Lemon Bowl: Il Resoconto delle Finali

di - 8 Gennaio 2010

MARCO MOSCIATTI
(Marco Mosciatti)

di Roberto Commentucci

Si è conclusa con un grande successo, con tutte le finali disputate come di consueto il giorno dell’Epifania, la 26a edizione del Lemon Bowl Babolat, tradizionale appuntamento natalizio con il tennis giovanile nel Lazio.

Una competizione di prestigio, che vanta un albo d’oro di assoluto rilievo. Qui hanno vinto campioni come Jelena Jankovic, Mario Ancic, Ivan Ljubicic, Anastasia Myskina, Anna Kournikova. Fra gli azzurri, si segnalano i nomi del compianto Federico Luzzi, trionfatore dell’under 12 nel 1992, e delle due giovanissime promesse Giacomo Miccini e Gianluigi Quinzi, entrambi vincitori nella categoria under 10, rispettivamente nel 2002 e nel 2006.

Il torneo, a nutrita partecipazione straniera (35 atleti da 15 diversi paesi) è stato arricchito sul piano tecnico dalla presenza di molti giovani interessanti.

Il patron Paolo Verna ed il suo staff hanno meritato i complimenti di tutti i partecipanti, delle loro famiglie e dei maestri. Qualche numero rende a malapena un’idea della complessità organizzativa dell’evento: ben 1816 incontri disputati, sui 4 circoli che ospitano il torneo: oltre al New Penta 2000, quartier generale della manifestazione, il Madonnetta Tennis Park, l’Eschilo 2 e la Polisportiva Palocco. I campi messi a disposizione dell’organizzazione sono stati ben 35, 26 in terra rossa all’aperto e 9 in veloce al coperto. Il funzionamento della macchina organizzativa ha richiesto complessivamente il coinvolgimento di quasi 130 persone, fra ufficiali di gara, addetti ai campi, alla ristorazione e all’accoglienza dei piccoli atleti.

Nonostante alcune giornate di cattivo tempo, le gare si sono svolte regolarmente, e quando il sole ha fatto capolino, come nella giornata conclusiva, non è mancato un buon afflusso di pubblico e di appassionati, alla ricerca del futuro campione, del Federer di domani.

Tuttavia, come ben sa che si occupa di management e marketing sportivo, a questa età i risultati agonistici possono essere considerati un buon punto di partenza, ma non costituiscono la minima garanzia che si vincerà anche domani, sul circuito pro, quando si farà sul serio.

E’ allora importante che gli atleti, i genitori e i maestri degli aspiranti professionisti sappiano vivere nel modo corretto le vicende agonistiche giovanili, in modo da focalizzarsi sui veri obiettivi: non tanto e non solo cercare di vincere oggi, ma prepararsi per vincere domani, quando conterà davvero.

Passiamo ora in rassegna i ragazzi che meglio hanno impressionato.

La prima vittoria azzurra è arrivata nell’under 10 maschile, per merito del campano Riccardo Perin, da Vico Equense, che ha imposto la superiore consistenza agonistica sullo svizzero Steinegger. Perin, finalista due stagioni fa nell’under 8, ha mostrato buoni fondamentali e notevole scaltrezza tattica.

Nell’under 10 femminile affermazione della slovena Kristina Novak, una biondina tanto calma quanto determinata, che ha domato in due lottate partite la grintosissima toscanina Rebecca Fedele.

Uno dei tabelloni più interessanti era l’under 12 femminile, nel quale ha prevalso la forte croata Petra Granic, che ha messo in mostra buona tecnica e una notevole precocità fisica e tattica. Doti che le hanno permesso di avere la meglio sulla spezzina Costanza Pera del Tennis Park Genova, più acerba sotto il profilo atletico, ma dotata di numeri interessanti e di un gioco molto aggressivo, basato su due fondamentali potenti e puliti. Il risultato finale, 63 61 per la Granic, non rende interamente giustizia ai meriti della Pera. In questa categoria buona impressione hanno destato anche la semifinalista serba Anastasia Cobanovic e la piemontese Anna Turco.

