17 commenti

  1. Roby

    Mi ha colpito quello che ha detto il padre della Rezai:
    “Ha il diritto di presentare una denuncia, ma in tribunale dovrà ripetere quelle cose guardandomi negli occhi. Io ho sacrificato tutto per lei. Senza di noi non sarebbe arrivata a questo livello, in famiglia abbiamo lavorato come schiavi per il suo successo”.

    Com’è difficile il rapporto tra genitori e figli…

  2. Madmax

    Roby..

    Oggi molte famiglie per i soldi si ammazzano anche e purtroppo se non costruisci basi solide dopo diventa dura..

    in questi casi però è difficile dire qualsiasi cosa perchè non si conoscono i dettagli.. ricordiamoci poi le loro origini perchè in certi paesi si parte da concetti totalmente differenti dai nostri..

  3. Roberto Commentucci

    Visto che questo il posto “off topic” di genitori e figli lo scrivo qua:

    Come forse saprete, uno dei maggiori ostacoli alla diffusione dei campi veloci nei club è la resistenza dei soci anziani, che temono di farsi male. Si tratta di un vecchio pregiudizio, che non tiene conto dei progressi tecnici compiuti negli ultimi anni sui materiali e sulle resine sintetiche.

    Di seguito vi posto uno stralcio di una mia intervista al Prof. Giovanni di Giacomo, uno dei migliori ortopedici del mondo, responsabile medico di Atp e Wta per l’Europa e medico ufficiale degli Internazionali d’Italia.

    Nel mondo del tennis italiano c’è un dibattito molto acceso sul Progetto Campi Veloci, con cui la Federazione vorrebbe stimolare i Circoli a dotarsi di più campi sintetici per far allenare e competere maggiormente i giovani su queste superfici. Cosa ne pensa?

    Da appassionato posso dire che mi pare un’ottima cosa. Mi sono reso conto che ormai il veloce è la superficie più diffusa nel tennis professionistico, e una graduale introduzione dei campi rapidi, anche in un paese a prevalente cultura della terra come il nostro è del tutto auspicabile per ottenere risultati migliori.

    E sul piano medico? Tanti soci e appassionati hanno paura che i campi sintetici facciano male alle articolazioni. Qual è il suo parere in proposito?

    Mi sento di lanciare un messaggio pienamente rassicurante, ma vanno fatti dei distinguo: le vecchie superfici dure erano in effetti piuttosto impegnative per le articolazioni. Ma negli ultimi anni sono stati compiuti grandi progressi. I campi sintetici oggi hanno uno strato di materiale gommoso, detto “cushion” che consente di eliminare gran parte delle sollecitazioni a carico di caviglie, ginocchia e colonna vertebrale. E quindi molti allarmi mi paiono ormai non più giustificati.

    E poi?

    E poi, ripeto, anche qui gioca un ruolo importante la tecnica: il modo di spostarsi sui campi veloci è diverso da quello che si usa sulla terra rossa, e si deve imparare a muoversi nel modo giusto, esattamente come si impara il servizio. Infine, va anche detto che molti problemi nascono da una scelta superficiale dell’attrezzatura. Il sintetico è una superficie bloccante, se ci si gioca sopra con scarpe da terra rossa, che sono costruite per scivolare, poi non si può dare la colpa al campo. Scegliamo le scarpe corrette.

    L’intervista completa si può consultare on line a questo link, dove è possibile scaricare la newsletter FIT. L’intervista è a pag. 26:

    http://www.federtennis.it/FlipPage-nuovo-formato.asp?ID=34

  4. Madmax

    Roberto..

    mi sa che il m aggiore ostacolo è che sono i circoli a dover pagare i campi e non parlo dei nuovi che tanto farli in veloce o terra rossa poco cambia, ma di quelli che dovrebbero essere convertiti..

  5. Roberto Commentucci

    Max, la conversione da terra a veloce di finanzia da se, con i risparmi che si ottengono nella manutenzione e con il maggiore utilizzo del campo, che soffre meno gli agenti atmosferici. Nel giro di 5 o 6 anni l’investimento viene ripagato e il campo continua ad essere disponibile per altri 4 o 5 anni senza richiedere alcuna manutenzione. E dopo una dozzina d’anni, se il fondo è stato fatto bene, con poca spesa (una mano di resina, 3-4 mila euro al massimo) torna come nuovo per altri 10-12 anni.

