Diario di Bordo dalla Stanley Cup (2)

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(Enrico Dalla Valle – Foto Nizegorodcew)

di Alessandro Nizegorodcew (inviato al TC Parioli)

Quest’oggi il compagno di “avventure” è il prode Istruttore Nicola Corrente. Arrivati al Tennis Club Parioli incontriamo anche il fotografo (nonché collezionista di racchette da tennis, ne ha più di 150!) Adelchi Fioriti ed iniziamo, sotto un cocente sole romano, a visionare i match.

In campo Martina Zerulo contro la russa Anna Blinkova, testa di serie numero 7 del torneo. La Zerulo è un’altra giocatrice rispetto a quello vista durante il primo turno con la Lawson. Diritto pesante, rovescio potente e profondo, bene al servizio sia con la prima che con la seconda. La Blinkova, tennista brava ma che non è parsa irresistibile, tira e corre ma non ha grandissima manualità. La Zerulo è più completa e quando decide di tirare lo sventaglio di diritto fa veramente male. Vinto il primo set 6-3, Martina si rilassa e, probabilmente, accusa la stanchezza, perdendo 5 dei successivi 6 giochi (1-5). Da bordo campo ascolto alcune conversazioni, telefoniche e non, e intuisco e la Zerulo non è per nulla al top della condizione fisica per varie ragioni e che quindi anche a livello di tenuta non bisogna aspettarsi granché. Nonostante una piccola rimonta nel secondo parziale la pugliese prende un bel 3-6 e si va al terzo. Qui la Zerulo scappa subito 3-0, ripresa sul 3-2 allunga nuovamente, sino a chiudere col punteggio finale di 63 36 63. Una partita ben gestita, contro un’avversaria inferiore tecnicamente e anche a livello di potenza. Una Zerulo molto motivata, sempre carica e grintosa, che ha lasciato intravedere molte più qualità rispetto al già citato primo turno. Anche i miei compagni di viaggio odierni, Corrente e Fioriti, sono d’accordo: una ragazza che può crescere tanto e bene! Stiamo parlando di ragazzini di 13 e 14 anni e non è mai bello fare delle critiche dal punto di vista comportamentale, ma in questo caso non posso esimermi e non è quindi il caso di liquidare il tutto col classico: “so’ ragazzi…” La Blinkova, sotto 2-5 nel terzo set, chiama il fisioterapista per un inesistente problema al braccio, con tanto di ghiaccio spray e 3 minuti di stop al gioco. Al rientro tira botte di diritto da far paura urlando “Da” ad ogni punto. La Zerulo perde un game ma non si disunisce e chiude pochi minuti dopo, ma l’episodio, soprattutto in un torneo under 14, deve far riflettere. Se si inizia a fare i furbi a 13 anni, a 20 cosa si diventa…

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(Martina Zerulo esulta al match point – Foto Nizegorodcew)

Nel frattempo sul campo accanto, seguito (come lo era la Zerulo) da Rita Grande, c’è Lucrezia Stefanini, che con i suoi colpi bimani sta mettendo in difficoltà la testa di serie numero 8, la romena Andreea Amalia Rosca. Il match è equilibrato e di Lucrezia colpisce la capacità di cercare sempre la palla in anticipo, a volte addirittura di controbalzo, pur di mantenere le redini dello scambio. Tante anche le discese a rete, il più delle volte sfortunate, ma l’atteggiamento offensivo lascia ben sperare. Il punteggio finale per la romena è di 75 62.

Ci spostiamo sul campo centrale dove è in campo Enrico Dalla Valle (seguito a bordo campo da Umberto Rianna) contro il greco Stefanos Tsitsipas, numero 5 del seeding. Il match, nonostante molti scambi combattuti, è a senso unico. Dalla Valle è più potente e i suoi colpi arrotati mettono in seria difficoltà l’ellenico che sbaglia tanto. Curiosa contestazione di Tsitsipas che segna una palla fuori sul servizio dell’italiano. La giudice scende in campo e fa segno che la palla è proprio sulla riga (come in effetti sembrava un po’ a tutti). Il ragazzo greco impazzisce e comincia ad insinuare in inglese che l’arbitro, essendo italiana, starebbe favorendo Dalla Valle. Perde anche il punto precedente e si lascia andare ad un non bellissimo “fuckin’ italian”… Non propriamente un gentleman! L’incontro comunque non è mai in discussione e Dalla Valle vince 64 60.

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(Daniele Iamunno – Foto Nizegorodcew)

Il prossimo incontro da visionare è Daniele Iamunno contro il francese Noe Khlif. La partita termina 64 64 per l’italiano, seguito sulle tribunette da un buon numero di maestri e ragazzi. Iamunno ha un diritto, seppur con impugnatura piuttosto esasperata, molto potente, grazie ad una buonissima velocità di braccio. Non sarebbe male avere un piccolo Andreev no? A parte gli scherzi, come sempre mi riservo la possibilità di guardare almeno 3-4 volte i ragazzi prima di dare un giudizio completo. Certamente sul veloce non deve trovarsi benissimo Daniele (da rivedere molto anche a rete)… Da notare i coach francesi a petto in nudo in tribuna, decisamente poco abituati al caldo romano.

Mi chiama Gianluca Scarlata per il collegamento radiofonico in diretta con Radio Manà Manà Sport. Parliamo del torneo in generale, citando alcuni dei ragazzi italiani, poi tento di passargli un ospite al telefono: Boniek rifiuta, ma Bobo Meneschincheri per fortuna no e viene fuori un ottimo contributo!

Torno sui campi e rimango estasiato da una belga di origine russa: il suo nome è  Victoria Smirnova. Senza un muscola, con cappellino e piccoli occhiali da vista, tira bordate di diritto e rovescio con colpi quasi esclusivamente piatti, con le corde palesemente incordate a 18-20 chili massimo. La Jovic, testa di serie numero 2, fisicamente potrebbe essere la sorella maggiore (molto maggiore!) e le lascia due giochi (dimostrando di essere nettamente una delle favorite per la vittoria finale), ma sono rimasto abbagliato dalla piccola Smirnova.

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(Victoria Smirnova – Foto Nizegorodcew)

Intanto inizia sul centrale il match della testa di serie numero 1 del main draw femminile, ovvero l’ungherese Dalma Galfi. La sua avversaria è la minuscola (metà della Galfi) greca Eleni Christofi e parrebbe un incontro senza storia. La piccola greca invece lotta come una forsennata e accelera ad ogni occasione. Il risultato è 64 26 75 per la Galfi, che non ha però brillato.

L’ultimo match che mi appresto a seguire è tra lo svizzero (tds n.1) Marko Osmakcic e l’ungherese Akos Kotorman. Con Nicola iniziamo a vederli da lontano e, all’apparenza, fisicamente sembra un match tra under 16. La partita è brutta perché entrambi sono molto tesi e si lamentano per qualsiasi cosa. Alla fine prevale Osmakcic 64 75, di cui notiamo la borsa con il nome inciso…

Non ho visto Gianmarco Moroni, testa di serie numer 10, che si è però imposto nettamente sul croato Nikola Mihailjevic 62 60, dimostrando potenza e fisico fuori dal comune per un torneo del genere.

TABELLONE MASCHILE

TABELLONE FEMMINILE

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