Giovanni Calvano da Formia, testa di serie n. 1, ha rispettato il pronostico e si è aggiudicato in due set lottati la finale dell’under 12 maschile sul potente mancino De Fraia. Il piccolo Calvano è un giocatorino molto ordinato e diligente tatticamente, possiede un ottimo diritto e una buona mano. In questa categoria ha molto ben impressionato anche il palermitano Morello, allenato da Germano Di Mauro, fratello dell’ex top 100. Morello è stato sconfitto da De Fraia in una drammatica semifinale.

tutti i vincitori

Nell’under 14 femminile la livornese Irene Adoncecchi ha beneficiato del ritiro della sua avversaria, la mancina siciliana Veronica Napoletano, che si è infortunata all’inizio della terza partita.

Sul piano tecnico, la performance più significativa è parsa quella del mancino romano Marco Mosciatti del Tennis Nomentano, classe ’97, che ha vinto l’under 14 maschile, pur essendo un anno più giovane degli altri partecipanti. L’allievo di Fabrizio Zeppieri ha superato il solido torinese Turco in un match splendido ed equilibrato, concluso con un drammatico tie break decisivo, nel quale ha anche annullato 2 match point. Mosciatti ha un’eccellente visione di gioco, si muove benissimo, possiede un repertorio tecnico molto completo ed è molto lucido nelle scelte tattiche.

Nell’under 16 maschile vittoria di Eduard Mihaescu, ragazzo romeno che si allena da anni in Italia ed è seguito al TC Garden da Pancho Di Matteo. Mihaescu ha chiesto la cittadinanza italiana, ma pare che la cosa non sia agevole. Il ragazzo, classe ‘94, sarebbe un ottimo acquisto: è parso uno dei giocatori più futuribili visti all’opera. Ottimo fisico, gran servizio, piedi veloci, colpi puliti e buon tocco. A causa di alcuni incredibili vuoti mentali, il rumeno ha faticato più del dovuto a superare la resistenza del tenace Saloli, tennista della Corte dei Conti, che ha lottato in modo indomito prima di arrendersi al tie break decisivo. Ma Mihaescu ha mostrato sprazzi di talento cristallino.

Nell’under 16 femminile la tenace abruzzese Benedetta Fasciani del CT Castel Di Sangro ha superato abbastanza nettamente Chiara Trovi del Tennis Club Bisenzio. La Fasciani, campionessa nazionale di terza categoria, ha mostrato notevole tenuta mentale e buon tocco.

Nell’under 18 femminile bella affermazione di Paula Natalia Orlini, una ragazza di origini argentine che si allena presso la Società Sportiva Dilettantistica Trieste. La Orlini ha sconfitto in tre set Sofia Peroncini.

Nell’under 18 maschile finale con derby laziale: il mancino del Due Ponti Cristiano Compagnone, classe 94, non è riuscito a vendicare, contro il 2.5 Colella (di due anni più grande) la sconfitta subita in semifinale contro lo stesso avversario dal suo coetaneo e compagno di allenamento Teodori. Il regolarista Colella, grandissime gambe e notevole capacità di soffrire, è stato aiutato anche dalla superficie inevitabilmente lenta, ma ha vinto 64 al terzo con merito, grazie alla maggiore solidità e alla notevole qualità difensiva. Compagnone ha mostrato numeri interessanti, ma ha anche commesso qualche errore di troppo. In prospettiva, può fare parecchia strada.

In conclusione, il torneo resta un importantissimo punto di riferimento per il tennis giovanile nel nostro paese.

L’auspicio è che in futuro la qualità della manifestazione possa salire ancora, magari con l’avvio di una politica di ammodernamento delle infrastrutture e degli impianti di gioco.

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