Bergamo: La Coca Cola di Trevisan

di - 13 Febbraio 2014


(Matteo Trevisan – Foto Milesi)

Il toscano vince un’ottima partita contro Pospisil e prova a rilanciarsi: “Sacrifici ne faccio sin da piccolo, ora devo evitare di fare cose sbagliate, anche nelle piccole cose. Ad esempio, non bevo più la Coca Cola durante i pasti…”. Un ottimo Arnaboldi nei quarti di finale.

Lui cerca di non pensarci, ma è un’etichetta che gli hanno attaccato addosso. E’ difficile dimenticarsi di essere stato numero 1 del mondo junior. La carriera giovanile di Matteo Trevisan è stata scintillante, ma poi gli infortuni (troppi) e una condotta non sempre professionale lo avevano portato ad un passo dal ritiro. Adesso è al secondo turno del Trofeo Perrel-Faip (42.500€, Play-It) grazie alla bella vittoria contro Jaroslav Pospisil, liquidato con un doppio 6-3. “All’inizio ero teso, ci tenevo a far bene, poi ho trovato il break e mi sono sciolto – racconta Trevisan – nel primo game del secondo set mo sono trovato 0-40 sul mio servizio,  anche a causa di una chiamata sfavorevole, ma sono stato bravo a tirare 2-3 ace nel momento del bisogno. Poi è arrivato l’altro break e ho condotto la partita fino in fondo. Ho servito molto bene: su questi campi è la cosa più importante”. Vedendo giocare Trevisan, non ci si capacita di come non sia mai andato oltre la 267esima posizione ATP. E’ completo, potente, esplosivo. Ed è anche un toscano schietto e sincero. “Il mio livello? Domanda da un milione di dollari. Penso di poter fare buone cose nei challenger, ma anche oltre. Ma per arrivare intorno alla 100-150esima posizione ci vuole stabilità fisica e mentale per un anno intero. Prendi l’anno scorso: ho giocato benino, ma sono stato fermo per un mese e mezzo a causa della pubalgia”. Da un po’ di tempo, è tornato ad allenarsi con il maestro Matteo Catarsi a Santa Croce sull’Arno, e cerca di non pensare a un passato pieno di cicatrici. Se gli chiedi se nel 2012 aveva effettivamente pensato di smettere, sospira. “Le cose non andavano bene già da un paio d’anni. Venivo da uno stop per una malattia, e ha iniziato a farmi il polso. I primi esami non evidenziavano nulla di grave, ma continuavo ad avere dolore. Così ho effettuato una risonanza magnetica e ho scoperto di avere una lesione al tendine del polso. C’era la possibilità di operarsi, ma il primario mi disse che era un intervento difficile: avrei potuto perdere una parte dell’utilizzo della mano. Per fortuna è arrivato il dottor Pierfrancesco Parra, che mi ha curato e rimesso in sesto. A quel punto, il mio maestro mi ha incitato a riprovarci”.

In passato, più di una persona sosteneva che Trevisan non avesse una gran voglia di lavorare. Vedendolo adesso, con barba lunga e un fisico tirato come non si vedeva da tempo, vien spontaneo chiedergli quali sacrifici sia disposto a fare per arrivare in alto. Oggi è numero 342 ATP. “In realtà i sacrifici li faccio fin da piccolo. Non si può cambiare dall’oggi al domani. Oggi sono più maturo, semplicemente cerco di evitare delle cattive abitudini che possono danneggiarmi. Dico una stupidaggine: prima bevevo la Coca Cola a pranzo e cena, adesso non più. Diciamo che bisogna evitare alcuni atteggiamenti controproducenti. La speranza di non infortunarsi  dipende anche da come ti comporti e come vivi giorno dopo giorno. Insomma, nulla viene da sé. E’ quasi più un sacrificio rispondere a questa domanda, nel senso che è molto complessa. Potrei dire che sarei disposto a tagliarmi un piede, ma sarebbe una stupidaggine”. A 24 anni (ne compirà 25 il prossimo agosto), Trevisan merita la chance di giocare un anno senza infortuni né incertezze. A quel punto, potrà fare i conti e tirare le somme. Il presente, intanto, si chiama Lorenzo Giustino. Giovedì, infatti, un derby azzurro metterà in palio un posto nei quarti di finale e 17 punti ATP. Nel caso di Trevisan, sarebbero 22, visto che è partito dalle forche caudine delle qualificazioni. Chi festeggia già un posto nei quarti è Andrea Arnaboldi, che prosegue nel momento positivo e ha superato Matteo Viola in un bel match tutto italiano. E’ finita 7-6 6-2, con il match deciso (forse) da un solo punto. Sul 9-8 del tie-break, Arnaboldi ha preso un nastro in risposta e rotto l’equilibrio. A quel punto, il veneto non ha più saputo riprendersi. Sulle ali dell’entusiasmo, “Arna” ha effettuato alcuni pregevoli serve and volley nel secondo set. Nei quarti se la vedrà con l’ungherese Marton Fucsovics (ex vincitore di Wimbledon Junior), che in apertura di giornata aveva superato Ricardas Berankis, estromettendo un’altra testa di serie. Prosegue la marcia di Andreas Beck, decisamente a suo agio su queste superfici, che ha avuto bisogno di due tie-break per domare Konstantin Kravchuk.

Programma di lusso nella giornata di giovedì: oltre al derby azzurro Giustino-Trevisan, c’è attesa per il secondo match di Dustin Brown (contro il vincente di Hernych-Quinzi), mentre in serata è impegnato Simone Bolelli, atteso al delicato match contro Matthias Bachinger: un match che darà le prime risposte sulle ambizioni del bolognese, almeno sul breve termine.

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