Bernard Tomic torna a farsi vivo: primo titolo Challenger dopo oltre due anni

Tancredi Crepax
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Tomic, Tomic… chi l’ha visto muovere i primi passi sul circuito non se lo è mai dimenticato, ma per chi ha cominciato a seguire il tennis di recente potrebbe essere l’occasione di scoprire un giocatore letteralmente speciale.
Bernard Tomic, australiano del 1992 ed ex numero 17 del mondo, è tornato a vincere un titolo professionistico per la prima volta dopo oltre due anni: il trionfo all’ATP Challenger 75 di Lincoln 2026 è arrivato dopo una finale contro Mark Lajal arrivata fino al tie-break del terzo durata quasi tre ore e con tanto match point annullato (4-6 7-6(4) 7-6(3)), un risultato che non si ottiene senza la massima concentrazione: “Circa dieci giorni fa ho vissuto una sorta di blocco mentale e mi sono detto che questa sarebbe stata la mia ultima stagione, ha confessato davanti al pubblico, prima di rassicurare tutti: “Ora mi sento come se potessi giocare altri 20 anni”.

Focused

Tra escandescenze, pigrizie e stravaganze generali, l’applicazione è stata l’annoso problema della carriera di Tomic, uno dei migliori talenti per tocco e unicità della sua generazione. Il suo dritto sembra colpito senza sforzo, grazie a un gesto estremamente dolce e fluido, e un timing perfetto sulla palla: un movimento indecifrabile, capace di produrre accelerazioni e palle corte con la stessa preparazione. La velocità di braccio e la facilità di controllo si vedono anche sul rovescio, sul servizio (con 1,96cm di altezza) e nei pressi della rete, rendendolo un giocatore tecnicamente totale, almeno per quanto riguarda le superfici veloci (i colpi dell’australiano sono allergici al top spin, e dunque alla terra battuta).

La professionalità è stata il cruccio della carriera, ma non della persona, che spesso è parsa godersi il viaggio senza troppi problemi né aspettative. Nel 2011 si presentò mondo sul circuito maggiore dopo aver incuriosito gli addetti ai lavori per il suo stile di gioco già da junior: a Wimbledon batté Robin Soderling (allora numero 5 del mondo) tre set a zero, e perse ai quarti di finale in 4 set molto competitivi contro Novak Djokovic in uno dei suoi anni veramente buoni. A settembre di quell’anno giocò un altro grande match perso in quattro set, questa volta contro Roger Federer in Coppa Davis, sempre sull’erba.

Da quel momento in avanti, l’australiano nato a Stoccarda con origini croato-bosniache non ha più lasciato la top 100 fino al 2017. L’anno precedente era stato il suo migliore, con buone prestazioni sia all’Australian Open che a Wimbledon, ma dopo queste esperienze sono venute completamente meno le motivazioni, come ha raccontato lui stesso negli anni successivi, causando una caduta vertiginosa.

La risalita

Dopo essere sparito dai radar per qualche stagione, Tomic ha deciso di stupire un’altra volta, questa volta non con il tennis ma tornando a prendere il tennis al massimo dell’intensità, con l’obiettivo di tornare in top 100 e nei tabelloni principali dei Grand Slam.
Dal 2022 ha cominciato a macinare Future e Challenger, giocando oltre 60 match a stagione di media negli ultimi tre anni: la classifica per le qualificazioni Slam ce l’ha già da tempo, ma non è ancora riuscito a superare il secondo turno preliminare, e la sua ultima partecipazione a questo livello rimane l’Australian Open 2021.

Il suo 2026

In questa stagione Tomic, nonostante i due mesi saltati per la nascita della sua primogenita, si ritrova a essere di nuovo campione Challenger e numero 170 del mondo, ma per rimanere in top 200 dovrà difendere gli 88 punti provenienti dalle due finali Challenger raggiunte nell’agosto del 2025 (Lexington 75 e Barranquilla 75). Se il buon periodo proseguisse per tutta l’estate sul cemento americano, sarebbe tra i papabili per superare le qualificazioni agli US Open: così facendo, renderebbe il suo primo turno uno spettacolo assicurato, sia per i vecchi che per i nuovi fan.

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