    Il maggioer utilizzo è un fattore potente: a Roma ad esempio sulla terra d’inverno dopo le sei di sera, all’aperto non gioca quasi nessuno e le lezioni delle SAT e dell’agonistica sono svolte in condizioni penose, con palle umidissime, enormi e campi che sono risaie.

    Se si giocasse sul veloce, anche con il freddo e all’aperto, le condizioni di allenamento sarebbero comunque migliori.

    Comunque sto lavorando anche per lanciare un “progetto campi coperti”, spero che tra qualche mese si possa avviare.

    Ho fatto alcune statistiche sull’aumento della piovosità negli ultimi anni, prendendo i dati del Servizio Meteorologico dell’§Aeronautica Militare, e i risultati sono impressionanti. A roma si è passati da 70 giorni di pioggia l’anno (nel periodo 1970-2000) a 120 giorni di pioggia all’anno negli ultimi 3 anni (2008-2010). Dati simili ci sono per Napoli, Genova, Bari, Palermo, etc.

    Coprire i campi, anche al centro sud è un imperativo per dare continuità all’addestramento e all’attività agonistica (vedi circuito nazionale giovanile).

  6. Madmax

    Si ma infatti il discorso è giusto nel Centro Sud, dove i campi sono per lo più scoperti. ma al centro nors sono quasi tutti coperti perciò non li useresti maggiormente..

    Poi devi aggiungerci che molte realtà sono comunali dove spesso in un modo o quell’altro riesci a far saltar fuori la manutenzione sfruttando tutte le occasioni possibili..

    Qui da noi ogni anno c’è una tromba d’aria che fa danni.. i comuni prendono soldi dall’assicurazione e spesso anche dallo stato sistemano tutto e rimangono anche con i soldi in tasca..

    Io penso che la federazione dovrebbe prendere delle strutture e darle in gestione gratuita a team privati (controllate ovviamente) dove non si può fare nessun altra attività.. nella realtà non potrebbero stare in piedi se al contrario la struttura la mantiene la fit sarebbe possibile..

  7. Madmax

    Mitico Commentucci..

    Giustamente a parer mio la Federazione ha cominciato a far giocare alcuni CI sul veloce, dando un seguito al PRGETTO CAMPI VELOCI..

    IN questi gg chi partecipa si trova a doverli preparare questi Campionati e un torneo sul veloce prima non sarebbe male poterlo fare..

    Il più vicino che ho trovato è a 250km.. Ti sembra giusto??

    Io penso che si sarebbe dovuto dare un imput alle varie regioni.. 🙂

  8. Roberto Commentucci

    No Max, sono qua…

    Ma vedi, il fatto stesso che tu per andare a trovare un torneo sul veloce, in Lombardia abbia dovuto fare 250 chilometri, è una ulteriore testimonianza di quanto sia importante e necessario il progetto campi veloci.

    Il problema è che i campi non ci sono, e la gente non ci vuole giocare sopra…

    La Federazione aveva dato madato ai comitati regionali di organizzare sul veloce anche le prove di qualificazione ai campionati italiani per under 13 femminile e under 14 maschile, ovvero le due categorie che quest’anno si disputeranno sul veloce…

    Ebbene, noi nel Lazio siamo dovuti andare a Casal Palocco, e probabilmente ce ne hanno dette di tutti i colori…

    Mentre in varie altre regioni le prove di qualificazione si sono organizzate come al solito sulla terra rossa, perché non è stato possibile trovare location adatte…

    Pensa te se si poteva organizzare addirittura un torneo di preparazione…

    Siamo appena agli inizi, ragazzi, e ci vorrà tempo.

  9. Madmax

    Roberto..

    Non è esattamente così, credimi.. almeno da noi…

    Voglio dire in Lombardia di circoli con almeno due campi veloci ce ne sono parecchi ma nessuno ha organizzato un torneo..

    A mio avviso bisognava dare un imput.. Molti circoli non lo sanno nemmeno che alcuni CI quest’anno verranno disputati sul veloce..

    E poichè i soci giocano sulla terra i campi in veloce rimangono vuoti…

    Ed il torneo non l’ho trovato in Lombardia ma in Emilia!!

