Challenger Andria: diario di bordo / 3

di - 20 Novembre 2014

Pietro Licciardi3

di Daniele Sforza

Come da programma, dopo una mattinata spesa a studiare, verso le 4 ci spostiamo nella cittadina vicina per prendere Giovanni, già presentato nel primo diario di bordo, e ci dirigiamo verso il palasport di Andria dove Licciardi sta giocando il suo match di primo turno contro l’ucraino Bubka.

Il viaggio stavolta non è dei migliori, non sto bene e accenno un litigio con una persona ma, nonostante questo, arriviamo sul centrale giusto in tempo per vedere Licciardi chiudere il match con il punteggio di 64 62. Decidiamo di fermare Pietro, anche perché lo avevo già conosciuto.

Torniamo sul centrale, dove si disputano dei brevi allenamenti con in campo Borgo, Lopez Perez, Travaglia e Baldi sotto gli occhi di Rianna e Palmieri. Poi si aggiungono Arnaboldi e Wang, che a breve entreranno in campo. In base al ranking questo match dovrebbe essere una delle più belle partite del torneo e io e Giovanni pronostichiamo la vittoria del taiwanese in rimonta, contro mio fratello secondo cui “Arna” vincerà in due set.

La partita è quasi scialba, Wang non riesce a prendere ritmo e gioca male per tutto il set. Arna invece prova ad imporsi da fondocampo ma non arriva mai ad ottenere una palla break grazie anche alla estrema freddezza del giocatore di Tiapei nei momenti difficili. Nel tiebreak, è invece il contrario con Arna che conquista i primi 4 punti e porta a casa il set per 76(3). Intanto, vedo Matteo Viola vicino a me e gli chiedo cosa sia successo oggi. Mi dice che si è fatto male al braccio destro ed infatti è con il ghiaccio.

Nel secondo la situazione non cambia, Wang è scarico, non sembra quasi riuscire a giocare su questa superficie e per Arnaboldi è semplice tenere il servizio. Wang si impegnerà quasi sempre soltanto sulle palle break, 7, di cui due match point, annullandole e per questo porterà anche il secondo parziale al tie break. Sembra la fotocopia del primo set, Arna scappa via 3-0 con due errori banali del giocatore di Taipei ma ancora una volta arriva la reazione di Jimmy, sempre composto in campo (al contrario di Arnaboldi), che porta a casa il set.

La partita sembra finire in quel momento, Arna ha si una palla break nel terzo set ma Wang è semplicemente pazzesco nei momenti topici e l’annulla, Arna nel frattempo sembra aver finito la benzina e prova a scendere spesso a rete senza ottimi risultati. Wang prende il largo e chiude per 6-2.

Arna è visibilmente irritato e decidiamo di non fermarlo. Aspettiamo Jimmy e lo seguiamo nella Player Lounge, dove poi arriva anche la moglie. Wang è visibilmente distrutto dopo 2.30 di match ma ci rilascia comunque l’intervista, anche lunga, che poi uscirà in un articolo a parte.

Torniamo sul centrale dove sta per cominciare il doppio che vede opposti Baldi/Travaglia contro Borgo/Lopez Perez. Il primo set scorre via velocissimo con la coppia italo/spagnola che non riesce a prendere ritmo e commette diversi errori. Baldi e Travaglia, al contrario, sono perfetti sia come coppia che come gioco. Gli italiani si impongono per 6-1 mentre il secondo set racconta tutta un’altra storia. Borgo sale di livello mentre Baldi comincia a sbagliare davvero tanto. La coppia italo-spagnola ha comunque l’occasione per portare a casa il set prima del previsto ma non la sfrutta, complice l’ottimo Travaglia, ma ci riescono nell’11mo gioco, chiudendo il set per 7-5. Al Supertiebreak la situazione si capovolge facilmente, gli italiani vanno avanti per 4-2, vengono rimontati, rimontano e alla fine si trovano in una situazione di equilibrio sul 9-9, dopo aver annullato un match point. A decidere il tutto è il nefasto doppio fallo sul match point di Lopez Perez che lascia la partita ai giovani italiani per 11-9. Proviamo, per la seconda volta, a fermare Baldi (ci avevamo provato ieri) e abbiamo un secondo no. Decidiamo allora di andare alla ricerca di Lopez-Perez, diventato uno dei miei idoli, e lo aspettiamo all’uscita della stanza dove sta ritirando il prize money. Intanto ci passa una persona che dirige le transportation e ci dice, in dialetto tipico locale (scriverò in italiano): “Se vedi una cinese, quella è la ragazza di Wang, vedi che le serve un posto in macchina perché devono tornare in albergo”. Nel frattempo il match di Donati comincia e i miei compagni decidono di spostarsi mentre io attendo felicemente il giovane spagnolo, disponibilissimo a rispondere alle mie domande:

Cosa puoi dirmi a riguardo del match?

Nel primo set abbiamo giocato molto male, forse il mio partner (Borgo,ndr) era un po’ freddo perché abbiamo aspettato tanto prima di iniziare il match, mentre loro hanno giocato bene e hanno vinto facilmente il primo set. Nel secondo io ho giocato sempre allo stesso livello, mentre Francesco è salito e abbiamo vinto il secondo set. Poi il terzo si è giocato su pochi punti e loro hanno vinto.

Hai giocato qualche torneo in Kazakhstan, come mai hai scelto questo posto per giocare?

Ho fatto questa scelta perché dovevo giocare qualche torneo più semplice per ottenere “punti facili” in modo da arrivare agli Australian Open il prossimo anno. Non avevo vinto molti match in quel periodo quindi sono andato li e sono tornato a vincere.

Sei felice per questa stagione?

Si, assolutamente. Forse giocherò un altro torneo o qualcosa con la mia accademia (mi alleno in Spagna) ma comunque sono felice…

Essendo spagnolo, preferisci la terra?

Si, per forza. Questi campi sono davvero veloci, non puoi davvero immaginare.

Come ti trovi a giocare sul play-it?

Qui è molto difficile giocare. Penso siano i campi più veloci su cui abbia mai giocato.

Ti piace giocare in Italia?

Si, quest’anno ho giocato almeno una decina di tornei, ma sempre su terra perché sono i campi su cui mi trovo meglio.

Qual è il tuo più bel ricordo di questa stagione?

Quest’anno ho fatto semifinale a Todi, ho battuto dei top 100 e mi sono sentito bene. Qui è anche successa una cosa strana. Ero in semifinale, stavo vincendo, lo stringer aveva preso le mie racchette e quindi non avevo più racchette per giocare…

Finita l’intervista non posso entrare sugli spalti perché stanno già giocando, così attendo con Lopez Perez che mi chiede, vista la sconfitta, se conoscessi un posto per divertirsi stasera. Gli dico che purtroppo ad Andria e comunque quasi in generale, trovare un posto per divertirsi il mercoledì sera è abbastanza difficile. Rientro in campo per assistere al match di Donati in cui ci sono davvero tantissimi errori arbitrali. Donati gioca bene per tutto il primo set, anche per tutta la partita, e resta calmo anche nei momenti difficili. Il problema è che Kravchuk su una superficie del genere è assolutamente ingiocabile al servizio. Ottiene il 100% di punti con la prima per gran parte del match e riesce a firmare il break nell’unica occasione vera, giocando un ottimo game in risposta, in cui Donati non ha potuto fare niente.

Stesso copione nel secondo set, solo che Donati non ha quasi mai problemi al servizio, solo sul 5-5 annulla una pericolosissima palla break, quasi un match point, sempre con quella grande freddezza che lo contraddistingue e che gli farà quasi sicuramente raggiungere ottimi risultati. Si va al tie break, Kravchuk ottiene il minibreak e la partita sembra finita. Incredibilmente Kravchuk mette il suo primo doppio fallo in questo momento e regala all’italiano quella fiducia necessaria per giocare i punti del tiebreak in maniera “tranquilla”. Donati sale di livello giocando un punto pazzesco, in cui Kravchuk ha provato un passante in tweener (se entrava, era il colpo del torneo) e porta a casa il set. Sono le 11.30 e, a malincuore decidiamo di lasciare il Palasport. Il viaggio in macchina è contraddistinto dal tifo pazzesco di mio fratello per Donati che si arrabbia giustamente per la sconfitta per 7-5 al terzo.

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