvero togliessimo Nicholas e un paio di coach hanno approcciato guardinghi Gabri’ che ha subito volute spiegare che lei vuole tutti I Coaches presenti proprio perche’ sia chiaro ed evidentev per tutti che noi non intendiamo addossare colpe a nessuno ed anzi, riteniamo i Coaches di quest’anno competent e perfino appassionati e l’esperienza in Academy comunque positiva. Il problema e’ che non sta funzionando. CON NICHOLAS non sta funzionando.A vedere I risultati all’Eddie Herr molti obietteranno che non e’ il solo per cui il Metodo Bollettieri non ha funzionato ma bisogna anche essere onesti: hanno fallito anche tanti con il Coach Personale. A me piace guardare agli esempi positivi e quello a cui posso fare piu’ riferimento e’ Alex Sendegeya che sta facendo molto bene all’Eddie Herr e che e’ all’Academy come Full Timer da tre anni. Alex come Nicholas di cui e’ piu’ anziano d’un anno veniva anche lui un paio di volte all’anno a lavorare con Lance Luciani e Margie Zesinger nel mai troppo poco rimpianto Strategy Zone e dovendo approffittare entrambi delle vacanze natalizie e pasquali si sono spesso ritrovati a divider campo, allenatori e drills. E mentre Nicholas, che pure era probabilmente considerate piu’ atletico e talentuoso, sta crogiolandosi nella fama di Rebel Without A Cause e sta ormai per essere considerate un’altra delle tante promesse non mantenute (fuori uno, avanti il prossimo! Ne rimarra’ uno solo!), Alex ha ottenuto gia’ tre anni fa una sponsorizzazione IMG e contribute dalla Federazione Britannica in virtu’ del suo Commitment. Comunque uno degli Head Coach, Ali Bennaji, che in passato aveva dimostrato di credere in Nicholas, sembra prendersi a cuore la situazione e dopo aver parlato a lungo e in piu’ occasioni con mia moglie, prende da parte Nicholas che proprio il giorno in cui era tornato in Academy dopo la parentesi del Ringraziamento, dopo tre colpi era uscito dal campo dicendo che non giocava piu’, basta, non ci riesco, e ci parla a lungo…Scena anche da film: Mia moglie in primo piano e Ali e Nicholas, poi raggiunti anche da Jorge lontano, ripresi col teleobiettivo, 4-5 campi piu’ in la’. Oltre le reti, che parlano, parlano, parlano … Non si sente quell che dice, musica di Mogwai o Moby sullo sfondo. Ma potrebbe andar bene anche Bruce Springstern. Poi Ali va a fare qualche cesto di palle con Nicky e infine si dichiara anche lui d’accordo che non e’ pronto per giocare ma di lasciare a Nicholas la decisione. E’ l’ultimo giorno utile per la registrazione: uscendo dall’Academy Gabri’ e Nicholas passano davanti al capannone che fa da casa base per l’Organizzazione e dal quale entrano ed escono decine di ragazzini eccitati: l’atmosfera e’ vibrante e gioiosa come dovrebbe essere ogni vigilia di una grande manifestazione quando hai ancora tutto per possibilita’. Nicholas prende da solo l’iniziativa : entra e si iscrive. Io gli diro’: hai preso la decisione giusta, E se avessi deciso di non giocare sai che ti avrei detto? Che era la decisione giusta lo stesso. Perche’ era la Tua.

Nel primo turno Nicholas vince dominando 60 62 e nella seconda perde da un giapponese glaciale giocando anche bene e cercando, magari anche troppo spesso, di cambiare il gioco, facendo qua e la’ dei gran colpi ma poi cedendo per quella mancanza di capacita’ di portarsi a casa la partita che fa la differenza sia ai livelli piu’ alti che a quelli piu’ bassi. A meno di non essere in presenza di un divario incolmabile, c’e’ sempre qualcuno che e’ piu’ in grado di un altro di portarsi a casa il match. Nicholas non fa drammi, stringe la mano all’avversario, esce dal campo e poi raggiunto il parcheggio con precisione distrugge metodicamente una dopo l’altra tutte le racchette.

(Musica di sottofondo in crescendo, titoli di coda e …To Be Continued)

Nel Prossimo Episodio:
Il Meeting e la Ricerca del Father Figure Coach: riuscira’ La Canaglia di Lagos a ritrovare il Tennis Perduto? O ritornera’ in Africa a farsi correre dietro dai leoni? E soprattutto: nel tennis e’ meglio essere bravi buoni e belli o brutti sporchi e cattivi? Continuate a seguire gli avvincenti (?) episodi di una Saga che sta appassionando tutti gli Italiani tranne Archipedro:Tennis e Passione in un Amalgama di Sentimenti Nello Splendore dei 70 millimetri:
Gli Arbitri lo Odiavano, Le Donne lo Amavano, I Coach lo Inseguivano
Con Nicholas Grazia nella parte della Canaglia di Lagos
Prossimamente in DVD e Blu Ray

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