  10. atti

    Rob.. ha ragione Max..
    Di circoli con la superficie veloce ce ne sono… pochi ma ce ne sono…

    Anche in Veneto ovviamente..solo rigorosamente terra rossa per i Regionali U11-U12 U13- U14 U16…..

    E’ l’eterno dilemma di come vengono recepiti e attuati gli input…
    Difficilmente li fanno nel circoletto con 2-3 campi veloci….si preferisce la location presso il circolo grande e comodo….

  11. Roberto Commentucci

    Lo so bene, ragazzi.

    Questo è un paese anarchico, e in questo mondo del tennis, che non fa eccezione, a volte l’unico modo per ottenere qualcosa di costruttivo è la forza bruta.

    E poi capitano le storiacce che sapete. Non fatemi dire altro.

  12. andrew

    io vedo bene il progetto CAMPI & COPERTI.

    sappiamo tutti quanto ci tengano i dirigenti di circolo al rapporto campi-soci (meno soci più soddisfazione!!!). Ora, mi sembra giusto introdurre il rapporto campi/coperti, di modo che al ristorante il socio possa trovare sempre un posto a lui gradito.

  13. Madmax

    Roberto..

    Io però te l’ho già scritto uina volta..

    Voglio dire uno gestisce un circolo per lavorare e guadagnare ed è indiscutibile che questo è possibile se hai molti soci… I soci piaccia o meno preferiscono giocare sulla terra.. e visto che pagano..

    La realtà è che ci sono molti circoli mezzi vuoti o in disuso che hanno solo cmpi in veloce (ed è proprio per questo che sono andati male e quindi di conseguenza andati in disuso o tenuti in piedi dal calcetto..

    Basta rilevarne qualcuno (i costi sono minimi) e darli in mano a team di agonisti.. Gratuitsmente o contribuendo alle spese..

    Che tra l’altro in questo modo tali team potrebbero in cambio organizzare sui loro campi tutte i vari tornei sul veloce..

    Così anche questo problema sarebbe risolto.. Dammi il benestare che un posto poi lo trovo io qui in zona da noi…

    Pensa prenderei due piccioni anche tre con una fava..

    Campi in veloce e tornei praticamente a casa sempre sul veloce..

  14. Roberto Commentucci

    Max, l’idea è interessante e ragionevole. Qui da noi nel Lazio è inattuabile, ormai non c’è più nulla sul veloce. Ma probabilmente in Lombardia la situazione è diversa.

    Parlane con il tuo presidente di comitato regionale, credo che un tentativo si possa fare.

  15. Roberto Commentucci

    Intanto in questi giorni si stanno giocando le European Summer Cups a squadre categorie under 14, 16 e 18 maschili e femminili.

    L’Italia attraverso i gironi di qualificazioni è riuscita a portare a queste finali le squadre under 16 maschile e femminile, che hanno entrambe raggiunto la finalissima.

    Questi i risultati:

    under 16 maschile a Le Touquet, Francia

    quarti

    (3)Italia b. Serbia 2-1

    QUINZI b. Ilic 6-3 7-6
    Djere b. NAPOLITANO 7-6 6-2
    DONATI/NAPOLITANO b. Djere/Ilic 6-4 6-2

    semifinale

    (3)Italia b. (1)Francia 2-1

    Favrot b. QUINZI 6-4 5-7 6-2
    NAPOLITANO b. Couacaud 5-7 6-4 6-4
    DONATI/NAPOLITANO b. Favrot/Couacaud 6-3 6-7 6-3

    finale

    (3)Italia vs (2)Gran Bretagna

    tra le ragazze:

    under 16 femminile a Leysin (Svizzera)

    quarti

    (3)Italia b. Francia 2-1

    ROSATELLO b. Bacquie 6-7 6-4 6-3
    PAIRONE b. Brouleau 6-0 6-0
    Tholey/Bacquie b. MARCHETTI/ROSATELLO 3-6 rit.

    semifinale

    (3)Italia b. Gran Bretagna 3-0

    ROSATELLO b. Horn 6-2 6-7 6-1
    PAIRONE b. Dunne 7-5 6-2 6-2

    finale

    (3)Italia vs Rep.Ceka

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