Alcaraz, dalla festa Mondiale al rientro in campo: Cincinnati nel mirino, ma il polso resta un’incognita

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Carlos Alcaraz - Foto Jean Catuffe/DPPI / IPA Sport 2 / IPA

L’estate di Carlos Alcaraz si è colorata di rosso. Il murciano ha potuto vivere dal vivo la conquista della Coppa del Mondo della sua Spagna, direttamente dagli spalti del MetLife Stadium di New York, regalandosi una grande gioia in una stagione estiva particolarmente sciapa dal punto di vista tennistico. Se 16 anni fa il primo Mondiale delle Furie Rosse fu incorniciato dai 3 Slam vinti da Rafael Nadal nel 2010 — Roland Garros, Wimbledon e US Open —, oggi la situazione appare ben diversa. Carlos è senza dubbio uno dei migliori giocatori al mondo, ma sono passati più di 3 mesi dall’ultima volta che lo abbiamo visto scendere in campo. Quel maledetto 14 aprile, all’ATP 500 di Barcellona, rimane ancora una ferita aperta da rimarginare, che ha compromesso non poco la seconda parte di stagione per l’iberico. La partenza sprint in Australia, con il coronamento del Career Grand Slam, sembra ormai lontana, ma il tempo restante fermo ai box è arrivato agli sgoccioli.

Il possibile rientro a Cincinnati

Lo spagnolo, con ogni probabilità, dovrebbe rientrare al Masters di Cincinnati (13-23 agosto), a quattro mesi esatti dall’ultima partita nel tour. Il murciano ha da difendere sul cemento statunitense i 1000 punti del titolo vinto nella passata edizione contro Jannik Sinner e, per lui, il torneo in Ohio può essere un primo palcoscenico, seppur altamente difficile e competitivo, da cui ripartire in vista dello US Open. Anche a Flushing Meadows Carlitos dovrà fare i conti con una salatissima cambiale: 2000 punti per il trofeo alzato nel 2025, sempre contro l’altoatesino. Dal rovente agosto negli States, Alcaraz potrebbe uscire rigenerato o ancora più acciaccato. E a essere risucchiati nell’oblio del ranking ci vuole ben poco.

Ma quali sono le reali condizioni di Alcaraz?

Attorno allo stato fisico di Carlos, fin dall’infortunio a Barcellona, hanno sempre aleggiato particolari dubbi. Da lui e dal suo team è trapelato pochissimo riguardo a come stesse veramente. Il segnale più incoraggiante è arrivato proprio in occasione della finale mondiale. Il murciano, che ha portato il trofeo in campo prima dell’inizio della partita, è stato poi inquadrato sugli spalti senza tutore e ciò ha fatto presagire un quasi totale recupero della mobilità dell’articolazione destra del polso.

Diverse, comunque, le indiscrezioni dell’ultimo periodo. Rick Macci, ex allenatore delle sorelle Williams, di Maria Sharapova e Andy Roddick, ha affermato sul proprio profilo X che il polso di Alcaraz sarebbe al 100% e che lo spagnolo avrebbe disputato numerose partite e diversi set di allenamento con altri professionisti del circuito. Secondo il portale sudamericano CLAY, la situazione è ben diversa.

Il mantra di Alcaraz: calma

Il mantra dello spagnolo è uno solo: calma. Non c’è alcun tipo di fretta che possa obbligare il numero 3 del mondo a velocizzare i tempi di recupero. È vero, Carlos ha tanto da difendere sul territorio americano, ma rientrare non al massimo della forma potrebbe compromettere ulteriormente la situazione e favorire una catastrofica ricaduta.

“Carlos si sta allenando, ma ancora a un’intensità molto bassa”, spiegano fonti vicine al sette volte campione Slam, che si è trattenuto solamente per qualche esercizio svolto con la mano sinistra all’avvento del Roland Garros, prima della curiosa simulazione dei colpi con la racchetta rotta, priva di corde. Metodi e allenamenti con l’unico scopo di recuperare la sensibilità sul polso, senza stressare ulteriormente l’articolazione.

Ricordando, inoltre, che una delle teorie più accreditate sul motivo del suo infortunio riguarda il suo aggressivo e “pesante” stile di gioco. Vedremo una nuova versione di Carlitos? Nessuno lo sa. Ciò che è certo è che la sua attesa trepidante sta animando sempre più il mondo del tennis, che necessita terribilmente dell’avversario prediletto di Jannik Sinner, attualmente sovrano indiscusso del suo regno incontrastato.

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